Informazioni utili

Da: sabato 10 agosto 2019A: mercoledì 21 agosto 2019Durata: 12 giorni

 

Il viaggio inizia da Xining, capitale dello stato cinese del Qinghai, con la visita della grande università monastica del Kumbum. Si parte quindi col treno attraversando il vasto altopiano tibetano del Ciangtang, godendo di panorami straordinari e sperimentando questa ormai celebre ferrovia. Giunti a Lhasa si visitano i suoi siti imperdibili, dal Potala al Jokhang, includendo un gran numero di luoghi meno conosciuti, cari al cuore dei tibetani, e si partecipa al festival di Ganden, un momento di gioiosa devozione collettiva dove un gran numero di pellegrini segue gli intensi cerimoniali che culminano con l’esposizione della gigantesca tanka di Sakyamuni. Si compie quindi un ampio tour che porta al lago dello Yamdrok con il monastero di Samding, Gyantse, la città meglio preservata del Tibet, Shalu e Shigatse, sede del Tashilhumpo, e si rientra da qui a Lhasa con un altro, nuovissimo, tratto di treno.

 

Ganden festival, un monaco

Ganden festival, un monaco

Lhasa, il Potala

Lhasa, il Potala

Bimbe e ruote di preghiera

Bimbe e ruote di preghiera

 

Il percorso, oltre ai luoghi più noti e comunque irrinunciabili, si estende a siti dove si riscopre nel modo più genuino l’intensa energia spirituale che rende così affascinante il Paese delle Nevi, ed include l’incontro coi i pastori nomadi.

 

Tappe

Mappa del percorso - per l'itinerario interattivo cliccare sopra

I dettagli del viaggio sono indicati nella descrizione del Programma. Per ulteriori informazioni e immagini si possono consultare le diverse sezioni del nostro sito dedicate al Tibet.

 

L’alta quota del Tibet

Andare in Tibet significa sperimentare la vita ad altitudini che non ci sono abituali: Lhasa stessa si trova a 3600 metri di quota. La buona riuscita di un viaggio quindi deve sempre tenere in considerazione questo fattore. Per l'adattamento è necessario prevedere una gradualità di salita e bisogna non esagerare negli sforzi fisici nei primi giorni. L’itinerario tiene conto di queste esigenze; quando ci si reca a Gyantse si valicano due passi di cui il più alto, il Kari, arriva a 5045 metri, si è già nel quinto giorno di permanenza in quota ed in ogni caso la quota alta del passo non preoccupa perché poi si scende ad elevazioni inferiori. Il treno da Xining a Lhasa arriva a quote elevate, oltre i 5000 metri, ma è parzialmente pressurizzato e, se fosse necessario, a bordo è disponibile l’ossigeno. Molte persone hanno avuto un riscontro positivo utilizzando il diuretico Diamox, somministrato in dosi minime ma preventive (1/2 pastiglia mattino e sera da 36 ore prima della salita in quota e per le prime 36 ore in quota, totale: 3 pastiglie) accompagnato dall’ingerimento di almeno 2/3 litri di liquidi al giorno. Il farmaco si è inoltre rivelato utile anche per un uso successivo al manifestarsi dei sintomi del mal di montagna. Per l’utilizzo di Diamox è necessario però rivolgersi al proprio medico. Si consideri comunque che migliaia di persone affrontano queste difficoltà senza particolari disturbi.

 

Festival di Ganden

Festival di Ganden

Gyantse, Tsuklakhang

Gyantse, Tsuklakhang

Yak al pascolo

Yak al pascolo

 

Nota tecnica - Clima e attrezzatura

Nei centri principali del Tibet Classico è raro che la temperatura notturna ad agosto scenda sotto i 5°c e le massime sono di circa 20°c. Si tenga presente che alle alte quote del Tibet le escursioni termiche possono essere notevoli e il sole può bruciare la pelle nonostante l’aria fresca. Possono esserci piogge, che solitamente se si verificano sono di breve durata; ma negli ultimi anni anche in Tibet il clima è meno prevedibile. E' opportuno attrezzarsi con indumenti caldi per passare con tranquillità le serate più fredde; si consiglia di portare dei capi in pile e una giacca da montagna possibilmente in goretex piuttosto larga sotto cui indossare degli strati termici. Scarpe comode, e un paio di scarponcini caldi adatti ai percorsi a piedi. Portare anche un piccolo zaino per gli oggetti d’uso giornaliero. E’ importante un buon paio di occhiali perché la luce solare può essere particolarmente intensa; anche guanti, cappello, creme da sole efficaci, protettivo per le labbra, quanto serve per lavarsi ed una pila, possibilmente frontale.

 

Ganden, esposizione tanka

Ganden, esposizione tanka

Gyantse, Kumbum

Gyantse, Kumbum

Offerta cerimoniale

Offerta cerimoniale

 

 

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

1°g. Sabato 10 agosto, partenza in volo
Per arrivare a Xining, capitale dello stato del Qinghai in Cina, vi sono diverse possibilità di volo; i collegamenti suggeriti per il viaggio, che fanno da riferimento per i servizi di trasferimento aeroportuale, sono, per partenze da Milano Malpensa alle 11.05 con Lufthansa per Francoforte con arrivo alle 12.20 e, da Roma Fiumicino, sempre con Lufthansa, alle 10.10 con arrivo alle 12.10; da qui si parte per Pechino alle 13.55. Per gli orari da altre località o di altre compagnie contattare Amitaba.

2°g. 11/8 Arrivo a Xining
L’arrivo a Pechino è previsto alle 5.15; qui ci si imbarca sul volo della China Airlines alle 6.55 con arrivo a Xining alle 9.40. La guida del viaggio, Pema Gyatso, è in attesa dei partecipanti; ci si trasferisce presso l’hotel Sanwant o simile. Si ha il resto della giornata a disposizione; chi lo desidera, potrà fare un giro in città con Pema.

3°g. 12/8 Xining: Kumbum e treno per Lhasa
Ci si reca a sud della città di Xining per visitare l’università monastica di Kumbum Jampaling. Questo ampio complesso è uno dei cinque grandi centri di studio della scuola Ghelupa in Tibet. Fu edificato a partire dal XVI secolo da Rinchen Tsondru, discepolo del grande maestro Tsongkhapa, attorno ad un albero ed allo stupa che segnano il luogo in cui egli nacque. Divenne uno dei centri monastici principali del Tibet, con una miriade di templi e conventi, e nei secoli subì attacchi e saccheggi anche da parte dei musulmani. Negli anni ’90 venne in buona parte restaurato ed oggi ospita una comunità di monaci di cui i tibetani sono circa la metà ed il resto in gran parte cinesi; oggi è molto frequentato anche da un gran numero di pellegrini e visitatori cinesi. Si torna in città per prendere il treno per Lhasa, che parte alle 14.05. Si hanno a disposizione cabine con quattro cuccette, letti comodi e dotati di lenzuola pulite e coperte, ma non si può garantire che i partecipanti usino le medesime cabine; a bordo del treno vi è un servizio ristorante, ma si consiglia comunque di avere con sé delle bibite e degli spuntini.

4°g. 13/8 Arrivo a Lhasa e Barkor
L’arrivo alla stazione di Lhasa è previsto per le ore 12.00; sistemazione presso l’hotel Gang Gyen o simile nella città vecchia e riposo. Per favorire l’acclimatazione e iniziare ad assaporare la parte vecchia della città ci si reca con una tranquilla passeggiata al Barkor, la strada che pullula di pellegrini e circumambula la cattedrale di Lhasa, punto focale della vita tibetana e vivacissimo mercatino. Ci si muove con calma, piano, per iniziare ad acclimatarsi; la quota è di circa 3600 mt.

5°g. 14/8 Lhasa: Potala, Norbulingkha, Jokhang, città vecchia
Oggi ci si reca al Potala, l’imperdibile Palazzo del Dalai Lama colmo di tesori d’arte (si segnala che l’orario di visita è fissato dalla autorità turistiche e che quindi la sequenza delle visite potrà variare). Prossima tappa il Norbulingka, il palazzo estivo dei Dalai Lama immerso in un bel giardino. Nel pomeriggio si visita la magnifica cattedrale del Jokhang, posta al centro del Barkor, che custodisce la statua di Jowo Sakyamuni, una reliquia circondata di mito e leggende che è sicuramente l’oggetto più prezioso del Tibet. Si passeggia quindi nella zona vecchia della città, cercando di includere, tempo permettendo, i siti più importanti, tra cui il convento di Ani Tshamkhung, il Gyume, il tempio di Ramoce, che fu fondato nel medesimo periodo del Jokhang e ospitò la sede del collegio tantrico del Gyuto, e altri siti minori, cari al cuore dei tibetani, come il prezioso tempio di Muru Nyingma.

6°g. 15/8 Lhasa: escursione a Ganden per il festival
Ganden Namgyeling, l’università monastica fondata da Tsongkhapa, capostipite della scuola Ghelupa, è costruita in posizione panoramica a 4500 mt su di un monte che sovrasta la valle del fiume Kyuchu, circa 40 km ad est di Lhasa. Lo sforzo tenace e la devozione dei tibetani ha reso possibile la ricostruzione di tutti i templi principali; il grande stupa contiene alcune reliquie del corpo di Lama Tsongkhapa che furono ritrovate setacciando con le mani le macerie lasciate dalla distruzione perpetrata dai cinesi, esaminando ogni pietra e la terra. Oggi è una giornata molto speciale perché viene esposta la grande tanka che rappresenta Buddha Sakyamuni, momento culminante di un complesso insieme di rituali officiati dai monaci, a cui assistono stuoli di pellegrini, richiamati sia dall’evento che dal valore molto speciale che Ganden ha nella tradizione del Tibet: questa fu infatti la residenza dove Lama Tsongkhapa concluse la sua opera. Nell’arco della giornata si eseguirà anche la breve circumambulazione del monte dove sorgono i molti templi e collegi, godendo sia dell’atmosfera intensa che degli splendidi panorami che il kora offre sulla vallata del Kyuchu; sul percorso, dove s’incontrano molti pellegrini. vi sono alcune grotte di meditazione e, alla fine del sentiero, il piccolo Gompa di Tsongkhapa. Si rientra a Lhasa nel tardo pomeriggio, dove si avrà del tempo a disposizione un poco di relax o per un giro in centro.

7°g. 16/8 Lhasa – Yamdrok Tso con Samding – Gyantse
Si parte da Lhasa verso ovest e quindi si lascia la grande valle dello Tsangpo salendo verso sud al passo di Gampa (4794 mt) che offre una visuale indimenticabile sul vasto specchio turchese del lago Yamdrok Tso, una delle perle naturali del Tibet, incastonato tra magnifiche vette di cui alcune superano i 7000 metri. Raggiunte le sponde del lago se ne segue il perimetro per un bel tratto e con una deviazione ci si reca al monastero di Samding, uno dei rari siti dell’esoterica scuola dei Bodonpa che risale al XII secolo, la cui badessa è riconosciuta come una Kandroma (dakini) ed è considerata una delle maestre spiritualmente più elevate del Tibet. La posizione è fantastica, con grandiosi panorami sui monti e sul lago, e nel Gompa si trovano molti affreschi recentemente restaurati. Proseguendo, si valica lo spettacolare passo di Khari (5045 mt) dove la strada passa tra le pasture degli yak sfiorando i poderosi ghiacciai del Nyengchen Kang Ksa, la cui vetta si staglia oltre i 7000 metri, e, dopo aver costeggiato un lago di origine artificiale, si arriva a Gyantse, dove si alloggia all’hotel Jianzang o simile; la tappa è di circa 260 km, a cui si aggiunge la deviazione per Samding.

8°g. 17/8 Gyantse
Gyantse è la città del Tibet Classico meglio preservata. L’enclave monastica prima delle distruzioni perpetrate conteneva 16 collegi monastici appartenenti a diverse scuole; fortunatamente il tempio principale, lo Tsuklakhang (XV sec.), e la costruzione più preziosa, l’inestimabile stupa di Kumbum, sono rimasti intatti. Lo “Stupa delle 100.000 divinità” è una struttura costituita da più piani progettati secondo una planimetria mandalica arricchita da 75 cappelle, statue e affreschi: chi è in grado di decifrarne la complessa simbologia può leggervi l’intero percorso iniziatico del misticismo tibetano. Nel corso delle giornata ci si reca anche nei pressi della cittadina per vedere come si svolge la lavorazione della tsampa, il tipico cereale che si utilizza in Tibet, con l’utilizzo di una macina idraulica. La visita al castello di Gyantse completa la giornata, regalando un’ottima panoramica sul complesso monastico, sulla cittadina e le valli circostanti.

9°g. 18/8 Gyantse – Shalu - Shigatse
Prima di arrivare a Shigatse (90 km) una breve deviazione porta a Shalu, sito del tempio di Serkhang Tramo, che conserva un’antica atmosfera dove si indovinano interessanti affreschi nella penombra. Fu qui che Buton Rimpoce nel XIV secolo editò i 227 volumi del Canone Buddista Tibetano; nei pressi si trova l’antichissimo tempio di Gyengong Lhakang, fondato nel 997. Giunti a Shigatse, seconda città del Tibet, ci si reca a visitare il grandioso complesso monastico di Tashilhumpo fondato nel 1447 dal primo discepolo di Tsong Khapa, retrospettivamente riconosciuto come la prima incarnazione del Dalai Lama, e sede storica del Panchen Lama; è uno dei più grandi del Tibet, con molti templi e sale dove sono conservati inestimabili tesori, tra cui primeggiano i giganteschi Stupa dei Panchen Lama. Completa la giornata un giro nella parte vecchia ai piedi del ricostruito Dzong. Si alloggia presso il Manosarowar hotel o simile.

10°g. 19/8 Shigatse, treno per Lhasa; nomadi di Taktse
Ci si reca in stazione dove il treno per Lhasa parte alle 7.50, con arrivo previsto alle 10.27; i panorami sono molto belli, lungo le vallate dello Tsangpo. A Lhasa si alloggia nel medesimo hotel utilizzato all’arrivo. Chi preferisce potrà utilizzare la giornata a Lhasa a proprio piacimento; il programma prevede di recarsi nel distretto di Taktse nei pressi di Lhasa raggiungendo con circa un’ora di guida (circa 55 km) un’area dove si accampano i nomadi tibetani. Si potrà condividere per qualche ora la vita di queste persone, assaggiando i prodotti caseari incluso l’ottimo yogurt di yak - e i più temerari potranno anche provare a cavalcare uno yak! Si potrà provare ad indossare i loro abiti, stampare le bandiere di preghiera e passeggiare in questa bell’area naturale.

11°g. 20/8 Lhasa e volo di rientro
La mattina è a disposizione per un ultimo giro nella città vecchia e tra i mercatini. Si lascia la città in tempo utile per recarsi all’aeroporto (circa un’ora di viaggio), dove il volo della China Airlines per Pechino parte alle 16.00 e, dopo uno scalo di circa un’ora a Chengdu, arriva alle 21.40.

12°g. Mercoledì 21 agosto, arrivo a destinazione
Il volo della China Airlines parte per Milano Malpensa alle 1.30 con arrivo alle 6.30; chi si reca a Roma Fiumicino parte alle 2.00 con Lufthansa per Monaco con arrivo alle 6.20 e da qui prosegue con un altro volo sempre Lufthansa alle 9.50 con arrivo alle 11.20.

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