Informazioni utili

Da: sabato 11 aprile 2020A: venerdì 24 aprile 2020Durata: 14 o 16 giorni

Estensione finale a: domenica 26 aprile 2020

Guida: Raimondo GiulianaPartecipanti: massimo 12

 

Il viaggio inizia da Xian e giunge a Pechino con un percorso terrestre, reso oggi comodo e veloce grazie ai treni ad alta velocità che collegano molte località della Cina. Il percorso offre un’esperienza completa delle regioni settentrionali, che furono il teatro principale dei grandi eventi storici e sede della gran parte delle dinastie imperiali, e si estende a diversi luoghi preziosi fuori dai circuiti turistici classici. S’incontrano posti d’importanza e bellezza artistica straordinarie, da Shuanglin a Zenguo, Jinci e Yingxianmuta. Testimonianze irrinunciabili, dal celebre esercito di terracotta, al tempio sospeso ed alla grande muraglia. I siti rupestri di Lomgmen, Yungang e Mengshan. Cittadine storiche, di cui Pingyao è la gemma. Si scopre la vivacità delle tradizioni religiose al monte sacro del Wutai Shan. E così via. A Xian, e soprattutto a Pechino che stupisce per l’eredità che tutt’ora conserva, si visitano tutti i siti importanti ed i quartieri storici. Completa egregiamente il viaggio una breve estensione a Shangai, cuore pulsante della Cina moderna.

 

Tappe

Mappa del percorso - per l'itinerario interattivo cliccare sopra

 

 

La Grande Muraglia

La Grande Muraglia

Pechino, Tempio del Cielo

Pechino, Tempio del Cielo

Longmen, Vairochana

Longmen, Vairochana

 

Accompagna il viaggio Raimondo Giuliana che si avvale della collaborazione di guide locali che parlano la lingua italiana e, tra Pingyao e Datong, la lingua inglese; si prevede un massimo di 12 partecipanti.

Giunti a Xian il viaggio inizia con la visita del sito dove si trova il famosissimo Esercito di Terracotta, oggi visitatissimo da orde di turisti, quasi tutti cinesi, ma comunque di estremo fascino ed irrinunciabile. Quello che potrà sorprendere è il centro di Xian, che rivela un quartiere vecchio all’ombra della grande Torre del Tamburo, con un vivace mercato ed un’antica moschea, e l’antica Pagoda dell’Oca Selvaggia, luogo simbolo della diffusione del buddismo in Cina. Sfruttando l’agilità dei treni veloci, da Xian si effettua un’escursione a Luoyang per ammirare l’immortale sito rupestre di Longmen, che con Yungang (che si vede) e Mogao, costituisce la triade di eccellenza di quest’arte antica in Cina: le falesie si affacciano sul largo fiume con le pagode che occhieggiano dai colli dell’altra sponda, le migliaia di sculture scolpite sembrano contemplare l’eterno flusso delle acque ed il sorriso sereno ed immortale della colossale raffigurazione di Vairochana ci coglie nel cuore. Utilizzando un altro treno veloce si arriva a Pingyao, cinta da mura e senza veicoli, dove passeggiando nella città vecchia si coglie l’apparire dell’antico mondo cinese; le vie principali sono ora un intrico di negozietti, anche carini, ma gli edifici sono ottimamente preservati o ricostruiti in modo fedele, vi sono anche piccoli templi e la prima banca della Cina, molto interessante da visitare. Nei dintorni ci attendono due templi con struttura lignea originale che preservano testimonianze artistiche eccezionali, Shuanglin e Zenguo, sia per le statue che per gli affreschi e le decorazioni. Giunti a Taiyaun, capitale dello Shanxi, dove si trovano le Pagode Gemelle, si resta basiti dal tempio di Jinci, dove tra i diversi padiglioni ed alberi antichissimi che contornano un torrente vi è la sala dedicata alla madre dell’imperatore, con sculture perfette ed armoniose, dove anche solo i draghi di legno attorcigliati sulle colonne sembrano vivi e pronti ad assalire l’incauto visitatore. Qui tra i colli si erge la gigantesca statua del Budda di Mengshan, in un’area molto curata che ora è parco e si sta arricchendo anche di un insieme di nuovi templi, ben eseguiti; un sito che è meta di visite ed anche di pellegrinaggi. Proseguendo, tra i monti che culminano nel Wutai Shan si scoprono gli antichi templi interamente lignei di Nanchan e Foguang, di elevatissimo valore artistico ed altrettanto magici e, giunti nella valle sacra del Wutai, che secondo la tradizione è la dimora di Manjushri, il Bodisattva della saggezza, ci si trova immersi in uno dei più vivi luoghi di pellegrinaggio buddisti della Cina. Si trascorre un giorno a passeggiare in una profusione di templi e monasteri, tutti accuditi da monaci di tradizioni tibetane e cinesi, dove si scoprono oggetti d’arte incredibili ed unici mentre sono spesso in corso diversi rituali, tra le fragranze aromatiche dei fumi offerti dai pellegrini, e si sale in seggiovia al tempio più panoramico. Oltre il Wutai troviamo la pagoda lignea più grande del mondo, ma l’altezza non è il motivo della visita: Yingxianmuta colpisce per la straordinaria armonia e la bellezza del tempio alla sua base; ed il celebre ed eclettico “Tempio Sospeso”, letteralmente appiccicato ad una falesia verticale, un sito oggi molto visitato che non può mancare in una visita di queste regioni. Si giunge così a Datong, dove le autorità hanno ricostruito le mura di cinta e quasi completamente rifatto anche la città all’interno (… è in costruzione anche l’ “antico” palazzo imperiale): che sia una Disneyland del passato? Se non esprimiamo giudizi, ci potrà piacere molto l’insieme che ne è sta uscendo, in particolare il pannello dei 9 draghi (questo non è rifatto!), il tempio di Shanhua ed anche il vigoroso spettacolo serale di acqua e luci che si tiene di fronte alla porta principale, molto spettacolare e ben eseguito. Ma il motivo principale per essere qui sono le grotte di Yungang; oggi l’ingresso è un nuovo “colossal” che ha richiesto la rimozione di un intero paese, al cui posto è nato un lago artificiale con al centro un nuovo tempio a cui si accede con una via reminiscente degli sfarzi faraonici, ma con esecuzioni statuarie perfette e proporzioni dell’insieme altrettanto perfette - che possa essere considerato uno strano capolavoro moderno? La falesia di Yungang colpisce per le grandi statue scolpite che emergono dalla roccia ed ancor più per le grotte, il cui interno è cesellato con figure sacre dipinte, un insieme decisamente sbalorditivo ed unico, molto diverso da Longmen o Mogao. Con un tratto di treno si giunge velocemente a Pechino, dove si dedicano tre giorni alle visite, includendo un tratto molto spettacolare della Grande Muraglia, dove si sale in funivia per ammirare quest’opera che qui sembra adagiarsi lungo le creste dei monti come un archetipo serpente, una visione indimenticabile; ed i mausolei degli imperatori Ming. Nella città si vedono tutti i siti principali ed i punti d’interesse, in quest’ordine: il giardino imperiale di Bei Hai, il quartiere vecchio di Shichanai (in riksho) con le Torri del Tamburo e della Campana, il Tempio del Cielo (Tian Tan), il tempio taoista di Baiyun, la Città Proibita e il parco di Jingshan, il Tempio Tibetano (Yonghe Gong) e il Palazzo d’Estate; si farà anche un puntata nella strada famosa per gli acquisti, Wangfujing Street.

 

Shangai, Pudong

Shangai, Pudong

Shangai, Giardino di Yu

Shangai, Giardino di Yu

Shangai, da SWFC

Shangai, da SWFC

 

ESTENSIONE A SHANGAI

Aggiungendo poco tempo al viaggio si può includere una visita di Shangai, che si raggiunge col treno veloce da Pechino. Questa metropoli colpisce molto per la sua modernità, pur avendo alcuni siti interessanti da vedere ed un museo molto interessante, oltre al alcuni quartieri dove permane la dimensione della Shangai storica, tutte cose che si vedono con questo programma. Si prevede anche una crociera sul fiume per ammirare da questa bella prospettiva il profilo aereo del distretto finanziario di Pudong e dei palazzi del Bund, e si sale sul ponte sospeso a 470 metri dal suolo di un gigantesco grattacielo per ammirare il tramonto con l’emergere graduale di quello che è lo spettacolo di luci più esagerato al mondo.

 

Tempio di Shuanglin

Tempio di Shuanglin

Pechino, Palazzo d'Estate

Pechino, Palazzo d'Estate

Budda di Mengshan

Budda di Mengshan

 

Nota tecnica

Gli hotel utilizzati sono tutti di buona qualità, “4 stelle” e un hotel “boutique” a Pechino. Per i trasporti si utilizzano pulmini privati e si fanno diverse tratte con i treni veloci, che in Cina sono comodi, puliti, veloci e dove si ha sempre un posto prenotato. Le temperature stagionali medie previste a Xian indicano minime di 10°C. e massime di 22°C, con 8 giorni con possibili precipitazioni nell’arco del mese; a Pechino da 8°C. a 20°C. con 4 giorni con possibili precipitazioni nell’arco del mese.

 

Xuankong Si

Xuankong Si

Tempio di Jinci

Tempio di Jinci

WuTai Shan, Dailuoding

WuTai Shan, Dailuoding

 

 

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

1°g. Sabato 11 aprile, partenza per la Cina
Per raggiungere Xian in Cina vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello preferito dai viaggiatori. Il volo suggerito per questo viaggio, che fa da riferimento per i servizi offerti, è quello della China Airlines con partenza da Milano Malpensa per Pechino alle 13.30 o da Roma Fiumicino per Pechino alle 20.55.

2°g. 12/4 Arrivo a Xian
Da Milano Malpensa si arriva a Pechino alle 5.30 e si riparte da qui per Xian alle 9.00 con arrivo alle 11.15. Da Roma Fiumicino si arriva a Pechino alle 12.50 e si riparte da qui alle 14.20 con arrivo a Xian alle 16.30. (Si segnala che all’arrivo a Pechino va fatto il timbro d’ingresso ed il bagaglio va ritirato e reimbarcato per Xian). All’arrivo a Xian, capitale della provincia cinese dello Shaanxi, è in attesa il corrispondente di Amitaba per il trasferimento in hotel, si alloggia presso il Tianyu Gloria Grand Hotel (4*). tempo libero.

3°g. 13/4 Xian
Si inizia quest’interessante giornata recandosi fuori città al sito funerario del primo imperatore per ammirare l’Esercito di Terracotta; si pranza in loco. Si torna quini in città e ci si reca alla Pagoda dell’Oca Selvaggia, edificata nel 652, e quindi ci si immerge nel vivacissimo quartiere musulmano, alle spalle della Torre del Tamburo, visitando anche l’interessante Grande Moschea, il cui attuale edificio fu realizzato circa 600 anni fa in epoca Ming. Iin questa zona si trova un interessante mercato con anche una gran scelta di prelibatezze cibarie. In serata, per chi è interessato, è possibile assistere ad uno spettacolo folcloristico (il costo del biglietto non è incluso).

4°g. 14/4 Xian: escursione a Longmen
Si prende il treno veloce in direzione est per Luoyang, nella provincia cinese dello Henan, alle 8.40 (orario da confermare); l’arrivo è previsto alle 10.27, la distanza è di 376 km. Dalla stazione ci si reca al sito rupestre di Longmen, situato ai bordi della città, considerato tra i più importanti e belli in assoluto della Cina e parte del Patrimonio Mondiale Unesco. Sulle falesie ai bordi del fiume Yi a partire dal V secolo furono realizzate un gran numero di grotte e nicchie; i diversi stili si confrontano molto bene nelle tre grandi grotte che si ammirano all’inizio della visita ed il complesso di Vairochana, di epoca Tang, è tra le realizzazioni di arte rupestre più significative al mondo. Si pranza qui e nel pomeriggio si prende il treno veloce delle 15.59 per Xian, dove si arriva alle 17.56 (orari da confermare). A Xian ci si reca per un giro serale nella zona di Qujiang.

5°g. 15/4 Xian – Pingyao
Il treno veloce per Pingyao, situata circa 500 km a nord est nella provincia dello Shanxi, parte alle 9.10 con arrivo alle 11.31. Ci reca nella città vecchia; si varca a piedi la porta monumentale della cinta di mura che la contorna interamente che pare siano state fatte costruire nel 1370 circa da Hongwu, primo imperatore Ming. La città si offre come il set di un film ambientato nella Cina di tarda epoca Ming e Qing (XVII – XIX secolo), una sensazione acuita anche dall’assenza di automobili. Le case (in realtà oggi in maggioranza sono diventati negozi) ai lati della centrale via Mingqing Jie (o Nan Da Jie, Grande Via Meridionale) hanno facciate in legno intagliato e finestre a reticolato, mentre le zone laterali sono fatte di stretti vicoli. Si sosta nei templi e si visita il complesso del Rishengchang (Prospera Alba), ritenuta la prima banca della Cina. Usciti dalla città murata ci si reca nei pressi della città al tempio buddista di Shuanglin, fondato nel VI secolo, un vero capolavoro famoso soprattutto per la collezione di circa 2.000 statue di terracotta, datate tra XII ed il XIX secolo, che gli sono valsi il soprannome di “Museo delle sculture colorate”. Si alloggia presso l’hotel Hongshanyi (4*).

6°g. 16/4 Pingyao – Taiyuan
Si lascia Pingyao con un pulmino privato, che si utilizza da qui fino a Datong; la meta è Taiyuan, situata 104 km a nord est. Dopo una ventina di chilometri si sosta al tempio buddista Zhenguo, la cui storia ha avuto inizio nel 963. Il tempio è costituito da un ingresso e due sale principali, distanziate da due cortili. La sala più importante è quella dei Diecimila Buddha (Wanfo Dian), uno degli edifici di legno più antichi della Cina, edificato all’epoca degli Han Settentrionali (951-979, il periodo delle Cinque Dinastie e Dieci Regni). Dello stesso periodo sono le undici statue della sala, tra le poche sculture di quell’epoca sopravvissute fino ad oggi, assieme alle Grotte di Mogao (Dunhuang). Giunti a Taiyuan si alloggia presso l’hotel Manxin (4*). Taiyuan è la capitale dello Shanxi ed un importante centro metallifero (carbone e ferro) nella regione arida del grande altopiano del Loess, ampio come circa due volte l’Italia. Nel centro della città si trova il Tempio delle Pagode Gemelle (conosciuto anche come Yongzuo o Tempio dell’Eterna Fortuna), dove si fronteggiano due pagode alte circa 50 metri costruite interamente in mattoni. Ci si reca quindi circa 20 km a sud-ovest di Taiyuan in una zona di colli verdeggianti dove fu scoperto nel 1980 il Budda gigante di Mengshan, alto ben 63 metri. La gigantesca statua rupestre, appoggiata sul fianco di una collina, risale alla dinastia dei Qi Settentrionali (550-577), un periodo di grande rinascita per le arti; ha sofferto molto per le intemperie e la sua testa (alta 12 metri) è stata ricostruita tra il 2006 e 2008. Giunti al sito si utilizza il pulmino del parco per risalire un tratto della valle e quindi si segue un bel sentiero nel bosco che porta oltre ad un insieme di bei templi di recente costruzione al cospetto della gigantesca statua. Si completa questa interessante giornata con la visita del tempio di Jinci, situato circa 10 km più a sud, un grande complesso di edifici di epoche diverse attraversato da un corso d’acqua, con la Sala delle Offerte (Xian Dian) e la Sala della Santa Madre che custodisce la bellissima statua della madre dell’imperatore, una delle più antiche costruzioni interamente in legno della Cina; il padiglione della stele Tang (Tangbei Ting) risale al 647.

7°g. 17/4 Taiyuan – Nanchan – Foguang – Wutai Shan
Lasciata Taiyuan ci si dirige a nord entrando in quella che anticamente era un’unica grande area identificata con il Wutai Shan, la montagna sacra buddista. Il primo sito che incontriamo oggi è Nanchan Si (Tempio Meridionale della Meditazione), che dista 130 km. Fu costruito nel 782, come parte del complesso del Wutai Shan che si visita domani; la sala del Grande Budda è ritenuta la più antica struttura interamente in legno giunta sino a noi, con le diciassette sculture in legno di epoca Tang, di grande bellezza, disposte su di un piedestallo ad “U” inversa con Sakyamuni al centro, la cui aureola è scolpita con fiori di loto, esseri celestiali ed uccelli mitologici. Il Budda è circondato da Bodisattva e da grandi statue di Samantabhadra e Manjushri. Prossima tappa (47 km), Foguan Si (Tempio della Gloria di Budda), che risale all’857, che come Nanchan Si in origine faceva parte del grande insieme di templi del Wutai Shan. Entrando nel primo cortile per un ripido sentiero con una porta a forma di tunnel, s’incontrano pilastri su cui sono iscritti i sutra. A sinistra si apre la Sala di Manjushri, che fu eretta nel 1137 in epoca Jin (1115-1234), e le cui statue furono rifatte nel 1985 da un artista locale. Si visita poi la Grande Sala Orientale, la terza più antica sala interamente in legno della Cina, che ospita 36 sculture e pitture murali in parte di epoca Tang (618-907), che rappresentano demoni e guardiani, e di epoca Song (960-1279), principalmente cartigli con gruppi di devoti buddisti, preghiere e iscrizioni. Fa parte del complesso anche la Pagoda Zushi, reliquiario del maestro fondatore del tempio, costruita nello stile dei Wei Settentrionali (386-534), che testimonia l’antichità del tempio, e si vedono diversi pilastri funerari di epoca Tang. Compiute le visite si completa la tappa odierna in direzione nord est arrivando a WuTai (75 km), dove si alloggia presso l’albergo Huahui Shanzhuang (4*).

8°g. 18/4 Wutai Shan
I monti Wutai (“cinque piattaforme”) si elevano fino ad oltre 3000 metri tra Taiyuan e Datong, e nel loro insieme sono considerati i monti sacri buddisti del nord della Cina, ritenuti l’abitazione del bodisattva Manjushri, un’entità che esemplifica la saggezza, usualmente rappresentato con la spada alzata nella mano destra, simbolo del recidere l’ignoranza, ed il testo del Sutra del Cuore nell’altra. I picchi rappresentano le cinque direzioni, le quattro cardinali a cui si aggiunge la quinta, che è il centro. Il luogo divenne un importante centro buddista prima e durante la dinastia Tang (618-907) ed iniziò il suo declino negli anni finali della dinastia (844 e seguenti), con l’inizio della persecuzione del buddismo da parte dell’imperatore Wuzong. Si conosce molto del Wutai Shan nel momento della sua massima espressione grazie al diario del monaco giapponese Ennin, che lo visitò nel corso del pellegrinaggio che fece in Cina (838-847), luogo di origine del buddismo giapponese. Wutai Shan riprese a fiorire sotto la dinastia Ming (1368-1644), come luogo di pellegrinaggio per i buddisti tibetani di provenienza mongola. Oggi troviamo i siti più importanti disposti nella valle che è considerata il centro del mandala naturale delimitato dai quattro monti, e si dedica la giornata alla loro visita. I diversi luoghi, tutti accuditi da monaci di tradizione o tibetana o cinese in base alle scuole di appartenenza, sono molto interessanti da visitare anche perché sono molto vivi e pullulano di pellegrini. Per vedere il sito nel modo migliore la sequenza che si segue è la seguente, a cui si potranno aggiungere altri siti che possano essere d’interesse per il gruppo. S’inizia raggiungendo col pulmino il tempio tibetano di Pusa Ding (Picco del Bodhisattva), luogo panoramico da cui si gode una splendida vista sui monti e sull’insieme dei templi. Da qui si procede per il resto delle visite passeggiando tra i templi; s’inizia scendendo con una scalinata a Yuanzhao (tempio dell’Illuminazione Universale), dove la sala principale ospita le statue dei Budda dei tre tempi (passato, presente e futuro, con anche diversi attendenti), considerate tra le più belle di Wutai Shan. Il cortile che ospita il reliquiario del monaco indiano che visse in questo luogo è circondato da un passaggio coperto, utilizzato per le circumambulazioni. In questo tempio all’inizio del XV secolo meditò il maestro Tsongkhapa, considerato un’emanazione di Manjushri, grande erudito e fondatore dell’ordine buddista tibetano dei Ghelupa, a cui appartiene anche il Dalai Lama. Da qui si prosegue per Luohuo (tempio di Rahu, il pianeta che causa eclissi e maree) che è tra i templi meglio conservati nella sua interezza. Luohuo, fondato in epoca Tang, fu ricostruito nel 1492 ed è ancora pienamente in funzione. Qui il giorno del compleanno di Manjushri (XIV giorno del sesto mese lunare, di solito agosto) si celebra una danza con maschere e costumi come quelle che si vedono in Tibet e Mongolia. Oltre ad un insieme completo di stanze, che includono la sala di meditazione, la sala dei guardiani e la biblioteca, nella sala posta nel retro del tempio si trova un altare circolare con 18 lohan (arhat, gli illuminati Theravada) che attraversano il mare al riparo di un grande fior di loto rosso che contiene una statua del Budda delle quattro direzioni, che si vede soltanto quando i petali vengono abbassati, grazie ad un meccanismo posto al di sotto. Xiantong (tempio della Comprensione Manifesta) venne originariamente edificato tra il 58 e il 75, ma fu ricostruito nei primi anni dei Ming (1368-1644). Il tempio è abbarbicato ad una collina, con una terrazza centrale fiancheggiata da due elaborate pagode in bronzo (epoca Ming), di circa 8 metri di altezza, in cui sono state colate con grande maestria piccole immagini di Budda, Bodisattva, guardiani ed altre entità. La Sala dell’Incommensurabile Splendore ha un’entrata a sette arcate, e tra i molti edifici è particolarmente interessante il padiglione di bronzo. Il Tayuan, in stile tibetano, si identifica subito per via della candida pagoda che con i suoi 50 metri di altezza domina la parte bassa del villaggio; in un padiglione del tempio si trova una interessante struttura in legno posta su di una base rotante e adornata, su ciascuno dei sei lati e per ognuno dei ripiani che salendo si allargano, di immagini del Budda. Nei pressi vi è il tempio di Wuye, molto frequentato perché custodisce la statua del protettore del Wutai. Completa bene l’esplorazione del sito la salita in seggiovia al tempio buddista cinese Dailuoding, interessante di per sé, che offre una visuale panoramica sui templi sottostanti e sulla valle.

9°g. 19/4 Wutai Shan – Yingxian – Tempio Sospeso – Datong
Si lascia la vallata valicando un passo ad est, da dove se è abbastanza limpido salendo a piedi un piccolo colle si vedono le quattro cime che segnano i punti cardinali del mandala del Wutai Shan. Si procede da qui verso nord ovest per Yingxian (120 km) dove si trova la pagoda lignea più alta del mondo, Yingxianmuta, edificata nel 1050 ed alta 60 mt, un luogo che lascia stupefatti per questa elegante struttura, e soprattutto per la qualità dei dipinti e della grande statua che adornano il tempio che ne costituisce la base. Da qui si continua per 77 km verso est arrivando allo spettacolare Monastero Sospeso (Xuankong Si, “Tempio Sospeso nel Vuoto”), appeso sulle altissime pareti verticali del monte Heng (Hengshan del nord), la più settentrionale delle cinque grandi montagne sacre della Cina. Il complesso fu fondato nel VI secolo durante la dinastia dei Wei Settentrionali (368-534), e consta di diverse piccole ‘stanze’, ossia grotte scavate nella roccia, chiuse frontalmente da facciate lignee che sono rette da travi che aggettano dal fianco del monte. Il luogo è peculiare anche perché è l’unico esistente in Cina che contiene statue e simboli buddisti, confuciani e taoisti. Dopo la visita si prosegue per Datong, circa 70 km a nord ovest, dove si alloggia presso il Datong Grand Hotel (4*).

10°g. 20/4 Datong: Yungang
Ci si reca alle grotte di Yungang, situate circa 20 km ad ovest di Datong, uno dei siti più affascinanti della Cina. Furono scavate in una falesia di arenaria lunga circa un chilometro tra il 453 e il 525, nel periodo in cui Datong era la capitale del Paese sotto la dinastia dei Wei Settentrionali (368-534). Sono raggruppate in tre sezioni, est, centro ed ovest; quest’ultima è la più consistente, con 40 delle 53 grotte del sito. L’insieme è stato formato seguendo uno stile che proviene dal buddismo indiano, con influenze greco-buddiste, ma rispecchia nei simboli e nella realizzazione anche la cultura cinese dell’epoca. Le sculture più notevoli sono anche le più antiche (453-462), quelle conosciute come le “Cinque Grotte di Tan” perché si ritiene siano state compiute sotto la supervisione del monaco Tan Hao. Ritornati a Datong, ci si reca nei sobborghi meridionali per visitare il tempio buddista di Shanhua (Tempio delle Trasformazioni Virtuose), fondato tra il 713 e il 742 in epoca Tang, distrutto dal fuoco nel 1122, e ricostruito subito dopo. Fu migliorato in epoca Ming, e assunse la denominazione attuale nel 1445. Poco lontano si trova il Muro dei Nove Draghi, costruito nel 1392 con la funzione di un ‘muro contro gli spiriti’ di fronte al palazzo del tredicesimo figlio del fondatore della dinastia Ming, un edificio che andò completamente distrutto nel XVII secolo. Dei tre muri con nove draghi esistenti in Cina (gli altri due si trovano entrambi a Pechino, uno nel giardino imperiale (Bei Hai) e l’altro all’interno della Città Proibita) quello di Datong è il più antico. È lungo 45 metri, alto 8, profondo 2 ed è completato da una sorta di tetto con piastrelle e acroteri, interamente ricoperto in piastrelle in ceramica smaltata in cinque colori, con diversi fregi e decorazioni. In serata è divertente recarsi a piedi dall’hotel all’ingresso principale della cinta muraria di Datong dove viene svolto uno spettacolo pubblico di acqua e luci molto ben eseguito (NB: stare un poco lontani se non ci si bagna!).

11°g. 21/4 Datong – Pechino
Utilizzando il treno veloce di recente inaugurazione si raggiunge in meno di due ore in direzione est la città di Pechino (orari del treno da confermare). Si iniziano le visite dal Bei Hai (il giardino imperiale), ornato da un grade Stupa bianco sulla cima di un colle che offre una bella panoramica sulla città e si affaccia su un lago; da qui si passeggia lungo le rive, dove è usuale osservare i pechinesi che si cimentano in balli collettivi o pratiche di tai chi, arrivando al Muro dei 9 Draghi, un poco più piccolo di quello di Datong ma altrettanto affascinante. Da qui ci si reca al vicino quartiere di Shichahai, uno dei pochi “hutong” rimasti, ovvero gli insiemi residenziali tipici di Pechino, per un giro in riksho nelle tipiche viuzze fiancheggiate da file di “siheyuan”, le caratteristiche case a corte quadrata. Si completa il giro alla piazza delle Torri del Tamburo e della Campana, immancabili in ogni città della Cina. Dopo pranzo ci si reca in uno dei principali monumenti della città, il Tempio del Cielo (Tian Tan), situato nella parte meridionale della città. All’interno di un vasto parco, molto vivace e frequentato dagli abitanti per incontri e varie attività (dalla danza al gioco degli scacchi), fu realizzato in epoca Ming per rappresentare la cosmologia cinese tradizionale, secondo la quale la terra è quadrata ed il cielo rotondo. L’imperatore Figlio del Cielo vi si recava due volte l’anno per svolgere complessi riti e cerimoniali, per i quali gli edifici erano stati specificamente progettati, sia come monumenti che ispirassero rispetto sia come materializzazione simbolica dell’universo. Completa la giornata la visita al Tempio di Baiyun, o tempio della Nuvola Bianca, la cui origine risale all’VIII secolo e venne poi ampliato in epoche successive ed è sopravvissuto alla rivoluzione culturale, un sito che è anche la sede dell’Associazione Nazionale Cinese Taoista. Si alloggia presso l’hotel Bamboo Garden (Boutique).

12°g. 22/4 Pechino
Ci si reca alla Città Proibita (Zijincheng, Purpurea Città Proibita), che fu il palazzo imperiale durante le dinastie Ming e Qing (tra 1420 e 1912). Per cinque secoli fu una vera e propria città, separata dal resto della capitale, ed inaccessibile al popolo. Circondata da mura poste all’interno di un largo fossato riempito con acqua, con 980 edifici su di un’estensione di oltre 70 ettari, pare sia il palazzo più grande del mondo; sicuramente ha influenzato con le sue forme la storia architettonica di altri paesi del lontano oriente. Partendo dalla Porta della Pace Celeste, Tian’anmen, lo stesso nome della grande e famosa piazza su cui si affaccia, la si attraversa cortile dopo cortile, osservando padiglione dopo padiglione e potendo anche ammirare il terzo Muro dei 9 Draghi in un cortile nel lato orientale, sino ad arrivare alla residenza dell’imperatore e giungendo all’uscita sul lato nord. Per completare, si sale sulla collina di Jinshan che si sorge di fronte al portale settentrionale e fu eretta con il materiale di scavo dei fossati che circondano la Città Proibita, anche per proteggerla dai venti freddi settentrionali in inverno; un punto che è bello anche per la visuale che offre sul palazzo imperiale. Nel pomeriggio si visita il Yonghe Gong, ossia il Palazzo dell’Armonia e della Pace, che è il grande tempio e monastero del buddismo tibetano di Pechino; fatto costruire nel 1694 dall’imperatore Kangxi, è tuttora accudito da un gruppo di monaci di origine mongola. Si sviluppa in quattro cortili, nell’ultimo dei quali si trova una monumentale statua di Buddha, alta 26 metri, scolpita in un unico tronco di legno di sandalo. Ogni sala e padiglione ha soffitti e pareti riccamente decorati e contiene opere d’arte, sia statarie che dipinti. Da qui si raggiunge il Palazzo d’Estate, che è frutto della restaurazione compiuta verso fine Ottocento, dopo che il precedente parco, situato a pochi chilometri e noto con il nome di Giardini Imperiali (Yuanmingyuan), era stato saccheggiato e bruciato nel 1860 dagli alleati franco-inglesi alla fine della seconda Guerra dell’Oppio. Qui si trova la residenza preferita di Cixi (1835 – 1908), la celebre concubina dell’imperatore Xianfeng che dopo la sua morte nel 1861 fu di fatto per 47 anni l’imperatrice della Cina. Il suo sorprendentemente semplice Palazzo sorge ai bordi del grande lago Kunming e un lungo porticato ornato da stupenti affreschi sull’intera lunghezza porta alla Collina della Longevità, dove distribuiti sui pendii vi sono numerosi edifici dai diversi stili architettonici, che riproducono quelli in uso in altre regioni della Cina. Il lago Kunming fu creato allargando un precedente specchio d’acqua, a imitazione del Lago Occidentale di Hangzhou.

13°g. 23/4 Pechino
Si lascia la città in direzione nord est arrivando a Mutianyu (75 km) dove utilizzando una funivia si arriva in punto molto spettacolare della Grande Muraglia, dove si può passeggiare lungo la fortificazione tra panorami stupendi. Si pranza ne pressi e, rientrando in città, ci si reca alle tombe degli imperatori Ming, situate 42 km verso ovest. Il primo imperatore della dinastia ha il suo sepolcro nei pressi di Nanchino, ma la gran parte dei successori hanno posto i loro mausolei in questa località nei pressi di Pechino; si visitano le due più significative, di Ding Ling e Chang Ling, e si percorre la Via Sacra. Rientrati a Pechino (54 km) ci si reca nella zona di Wangfujing Street, il paradiso per gli acquisti, e in tarda serata ci si reca in aeroporto per l’imbarco sul volo di rientro.

14°g. Venerdì 24 aprile, volo di rientro
Il volo della Air France (abbinato a China Airlines) parte per Parigi all’1.00 con arrivo alle 5.55; si riparte da qui per Milano Malpensa alle 11.40 con arrivo alle 13.10 o per Roma Fiumicino alle 6.55 con arrivo alle 9.00.

 

ESTENSIONE A SHANGAI

13°g. 23/4 Pechino
Si segue lo stesso programma ed alla sera si dorme presso il medesimo hotel.

14°g. 24/4 Pechino – Shangai
Alle 9.00 si prende il treno veloce per Shangai, situata circa 1200 km più a sud, arrivando alle 14.28. Shanghai, Parigi d’Oriente ieri e conosciuta come Perla d’Oriente oggi, è una municipalità indipendente, sede della borsa cinese, e rappresenta il cuore economico e finanziario della Cina odierna. È divisa in due parti dal fiume Huangpu, uno dei rami formati dal grande delta del fiume Azzurro (Yangtze): Puxi e Pudong, rispettivamente ad ovest e ad est del fiume. Si pranza, anche se è un poco tardi, e ci si reca alla Piazza del Popolo per la visita del Museo di Shanghai (Bowuguan), dove le sale espongono reperti da tutta la Cina e di tutte le epoche: bronzi, sculture, ceramiche, dipinti, opere di calligrafia, sigilli, giade, monete, mobili. Ci si reca quindi nella vivace zona del Bund, che racconta nelle sue pietre la storia e la vita della città tra gli anni Venti e Trenta del Novecento, quando Shanghai era ritenuta la città più peccaminosa del mondo; qui si trova la Nanjing road, la più famosa strada commerciale. Sul lungo fiume si allineano edifici risalenti a quel periodo. Prima del tramonto si attraversa il fiume per andare nel distretto finanziario di Pudong dove sopra agli innumerevoli altissimi edifici si stagliano tre giganteschi grattacieli. Si sale sulla cima del SWFC, meglio conosciuto come il “Cavatappi” per l’ardito ponte sospeso a 470 metri da terra che collega i due bordi della colossale torre: si arriva proprio su questo, e qui si cammina sulla esilarante pavimentazione trasparente. La visuale è mozzafiato e si assiste al graduale accendersi del fantasmagorico gioco delle luci serali che illuminano innumerevoli edifici, barche e grattacieli con diversi colori e animazioni, anche coordinate su più palazzi, assistendo ad uno dei grandi spettacoli offerti dal nostro folle mondo moderno, decisamente da non perdere! Si alloggia presso l’hotel Ambassador (4*).

15°g. 25/4 Shangai
La giornata inizia con la visita al tempio del Budda di Giada, nella parte nordovest della città. Costruito alla fine dell’Ottocento, è meta di pellegrini e turisti. Il tempio ospita due magnifiche statue del Buddha, originariamente parte di un insieme di cinque portate da un monaco birmano. Ci si reca quindi nel cuore di quanto rimane della città vecchia ai Giardini di Yu (Yuyuan), circondati da un rumoroso e affollato bazar. Dopo pranzo utilizzando un battello si fa una crociera di circa un’ora sul fiume Huangpu, per godere della visuale della città. Si prosegue con la visita della zona che costituiva la concessione francese (un vero e proprio territorio sotto la giurisdizione della Francia tra il 1849 e il 1943), con viali frondosi di betulle che rivelano ancora l’originario carattere residenziale, anche se ora ogni luogo è diventato un negozietto. Si visita anche il quartiere di Tianzifang, caratterizzato dalle tipiche case di Shanghai note come “Shikumen”, edifici con porte dalle cornici in pietra, disposte a schiera. Inizialmente residenziale, oggi è una zona di gallerie d’arte e caffè, in continua evoluzione, dove si trova anche l’edificio che vide la nascita del Partito Comunista Cinese. In serata ci si reca in aeroporto per l’imbarco sul volo di rientro.

16°g. Domenica 26 aprile, volo di rientro
Il volo della Air France (abbinato a China Airlines) parte per Parigi alle 0.10 con arrivo alle 5.55; si riparte da qui per Milano Malpensa alle 8.30 con arrivo alle 9.55 o per Roma Fiumicino alle 8.00 con arrivo alle 10.05

 

 

COSTO DEL VIAGGIO

€ 3200; + € 150 dopo il 31/1/’20 – Minimo 3 e massimo 12 partecipanti

Estensione a Shangai: € 680

La quota comprende: le spese di iscrizione, le Polizze Assicurative di viaggio (Viaggi rischio zero e polizza base Europ Assistance – su richiesta, su E.A. possono essere estesi i massimali con un costo di € 70 ed emessa la Polizza di Annullamento, che costa 4,8% del valore del viaggio), tutti i trasporti indicati nel programma esclusi i voli internazionali, colazioni e pranzi, l’ingresso ai siti indicati nel programma, la presenza dell’accompagnatore italiano e di guide locali che parlano l’italiano o, da Pingyao a Datong, l’inglese.

La quota non comprende:i voli internazionali, che costano a partire da € 900 in funzione della data di prenotazione e della compagnia prescelta, il visto, il supplemento per la camera singola, le bevande, le visite e le escursioni non in programma, le mance e tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.

Voli: Amitaba provvede alla prenotazione dei voli su richiesta dei viaggiatori, ma non obbliga ad utilizzare questo servizio e chi preferisce può provvedere all’acquisto dei voli direttamente; questo anche per permettere a chi ne ha la possibilità di usufruire di punti, sconti e/o tariffe agevolate.

Supplementi: € 150 se si prenota dopo il 31/1/2020, € 510 per la singola, € 300 con 3 partecipanti. Per l’estensione a Shangai, € 130 per la singola, € 100 con 3 partecipanti.

Visti e documenti: per la Cina è obbligatorio e deve essere ottenuto prima della partenza; il passaporto deve avere validità minima di sei mesi dalla data di ingresso prevista.

Riferimento valutario: il prezzo del viaggio è formulato con riferimento al cambio euro - dollaro del 13/8/'19 (Banca d’Italia): € 1 = $ 1,1222, corrispondente al valore in essere al momento della pubblicazione del programma.

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza "Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio" fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza "Filodiretto Protection" fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.

Chiudi ×