Informazioni utili

Da: martedì 26 dicembre 2017A: domenica 7 gennaio 2018Durata: 13 giorni

Guida: Alessandro Zuzic e Su Su TunPartecipanti: massimo 14

 

Il viaggio porta nei siti storici più importanti ed esce anche dai sentieri del turismo ordinario, per offrire un incontro con il meraviglioso mondo di Myanmar, il “Paese del sorriso”. Si esplorano i diversi ambiti culturali, iniziando dall’anima buddista che si esprime sia nelle grandiose vestigia del passato, da Powintaung a Bagan e Kakku, che nella quotidianità delle persone in templi come Mahamuni, nei molti monasteri e nelle pagode che ornano il Paese, prime tra tutte Shwedagon. E si osserverà anche l’aspetto meno appariscente del forte animismo che pervade il mondo spesso tribale della gente, che trova la massima espressione a Monte Popa, “l’Olimpo Birmano”. Si visitano diversi villaggi, Set Set Yo e Phwarsaw nella zona di Bagan, e, nella regione del Lago di Inle si dedica una giornata per avvicinare le popolazioni Kayan e Kayah. Nella parte finale si percorrono canali, fiumi e laghi con le lance, immersi nella natura di archetipa bellezza di Moe Byae e Inle, dove l’uomo ha realizzato un equilibrio ambientale unico al mondo.

 

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Bagan, pagoda

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Mercato

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Lago di Inle

 

Conducono il viaggio Alessandro Zuzic e Su Su Tun; si prevede un massimo di 14 partecipanti.

 

 

Tappe

Mappa del percorso - per l'itinerario interattivo cliccare sopra

L’itinerario inizia con la visita della grande pagoda di Shwedagon, centro spirituale della Birmania; quindi da Yangon si vola nelle regioni settentrionali a Mandalay per immergersi nelle visite dei siti di questa antica capitale e di Ava e Mingun, ricchissimi di storia; in queste regioni vivono la maggior parte dei monaci birmani e si trovano templi costruiti in legno di tek. Da Mandalay ci si sposta a Monywa sul fiume Chinwin, nei cui pressi si trovano le  grotte di Powintaung dove tra gli innumerevoli templi rupestri sono custodite 400.000 statue e preziosi affreschi. Si prosegue sempre con un mezzo privato per Pakokku e da qui si arriva a Bagan, dove sorgono centinaia di pagode immerse nella bella natura di una grande ansa del fiume Irrawaddy; un luogo ritenuto tra i siti archeologici più affascinanti al mondo. Tenendo Bagan come base si effettua un’escursione a Monte Popa, “l'Olimpo Birmano”, un sito di straordinario interesse cuore del culto animista dei Nat, cogliendo l’opportunità per visitare il villaggio di Set Set Yo e, nei pressi di Bagan, di Phwarsaw. Con un breve volo ci si sposta verso est nella regione del lago Inle; qui ci si reca a Kakku, un sito ancora fuori dai grandi percorsi del turismo se pur tra i più belli del Paese, e raggiunta Loikaw si esplorano i villaggi delle etnie Kayan e Kayah ed il mercato di Demorso. Partendo da Phe Kon, nei pressi di Loikaw, si seguono i corsi d’acqua con le lance arrivando al lago di Moe Byae dove è ubicata l’antica Sanghar e da qui si giunge a Taung To e il lago di Inle, con un percorso fluviale di bellezza archetipa che si svolge nella regione più pittoresca della Birmania. Si completa il viaggio esplorando il lago di Inle in barca, tra gli orti galleggianti e i villaggi e tempi su palafitta, includendo un’escursione a Indein e, tornati a Yangon, dopo le ultime visite, un po’ di acquisti ed una bella serata culturale, ci si imbarca sul volo di rientro.
Per una illustrazione dettagliata delle singole tappe: vedi il “Programma del viaggio” che segue.

 

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Pranzo dei monaci

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Bimbo birmano

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Donna Kayan

 

 

Guide

Accompagnano il gruppo Alessandro Zuzic, fondatore di Amitaba che ha già condotto diversi viaggi nel Paese, e Su Su Tun, donna birmana di 40 anni; Su Su è una guida locale molto apprezzata che ha visitato l’Italia ed ha già condotto viaggi di Amitaba, una professionista diplomata che lavora con i viaggiatori italiani da molti anni e parla bene, oltre alla nostra lingua, anche l’inglese.

 

Nota tecnica

Il viaggio si svolge nella stagione secca con valori stagionali che indicano temperature tra i 18 e i 32°C. Le sistemazioni sono comode e pulite, il cibo – incluso nel prezzo del viaggio – è molto vario; solitamente si consumano i pranzi nei pittoreschi ristorantini locali e la sera si cena o in hotel o in ristoranti tipici. Nella regione tribale dei Kayan si pranza presso alcune famiglie locali; anche qui è tutto molto pulito e curato. In sintesi, è un viaggio molto ricco di contenuto che avvicina nel modo più bello il mondo birmano, ma che non richiede particolare spirito di adattamento.

 

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Bagan, tramonto

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Bimba birmana

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Inle, pescatore

 

 

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

1°g.    Martedì 26 dicembre, partenza per Myanmar  
Il volo della Emirates per Yangon, la città principale ed ex capitale della Birmania, parte da Milano Malpensa alle 21.20; per eventuali collegamenti da altre città contattare Amitaba.

2°g.    27/12 Arrivo a Yangon  
Si arriva a Dubai alle 6.35; si cambia aviogetto e riparte alle 9.00 con arrivo a Yangon alle 16.45, dove è in attesa dei partecipanti Su Su Tun, la guida locale birmana che parla la lingua italiana. Si alloggia presso l’hotel Jasmine Palace o simile. Per un ottimo inizio del viaggio ci si reca alla pagoda di Shwedagon, immortale centro spirituale della Birmania dove numerosi devoti offrono le proprie preghiere, dove la grande costruzione centrale alta 98 metri è circondata da una profusione di templi minori che, anche se realizzati in diversi stili, creano un insieme sorprendentemente armonico. Si gode da qui del tramonto e si cena in un ristorante tipico.

3°g.    28/12 Yangon – Mandalay, con Ava e Mingun  
Volo per Mandalay, situata circa 600 km più a nord; è il centro più importante dopo Yangon, considerato la capitale culturale e religiosa dello stato: vi risiede oltre la metà dei monaci birmani. Già capitale del regno birmano settentrionale, il re Mingon vi eresse nel 1856 una suntuosa fortezza di cui resta l’imponente cinta muraria, lunga 8 km e alta 8 metri, circondata da un fossato di 70 metri di ampiezza. Dall’aeroporto ci si reca direttamente ad Ava (o Inwa), che fu la capitale delle Birmania per circa 400 anni e di cui restano alcuni siti interessanti immersi in un bell’ambiente rurale; la si percorre piacevolmente utilizzando calessi trainati dai cavalli. Si vedono tre antichi templi, tra cui il più celebre è il Bagayar Kyaung, interamente costruito con il legno di tek con 267 pilastri di legno, ma sono molto belli anche lo Yadanar Simi e il Mae Nu Brick. Ci si sposta quindi a Mandalay dove si visita il tempio di Mahamuni, il principale luogo di culto, che contiene una veneratissima statua del Buddha ricoperta di foglie d’oro. Si pranza a bordo della barca che con una piacevolissima gita sul fiume conduce in circa un’ora all’antico sito di Mingun, dominato dalla mastodontica massa della pagoda incompiuta di Pahtodawgyi, dove è custodita anche un’enorme campana (90 tonnellate!) che si dice essere la più grande al mondo. Si rientra con le luci del tramonto e si cena presso un ristorante tipico; si alloggia presso l’hotel Ayarwaddy River View o simile.

4°g.    29/12 Mandalay – Monywa e Powintaung  
La cittadina di Monywa dista 112 km verso ovest, un viaggio che richiede circa 3 ore; nei pressi di Mandalay è prevista una sosta per visitare un interessante laboratorio orafo nel villaggio di Ywa Htaung, vicino a Sagaing. A Monywa si trovano diverse pagode e templi, tra cui la Thanboddhay Paya è il sito più interessante da visitare; si alloggia presso l’Hotel Chindwin o simile. Dopo pranzo ci si reca alle grotte di Powintaung (25 km), utilizzando per un tratto un mezzo locale: qui nelle falesie si contano 947 grotte scavate nell’arenaria che preservano circa 400.000 statue e innumerevoli affreschi, un’incredibile collezione che gli archeologi considerano la più vasta e ricca esistente al mondo.

5°g.    30/12 Monywa – Bagan  
Si percorrono 120 km in direzione sud arrivando a Pakokku, dove si visitano le produzioni locali di bastoncini d'incenso e di cartapesta; si effettua un giro della cittadina utilizzando i tuk tuk. Dopo il pranzo in un ristorante tipico con circa un’altra ora di guida (40 km) si giunge a Bagan, dove si alloggia presso l’hotel Kaday Aung o simile. Bagan è uno dei siti archeologici più incredibili al mondo, con migliaia di costruzioni di circa 800 anni. L’area è molto estesa, circa 10 chilometri quadrati, ma i templi e pagode principali sono nei pressi della grande ansa del fiume Irrawaddy. Ci si reca per il tramonto in un punto panoramico da dove si ammira il grandioso insieme.

6°g.    31/12 Bagan  
Si visitano i siti più interessanti, tra cui la pagoda di Shwezikone, particolarmente sacra; risalente all'undicesimo secolo, presenta un antico stile architettonico in pietre e sabbia. Quindi i templi di  Kyansitthar, famoso per le pitture murali, e di Wetkyiinn Gupyaukgyi con le pareti affrescate nel XIII secolo, Htilo Minlo, egregio esempio di architettura, il celebre tempio di Ananda dai battenti mirabilmente cesellati in legno di teak, ed altri. Si visita il villaggio di Phwarsaw e per il tramonto ci si reca ad una panoramica pagoda utilizzando i calessi trainati da cavalli. La cena di fine anno viene organizzata presso un monastero birmano, saremo gli unici ospiti e un nostro cuoco curerà il tutto (… non solo riso, anche se si è in un monastero!) e si sarà intrattenuti con uno spettacolo culturale.

7°g.    1/1/2018 Bagan: escursione a Monte Popa e Set Set Yo  
Dopo una visita al mercatino di Myinkabar, con circa un’ora e mezza di guida si arriva a Popa. Questo monte di origine vulcanica che si erge sulle pianure è considerato l’Olimpo birmano: si pensa che molti Nat, ovvero gli spiriti dei defunti ed entità, abitino qui. Dalla cima del monte, che si raggiunge con una scalinata di 777 gradini che attraversa molti punti di interesse, si gode di una vista magnifica affacciandosi tra i molti templi bizzarramente decorati. Alla base del monte in un tempio che raccoglie le statue dei 37 principali Nat birmani spesso si svolgono pittoreschi rituali condotti dai truccatissimi sacerdoti che evocano ed onorano questi spiriti. Dopo la visita si rientra verso Bagan; sul percorso con una deviazione su strada sterrata di circa 40 min., che a volte è necessario percorrere utilizzando dei mezzi locali, si raggiunge Set Set Yo, un interessante villaggio dove i giovani sono ancora agghindati con le acconciature tradizionali. Si rientra quindi sulla strada principale e si continua per Bagan, arrivando in tempo per godere del tramonto.

8°g.    2/1 Bagan – Heho – Kakku – Loikaw  
Si parte presto in volo per Heho, ad est di Bagan; il volo dura circa 40 min. Dall’aeroporto si prosegue in pulmino per Kakku (circa 2 ore), che da qui dista 80 km: un sito a sud est del lago di Inle immerso tra i villaggi dell’etnia Pa-O che custodisce un numero incredibile di Stupa in stile Shan edificati nel XVII secolo (circa 2200!), uno dei luoghi più particolari di Myanmar. Si pranza in un ristorante locale e si prosegue quindi per Loikaw (110 km, circa 3 ore e mezza), dove si alloggia e si cena presso il Loikaw Lodge o simile.

9°g.    3/1 Loikaw: Panpet e Tanilarle   S’inizia questa interessantissima giornata recandosi al piccolo mercato di Demorso, a circa 20 km da Loikaw, dove le etnie dei Kayan e dei Kayah barattano e commerciano i propri prodotti; tra questi si possono assaggiare bevande alcoliche fatte con il riso. Si prosegue per altri 30 km circa arrivando al villaggio di Panpet dell’etnia Kayan, conosciuta in occidente con l’appellativo di etnia delle ‘donne giraffa’ per via degli ornamenti che vengono utilizzati per allungare, anche esageratamente, il collo. Con una tranquilla passeggiata si visitano 2 o 3 villaggi Kayan e si pranza nelle loro case. Iniziando il rientro a Loikaw ci si reca al villaggio di Tanilarle, dell’etnia Kayah, che qui è il gruppo maggioritario. Si potrà esplorare il villaggio e osservare le diverse attività, nel contesto di un interessante progetto locale di "turismo comunitario". Rientrati, si visitano la pagoda di Taung Kwe e l’adiacente monastero; si cena in un ristorante locale.

10°g.    4/1 Loikaw – Lago di Sanghar – Lago di Inle  
Si raggiunge col pulmino Phe Kon (50 km, circa un’ora) dove si sale sulle lance (le “longboats”) che porteranno fino al lago di Inle. Prima meta, il villaggio di Sanghar (circa 2 ore di navigazione) posto sulla sponda orientale del lago di Moe Byae, che fu formato in antichità con la costruzione di una diga, un luogo che nel XVIII secolo era tra le città principali della regione di Shan, rimasto sospeso nel tempo. Si pranza in un ristorante locale e si possono osservare alcune produzioni locali: un particolare tipo di vasellame realizzato con più strati e una distilleria locale di liquore di riso. Si prosegue verso Inle (altre 2 ore circa di navigazione); il contesto naturale è sempre magnifico, si seguono corsi d’acqua che attraversano diversi villaggi etnici e ci si trova forse più vicini ad una fiaba che al mondo reale! Arrivando ad Inle si sosta per una visita al sito di Taung To, dove si osservano centinaia di stupa che risalgono al XVIII secolo. Si conclude questa bella avventura approdando all’hotel Golden Cottage Island o simile, nel lago di Inle; la cena è in hotel.

11°g.    5/1 Lago di Inle, con Indein  
Si dedica la giornata all’esplorazione del lago di Inle: lungo 22 chilometri e largo 11, adagiato a 800 mt di altitudine, è una perla di bellezza naturale dove i pescatori utilizzano con grande maestria le caratteristiche reti coniche di bambù in equilibrio su una sola gamba, una pesca unica che per il visitatore è un intrattenimento sorprendente. Si esplora con la barca il lago, dove si trovano 17 villaggi e molti templi costruiti su palafitte. L’industriosa gente che vi abita ha creato dei giardini galleggianti per poter coltivare ed ha sviluppato molte particolari forme di artigianato, compresa una filatura eseguita con i gambi dei fiori di loto; la visita delle botteghe di produzione è molto interessante e spesso si incontrano le donne Kayan (“donne giraffa”), giunte fin qui di fatto per farsi fotografare in cambio di piccole mance, un effetto questo dell’arrivo del turismo ma che a loro sembra gradito. Si vedono anche interessanti pagode lacustri; tra queste, Phaungdaw Oo è il tempio più importante; molto conosciuto è anche il monastero di Nga Phe Kyaung costruito in tek con molti pilastri decorati, dove si trovano statue di ottima fattura e i monaci fanno esibire dei gatti che saltano. Navigando lungo i canali che si diramano dal bordo del lago ci si reca al villaggio di Indein per raggiungere uno dei siti più interessanti, una miriade di pagode che sorge dalla giungla in cima ad un colle. Si accede risalendo un sentiero interamente coperto da una tettoia di legno sotto cui sostano genti appartenenti a diverse etnie vendendo prodotti locali molto particolari. Si pranza in un ristorante locale e si cena in hotel.

12°g.    6/1 Inle – Heho – Yangon  
Si parte presto con la barca arrivando sulla sponda settentrionale del lago a Nyaung Shwe e con un pulmino privato si prosegue per l’aeroporto di Heho; tempo permettendo, si sosta per una visita del monastero di Shwe Yan Pyae, realizzato in tipico stile Shan con il legno di tek, dove studiano dei piccoli monaci. Giunti in volo a Yangon ci si reca al monastero di Kalawwa Tawya, cercando di giungervi all’ora del pasto dei monaci; nei pressi si trova il parco dell’elefante bianco. Si pranza in un ristorante tipico nei pressi e da qui con il treno locale (una bella esperienza di per sé!) ci si reca nel centro di Yangon dove ci si potrà sbizzarrire con gli acquisti allo Scott Market e si completa visitando la grande statua del Buddha reclinato di Chauk Htut Gyi. Si cena alla Karaweick Hall, dove si assiste anche ad uno spettacolo culturale. Ci si trasferisce quindi all’aeroporto internazionale per l’imbarco sul volo di rientro.

13°g.    Domenica 7 gennaio, volo di rientro  
Il volo della Emirates parte alle 2.10 con arrivo a Dubai alle 6.05; si riparte con un nuovo aviogetto per Milano Malpensa alle 9.10 con arrivo alle 13.10. Per i collegamenti con altre città contattare Amitaba.

 

 

COSTO DEL VIAGGIO

€ 3750; + € 150 dopo il 31/10/2017 - Massimo 14 partecipanti.

La quota comprende: tutti i voli, sia internazionali che interni, le spese di iscrizione, le Polizze Assicurative di viaggio (Booking sicuro, Viaggi rischio zero e polizza base Europ Assistance  – su richiesta, su E.A. possono essere estesi i massimali con un costo di € 70 ed emessa la Polizza di Annullamento, che costa 4,8% del valore del viaggio), tutti i trasporti in Myanmar, la pensione completa, le escursioni indicate nel programma, la presenza dell’accompagnatore italiano e della guida locale birmana che parla la lingua italiana.

La quota non comprende: il visto, il supplemento per la camera singola, le bevande, le visite e le escursioni non in programma, le mance e tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.

Supplementi:  € 150 se si prenota dopo il 31/10/2017, € 560 per la singola.

Visto e documenti: il visto birmano deve essere ottenuto in Italia prima della partenza. Amitaba può curare la pratica di visto; servono 2 foto tessera e anche una copia della carta d’identità, il tempo richiesto è di minimo 2 settimane. Recentemente si è anche aperta la possibilità di ottenere il visto turistico in internet: il sito è www.evisa.moip.gov.mm; il costo è di $ 50 e va inviata la scansione di una fototessera, si riceve quindi il visto sempre via posta elettronica che va opportunamente stampato e tenuto con sé.

Riferimento valutario: il prezzo del viaggio è formulato con riferimento al cambio euro - dollaro del 25/5/2017 (Banca d’Italia): € 1 = $ 1,1214, corrispondente al valore in essere al momento della pubblicazione del programma.

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza "Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio" fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza "Booking sicuro" fornita da CBL Insurance. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.

 

Alcune note generali sulla Birmania, “Unione di Myanmar”

L’Unione di Myanmar (nome ufficiale della Birmania dal 1988) si estende per oltre 2.000 km dall’istmo di Kra nella penisola di Malacca sino alla regione himalaiana, dove si trova la montagna più alta del Paese, il Hkakabo Razi di c.a. 5900 mt. Il clima è principalmente monsonico con precipitazioni consistenti soprattutto nelle parti vicine alla costa; le piogge iniziano in maggio e durano fino a settembre con il periodo premonsonico particolarmente caldo.
I birmani sono circa 46 milioni. La gran parte della popolazione (70%) vive nelle pianure centrali, dal golfo di Martaban sino a Mandalay; il resto del Paese è generalmente poco popolato, con densità tra i 5 e 25 abitanti per chilometro quadrato. Tre quarti della popolazione vive in aree rurali; la città principale è Yangon (il cui precedente nome era Rangoon) dove vivono circa 4 milioni di abitanti; altre città importanti sono Mandalay (circa 800.000 ab.), Pathein, Mawlamyine, Taunggyi e Sittwe, ciascuna con 2-300.000 abitanti. Nel mosaico delle oltre 40 etnie che formano la popolazione del Paese il gruppo principale è il Birmano, originario del Tibet, stabilitosi nella regione tra l’VIII e il X secolo. Al medesimo gruppo etnico appartengono anche le popolazioni Rakhine, Chin, Kachin, Lisu, Lahu, Akha ed altre minori. Le principali popolazioni di origine non tibetana sono i Mon-Khmer (nel golfo di Martaban), i Cino-Siamesi (Shan, nel nord e nord est del Paese) e i Karenni (Karen e Khaya, di origine cinese, che abitano lungo il confine orientale tra Birmania e Thailandia).
La lingua ufficiale è il birmano, parlato dal 75% della popolazione, a cui si accompagnano una quarantina di differenti lingue e dialetti; è una lingua di origine indo-ariana che presenta forti analogie con il sanscrito. La scrittura deriva direttamente dal pali, l’antica scrittura indiana, tuttora considerata la lingua letteraria della Birmania.
Il buddismo approdò in questa regione in epoca precristiana tramite i missionari inviati dall’imperatore indiano Ashoka, e si radicò in seguito all’influsso cingalese a partire dal VI secolo. La fede buddista ha costituito il profondo elemento di coesione delle tradizioni e della cultura della gente attraverso tutti gli stravolgimenti subiti da queste terre: la storia della Birmania è costellata di intricate vicissitudini che hanno visto invasioni, insurrezioni, guerre, lotte fratricide e regicidi, sino alla dominazione inglese durata quasi un secolo e terminata con l’indipendenza ottenuta nel 1948. Il buddismo Theravada praticato in Birmania, dove si contano circa 600.000 monaci, ha accolto elementi del buddismo Mahayana, dell’induismo e dell’animismo / spiritismo autoctono, dove i nat, spiriti dei defunti e della natura, svolgono un ruolo basilare. Un famoso proverbio birmano dice: “Adora Buddha, ma temi i nat”. L’influsso induista è forte soprattutto nell’astrologia birmana, che è fondamentale per decidere le date e l’ora di tutti gli avvenimenti importanti della vita.
La Birmania è costellata da un’infinità di pagode erette nel corso dei secoli da generazioni di fedeli, ma quel che resta maggiormente impresso a chi visita questo meraviglioso Paese è il sorriso e la cordialità della gente, che dimostra una sconcertante serenità pur conducendo una vita tutt’oggi irta di difficoltà materiali.

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