Informazioni utili

Da: mercoledì 26 dicembre 2018A: domenica 6 gennaio 2019Durata: da 12 a 17 giorni

Estensioni iniziali da: venerdì 21 dicembre 2018 O: venerdì 21 dicembre 2018

 

Con un percorso ben misurato partendo da Goa si esplora il Karnataka da nord a sud arrivando fino a Mysore, godendo di regioni tra le più belle ed interessanti dell’India, non ancora raggiunte dal turismo di massa. Si incontra Badami, dove sul lago Agastya si affacciano templi rupestri ed antiche fortificazioni, e si visitano luoghi preziosi che stupiscono con i templi di Mahakuta, Pattadakal ed Aihole, giungendo per il Capodanno a Hampi, il sito archeologico più stupefacente dell’India. Proseguendo verso sud si visitano il forte di Chitradurga ed i gioielli artistici di Belur e Halebid, per arrivare poi al santuario di Sravanabelagola, famoso per la gigantesca statua monolitica di Baubali e sede della tradizione jainista dei Digambara, i “Vestiti di Cielo”. Giunti a Mysore si completano le visite con Srirangapatnam e Srirangapatnam e si raggiunge Bangalore per il volo di rientro.

 

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Mysore, Chennakesava

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Sravanabelagola

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Hampi, Vittala

 

 

Tappe

Mappa del percorso - per l'itinerario interattivo cliccare sopra

Vi è poi la possibilità di scegliere tra due estensioni iniziali, entrambe con partenza il 22/12; la prima prevede un soggiorno di relax a Goa sull’Oceano Indiano e la seconda di trascorrere il Natale a Lumbini in Nepal.

 

Nota tecnica

Il viaggio si svolge in un’ottima stagione, soleggiata e piacevolmente calda. Per i trasporti si utilizzano veicoli comodi, dotati di aria condizionata e di recente immatricolazione. Le sistemazioni utilizzate sono tutte di buon livello; alcuni sono palazzi storici riconvertiti.

 

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Srirangapatnam, Tippu Sultan

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Hampi

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Srirangapatnam, Tippu Sultan

 

 

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

Estensione iniziale, relax a Goa

Vi è la possibilità di partire prima del 26/12, arricchendo il programma con un’ estensione di relax a Goa in India. La partenza suggerita è venerdì 21 dicembre con arrivo a Goa il 22/12, ma si può partire anche prima o dopo in funzione delle proprie esigenze; il costo qui indicato prevede un soggiorno con inizio il 22/12. All’arrivo a Goa si viene accolti dal corrispondente indiano di Amitaba e ci si trasferisce presso il The Lalit Golf & Spa Resort, posizionato sul mare.

 

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Hampi

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Sravanabelagola

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Hampi

 

Programma comune

1°g.    Mercoledì 26 dicembre, volo per Goa  
Per raggiungere Goa in India Amitaba utilizza voli Air India, Lufthansa, KLM, Etihad, Emirates o altre compagnie scelte dai viaggiatori. La maggioranza dei voli prevede un arrivo nel corso della giornata successiva; Amitaba può prenotare il volo preferito.

2°g.    27/12 Arrivo a Goa  
All’aeroporto di Goa si viene ricevuti dal corrispondente indiano di Amitaba e ci si trasferisce al The Lalit Golf & Spa Resort, posizionato sul mare. L’accompagnatore italiano del viaggio, Alessandro Zuzic, arriva nel corso della serata.

3°g.    28/12 Goa  
Visita di Goa, dove i portoghesi giunsero nel XVI secolo e governarono fino al 1961, un passato che si riflette nel peculiare insieme architettonico e nella presenza di una grande comunità cristiana. Ci si reca a Vecchia Goa che fu la capitale dei portoghesi fino al XVII secolo, dove con una piacevole passeggiata si incontrano due siti che sono Patrimonio dell’Unesco, di cui il più famoso è la Basilica di Bon Jesus che custodisce i resti di San Francesco Saverio, la cui costruzione iniziò nel 1594; sono molto belle anche la chiesa di San Francesco e la Cattedrale, mentre situata poco lontano a pochi passi dall’arco di benvenuto dedicato a Vasco de Gama che si affaccia sul vecchio porto, vi è la chiesa di San Gaetano edificata prendendo a ispirazione la struttura della cattedrale di San Pietro a Roma. Si completa il tour con la visita di Panaji, il centro amministrativo del distretto di Goa, dove sono molto pittoreschi i “Quartieri Latini” e la cattedrale, edificata nel 1609.

4°g.    29/12 Goa – Badami  
Si parte per Badami, che dista circa 250 km, un viaggio che impegna per almeno 7 ore; si segue per un tratto la costa verso sud entrando in Katnataka, quindi si procede verso nord est superando i colli coperti di foreste ed arrivando sul plateau agricolo arrivando nel tardo pomeriggio nel piccolo centro di Badami, dove si trova la stupenda vallata cinta da rocce arenarie rosse dove sorgeva questa antica capitale dei Chalukya, uno dei punti più evocativi dell’India. Si alloggia presso l’hotel storico Badami Court (hotelbadamicourt.com) o simile.

5°g.    30/12 Badami ed escursione a Mahakuta e Banashankari   
Si dedica la mattina alle visite del sito archeologico di Badami, percorrendolo tutto a piedi con una splendida passeggiata. I reperti più importanti sono i quattro templi rupestri edificati nel VI secolo, che presentano sculture magnifiche e suggestive; tre sono induisti dedicati uno a Shiva e due a Vishnu mentre il quarto, che fu il primo ad essere scolpito, è jainista. Sul lago di Agastya ai piedi delle collina, contornato quasi tutto dai ghat (scalinate), si affacciano due templi di pietra arenaria locale, dedicati a Shiva. Il forte che sovrasta i colli fu invece fatto costruire da Tippu Sultan nel XVIII secolo su fortificazioni precedenti che risalgono fino al V secolo; vi sono alcuni resti di quest’epoca più antica e torri d’avvistamento del XIV e XVI secolo. Nel pomeriggio ci si reca ai vicini templi di Mahakuta (16 km), ubicati dietro ai monti che cingono il bacino di Agastya, tutti dedicati a Shiva, che risalgono dal VI all’VIII secolo; il sito è molto vivo ed interessante, tra alberi secolari che sono un monumento della natura, con una vasca d’acqua alimentata da una fonte naturale, dove alcuni dei molti pellegrini che giungono fin qui fanno il bagno. Si prosegue per Banashankari, il tempio dedicato alla consorte di Shiva dove anche ai non induisti è consentito il darshan (vista) della divinità, anche questo molto frequentato dai pellegrini, nei pressi di un grande bacino artificiale di epoca Chalukya. Rientrando a Badami si fa una passeggiata nel mercato della cittadina.

6°g.    31/12 Badami – Pattadakal – Aihole – Hampi  
Ci si sposta per un tratto verso est (22 km) attraverso le belle campagne di questa regione arrivando a Pattadakal, una delle tre capitali storiche dei Chalukya costruita sulle rive di un fiume, un sito Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Qui, all’interno del ben tenuto parco archeologico, si trovano diverse magnifiche opere templari che consentono di osservare il processo di fusione armoniosa qui avvenuto degli stili dell’india del nord e del sud, con le torri dei templi (gli shikara) di Galaganatha e Jambulinga curvilinee, secondo i dettami settentrionali, mentre quelle di Sangameshvara ed altri sono squadrate seguendo lo stile meridionale, e si ha una sintesi di stile nei due templi più importanti. Tra questi, il principale è il tempio di Virupaksha, costruito tra il 740 ed il 745 d.C. che è ancora attivo; all’interno le colonne rivelano bassorilievi di straordinario interesse ed una statua di Durga a destra del tempio del lingam che è tra le più rimarchevoli dell’India, di fronte, un gigantesco e ottimamente realizzato Nandi monolitico è curato con devozione da… 1300 anni. Dopo la visita di prosegue per Aihole, altri 23 km circa a nord est. Questo villaggio fu la prima capitale dei Chalukyas e vi si trovano 22 siti archeologici, con anche diversi templi che sono di fatto fusi con le case del villaggio: gli archeologici ne hanno classificati più di 100. Il sito principale contiene due edifici maggiori e alcuni più piccoli, con il richiamo principale dato dal tempio di Durga (VII secolo), che presenta, caso rarissimo per un tempio induista, un’abside circolare nella parte posteriore, con sculture di ottima fattura. E’ interessante anche salire la collina dove vi sono le mura della cittadella ed un isolato tempio jainista, anche per una visuale d’insieme. Si pranza ad Aihole e si procede ora per Hampi, situata circa 130 km a sud, dove si alloggia presso l’hotel Heritage Resort Hampi.

7°g.    1/1/2019 Hampi  
Si dedica la giornata all’esplorazione del sito archeologico di Hampi, che dal 1986 è parte del Patrimomio Mondiale Unesco. Qui, nei pressi di un fiume che scorre tranquillo tra formazioni di rocce rosse dalle forme plastiche, si trovano i resti della capitale del potente impero Vijayanagara, una moltitudine di templi e rovine di edifici immersi in una natura stupenda. Il piccolo villaggio tra le rovine dove sorge un grande tempio induista che i pellegrini raggiungono per i loro riti, che ora il governo indiano sta rimuovendo per non disturbare i siti archeologici, è quanto rimane di quello che nel XIV secolo fu il centro del grande regno induista che si oppose con successo all’espansione islamica nel meridione del Subcontinente fino alla sua soccombenza nel 1565. I punti artistici più celebri sono tantissimi, con i templi di Virupaksha, Vithala, Hazara Rama, Achuta Raya, il palazzo del Lotus Mahal e così via; ma la magia di Hampi si coglie anche solo passeggiando in questo grandioso insieme di storia e natura che ne fa uno dei luoghi imperdibili dell’India.

8°g.    2/1 Hampi – Chitradurga – Chikmagalur  
Si lascia Hampi in direzione sud per Chitradurga, che dista circa 130 km. Qui si visita il grande forte edificato tra le rocce granitiche dalle forme meravigliosamente plastiche del monte che sorge ai margini della tranquilla e colorata cittadina. Fu il centro di un regno che divenne indipendente dal 1568 dopo la caduta dell’impero Vijayanagara di Hampi e rimase autonomo fino alla conquista da parte di Tippu Sultan alla fine del XVIII secolo; il nome ‘Chitra’, che significa ‘dipinto’, lo ha ricevuto per via dell’ambiente naturale particolare dove alcune rocce sembrano avere le forme di animali. Salendo oltre il cancello si superano diverse porte arrivando nella parte alta, dove vi sono due templi molto interessanti, ancora attivi, e chi è in grado può provare ad arrampicarsi lungo le ripide rocce aiutato da piccoli intagli arrivando sul panoramico basamento circolare che sovrasta il sito, un’opzione che però può essere pericolosa. Si prosegue quindi per Chikmagalur, circa 160 km a sud ovest, attraverso un bell’ambiente rurale. La tappa di oggi richiede in tutto da 6 a massimo 7 ore e mezza; si alloggia presso l’hotel The Gateway o simile.

9°g.    3/1 Chikmagalur – Halebid – Belur – Halebid – Sravanabelagola – Mysore  
Si visitano i gioielli architettonici della dinastia Hoysala, i templi di Belur e Halebid, edificati dove sorgevano le antiche capitali dinastiche Hoysala dal X al XII secolo. A Belur, situata a 25 km da Chikmagalur; all’interno delle mura del complesso vi sono diverse costruzioni che contornano il tempio di Vijaya Narayana che rivela sculture di finezza estrema, che rasentano una perfezione sovrannaturale, sia nel decoratissimo esterno che all’interno, dove si ha l’apice artistico in diverse figure ed in particolare nella rappresentazione di Mohini, forma femminile di Vishnu. Halebid, a 23 km da Belur, si chiamava in origine Dwarasamudra e fu la capitale del re Vishnuvardhana che vi fece erigere il celebre tempio dedicato a Shiva, una struttura molto particolare che presenta due cappelle affiancate, ammirate ai loro ingressi da due giganteschi Nandi monolitici, e collegate all’interno da un lungo colonnato. Anche qui si trovano sculture stupende eseguite nel particolare stile ornamentale del periodo Hoysala, e la struttura è analogamente posta sul tipico basamento che ne consente la circumambulazione ed è adornata da raffinate decorazioni in ogni suo punto. Dopo la visita si prosegue per Sravanbelagola, che dista 81 km, un antico sito e luogo di pellegrinaggio jainista che si sviluppò durante la dinastia Ganga, tra i secoli IX e X; ci sono due colline sacre, la Doddabetta o Vindyagiri e la Chikkabetta o Chandragiri, dove si trovano diversi templi jainisti, ed il luogo è anche la sede dei Bhattaraka, o capi religiosi della tradizione jainista Digambara, i “Vestiti di Cielo” (asceti nudi). Si raggiunge con una scalinata la sommità del colle roccioso di Vindyagiri su cui è stata ricavata la colossale statua monolitica di Bahubali, alta 18 metri, che raffigura Bhagavan Gomatheshwara, che secondo la tradizione jainista fu il figlio minore di Adinath, il primo dei 24 illuminati, molto venerato per la sua capacità di rinuncia ed ascetismo. E’ la più grande statua monolitica al mondo, una vera e propria meraviglia non solo per le dimensioni ma per la qualità dell’esecuzione. Completata la visita si continua per Mysore, circa 80 km più a sud, dove si alloggia presso il Fortune Park JP Palace

10°g.    4/1 Mysore, Somanathapura e Srirangapatnam  
La città di Mysore è stata il centro di un regno indipendente retto da un’unica dinastia dal 1399 al 1947, quando è divenuta parte dell’Unione Indiana; l’atmosfera della cittadina riflette questo prestigioso passato. Nel corso della mattina si effettua un’escursione a Somanathapura (36 km) dove si trova il tempio di Chennakesava edificato nel 1258, un esempio tra i più eccellenti dell’architettura Hoysala, che, come Belur e Halebid, colpisce per la qualità dei bassorilievi. Si prosegue per l’isola fluviale di Srirangapatnam (35 km) formata dal fiume Kaveri, dove si visitano il palazzo estivo di Tippu Sultan ed il mausoleo da lui costruito per il padre, Hyder Ali, dove riposa anche il suo corpo, magnifici esempi di architettura islamica. Ci si reca anche all’interno delle mura del grande forte, che fu conquistato dagli inglesi nel 1799, dove si trova il tempio vishvaita di Ranganatha, la cui origine risale alla dinastia Ganga nel IX secolo, Rientrati (23 km), nel pomeriggio ci si reca al Palazzo di Mysore, che è tutt’oggi la residenza ufficiale della famiglia reale, edificato a fine ‘800 dal 24° reggente della dinastia Wodeyar e si effettua un giro in città. Per chi fosse interessato, vi è la possibilità di visitare al tramonto il tempio di Bramasthanam, nei pressi di Mysore, edificato in stile keralese nell’ashram di Mata Amritanandamayi, dove si tiene una celebrazione dell’arati molto suggestiva.

11°g.    5/1 Mysore – Bangalore e volo di rientro  
Si raggiunge l’aeroporto di Bangalore, che dista 155 km, un percorso che richiede almeno 4 ore. In funzione dell’orario dei voli di rientro si potrà valutare se fare un giro in città. La gran parte dei collegamenti per il rientro parte in serata con arrivo a destinazione nel corso della giornata successiva.

12°g.    Domenica 6 gennaio, arrivo a destinazione

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