Informazioni utili

Da: sabato 17 agosto 2019A: sabato 31 agosto 2019Durata: 15 giorni

Guida: Gansukh Solongo (Soko)Partecipanti: massimo 12

 

Il viaggio offre una splendida esplorazione della Mongolia centrale e meridionale, spaziando dalle praterie e dalle vaste steppe al deserto del Gobi, unendo la scoperta di angoli sconosciuti ed aspetti inediti della Mongolia con luoghi famosi, impossibili da ignorare. Si avrà così una visione d’insieme completa di questa terra così speciale che può regalare la sensazione di essere catapultati in un'altra epoca se non addirittura su di un altro pianeta, godendo dell’immensità di spazi senza barriere né recinzioni dove le tenaci persone che vi abitano mantengono tradizioni antiche e rivelano un cuore sorprendente. L’itinerario segue un ampio anello partendo da Ulaanbaatar con uno sviluppo di circa 2500 km; sono previste alcune escursioni a piedi che seguono sentieri non impegnativi della durata massima di un paio d’ore.

 

Khongoryn Els

Khongoryn Els

Tuvkhun, il tempio

Tuvkhun, il tempio

Mamma e bimba

Mamma e bimba

 

 

Tappe

Mappa del percorso - per l'itinerario interattivo cliccare sopra

Il viaggio, preparato in stretta collaborazione con persone del luogo e di Alfredo Savino, appassionato ricercatore della cultura mongola, non richiede l’utilizzo di campi mobili ed è condotto da Gansukh Solongo (Soko), una nostra esperta guida mongola che parla fluentemente l’italiano e lavora con Amitaba dal 2010, con ottimo gradimento dei partecipanti ai viaggi

Si prevede un numero massimo di 12 partecipanti.

 

 

Guida e organizzazione di Amitaba in Mongolia

Gansukh Solongo, conosciuta da tutti noi come Soko, è mongola di etnia buriata, nata nel 1990 nella regione di Binder, i medesimi luoghi da cui provenne Gengis Khan. Di famiglia nomade, è cresciuta imparando i segreti di questa vita dura ma libera ed anche dello sciamanesimo, che è la religione ancestrale della sua tribù. A diciotto anni ha lasciato la famiglia per andare a studiare ad Ulaanbaatar, dove si è iscritta ad un corso di lingua e cultura italiana per quattro anni, laureandosi nel 2011. Nel 2010 è diventata socia della nascente cooperativa San Sanaa ed ha iniziato a lavorare come guida, con ottimi risultati grazie alle sue qualità personali e per la fluidità nell’uso della lingua italiana.

I viaggi di Amitaba in Mongolia dal 2010 vengono organizzati con la cooperativa Sain Sanaa (il cui nome in mongolo significa “buona idea”) che è stata fondata con il nostro supporto aggregando un gruppo di persone mongole guidate da Alfredo Savino, con l’obbiettivo di curare attentamente la qualità dei servizi offerti. Ogni socio mette a disposizione le proprie conoscenze ed abilità iniziando dal tracciare itinerari che consentano ai viaggiatori di entrare in contatto con la Mongolia più vera, e, ovunque opportuno, si estendono al di fuori dai circuiti turistici. Le finalità della cooperativa sono in sintesi le seguenti: ridistribuire gli utili ricavati dai viaggi ugualmente fra i soci (siano essi guide, autisti o cuochi, stranieri o mongoli); non portare fuori dal Paese i ricavati del turismo; pagare i non soci locali che collaborano alla realizzazione dei viaggi in modo equo; favorire le piccole realtà imprenditoriali locali; cogliere l’opportunità del soggiorno di ospiti stranieri in Mongolia per generare un mezzo concreto d’aiuto; favorire progetti d’aiuto, destinando alle iniziative di sostegno una parte dei ricavi della cooperativa; aiutare gli studenti mongoli meritevoli che studiano l’italiano ad avere delle esperienze formative; soggiornare nei monasteri di campagna con lo scopo di fornire un aiuto a queste piccole realtà locali dando nel contempo ai viaggiatori la possibilità di conoscere più approfonditamente un aspetto fondamentale della cultura mongola.

Amitaba in Mongolia è attiva in diverse attività di sostegno, come indicato nel nostro sito.

 

Tsagaan Suvraga

Tsagaan Suvraga

Praterie

Praterie

Nelle praterie

Nelle praterie

 

Modalità del viaggio

Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote motrici, solitamente Uaz, seguendo sia strade che piste tracciate dal passaggio di altri veicoli; i tratti asfaltati sono nei pressi della capitale e lungo alcune arterie stradali principali. Le Uaz russe sono i mezzi più idonei per la Mongolia: sono il tipo di veicolo più diffuso e ogni eventuale problema tecnico può essere facilmente risolto pressocchè ovunque, sono molto solide e comunque comode. La velocità sugli sterrati è abbastanza buona, si tengono medie di circa 50 km/h con alcuni tratti anche più veloci o più lenti in relazione all’irregolarità del terreno. Il percorso complessivo previsto è di circa 2500 chilometri.
Fuori da Ulaanbaatar, dove si alloggia per tre notti in hotel a tre stelle, si pernotta una notte nel monastero di Shank (si segnala che qui i servizi igienici sono rudimentali, come lo erano nelle vecchie campagne italiane) e 9 nelle gher: le tipiche tende mongole che si trovano predisposte in campi fissi, forniti di letti con lenzuola e asciugamani. Questi campi sono forniti di servizi e docce con acqua calda, la cucina proposta è semplice ma sostanziosa ed anche vegetariana.

 

Clima e attrezzatura

Il clima in giugno è mediamente piuttosto secco, le temperature previste sono tra i 15 e i 30 gradi, con possibili punte minime notturne di 5 gradi. Per la notte al monastero di Shank è meglio avere a disposizione un sacco a pelo il cui gradiente termico minimo consigliato è di zero gradi; se richiesto potremo procurarlo localmente sia a noleggio (€ 25), fornendo anche un sacco lenzuolo da utilizzare all’interno dello stesso, che acquistandolo a € 50. Nelle gher vengono fornite lenzuola pulite e coperte. Prevedere un abbigliamento che possa essere resistente ad acqua e vento, scarponcini tipo trekking leggeri possibilmente con l’interno in goretex, portare creme protettive per il sole e occhiali. Per le escursioni a piedi è utile avere un proprio zaino con cui portare l’occorrente per la giornata. Si tenga presente che lungo il percorso non ci sono lavanderie.

 

Alcuni cenni generali e storici

(Per un percorso fotografico della Mongolia, vedi la Galleria. Per maggiori dettagli sul Paese: Mongolia)
La Mongolia è vasta quasi cinque volte l’Italia e la maggior parte del territorio è situata a quote piuttosto elevate, con un’altezza media di circa 1600 metri e poche aree coltivabili. La popolazione di circa 2,4 milioni si disperde con una densità di solo 1,3 abitanti per chilometro quadrato; la matrice culturale dei mongoli è tipicamente nomadica e nei contenuti abbina tratti di sciamanesimo alla sofisticazione del buddismo tibetano. L’ambiente naturale presenta quattro aree principali: a nord il territorio della taiga, con grandi laghi e foreste di conifere, a ovest i monti dell'Altai, dal centro ad est le steppe e la regione degli altopiani, mentre il sud è il regno del deserto del Gobi.
Le origini della Mongolia secondo le fonti storiche si individuano nella presenza di tribù di stirpe unna a partire dal V secolo e di stirpe turca dal VII secolo. Nel XII secolo la figura mitica di Gengis Khan porta all’unificazione territoriale e sono di questo periodo le più antiche testimonianze documentate. Nella sua massima espansione dell’impero mongolo giunse al Mar Giallo ad est ed alla piana del Danubio ad ovest, grazie alla capacità combattiva degli indomabili guerrieri nomadi mongoli, abilissimi cavalieri che seppero adottare strategie razionali ed equipaggiamenti efficienti.
L’occupazione sovietica nel secolo scorso è stata devastante, sia per il tentativo di rendere sedentaria una popolazione storicamente nomadica, sia per la furibonda repressione culturale: al tempo dell’instaurazione del regime sovietico nel 1921 circa 100.000 monaci vivevano in 700 monasteri, ma nei decenni successivi le cerimonie furono dichiarate fuorilegge ed i luoghi di culto furono inizialmente chiusi e poi quasi tutti distrutti. Furono risparmiati solo alcuni dei monasteri principali ed oggi in tutta la Mongolia se ne contano solo una ventina. La libertà di culto è stata reintrodotta solo dal 1990 e da allora l’antico legame con il buddismo tibetano si va rinsaldando; sono attivi anche missionari cristiani appartenenti in maggioranza a chiese minori nordamericane a caccia di conversioni.
Oggi la Mongolia è indipendente ed è ricca di risorse naturali, il cui sfruttamento rischia ora di stravolgere l’ambiente naturale ed il tessuto sociale. Al di fuori della capitale si trovano pochi insediamenti urbani, fondati durante l’impero sovietico del dopoguerra per motivi industriali e produttivi, dove si trovano strutture educative e sanitarie. Il sostentamento della popolazione nomadica è costituito dall’allevamento di animali quali cammelli, yak, cavalli, pecore e capre; la maggioranza dei nomadi vive nelle gher, le tipiche tende mongole.

 

Fiume Orkhon

Fiume Orkhon

Kharkhorin tartaruga

Kharkhorin tartaruga

Interno Monastero di Shank

Interno Monastero di Shank

 

 

 

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

Si ricorda che l’itinerario e le sistemazioni previste possono subire modifiche dovute a fattori naturali e climatici

1°g.    Sabato 17 agosto, partenza per la Mongolia  
Per raggiungere Ulaanbaatar un volo comodo è della Aeroflot; nel programma si considera l’utilizzo di questo collegamento ma Amitaba può verificare le possibilità offerte dalle altre compagnie (si segnala solo che se per via di un orario d’arrivo diverso fossero necessari servizi d’accoglienza e trasferimento aggiuntivi per questi verrà richiesto un piccolo extra). Con Aeroflot la partenza da Milano Malpensa per Mosca alle 12.10 con arrivo alle 16.40 e da Roma Fiumicino alle 12.30 con arrivo alle 17.25; per i voli e gli orari da altri porti di partenza contattare Amitaba. Il volo transcontinentale da Mosca per Ulaanbaatar parte alle 19.00 (orari da confermare).

2°g.    18/8 Arrivo a Ulaanbaatar  
Arrivo alle ore 6.00, trasferimento e sistemazione in centro città presso l’hotel Sant Asar (3*) o simile. Incontro con la guida e presentazione del programma di viaggio. Visita del monastero di Gandan, il principale monastero della Mongolia costruito circa 300 anni fa, ascesa alla collina Zaisan alla cui base si trova una enorme statua di Buddha, da dove si gode un bellissimo panorama sulla città e delle colline circostanti, e visita del Museo di Bogd Khan, il palazzo invernale dell’ultimo imperatore-lama.

3°g.    19/8 Ulaanbaatar – Riserva naturale di Ikh Nart  
Oggi si entra nella regione del Gobi centrale raggiungendo Ikh Nart, un’area famosa per la presenza di molte pecore argali, che qui si inerpicano su montagne granitiche. Cena e pernottamento nel campo gher Ikh Nart o simile; si percorrono circa 400 km.

4°g.    20/8 Riserva naturale di Ikh Nart – Ikh Gazryn Chuluu  
Dopo il completamento della visita dell’area ci si sposta verso ovest, la tappa è di circa 100 km, arrivando nella regione dove si trova il complesso granitico di Ikh Gazryn Chuluu, un territorio molto bello da esplorare con tranquille passeggiate. Questa catena di monti lunga una trentina di chilometri nasconde interessanti grotte intrise di antiche leggende, tra rocce granitiche consumate dal tempo che creano forme plastiche sorprendenti. Si percorrono circa 150 km; si pernotta presso il campo gher Kurkhree Tour o simile.

5°g.    21/8 Ikh Gazryn Chuluu – Tsagaan Suvraga  
Il percorso attraversa un’area molto bella per i panorami, arrivando alle falesie di Tsagaan Suvraga, dove si resta colpiti dai colori intensi delle erosioni; ai propri piedi si apre una distesa di collinette policrome, una incredibile tavolozza naturale con la visuale della steppa all’orizzonte. Questa profonda fenditura che taglia il terreno da est ad ovest un tempo era sommersa, probabilmente non dall’antico mare che occupava l’attuale area del Gobi, ma da acque fluviali. Da lontano le formazioni calcaree di Tsagaan Suvraga, alte fino a 30 metri, evocano le rovine di un’antica città; è molto bello percorrere il sentiero che le contorna alla base. Pernottamento al campo gher Tsagaan Suvarga o simile, la tappa è di circa 220 km verso sud.

6°g.    22/8 Tsagaan Suvraga – Yoliin Am  
Si prosegue il viaggio arrivando a sud ovest nel Parco Nazionale di Gurvan Saikhan, dove si visita Yoliin Am, chiamata a volte nelle guide “Valle delle aquile” (… anche se qui le aquile non si sono mai viste…), sempre fresca, con lingue di ghiaccio al suo interno anche durante la prima parte dell’estate, in contrasto con l’arido deserto, dove con un po’ di fortuna sarà possibile vedere gli stambecchi ed i gipeti. Pernottamento al campo gher Saijrah Gobi o simile; la tappa è di circa 340 km.

7°g.    23/8 Yoliin Am – Parco Nazionale di Khongoryn Els  
Oggi si giunge al Parco Nazionale di Khongoryn Els, dove si fa un’escursione alle dune di sabbia più grandi e spettacolari della Mongolia. Salire sulle dune più alte è molto impegnativo, ma se si riesce ad arrivarci si è ripagati con uno dei panorami più incredibili della Mongolia; è sorprende vedere ai bordi delle dune zone d’acqua che rendono fertile la zona, formando un ottimo pascolo per i cammelli. Pernottamento al campo gher Gobi Erdene o simile; la tappa è di circa 160 km..

8°g.    24/8 Khongoryn Els – Graffiti di Khavtsagait – Bayanzag  
Proseguendo nel deserto di Gobi si ammirano i particolari graffiti rupestri di Khavtsagait, che si trovano sulle pendici di un complesso montuoso. Si arriva quindi a Bayanzag, che tradotto significa “Vette infuocate”, dove la spedizione americana di Chapman nel 1924 ha fatto le più grandi scoperte paleontologiche trovando un’impressionante quantità di reperti tra cui uova e scheletri interi di dinosauri appartenenti a molte specie sconosciute fino ad allora, tutti resti molto importanti che sono stati portati nei musei. A Bayanzag le falesie terrose rosse che si aprono sulla vastità del Gobi sono spettacolari, ed il sentiero che ne percorre i bordi stupendo. Pernottamento al campo gher Bayanzag o simile. La tappa è di circa 190 km.

9°g.    25/8 Bayanzag – Monastero di Ongh  
Inizia il percorso verso nord, che porta dal deserto del Gobi alle immense steppe verdi e sino alle pendici dei monti Hangayyn Nuruu. La tappa di oggi (circa 160 km) conduce alle rovine del monastero di Ongh, che in origine era un esteso complesso monastico posto su un’importante arteria carovaniera che qui seguiva l’omonimo fiume e di cui è stato recentemente ricostruito un tempio. L’ambiente naturale è di particolare interesse per il contrasto tra le montagne scure, che circondano i resti del monastero, e le rive verdi del fiume che solca la piccola vallata. Pernottamento presso il campo gher Ongi Energy o simile.

10°g.   26/8 Ongh – Fiume Orkhon  
In mattinata si lasciano le vestigia del monastero di Ongh proseguendo verso nord; il territorio diventa progressivamente meno arido, più adatto al pascolo, e i cammelli bactriani cedono il posto ad altri armenti. Si giunge nella valle del fiume Orkhon, dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco; questo corso d’acqua nasce dalle catene montuose dei Khangai della regione di Arkhangai e scorre verso nord per confluire con il Selenge arrivando fino al lago di Baikal e con i suoi 1.124 km è il fiume più lungo in Mongolia. Pernottamento al campo gher Tuv Borjigon; la tappa è di circa 240 km.

11°g.    27/8 Fiume Orkhon – Monastero di Tuvkhun – Tsutgalan  
Situato in una zona di grande rilevanza storica, creata dalla combinazione di terremoti ed eruzioni vulcaniche, il monastero di Tuvkhun, recentemente restaurato, si trova incastonato tra le montagne che chiudono a settentrione la valle dell’Orkhon. Il paesaggio che si gode dal monastero fa capire perché questo eremo fosse molto amato dalla figura mistica più importante della storia mongola, Bogd Khan Zanabazar, che qui visse e studiò per quasi trent’anni. La visita richiede una facile salita a piedi di circa un’ora in mezzo alla foresta. Rientrati ai mezzi, si prosegue per le cascate del fiume Ulaan Tsutgalan, che ebbero origine circa 20.000 anni fa in seguito ad un’eruzione vulcanica: l’acqua scende da un’altezza di 20 metri all’interno di una conca circolare formata da roccia basaltica. Da qui si rientra al campo gher; la tappa è di circa 70 km.

12°g.    28/8 Tsutgalan – Kharkhorin – Monastero di Shank  
Al mattino si parte presto per Kharkhorin, l’antica capitale dell’Impero Mongolo di Gengis Khan. Oggi è solo un villaggio dove sono rimaste 2 delle 4 tartarughe di pietra che originariamente segnavano i confini della città; su di un panoramico colle alle spalle delle casette è stato eretto un moderno monumento che esalta le antiche glorie dell’Impero, quando questo luogo era il centro del mondo. Si visita il monastero-museo di Erdene Zuu, meta di pellegrinaggio per i mongoli, che colpisce anche per le lunghe mura sormontate da piccoli stupa che ne delimitano lo spazio sacro dalle vaste praterie e dai colli verdi; costruito sui ruderi di Kharkhorin, contiene diversi templi molto interessanti da visitare ed un piccolo museo. Ci si sposta quindi al monastero di Shank, situato a 30 km, dove saremo graditi ospiti. Shank è un piccolo e antico monastero situato in un piccolo villaggio tra le vaste praterie che un tempo custodiva la bandiera di Gengis Khan, dove si ammirano alcune importanti tanke del tantra di Kalachakra; si trascorre con i monaci parte della giornata e si pernotta nella semplice casa per gli ospiti all’interno del monastero. La sistemazione sarà un po' spartana, ma pulita, ed è anche l’occasione per dare un contributo concreto a questa piccola comunità monastica. La tappa è di circa 140 km.

13°g.    29/8 Monastero di Shank – Ulaanbaatar  
Si parte per Ulaanbaatar che dista circa 380 km di comoda strada asfaltata; all’arrivo si alloggia presso l’hotel Sant Asar o simile. Si assiste ad uno spettacolo folcloristico di musica, danza e canto tradizionali, ascoltando le dolci melodie del morin khuur, il leggendario strumento mongolo.

14°g.    30/8 Ulaanbaatar  
Visita al Museo-Monastero di Choijin Lama, uno dei pochi rimasti intatti che conserva le maschere originali utilizzate nelle danze rituali e splendide sculture di Zanabazar. Si avrà del tempo a disposizione per gli acquisti; chi è interessato potrà recarsi al mercato locale di Naraan Tuul.

15°g.    Sabato 31 agosto, volo di rientro  
Per chi è giunto con Aeroflot, la partenza da Ulaanbaatar è alle 7.10 con arrivo a Mosca alle 8.45; partenza per Milano Malpensa alle 11.05 con arrivo alle 13.40 e per Roma Fiumicino alle 10.20 con arrivo alle 13.20 (orari da confermare).

 

 

COSTO DEL VIAGGIO

€ 2030; + € 100 dopo il 15/06/2019 – Da 2 a massimo 12 partecipanti

La quota comprende: le spese di iscrizione, le Polizze Assicurative di viaggio (Viaggi rischio zero e polizza base Europ Assistance – su richiesta, su E.A. possono essere estesi i massimali con un costo di € 70 ed emessa la Polizza di Annullamento, che costa 4,8% del valore del viaggio), i trasporti ad esclusione dei voli, la colazione ad Ulaanbaatar e la pensione completa nelle altre località, le escursioni indicate nel programma, la presenza della guida italiana.

La quota non comprende: i voli, che costano a partire da € 850 in funzione della data di prenotazione e della compagnia prescelta, il visto, il supplemento per la camera singola, le bevande, le visite e le escursioni non in programma, le mance e tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.

Voli: Amitaba provvede alla prenotazione dei voli internazionali su richiesta dei viaggiatori, ma non obbliga ad utilizzare questo servizio e chi preferisce può provvedere all’acquisto dei voli direttamente; questo anche per permettere a chi ne ha la possibilità di usufruire di punti, sconti e/o tariffe agevolate.

Supplementi: € 100 se si prenota dopo il 15/06/2019, € 250 con 2 partecipanti, € 340 per la singola se la si utilizza sia in hotel che nelle Gher o € 140 per la singola solo negli hotel. L’utilizzo di voli diversi da quello suggerito può richiedere un piccolo extra per i trasferimenti.

Visto e documenti: per l’ingresso in Mongolia è richiesto un visto che viene rilasciato dall’Ambasciata di Roma in circa 10 giorni; il costo è di € 60 e viene richiesta la compilazione di un apposito modulo e la redazione di lettera d’invito. Per l’espletamento di tutte le pratiche necessarie contattare Amitaba, tenendo presente che servono circa due settimane.

Riferimento valutario: il prezzo del viaggio è formulato con riferimento al cambio euro - dollaro del 26/11/2018 (Banca d’Italia): € 1 = $ 1,1363, corrispondente al valore in essere al momento della pubblicazione del programma.

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza "Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio" fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza "Filodiretto Protection" fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.

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