Informazioni utili

Da: martedì 28 gennaio 2020A: martedì 11 febbraio 2020Durata: 15 giorni

Guida: Alessandro ZuzicPartecipanti: massimo 14

 

Il viaggio è stato preparato per vivere un intenso incontro con la vivacissima realtà della cultura e del folclore tibetani. Recarsi nell’Amdo in inverno per il Losar può sembrare una piccola follia; in realtà s’incontra un clima freddo ma molto secco, con i cieli tersi, in un contesto naturale molto bello dove è solo necessario munirsi di vestiti caldi, come quando ci si reca sulle nostre Alpi. Partendo da Xining nel Qinghai si segue un percorso verso sud est attraverso il Gansu ed il Sichuan, in regioni di monti e vaste pasture nomadiche contornate dalle anse del Fiume Giallo, e si giunge fino a Chengdu in Sichuan, includendo la visita dei due grandi centri monastici Ghelupa del Kumbum e di Labrang. Un itinerario che vale di per sé il viaggio; ma l’interesse ancora maggiore di questa bella avventura lo si trova nelle regioni di Repkong, dove si giunge mentre si svolgono innumerevoli attività del folclore religioso tibetano, ed a Ngawa, dove si sarà presenti per le festività del Losar, il Capodanno tibetano.

 

Tappe

Mappa del percorso - per l'itinerario interattivo cliccare sopra

 

Wutun a Repkong

Wutun a Repkong

Ingresso del Kumbum

Ingresso del Kumbum

Labrang

Labrang

 

Guida il viaggio Alessandro Zuzic, fondatore di Amitaba e buon conoscitore della cultura tibetana, che ha già esplorato a fondo queste regioni. Si prevede un massimo di 14 partecipanti.

I dettagli del viaggio sono indicati nella descrizione del Programma.

 

L’AMDO, UNA NOTA GENERALE

La gran parte delle vaste regioni dell’Amdo, ovvero i territori nord orientali del Tibet, in seguito all’invasione cinese sono state inglobate nelle province del Qinghai, Gansu, Sichuan e Yunnan, ma in queste regioni i tibetani sono ancora l’etnia maggioritaria e la gente, aiutata dalla fierezza che le è propria e dal territorio selvaggio, è riuscita a tener testa alla politica di assimilazione culturale del governo cinese. Dopo gli incidenti del 2008 nel periodo delle olimpiadi e la violenta repressione cinese che ne è seguita, la vita è poi tornata alla normalità; la gente svolge in discreta autonomia le proprie attività ed anche la religione può essere praticata, a condizione che non si contesti il partito e la legittimità del regime di occupazione. Ora si osservano anche parecchi praticanti buddisti cinesi che frequentano i monasteri ed alcuni di questi istituti si sono grandemente espansi con l’ausilio di fondi contribuiti da discepoli cinesi.

 

Amdo, incontro coi nomadi

Amdo, incontro coi nomadi

Amdo, incontro coi nomadi

Amdo, incontro coi nomadi

Amdo, incontro coi nomadi

Amdo, incontro coi nomadi

 

Nota Tecnica

Il viaggio si svolge nelle regioni tibetane dell’Amdo in inverno, un territorio dove le temperature possono arrivare anche a -15°C e ci potrà essere la neve in diversi punti del viaggio. È quindi necessario un abbigliamento adatto. Il clima previsto è molto secco e soleggiato, quindi all’aperto si sta bene a condizione di essere ben coperti; si tenga presente che la gente vive qui da millenni senza troppe ansie per il freddo, in una condizione ambientale non molto diversa dalle nostre valli alpine. Si utilizzano hotel comodi e ben riscaldati con servizi in camera; un poco spartana è solo la sistemazione a Taktshang Lhamo. Per i trasporti si utilizzano delle jeep fino a 8 partecipanti e se si fosse di più un pulmino a tre assi che è adatto a procedere anche sulla neve. È un viaggio adatto ai viaggiatori che abbiano un senso di adattabilità e che si svolge in aree non frequentate dal turismo, neppure d’estate!

 

L’ALTA QUOTA DEL TIBET

Le località più alte dove si sosta sono Taktshang Lhamo, a 3270 mt, dove si arriva nella settima notte del viaggio avendo pernottato precedentemente ai 2450 mt di Repkong ed ai 2820 di Labrang; dopo questa località dalla notte successiva si resta ai 3300 metri di Ngawa; non dovrebbero quindi sussistere problemi di adattamento. Se fosse necessario, si tenga presente che molte persone hanno avuto un riscontro positivo utilizzando il diuretico Diamox, somministrato in dosi minime ma preventive (1/2 pastiglia mattino e sera da 36 ore prima della salita in quota e per le prime 36 ore in quota, totale: 3 pastiglie) accompagnato dall’ingerimento di almeno 2/3 litri di liquidi al giorno. Il farmaco si è inoltre rivelato utile anche per un uso successivo al manifestarsi dei sintomi del mal di montagna. Per l’utilizzo di Diamox è necessario però rivolgersi al proprio medico.

 

Ngawa, Gomang

Ngawa, Gomang

Donna a Ngawa

Donna a Ngawa

Celebrazioni del Losar

Celebrazioni del Losar

 

 

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

(Nel testo si trovano tra parentesi in corsivo i nomi delle località tibetane translitterati dal cinese come su googlemaps)

1°g. Martedì 28 gennaio, partenza in volo per Xining
Per arrivare a Xining, capitale del Qinghai in Cina, vi sono diverse possibilità di volo; i collegamenti suggeriti per il viaggio, che fanno da riferimento per i servizi di trasferimento aeroportuale, per partenze da Milano Malpensa sono con Air China alle 13.30. Per gli orari da altre località o di altre compagnie contattare Amitaba.

2°g. 29/1 Arrivo a Xining
Si atterra a Pechino alle 5.30; qui ci si imbarca per Xining alle 12.45 con arrivo alle 15.25, dove è in attesa dei partecipanti il corrispondente locale di Amitaba. Trasferimento presso l’hotel Zhongfayuan e tempo libero; la quota qui è di 2200 mt.

3°g. 30/1 Xining – Kumbum – Repkong (Rongpo Gyakhar) (Tongren)
Si inizia il percorso attraverso l’Amdo recandosi a sud della città di Xining per visitare l’università monastica di Kumbum Jampaling, che dista circa 25 km a sud della città ed è situata a 2600 mt. Questo ampio complesso è uno dei cinque grandi centri di studio della scuola Ghelupa in Tibet. Fu edificato a partire dal XVI secolo da Rinchen Tsondru, discepolo del grande maestro Tsongkhapa, attorno ad un albero ed allo stupa che segnano il luogo in cui egli nacque. Divenne uno dei centri monastici principali del Tibet, con una miriade di templi e conventi, e nei secoli subì attacchi e saccheggi anche da parte dei musulmani. Negli anni ’90 venne in buona parte restaurato ed oggi ospita una comunità di monaci di cui i tibetani sono circa la metà ed il resto in gran parte cinesi. Si parte quindi per Repkong, che da qui dista circa 190 km, un percorso che si copre in tre ore al massimo perché la strada è molto buona. Giunti sui monti che fiancheggiano il Fiume Giallo se vi è tempo sufficiente ci si reca con una deviazione di circa 25 km (un’ora) a Shakhyung Gompa (Xiaqiong), o monastero di Garuda, che si affaccia in modo molto panoramico sulla vasta valle del fiume. Giunti a Repkong, che è situata a 2450 mt di quota, si alloggia presso l’hotel Norbang.

4°g. 31/1 Repkong: celebrazioni a Wutun
Repkong è una cittadina dove la popolazione è ancora in maggioranza tibetana, con diversi centri monastici di varie scuole, anche Bon, e interessanti villaggi nei dintorni, una località famosa per la qualità degli artisti che sono ritenuti i migliori pittori di arte sacra del Tibet; si avrà modo nel corso del soggiorno di vederli all’opera. Oggi si tengono le celebrazioni al grande monastero di Wutun (Sangeshong Yagotsang), che iniziano verso le 10 del mattino e si protraggono fino a sera, quando viene acceso un grande falò e vengono lanciate le torma (forme fatte di tsampa e burro). Nel corso della giornata vengono svolte diverse cerimonie e danze in costume con musiche tradizionali e maschere. Ci si trova immersi tra una miriade di persone vestite con i propri abiti tradizionali giunte al grande monastero per un momento conviviale intenso per i contenuti, ma anche ricco di spontanea gioia dello stare insieme; il nostro primo tuffo in questo bellissimo folclore.

5°g. 1/2 Repkong: Thongdrol a Sangeshong e Rongpo Gonchen
Ci si sposta pochi chilometri a nord al monastero di Mago Sangeshong (“Mago” significa ‘basso’, per distinguerlo dal monastero di Sangeshong dove si era ieri). Oggi si tengono le celebrazioni dello Shalthang Chenmo, quando viene issato un Thongdrol, ovvero una tanka gigantesca che rappresenta Buddha Sakyamuni; l’evento viene atteso da una folta moltitudine di persone giunte da tutta la zona perché è considerato di ottimo auspicio. Anche qui le celebrazioni si protraggono per l’intera giornata. In funzione all’andamento degli eventi, se ci sarà tempo ci si potrà poi recare per una visita al principale monastero della regione, Rongpo Gonchen, fondato all’inizio nel XIV secolo, che oggi ospita circa 600 monaci ed è costituito da 9 templi; è retto dalla giovane ottava reincarnazione del Rongpo Kyabgon.

6°g. 2/2 Repkong: Wan Gya e Kyankhya
Oggi si osservano due cerimoniali molto particolari. Al mattino si raggiunge la valle di Mogsar, dove a circa 45 km a sud ovest si trova il più grande monastero bon della regione, Wang Gya. Nel corso della mattina vi viene svolto il rito del Norbu Gankhyl, quando i monaci indossando i costumi tradizionali prescritti giungono in processione e formano un cerchio con una conformazione particolare, necessaria al rituale, per poi dissolverlo e ripartire sempre in processione facendo la circumambulazione del Gompa. Il tutto si svolge tra un interessantissimo assembramento di fedeli. Si rientra a Repkong e nel pomeriggio si raggiunge il villaggio di Kyankya (circa 20 km) dove si tiene il Lurol, ovvero un cerimoniale dedicato ai Naga, gli spiriti dell’acqua e del terreno, un evento che si riscontra in poche parti del Tibet.

7°g. 3/2 Repkong – Labrang (Xiahe)
Qui a Repkong… la festa non è ancora finita! Oggi si svolgono danze rituali a Sangeshong, ma sono piuttosto simili a quelle che si sono viste il 31/1; si parte così per Labrang che da qui dista 107 km. La strada attraversa una bella regione prima arborea e poi di pasture e supera un valico di 3600 che delimita il confine tra gli stati cinesi del Qinghai e del Gansu, dove si accede ora. Si incontra il bel monastero di Gartse, che ospita circa 140 monaci, costruito vicino al maestoso monte Amnye Nyemri in un punto venerato come il luogo di potere spirituale più importante della regione di Repkong. Giunti a Labrang, situata ad un’altitudine di 2820 mt, si alloggia presso l’hotel Baoma. Si dedica la giornata alla visita del monastero di Labrang Tashikyil, uno dei cinque grandi monasteri tibetani di scuola Ghelupa del Tibet, tra i rari antichi luoghi di culto usciti con pochi danni dalle devastazioni perpetrate durante la rivoluzione culturale. Fondato nel 1709, giunse ad avere una popolazione di 4000 monaci, oggi ridotti a circa 1000; vi sono molti collegi monastici e templi, con affreschi e statue bellissimi.

8°g. 4/2 Labrang – Taktshang Lhamo (Langmusizhen)
Si lascia Labrang verso sud attraverso le alte praterie di Sarchu, seguendo un percorso di 183 km che richiede circa 4 ore e si snoda in un bel contesto naturale; si transita dai monasteri di Amchog e di Shitshang, in un contesto di colli erbosi. Giunti a Taktshang Lhamo si alloggia presso un semplice alberghetto, la sistemazione più modesta del viaggio, dove si hanno stanze riscaldate e dotate di servizi; la quota è di 3270 mt. In questa cittadina tra monti che ricordano le nostre dolomiti si trovano due grandi monasteri di scuola Ghelupa, Kirti e Sartang, entrambi molto interessanti da visitare; nei pressi di Kirti vi è anche la valletta delle Dakini, dove si trova una grotta venerata per la forte presenza spirituale.

9°g. 5/2 Taktshang Lhamo – Ngawa (Aba)
Con questa tappa si entra nello stato cinese del Sichuan; si attraversa il cuore dell’Amdo, tra vastissimi spazi di pasture e monti ondulati che contornano la prima grande ansa del fiume Giallo, dove vivono i nomadi tibetani di stirpe Golok e prosperano le mandrie di yak, un percorso di 257 km che richiede circa 7 ore. Si transita da Dzoghe Nyma (Machu) e quindi si attraversa il grande fiume due volte e, valicato un passo, poco prima di giungere alla strada che congiunge Jickdril (Jiuzhi) con Ngawa si arriva al sito Nyingmapa di Taklung Gompa, dove si ergono due colossali statue di Cenresi e Guru Rimpoce. Giunti a Ngawa, che è situata a 3300 mt di quota, si alloggia presso l’hotel Dome Lingka Pema. Questa regione è abitata al 90% da tibetani e vi viene coltivata una fortissima e ricca identità culturale: esplorarla, in particolare durante le festività del Losar (Capodanno tibetano), che iniziano nella giornata di oggi, offre un fantastico incontro con il mondo culturale ed il folclore del Tibet.

10°g. 6/2 Ngawa: Thongdrol a Kirti e Gomang
A Ngawa e dintorni vi sono molti centri monastici, alcuni molto grandi e ricchi di templi, chorten e sale con bellissime statue ed affreschi che appartengono a diverse scuole del buddismo tibetano (Ghelupa, Jonangpa e Nyingmapa) ed al Bon, adagiati con gande armonia tra gli ampi monti coperti di praterie e, in questa stagione, anche di neve. Nel corso della permanenza a Ngawa si avrà modo di conoscerne i più importanti, nel contesto festoso delle ricorrenze di questo periodo, che è il più vivo ed importante dell’anno, unendosi alle persone del luogo ed ai monaci, a cui si aggiungono i pastori nomadi che confluiscono qui in gran numero. Un’ottima occasione per ammirare anche i costumi tradizionali delle persone. Oggi è festa grande nei due monasteri ghelupa di Kirti e Gomang, che sono tra i principali della regione, ed in ciascuno vengono issati i Thongdrol. le gigantesche tanke che ritraggono figure sacre (qui sono circa 25 x 30 mt): un momento di grande auspicio che attira una moltitudine di persone. Gli eventi sono arricchiti con coloratissime cerimonie. I due Gompa sono molto interessanti da visitare anche per quello che contengono; ad esempio a Kirti vi è una recente statua di Kalachakra con le 8 shakti del Mandala della Grande Beatitudine, una grande composizione ottimamente realizzata.

11°g. 7/2 Ngawa: ultimo giorno del Losar
Oggi è la giornata conclusiva del Losar, tutti sfoggiano i vestiti e gli ornamenti migliori e le donne utilizzano bellissimi e vistosi gioielli tradizionali. Lunghe file di uomini a cavallo raggiungono i diversi luoghi dove si svolgono i cerimoniali di offerta per il nuovo anno. Nei grandi monasteri di Kirti e Gomang si svolgono rituali di danza con maschere e costumi officiati dai monaci, e in gran parte dei centri monastici si svolgono attività rituali. Si seguono i diversi eventi, ed è difficile dire a priori dove si sceglierà di andare, la difficoltà è data …. dalla grande quantità di possibilità! Il climax della giornata è il lancio delle torma (le forme fatte di tsampa e burro), che avviene in modo simile a come si era visto a Wutun.

12°g. 8/2 Ngawa: visite e Methok khyodpa
Nel corso della giornata si completa la perlustrazione della grande vallata di Ngawa; ci aspettano diversi villaggi e, se non si sono già visti: Swe Gompa, il grande centro dei Jonnagpa; Mami, il convento femminile dei ghelupa; i siti di Nanje e Takten, di scuola bonpo; ed altri siti minori. In serata si svolge il Methok khyodpa, un rituale di offerta delle sculture colorate realizzate col burro di yak, delle vere opere d’arte di questa forma squisitamente tibetana.

13°g. 9/2 Ngawa: Cham al Gompa Bon di Nagzhing
Nel corso di questa giornata si concludono i rituali di preghiera (Monlam) per il nuovo anno. Per completare nel modo più interessante la festosa immersione nella più forte cultura del Tibet che ci ha fatto vivere il viaggio, ci si reca al monastero di scuola Bon di Nangzhig, dove si avrà l’opportunità di seguire le rappresentazioni di questa scuola, che con i riti buddisti hanno in comune il gioioso momento del lancio delle torma nel finale.

14°g. 10/2 Ngawa – Chengdu e volo di rientro
Si parte per l’aeroporto di Chengdu, che dista 475 km, un percorso che richiede da 8 a 9 ore al massimo; si inizia il viaggio presto per prevenire eventuali ritardi causati dal traffico od altro. Il volo della Air China per Pechino parte alle 21.15 con arrivo alle 23.55.

15°g. Martedì 11 febbraio, arrivo a destinazione
La partenza da Pechino è alle 1.30 con arrivo a Milano Malpensa alle 6.30. Per gli orari da altre località o di altre compagnie contattare Amitaba.

 

 

COSTO DEL VIAGGIO

€ 2900; dopo il 1/12/’19, + € 100 – Minimo 2 e massimo 14 partecipanti

La quota comprende: le spese di iscrizione, le Polizze Assicurative di viaggio (Viaggi rischio zero e polizza base Europ Assistance – su richiesta, su E.A. possono essere estesi i massimali con un costo di € 70 ed emessa la Polizza di Annullamento, che costa 4,8% del valore del viaggio se emessa la momento dell'iscrizione o il 6,5% se emessa successivamente entro i 15 giorni dalla data di partenza del viaggio), i trasporti indicati nel programma ad esclusione dei voli, l’alloggio in camera doppia, la pensione completa da Xining a Ngawa, la presenza della guida italiana e di una guida locale, gli ingressi ai siti indicati nel programma, il permesso d’ingresso in Tibet.

La quota non comprende: i voli che costano a partire da € 800 in funzione della data di prenotazione e della compagnia prescelta, il visto cinese, il supplemento per la camera singola, le bevande, le visite e le escursioni non in programma, le mance e tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.

Voli: Amitaba scorpora dalla quota del viaggio il costo dei voli per permettere a coloro che ne hanno la possibilità di usufruire di eventuali sconti e/o tariffe agevolate o di effettuare autonomamente le prenotazioni.

Supplementi: € 100 se si prenota dopo l’ 1/12/2019, € 510 per la stanza singola, € 50 con 4 partecipanti, € 200 con 3 partecipanti, € 400 con 2 partecipanti.

Visti e documenti: il visto cinese deve essere ottenuto prima della partenza. Per l’ottenimento dei permessi locali bisogna far pervenire ad Amitaba appena possibile la fotocopia del passaporto che deve avere validità minima di sei mesi dalla data di ingresso prevista.

Riferimento valutario: il prezzo del viaggio è formulato con riferimento al cambio euro - yuan del 21/5/2019 (Banca d’Italia): € 1 = CNY 7,7081, corrispondente al valore in essere al momento della pubblicazione del programma.

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza "Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio" fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza "Filodiretto Protection" fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.

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