Informazioni utili

Da: lunedì 6 agosto 2018A: venerdì 17 agosto 2018Durata: da 12 a 19 giorni

Estensioni finali a: mercoledì 22 agosto 2018 O: venerdì 24 agosto 2018

Guida: Andreana Stella CrisciPartecipanti: massimo 12

 

Il viaggio abbina l’esplorazione naturalistica, storica, etnica e spirituale di una delle più affascinanti e remote regioni della Siberia, la Repubblica di Tuva, in occasione dell’appassionante, e sconosciuto, festival di Naadym che concentra il meglio delle tradizioni culturali locali, dalle competizioni con cavalli e yak ai concerti di musica khoomei, di origine sciamanica. Si avrà poi l’eccezionale possibilità di incontrare lo sciamanesimo siberiano, che a Tuva esprime uno dei suoi apici, circondati da una natura eccezionalmente intatta e diversificata che nella eco-regione degli Altai-Sayan conserva una delle riserve naturali più protette e vergini del pianeta. A Tuva potremo ammirare le tombe di re e regine sciti e i loro preziosi ed inaspettati reperti museali, scoprendo le misteriose origini indoeuropee di questo antico popolo e ammirando il tesoro degli Ori degli Sciti, uno delle maggiori e sorprendenti scoperte archeologiche e storiche dell’ultimo decennio.

NB: le iscrizioni chiudono a fine maggio 2018 perché il viaggio include un’area protetta per la quale è necessario un visto speciale da richiedere almeno due mesi prima della partenza.

 

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Tuva

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Arceri al Naadym

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Tuva, rito sciamanico

 

 Accompagna il viaggio Andreana Stella Crisci; si prevede un massimo di 12 partecipanti.

 

Il viaggio inizia ad Abakan, capitale della Repubblica Federale Russa della Chakassia, dove si atterra dopo uno scalo a Mosca e si inizia un percorso in pulmino in direzione sud per la remota Repubblica di Tuva, la regione autonoma della Siberia Centrale che confina con la Mongolia. I paesaggi sono molto diversi, con alte montagne innevate, infinite distese di foreste verdissime e colline e altipiani di taiga. Oltre Kyzyl, la capitale di Tuva che ha la peculiarità di essere posta nel punto più centrale di tutto il continente asiatico, si esplorano le aree meridionali dove le popolazioni semi nomadi vivono nelle tipiche yurte, allevano capre, cavalli e yak, ed a volte anche i cammelli bactriani, conducendo uno stile di vita immutato nel tempo. Nella Valle di Ubsu Nuur, Riserva della Biosfera e Patrimonio dell’Unesco dal 2003, ci si immerge in uno dei paradisi della biodiversità mondiale, dove in uno spazio limitato è presente una molteplicità di ecosistemi, laghi, monti e colline, alti prati e pascoli, foreste di cedri e larici, che via via si tramutano in distese desertiche di sabbia e argilla, steppe aride e tundre paludose: la più nordica regione desertica al mondo infatti incontra qui la più meridionale delle zona di tundra. Si potrà avvicinare l’esperienza della vita nomadica pernottando nelle yurte e in tipiche e semplici baite in legno, con l’opportunità di apprendere, immersi nella natura silenziosa, i segreti del canto polifonico da uno dei suoi più grandi maestri.
Un aspetto unico del viaggio è l’incontro con alcuni sciamani siberiani, uomini che il destino ha portato ad essere un anello di congiunzione con le entità e le forze della natura. Incontrare uno sciamano può avere un significato anche personale, in quanto in queste regioni oltre ad essere i guardiani dei riti e delle tradizioni delle proprie etnie e profondi conoscitori della natura e del mondo vegetale, possono avere il ruolo di veggenti, guaritori, medici, educatori e musicisti. Chi lo desidera potrà partecipare ai loro riti di gruppo ed anche chiedere una consultazione privata.
Si torna quindi verso la capitale di Tuva, Kyzyl, dove si svolge per tre giorni l’annuale Festival di Naadym, la festa nazionale che si svolge verso la metà agosto. È un equivalente tuvino del festival del Naadam mongolo ma ancora pressoché sconosciuto all’esterno, un evento molto importante che attrae le gente di tutti i distretti ai confini con la Mongolia: si raduna così una popolazione semi nomadica e si svolgono diverse competizioni: appassionanti corse di cavalli, gare di tiro con l’arco e di atletica, l’esposizione di yurte e dimore di mandriani di renne e gare di bellezza per i paramenti equestri. I due eventi più tipici e popolari sono senza dubbio il khuresh (la lotta nazionale) ed i concerti di khoomei, il canto polifonico o canto di gola tuvino, che sfrutta il fascio di melodie che compongono la voce.
Tuva non mancherà di sorprendere anche per il suo patrimonio storico di grande pregio: il Museo Nazionale di Kyzyl custodisce la collezione degli Ori degli Sciti, tra i reperti più preziosi delle recenti scoperte dell’archeologia.
Il viaggio si conclude con il ritorno ad Abakan, dove si può scegliere di proseguire per l’estensione o rientrare.

È un percorso che sfata il pregiudizio sulla Siberia come terra inospitale, piatta e gelida, la patria di esiliati tristi e alcolizzati, per scoprire l’inaspettato mosaico delle sue numerose meraviglie naturali, con laghi purissimi immersi in boschi di conifere e circondati da monti ricchi di leggende, e un patrimonio storico di valore che esprime tradizioni antiche e affascinanti.

 

Estensione Transiberiana e Lago Baikal

Chi prosegue con l’estensione del viaggio vivrà per due giorni l’emozione del mitico viaggio in treno sulla linea ferroviaria Transiberiana attraversando le immense distese della Siberia: un susseguirsi di laghi e steppe erbose, campagne e distese acquitrinose, boschi di betulle e larici, dacie dal tetto spiovente. Si arriva al Baikal, il lago più grande e profondo del mondo, il grande mare interno della Siberia contornato di miti e leggende considerato, Patrimonio Mondiale dell’Unesco, dove si visitano la costa incontaminata e le mitiche isole del Piccolo Mare intorno all’Isola di Olchon, luoghi sacri per le tradizioni sciamaniche, che anche qui come a Tuva sono molto vive. Giunti a Irkutsk, la capitale siberiana, si visitano i palazzi e le chiese dei tempi della vecchia Russia degli zar, che il tempo trascorso ha lasciato pressoché immutati.

 

Estensione a Mosca

Il volo di rientro da Irkutsk passa da Mosca… abbiamo così organizzato un’ulteriore breve estensione di due giorni per cogliere l’opportunità di visitare la spumeggiante e coltissima capitale russa, dopo che sarà già fortunatamente spento il palcoscenico dei mondiali di calcio.

 

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Mosca, il Cremlino

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Tuva

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Mosca, San Basilio

 

Tuva, al centro dell’Asia

La Repubblica di Tuva è una remota regione della Federazione Russa a nord ed a est dei monti Altai, situata nella parte più meridionale della Siberia dove si incontrano la taiga, la foresta boreale e la tundra e dalla neve e dal ghiaccio si passa lentamente alla steppa mongola; qui i fiumi Kha-Khem e Bi-Khem (Grande e Piccolo Enisej) confluiscono nell’Enisej: per i russi questo è il "padre di tutti i fiumi” ed un suo riferimento appare spesso nella loro letteratura. Un tratto importante del territorio, così lontano dai mari (Tuva è il punto geografico più centrale del continente asiatico!) sono i laghi che lo costellano e ne impreziosiscono gli orizzonti, con molte zone dove le acque hanno anche qualità terapeutiche note da secoli; i tuvini raccontano miti e leggende che popolano ognuno di questi specchi d’acqua, indicando anche il nome dello spirito della natura che secondo loro lo abita.
Nella gran parte della Siberia si incontra una prevalenza di russi, mentre nella Repubblica di Tuva il 77% della popolazione è autoctona: l’etnia tuvina, che conta circa 300.000 persone, è uno dei maggiori gruppi etnici della Siberia con una propria lingua che, anche se viene utilizzato l’alfabeto cirillico nella scrittura, appartiene al ceppo turco. Buona parte della popolazione è tuttora nomade o semi-nomade e vive dell’allevamento di renne, di pesca e caccia e della raccolta di frutti selvatici, seguendo la propria tradizione. A seguito della caduta del sistema socialista la situazione economica e sociale dei tuvini è drasticamente peggiorata e si cerca di mantenere intatte le mandrie grazie alla creazione di cooperative ed alla vendita dei prodotti delle renne, ma la disoccupazione tra i giovani tocca ancora alte percentuali e molti migrano verso le città; la capitale, Kyzyl, conta oggi 90.000 abitanti. Nonostante le difficoltà i tuvini hanno però avuto successo nella difesa della propria cultura, che è molto ricca e raccoglie tratti con origini diverse, sia turchi che mongoli. Negli scorsi anni l’attenzione si è concentrata soprattutto sulla letteratura, ed è sorprendente come le tradizioni sciamaniche e del buddismo tibetano, che qui è la religione principale, siano rifiorite nonostante i tentativi di estirpazione condotti durante il regime sovietico; in particolare lo sciamanesimo qui  è vivissimo e rappresenta una forte esperienza quotidiana delle persone.
Tuva e lo sciamanesimo
Le tradizioni sciamaniche in Siberia sono molto radicate nelle regioni degli Altai, in Buriazia, sul lago Baikal, in Kamchatka ed in modo particolare a Tuva. Nel contesto di un immaginario popolato da diversi spiriti personificati in animali, montagne, fiumi o laghi vengono eseguiti affascinanti rituali immersi nella natura (conosciuti come Kamlaniye) quando gli sciamani per comunicare con gli spiriti della natura ballano intorno al fuoco, cantano, usano un linguaggio con cui cercano il contatto con gli animali e suonano un tipico tamburo. Sono rituali molto coinvolgenti ed interessanti a cui anche il visitatore, se ha opportuni contatti locali, può essere ammesso. Attualmente nella regione di Tuva si contano anche numerosi centri e cliniche sciamaniche, aperte sia alla popolazione locale che ai turisti, che offrono consulenza, trattamenti o rituali per il benessere dei pazienti e delle loro famiglie.
Tuva, un breve cenno storico
La storia di Tuva, già menzionata dallo storico greco Erodoto, può essere seguita a ritroso fino all’età della pietra: già nel neolitico (5.000 a.C.) la presenza umana è testimoniata da espressive pitture rupestri. Il grande momento storico di Tuva è legato al periodo dei leggendari Sciti, il cui regno 2.500 anni fa si estese dalla Mongolia alla costa del Mar Nero. Tra il 2000 ed il 2003 gli scavi archeologici in un’area che ora è stata battezzata "Valle dei Re" hanno portando alla luce migliaia di oggetti funerari d’oro che gli Sciti seppellivano coi loro re. In epoche più recenti, fu conquistata nel 1207 da Gengis Khan e qui regnarono gli uiguri, i kirghisi ed i mongoli. Poi dal XVIII secolo la regione fu parte dell’impero cinese, fino all’inglobamento nel vasto impero russo di cui han seguito le vicende fino ad oggi.

 

La Siberia: “terra meravigliosa e pura”

In lingua mongola Siberia significa “terra meravigliosa e pura”. E così si presentò, con la natura sconfinata, le montagne imponenti e le ricchezze minerarie ai primi coloni ed ai cosacchi che vi si avventurarono nel XVII secolo e che ne completarono la conquista nel corso di 80 anni. Ma la Siberia è anche stata una terra di confino e di esilio, ed oggi presenta un caleidoscopio di razze, religioni, etnie e tradizioni diverse. Questo spazio immenso, grande come il Canada e l’India uniti insieme, fa parte della Federazione Russa ed è diviso dalle regioni russe europee dai monti Urali. “Siberia” è un termine di riferimento geografico, non di regione amministrativa, in quanto il territorio è suddiviso tra diversi Stati e Repubbliche che dopo la disgregazione dell’Unione Sovietica sono rimasti fedeli alla Russia entrando a far parte della nuova Federazione, che nel loro insieme compongono tre quarti del territorio federale ma solo un quarto della popolazione.

 

La Transiberiana

Voluta nella seconda metà dell’Ottocento dallo Zar Alessandro III per favorire lo sviluppo della Siberia, la costruzione ebbe inizio nel 1891 e durò circa un decennio. Nel secolo precedente, il Settecento, l’economia siberiana era stata legata al commercio delle pellicce e soprattutto alla scoperta delle miniere d’oro che aveva incentivato la colonizzazione da ovest. I trasporti avvenivano per la maggior parte via fiume, lungo i corsi che avevano portato i primi coloni russi. Già nel 1689 era iniziata la costruzione della Grande Strada Siberiana, nota anche come la Via del Tè per via delle grandi quantità di tè che erano trasportate dalla Cina all’Europa. La Via del Tè partiva da Mosca e attraversava le principali città dell’Impero: Murom, Kazan, Perm e Tara fino ad arrivare al lago Baikal e poi incrociare la Grande Muraglia e la città di Kyakhta, dove le carovane di cammelli attendevano per caricare le mattonelle di tè, le sete e il rabarbaro secco. La Via fu terminata solo alla metà del XIX secolo in quanto il canale di Suez aveva gradualmente ridotto gli scambi con la Cina ed il passaggio delle carovane. La strada per Kyakhta rimase in uso fino alla fine dell’Ottocento, e il suo declino iniziò con la costruzione della Ferrovia Transiberiana e l’ultima carovana percorse la Via del Tè nel 1925. La nuova ferrovia cambiò rapidamente la fortuna di alcune città siberiane. Inizialmente la ferrovia si interrompeva all’altezza del Lago Baikal e riprendeva sulla sponda opposta. Nel XX secolo infine, con la rivoluzione russa, l’impatto della transiberiana divenne importante sia come aiuto alle forze rosse nella conquista della regione sia nella successiva creazione dei terribili gulag, i campi di concentramento staliniani, che rovesciarono il ruolo della Siberia, da terra ambita a terra di esilio. Dopo ulteriori estensioni verso est, la linea Transiberiana fu sviluppata infine per tutta la sua attuale lunghezza di quasi 10.000 km, che ne fa oggi la più lunga al mondo.

 

Il lago Baikal

Il Lago Baikal è, come dicono i russi, un luogo di superlativi: il più profondo (1637 metri), il più antico, il più grande dell’Eurasia, il più limpido, il più pulito, quello col più alto grado di biodiversità, il più grande volume di acqua fresca del mondo. Tutti i fiumi del mondo insieme impiegherebbero un intero anno per riempire il suo bacino. La distesa del Baikal, le cui acque cristalline sono trasparenti fino a una profondità 40 metri, è inanellata da coste boscose, che nella stagione estiva sono coperte di colorati fiori di campo, ed è contornata da speroni di roccia, grotte naturali e promontori panoramici dove la vista spazia senza fine.

 

Nota tecnica

La stagione è buona con un clima mite e poche precipitazioni. I valori storici indicano per Mosca una temperatura minima di 12°C. e massima di 22°C., con 75 mm di precipitazioni; Abakan: 10°C.- 24°C. e 65 mm; Kyzyl: 11°C. – 27°C. e 9 mm; Irkutsk 9°C. – 21°C. e 90 mm. Le sistemazioni sono pulite ma per la maggior parte molto spartane: piccole baite essenziali o yurte comuni; si hanno a disposizione dei bagni privati solo a Kyzyl, ad Abacan e nelle estensioni, mentre in alcune località il bagno non c’è proprio e si utilizzano i vasti spazi della natura…. Si viaggia con un pulmino privato su strade asfaltate e con dei mezzi fuori strada dove necessario. La cucina locale è piuttosto modesta e a volte difficile per i vegetariani.
Il visto d’ingresso per la Federazione Russa deve essere ottenuto prima della partenza; può essere richiesto al Consolato o fatto tramite agenzia (che è più consigliabile); per informazioni ulteriori contattare Amitaba.
Il fuso orario: l’ora di Mosca è 2 ore prima dell’Italia, Abakan e Kyzyl 5 ore e Irkutsk 8 ore.
Il visto d’ingresso per la Federazione Russa deve essere ottenuto prima della partenza; può essere richiesto al Consolato o fatto tramite agenzia (che è più consigliabile); per informazioni ulteriori contattare Amitaba. Copia del visto e del passaporto deve poi essere trasmessa ad Amitaba per la preparazione dei permessi speciali per Tuva – la ricezione di questi documenti deve avvenire entro il 31/5/2018.

 

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Ori Sciti

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Costumi tuvini

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Tuva

 

 

 

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

1°g.    Lunedì 6 agosto, partenza per Mosca  
Il volo suggerito per questo viaggio è della Aeroflot; la partenza per Mosca dall’aeroporto di Milano Malpensa è alle 18.20 con arrivo alle 22.40 e da Roma Fiumicino alle 15.30 con arrivo alle 20.15.

2°g.    7/8 Mosca - Abakan – Valle dei Re – Maral Farm  
Si riparte sempre con Aeroflot alle 0.05 con arrivo ad Abakan, capitale della Repubblica Russa di Chakassia, alle 8.40 ora locale. Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente di Amitaba e partenza in pulmino privato verso sud est. Si segue una strada molto panoramica che attraversa i monti Sayan in direzione di Kyzyl, la capitale della Repubblica Russa di Tuva. Lungo il percorso si visita la Valle dei Re, situata su di un altopiano attraversato dal fiume Uyuk, dove si trovano i tumuli funerari degli sciti. Questa misteriosa popolazione nomade indoeuropea, citata anche da Erodoto, fu di probabile origine iranica; la mitologia classica le assegna un’origine mitica, con l’unione di un eroe greco ed una donna serpente. La Scizia originariamente era situata tra il Mar Nero ed i Monti Urali e si estese successivamente fino alle steppe del Kazakistan, all’attuale Cina ed alla Grecia, ma fu soprattutto nell’attuale Russia e Siberia che gli sciti dominarono per molti secoli, fino alle invasioni degli Ostrogoti e degli Unni tra il IV ed il VI secolo d.C.. Il numero totale dei tumuli preistorici sciti del sito, chiamati kurgans, è di numerose centinaia e sono disposti in file parallele. Il più famoso è certamente quello di Arzhaan, che si ritiene risalire al 700 a.C., che nel 2001 ha regalato la straordinaria scoperta storica di una tomba scita intatta. Vi furono trovati vari chili di reperti d’oro ed i resti di un Re e della consorte, nonché di alcuni cavalli. Dopo la visita ed il pranzo si prosegue per il campo di yurte di Maral Farm, dove si alloggia in baite di legno non dotate di servizi e si cena.  

3°g.    8/8 Mara Farm – Lago Dus Khol  
Ci si dirige verso il lago salato di Dus-Khol (Svatikovo), che dista circa 200 km, uno specchio d’acqua poco profondo le cui acque ed i cui fanghi hanno proprietà terapeutiche per le articolazioni, l’apparato digerente, il sistema nervoso centrale e periferico, le malattie della pelle e ginecologiche; questo grazie alla alta composizione di sale ed all’artemia salina, un minuscolo organismo rosso che vive solo in condizioni saline come queste ed il cui contributo è quello di pulire l’acqua. Si può nuotare e si effettuano bagni coi fanghi. Tempo libero nel pomeriggio per una passeggiata. Si pernotta presso il Dus Khol resort, dove si cena in una yurta adibita a ristorante.

4°g.    9/8 Lago Dus Khol – Chagytay  
Si raggiunge il remoto lago Chagytay, che dista circa 50 km. Situato a 1000 metri di altezza, è il più grande e profondo di Tuva e vi prosperano diverse specie di pesci, tra cui lucci, pagelli e carpe. Si alloggia per due notti sulle coste del lago presso un campo turistico, spartano e con servizi piuttosto rudimentali, dove in serata, allietati da un falò sotto le stelle, si assiste ad un concerto folcloristico di khoomei, il sorprendente canto polifonico.

5°g.    10/8 Chagytay, escursione a canyon di Durgen  
Nel corso della mattina si raggiunge il canyon di Durgen, che dista 18 km; il luogo, circondato dalla foresta e dalla taiga e impreziosito dalla vicina cascata, è tra i più belli della regione. Si trascorre il pomeriggio sulle rive del lago, con la possibilità  di effettuare un incontro privato con uno sciamano che sarà presente con noi. Di ritorno al campo si partecipa ad un appassionante Kamlaniye, un rituale con cui lo sciamano si connette con gli spiriti del lago cantando e suonando il tipico tamburo intorno al fuoco e pregando per la benedizione di tutti i presenti. Dopo il rituale per chi è interessato ci sarà un’altra possibilità di avere un breve consulto privato riguardo alla propria salute o proprio futuro, o anche per richiedere un eventuale rito di purificazione (si ricorda che per questi consulti è parte della tradizione dare un’offerta).

6°g.    11/8 Chagytay – Valle di Ubsunur – Lago Tore-Khol  
Si prosegue il viaggio in direzione sud per l’area di Erzin, che confina con la Mongolia, dove si trova la remota valle di Ubsunur, che è stata designata Riserva della Biosfera grazie all’altissimo grado di purezza ambientale ed al bassissimo impatto della presenza umana. Lungo la strada si sosta alla Montagna del Cammello (il Teve-Khaya), dove si consuma un picnic. Nei pressi del lago Tore-Khol, che è parzialmente ubicato in territorio mongolo, ci si reca in una delle aree protette della valle di Ubsunur: le dune di sabbia ”Tsugeer Els”, che con la chiarezza particolare della sabbia formano un paesaggio particolarmente suggestivo. Cena e pernottamento al campo del lago Tore-Khol; si utilizzano case di legno, con l’elettricità ma senza servizi privati.

7°g.    12/8 Lago Tore-Khol  
Ci si dirige al monte Kezhege, letteralmente “treccia d’uomo”, per una escursione alla montagna, che è considerata sacra e la dimora di una potente entità di protezione; è un luogo ricco di leggende, un monte di forma circolare ricco di altari di pietra, statuette e simboli buddisti. Ci si reca quindi tra gli allevatori nomadi di cammelli Bactriani e chi lo desidera potrà fare una breve passeggiata a dorso di cammello. Questi cammelli che vivono nelle zone desertiche e steppose dell’Asia Centrale rispetto ai più comuni dromedari hanno due gobbe egualmente sviluppate ed un pelame più folto, particolarmente lungo nella zona inferiore del collo. Si pranza con un picnic e ci si dirige a Yamaalyg, un’altra delle aree protette di Ubsunur, dove si trovano circa 300 tumuli funerari delle tribù scite, unne e turche, oltre a dipinti rupestri preistorici dell’Età del Bronzo rappresentanti diversi animali, tra cui cavalli, tori e montoni. Questa regione vide infatti il transito di diverse popolazioni quali gli Unni, i Turchi ed i Mongoli che vi lasciarono le proprie tracce, motivo per cui tumuli e antiche lapidi sono un elemento ben presente nel paesaggio. Passando accanto a diversi laghi salati si torna al campo del Tore-Khol, in tempo per una possibile nuotata nell’acqua purissima del lago.

8°g.    13/8 Lago Tore-Khol – Erzin - Aldyn Bulak  
Dopo un pranzo nel villaggio di Erzin si lascia la regione meridionale di Tuva e si riprende la strada in direzione della capitale, Kyzyl, arrivando al campo di yurte di Aldyn-Bulak, che dista circa 250 km. Si cena qui e si alloggia nelle yurte che ospitano 7 persone l’una. (E’ possibile utilizzarle in due o da soli pagando un extra localmente, circa € 60 in due e circa € 100 in singola). Alla sera si assiste ad una eccezionale rappresentazione dei migliori cantanti tuvini di canto polifonico khoomei.

9°g.    14/8 Aldyn Bulak – Kyzyl; festival di Naadym e visita  
Il programma di oggi e domani sarà in accordo con quello ufficiale del festival di Naadym, non ancora disponibile al momento della nostra pubblicazione. Usualmente inizia con una cerimonia di apertura, un concerto dei cantanti polifonici di Tuva e competizioni a cui partecipano cantanti da tutto il mondo; la serata conclusiva propone poi un concerto dei vincitori delle competizioni canore. Il programma del festival inoltre include: l’apertura del camping delle yurte, la premiazione degli allevatori campioni, l’esibizione degli animali agricoli, una fiera di prodotti fatti a mano, corse di cavalli, gare di tiro con l’arco, parate e la tipica lotta locale (lo xuresh), la gara per la migliore yurta tra i nomadi delle 17 regioni di Tuva e la cerimonia della consegna dei premi ai vincitori delle varie competizioni. Raggiunta Kyzyl, che dista 45 km dal campo di yurte, si visita la città: prima di tutto il Museo Nazionale che ospita gli incredibili reperti rinvenuti nel sito funerario degli Sciti di Arzhaan che risalgono al VII secolo a.C., chiamati “Gli Ori degli Sciti”. Ci si reca quindi al monumento dell’Asia Centrale, vicino alla confluenza dei due fiumi della città, il Bii-Khem (Grande Enissej) e il Ka-Khem ('Piccolo Enissej), ed a una clinica sciamanica dove si potranno osservare degli sciamani locali durante il loro lavoro quotidiano di guarigione. Si pernotta presso l’hotel Odugen.

10°g.    15/8 Kyzyl, festival di Naadym  
Si prosegue con la partecipazione al festival di Naadym, che oggi è nella giornata conclusiva. Cena e pernottamento in hotel.

11°g.    16/8 Kyzyl - Shushenskoye – Abakan  
Partenza per Abakan; si pranza lungo la panoramica strada. Dopo 330 km - 4 ore circa - si sosta, prima dell’arrivo ad Abakan, nel villaggio di Shushenskoye, conosciuto come il “luogo di Lenin” in quanto nel 1897 Vladimir Lenin e sua moglie vi furono inviati per tre anni di confino. Si visitano il villaggio con le ben conservate case in legno dell’ ‘800 e il piccolo museo. Si prosegue quindi per altri 80 km fino ad Abakan, dove si pernotta presso l’hotel Chakassia o simile.

 

Per chi rientra:

12°g.    Venerdì 17 agosto, volo di rientro  
Il volo per Mosca parte alle 9.50 con arrivo alle 10.40; si riparte da qui per Milano Malpensa alle 14.45 con arrivo alle 17.20 o per Roma Fiumicino alle 14.30 con arrivo alle 17.25.

 

Per chi prosegue:

12°g.    17/8 Abakan – Krasnoyarsk – Transiberiana  
Partenza in auto per la città di Krasnoyark (470 km, 6 ore circa) dove alla sera (orario da verificare - 22.00 circa) si prende il treno per Irkutsk (19 ore circa fino a Irkutsk) in seconda classe (simile ad un nostro vagone cuccetta a 4 letti). Il servizio è comodo e mette a disposizione materasso, cuscino e lenzuola. In ogni vagone, gestito da un capo carrozza, ci sono sempre il samovar e tazze per il the, ma non il servizio ristorante.

13°g.    18/8 Transiberiana – Irkutsk  
Arrivo a Irkutsk verso le 16.00 (orario da confermare), dove è in attesa dei partecipanti il corrispondente locale di Amitaba, e trasferimento all’hotel Mariott o simile in centro città. Irkutsk, che si è guadagnata l’appellativo di “Parigi della Siberia”, è ricca di edifici dipinti a vivaci colori edificati a partire dal XVII secolo: abitazioni, palazzi pubblici, teatri e biblioteche. Storicamente trasse un suo ruolo per i commerci con la Mongolia e la Cina, fu un avamposto dell’esercito zarista e luogo di confino di aristocratici estromessi, che contribuirono allo sviluppo urbanistico e culturale della città. Passeggiata a piedi in serata nel centro storico della città, con le settecentesche cattedrale dell’Epifania e chiesa della Croce, la statua dello Zar Alessandro III e le abitazioni d’epoca, in parte adibite a musei, caratterizzate da stili architettonici diversi: dalle case in legno dei vecchi quartieri ingentilite da raffinate decorazioni a intaglio, alle dimore della vecchia aristocrazia in stile classicista russo, ai moderni palazzi di stampo sovietico. Si cena in un ristorante tipico.

14°g.    19/8 Irkutsk – Lago Baikal (Stretto di Olchon)  
Si parte in pulmino per il Baikal. Questo vastissimo lago si estende per 42 km da est a ovest e circa 600 da nord a sud ed è profondo 1.620 mt; è la perla della Siberia ed offre un incredibile paesaggio naturale. Il suo nome nella lingua locale buriata significa “lago giallo”, e gli fu dato perché le acque sono calde, confortevoli anche per nuotarvici. La destinazione di oggi, distante 3 ore circa di auto da Irkutsk, è la costa di fronte all’isola di Olchon, la più grande isola del lago, lunga 300 km, il cosiddetto Stretto del Cancello di Olchon. All’arrivo ci si accomoda presso l’hotel Fregat, in una pittoresca località su di un lungo promontorio roccioso. Dopo pranzo con vista sul lago si effettua una escursione panoramica a piedi sulle sponde del lago, circondati da speroni di roccia e dalle montagne della catena Primorskii.

15°g.    20/8 Lago Bialkal, escursione in fuoristrada  
Giornata dedicata ad una escursione in fuoristrada (3 persone per jeep) lunga la costa ovest del lago Baikal per raggiungere la cima del monte Tankhan da dove si gode un magnifico panorama sull’isola di Olkhon, sul cosiddetto Piccolo Mare e sulla costa verso sud per circa un centinaio di chilometri. Si esplora poi la valle degli Spiriti di Pietra, famosa localmente per un gruppo di impressionanti colonne di roccia che si ergono nel mezzo della steppa. La sosta successiva è sulla vetta del Capo Orso, prima di un pranzo a picnic in un angolo panoramico del Capo Aya, che offre una vista a 360 gradi del lago, sugli archi di pietra e le numerose grotte. Su questo sperone roccioso circondato su tre lati dall’acqua blu senza fine si assiste ad un rituale: uno sciamano vestito col tradizionale abito cerimoniale celebrerà un sacrificio intorno ad un falò, per offrire doni agli spiriti locali. Nel pomeriggio si raggiunge l’affascinante valle del fiume Anga, che serpeggia tra i campi verdi, e si vedono le antiche pitture su roccia e i muri in pietra, risalenti all’età del ferro, della enigmatica civiltà nomade dei Kurikan, che visse in questa zona. Si rientra quindi in hotel in serata.

16°g.    21/8 Lago Baikal, escursione in battello  
Oggi si raggiungono in battello le numerose isole della zona del Piccolo Mare. La prima sosta è all’isoletta di Ogoy, che conserva un monumento buddista, e all’isola sacra di Borakchin, luogo di incontro degli sciamani locali. Dopo un simpatico pranzo a picnic con barbecue sulla spiaggia sabbiosa dell’isola di Zamogoy, nel pomeriggio si visita il magnifico Capo Hushun, con spettacolari formazioni rocciose, archi naturali e grotte, dove con una breve passeggiata si scoprono gli angoli più pittoreschi delle isole. In serata ritorno all’hotel per la cena; vi è la possibilità di sperimentare la Banya, o sauna russa, sulla riva del lago, per completare con un ottimo relax questa ricca giornata.

 

Per chi rientra:

17°g.    Mercoledì 22 agosto, lago Baikal - Irkutsk e volo di rientro  
In mattinata presto trasferimento all’aeroporto di Irkutsk (3 ore e mezzo di strada circa) per l’imbarco sul volo Aeroflot per Mosca che parte alle 13.10 con arrivo alle 14.15, si parte per Milano Malpensa alle 19.50 con arrivo alle 22.25 o per Roma Fiumicino alle 18.40 con arrivo alle 21.40.

 

Per chi prosegue:

17°g.    22/8 Lago Baikal – Irkutsk – Mosca  
In mattinata presto trasferimento all’aeroporto di Irkutsk (3 ore e mezzo di strada circa) per l’imbarco sul volo dell’Aeroflot per Mosca che parte alle 13.10 con arrivo alle 14.15. Nel pomeriggio si visitano le splendide chiese ortodosse, ornate dagli imponenti tetti dorati, e si effettua una visita notturna della città che include la Piazza Rossa.

18°g.    23/8 Mosca  
Prosegue la visita della città: il Cremlino, la metropolitana con alcune vecchie stazioni, i Musei.

19°g.    Venerdì 24 agosto – Mosca e volo di rientro  
Continuazione della visita della città. Nel pomeriggio trasferimento all’aeroporto per il volo di rientro; Aeroflot parte per Milano Malpensa parte alle 19.50 con arrivo alle 22.25 o per Roma Fiumicino alle 18.40 con arrivo alle 21.40.

 

 

COSTO DEL VIAGGIO IN PREPARAZIONE

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza "Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio" fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza "Booking sicuro" fornita da CBL Insurance. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.

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