Informazioni utili

Da: sabato 3 giugno 2017A: sabato 17 giugno 2017Durata: 15 giorni

Guida: Alfredo SavinoPartecipanti: massimo 12

 

Il viaggio unisce la scoperta di angoli sconosciuti ed aspetti inediti della Mongolia con luoghi famosi, impossibili da ignorare. Si avrà così una visione d’insieme completa di questa terra così speciale che può regalare la sensazione di essere catapultati in un'altra epoca se non addirittura su di un altro pianeta. L’immensità degli spazi senza barriere né recinzioni è sorprendente, e le tenaci persone che vi abitano mantengono tradizioni antiche e rivelano un cuore sorprendente. L’itinerario segue un ampio anello che partendo da Ulaanbaatar percorre la Mongolia centrale e meridionale, un percorso di 2200 chilometri attraverso i maggiori ambienti naturali, dalle praterie e vaste steppe al deserto del Gobi. Sono previste alcune escursioni a piedi che seguono sentieri non impegnativi della durata massima di un paio d’ore.

Il viaggio è stato preparato in stretta collaborazione con persone del luogo e di Alfredo Savino, appassionato ricercatore della cultura mongola, che guida il viaggio. Si prevede un massimo di 12 partecipanti.

 

MONGOLIA: Conoscere il Paese di Gengis Khan- Amitaba MONGOLIA: Conoscere il Paese di Gengis Khan- Amitaba MONGOLIA: Conoscere il Paese di Gengis Khan - Amitaba
Yoliin Am
Fiume Orkhon
Cascate Ulaan Tsutgalan

 

Per un percorso fotografico della Mongolia, vedi Immagini. Per maggiori dettagli sul Paese: Mongolia.

 

 

Guida e organizzazione di Amitaba in Mongolia

Alfredo Savino si è laureato in Storia Medioevale con una tesi sul frate francescano Giovanni da Pian di Carpine che nel 1245 andò in Mongolia in veste di legato pontificio; si è dedicato alla diffusione della cultura e della storia mongola in Italia per conto dell'associazione culturale Soyombo attraverso mostre etnografiche e conferenze. Ha iniziato l’esplorazione fisica del paese nel 1998 percorrendo per due mesi e mezzo le regioni dell'ovest e, due anni dopo, la parte orientale. Nel 2006 in occasione delle celebrazioni svoltesi per l'ottocentenario della fondazione dell'impero mongolo è stato invitato al congresso internazionale dei mongolisti a Ulaanbaatar per esporre la sua ricerca storica. Alfredo è costantemente attivo nello studio della cultura mongola e dal 2007 collabora con Amitaba per creare percorsi che consentano un vero incontro con la magia del mondo che lui ama. Tra il 2014 ed il 2016, quando è poi stata aperta l’Ambasciata dell’Italia a Ulaanbaatar, è anche stato Console Onorario italiano. Attualmente risiede ad Ulaanbaatar.

Alfredo è contattabile via email: alfredosavino@gmail.com; telefonicamente (via whatsup e viber) al numero mongolo +97695141436; con skype: gengiskhaan.

I viaggi di Amitaba in Mongolia dal 2010 vengono organizzati con la cooperativa Sain Sanaa (il cui nome in mongolo significa ‘buona idea’) che è stata fondata con il nostro supporto aggregando un gruppo di persone mongole guidate da Alfredo Savino, con l’obbiettivo di curare attentamente la qualità dei servizi offerti. Ogni socio mette a disposizione le proprie conoscenze ed abilità iniziando dal tracciare itinerari che consentano ai viaggiatori di entrare in contatto con la Mongolia più vera, e, ovunque opportuno, si estendono al di fuori dai circuiti turistici. Le finalità della cooperativa sono in sintesi le seguenti: ridistribuire gli utili ricavati dai viaggi ugualmente fra i soci (siano essi guide, autisti o cuochi, stranieri o mongoli); non portare fuori dal Paese i ricavati del turismo; pagare i non soci locali che collaborano alla realizzazione dei viaggi in modo equo; favorire le piccole realtà imprenditoriali locali; cogliere l’opportunità del soggiorno di ospiti stranieri in Mongolia per generare un mezzo concreto d’aiuto; favorire progetti d’aiuto, destinando alle iniziative di sostegno una parte dei ricavi della cooperativa; aiutare gli studenti mongoli meritevoli che studiano l’italiano ad avere delle esperienze formative; soggiornare nei monasteri di campagna con lo scopo di fornire un aiuto a queste piccole realtà locali dando nel contempo ai viaggiatori la possibilità di conoscere più approfonditamente un aspetto fondamentale della cultura mongola.

Amitaba in Mongolia è impegnata in diverse attività di sostegno, come indicato nel nostro sito.

 

 

Tappe

MONGOLIA: Conoscere il Paese di Gengis Khan - Amitaba
Mappa del percorso - Per l'itinerario attivo clicca sopra

 

Modalità del viaggio

Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote motrici, solitamente Uaz, seguendo sia strade che piste tracciate dal passaggio di altri veicoli; i tratti asfaltati sono nei pressi della capitale e lungo alcune arterie stradali principali. Le Uaz russe sono i mezzi più idonei per la Mongolia: sono il tipo di veicolo più diffuso e ogni eventuale problema tecnico può essere facilmente risolto pressocchè ovunque, sono molto solide e comunque comode. La velocità sugli sterrati è abbastanza buona, si tengono medie di circa 50 km/h con alcuni tratti anche più veloci o più lenti in relazione all’irregolarità del terreno. Il percorso complessivo previsto è di circa 2200 km.
Fuori Ulaanbaatar si alloggia due notti in tenda, due presso famiglie mongole, una nel monastero di Shank e cinque nelle gher: le tipiche tende mongole che si trovano predisposte in campi fissi, forniti di letti con lenzuola e asciugamani. In questi campi si trovano anche servizi e docce con acqua calda, la cucina proposta è semplice ma sostanziosa e anche vegetariana. I campi mobili vengono allestiti con tende di tipo europeo a due posti e si dispone di una tenda comune dove mangiare; cucina e allestimento delle parti comuni sono curati dal nostro personale mentre le tende individuali vengono montate dai partecipanti, se necessario con l’aiuto degli assistenti. Viene fornita tutta l’attrezzatura necessaria dall’organizzazione, ad eccezione del sacco a pelo e del cuscino. Le famiglie che ci ospitano mettono a disposizione delle gher con 4/5 letti senza lenzuola e cuscino, quindi anche per questa sistemazione serve il sacco a pelo; per chi preferisce sarà comunque possibile montare le tende nei pressi. Si segnala che i servizi igienici a Shank sono rudimentali, come lo erano nelle vecchie campagne italiane.

Un viaggio in Mongolia richiede quindi un certo spirito d’avventura: per chi ama viaggiare ed è disposto ad affrontare qualche disagio, attraversare la Mongolia è una grandiosa esperienza d’incontro con una popolazione cordiale e ospitale e di totale immersione in un ambiente naturale stupendo.

 

MONGOLIA: Conoscere il Paese di Gengis Khan- Amitaba MONGOLIA: Conoscere il Paese di Gengis Khan- Amitaba MONGOLIA: Conoscere il Paese di Gengis Khan - Amitaba
Verso Ikh Gazryn Chuluu
Tsagaan Suvraga, fiori
Tsagaan Suvraga

 

Clima e attrezzatura

Il clima in giugno è mediamente piuttosto secco, le temperature previste sono tra i 15 e i 30 gradi, con possibili punte minime notturne di 5 gradi. È necessario disporre di un sacco a pelo, che abbia un gradiente di minimo termico di -5 gradi; Alfredo Savino può procurarlo sia a noleggio (€ 25), fornendo anche un sacco lenzuolo da utilizzare all’interno dello stesso, che acquistandolo a € 50. Prevedere un abbigliamento che possa resistere ad acqua e vento, scarponcini tipo trekking leggeri possibilmente con l’interno in goretex, portare creme protettive per il sole e occhiali. Per le escursioni a piedi è utile avere un proprio zaino con cui portare l’occorrente per la giornata. Si tenga presente che lungo il percorso non ci sono lavanderie.

 

Alcuni cenni generali e storici

La Mongolia è vasta quasi cinque volte l’Italia e la maggior parte del territorio è situata a quote piuttosto elevate, con un’altezza media di circa 1600 metri e poche aree coltivabili. La popolazione di circa 2,4 milioni si disperde con una densità di solo 1,3 abitanti per chilometro quadrato; la matrice culturale dei mongoli è tipicamente nomadica e nei contenuti abbina tratti di sciamanesimo alla sofisticazione del buddismo tibetano. L’ambiente naturale presenta quattro aree principali: a nord il territorio della taiga, con grandi laghi e foreste di conifere, a ovest i monti dell'Altai, dal centro ad est le steppe e la regione degli altopiani, mentre il sud è il regno del deserto del Gobi.
Le origini della Mongolia secondo le fonti storiche si individuano nella presenza di tribù di stirpe unna a partire dal V secolo e di stirpe turca dal VII secolo. Nel XII secolo la figura mitica di Gengis Khan porta all’unificazione territoriale e sono di questo periodo le più antiche testimonianze documentate. Nella sua massima espansione dell’impero mongolo giunse al Mar Giallo ad est ed alla piana del Danubio ad ovest, grazie alla capacità combattiva degli indomabili guerrieri nomadi mongoli, abilissimi cavalieri che seppero adottare strategie razionali ed equipaggiamenti efficienti.
L’occupazione sovietica nel secolo scorso è stata devastante, sia per il tentativo di rendere sedentaria una popolazione storicamente nomadica, sia per la furibonda repressione culturale: al tempo dell’instaurazione del regime sovietico nel 1921 circa 100.000 monaci vivevano in 700 monasteri, ma nei decenni successivi le cerimonie furono dichiarate fuorilegge ed i luoghi di culto furono inizialmente chiusi e poi quasi tutti distrutti. Furono risparmiati solo alcuni dei monasteri principali ed oggi in tutta la Mongolia se ne contano solo una ventina. La libertà di culto è stata reintrodotta solo dal 1990 e da allora l’antico legame con il buddismo tibetano si va rinsaldando; sono attivi anche missionari cristiani appartenenti in maggioranza a chiese minori nordamericane a caccia di conversioni.
Oggi la Mongolia è indipendente ed è ricca di risorse naturali, il cui sfruttamento rischia ora di stravolgere l’ambiente naturale ed il tessuto sociale. Al di fuori della capitale si trovano pochi insediamenti urbani, fondati durante l’impero sovietico del dopoguerra per motivi industriali e produttivi, dove si trovano strutture educative e sanitarie. Il sostentamento della popolazione nomadica è costituito dall’allevamento di animali quali cammelli, yak, cavalli, pecore e capre; la maggioranza dei nomadi vive nelle gher, le tipiche tende mongole.

 

 

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

(Si ricorda che l’itinerario previsto può subire modifiche dovute a fattori naturali e climatici)

1°g.    Sabato 3 giugno, partenza dall’Italia  
Per raggiungere Ulaanbaatar un volo comodo è della Aeroflot, ma vi sono anche opzioni diverse; nel programma si considera l’utilizzo di questo collegamento che fa da riferimento per i servizi del viaggio, ma Amitaba può verificare anche le possibilità offerte dalle altre compagnie (si segnala solo che se per via di un orario d’arrivo diverso fossero necessari servizi d’accoglienza e trasferimento aggiuntivi per questi verrà richiesto un piccolo extra). Con Aeroflot la partenza da Milano Malpensa per Mosca alle 12.15 con arrivo alle 16.40; da Roma Fiumicino alle 12.40 con arrivo alle 17.25; il volo transcontinentale da Mosca per Ulaanbaatar parte alle 19.00 (orari da confermare).

2°g.    4/6 Arrivo a Ulaanbaatar  
Arrivo alle ore 7.00, trasferimento e sistemazione in centro città presso l’hotel Sant Asar (3*) o simile. Incontro con la guida e presentazione del programma di viaggio. Visita del monastero di Gandan, il principale monastero della Mongolia costruito circa 300 anni fa, ascesa alla collina Zaisan alla cui base si trova una enorme statua di Buddha, da dove si gode un bellissimo panorama sulla città e delle colline circostanti, e visita del Museo di Bogd Khan, il palazzo invernale dell’ultimo imperatore-lama.

3°g.    5/6 Ulaanbaatar – Ikh Gazryn Chuluu  
Si lascia la confusione della capitale per iniziare a scendere nella regione del Medio Gobi. Si assisterà a una rapida transizione dell’ambiente naturale, dalla steppa verde alle aree predesertiche ricche di distese di aglio selvatico. La tappa è di circa 300 km. Si posiziona il campo tendato all’interno del complesso di granitico di Ikh Gazryn Chuluu; qui i monti rocciosi alti fino a circa 1700 metri formano una catena lunga una trentina di chilometri e nascondono interessanti grotte.

4°g.    6/6 Ikh Gazryn Chuluu – Tsagaan Suvraga  
Il percorso attraversa un’area molto bella per i panorami, caratterizzata da una profonda fenditura che taglia il terreno da est a ovest con la visuale della steppa sul fondo della vallata. Questa zona un tempo era sommersa, probabilmente non dall’antico mare che occupava l’attuale area del Gobi, ma da acque fluviali. Da lontano le formazioni calcaree di Tsagaan Suvraga, alte fino a 30 metri, assomigliano ad antiche rovine di una città bianca. Pernottamento al campo gher Tsagaan Suvarga o simile, la tappa è di circa 220 km.

5°g.    7/6 Tsagaan Suvraga – Yoliin Am  
Si prosegue il viaggio arrivando nel Parco Nazionale di Gurvan Saikhan, dove si visita Yoliin Am, posizionata ad un’altezza di 200 mt sul livello del mare e chiamata erroneamente dalle guide “Valle delle aquile” (…qui le aquile non si sono mai viste…). Sempre fresca, con lingue di ghiaccio al suo interno anche durante la prima parte dell’estate, in contrasto con l’arido deserto, e dove con un po’ di fortuna sarà possibile vedere gli stambecchi e gli enormi gipeti. Pernottamento in famiglia; la tappa è di circa 340 km.

6°g.    8/6 Yoliin Am – Parco Nazionale di Khongoryn Els  
Oggi si giunge al Parco Nazionale di Khongoryn Els, con le dune di sabbia più alte e spettacolari della Mongolia. Si farà un’escursione sulle dune, alcune delle quali arrivano fino a 800 metri di altezza. Pernottamento presso il campo gher Saijrah Gobi o simile; la tappa è di circa 160 km.

7°g.    9/6 Khongoryn Els – Graffiti di Khavtsagait – Bayanzag  
Proseguendo nel deserto di Gobi si ammirano i particolari graffiti rupestri di Khavtsagait, che si trovano sulle pendici di un complesso montuoso. Si arriva quindi a Bayanzag – che tradotto significa “Vette infuocate” – dove la spedizione americana di Chapman nel 1924 ha fatto le più grandi scoperte paleontologiche, trovando un’impressionante quantità di reperti tra cui uova e scheletri interi di dinosauri appartenenti a molte specie fino ad allora sconosciute. Si esplora la zona; pernottamento al campo gher Bayanzag o simile. La tappa è di circa 190 km.

8°g.    10/6 Bayanzag – Monastero di Ongh  
Inizia il percorso verso nord, che porta dal deserto del Gobi alle immense steppe verdi e sino alle pendici dei monti Hangayyn Nuruu. La tappa di oggi (circa 160 km) conduce al monastero di Ongh, che in origine era un esteso complesso monastico posto su un’importante arteria carovaniera che qui seguiva l’omonimo fiume. Pernottamento presso il campo gher Ongi Energy o simile.

9°g.    11/6 Ongh – Fiume Orkhon  
In mattinata si lasciano le vestigia del monastero di Ongh per entrare nella valle del fiume Orkhon, dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco. L’Orkhon nasce dalle catene montuose dei Khangai della regione di Arkhangai e scorre verso nord per confluire con il Selenge arrivando fino al lago di Baikal; con i suoi 1.124 km è il fiume più lungo in Mongolia. Pernottamento in tenda; la tappa è di circa 240 km.

10°g.    12/6 Fiume Orkhon – Monastero di Tuvkhun -  Tsutgalan 
Situato in una zona di grande rilevanza storica, creata dalla combinazione di terremoti ed eruzioni vulcaniche, il monastero di Tuvkhun, recentemente restaurato, si trova incastonato tra le montagne che chiudono a settentrione la valle dell’Orkhon. Il paesaggio che si gode dal monastero fa capire perché questo eremo fosse molto amato dalla figura mistica più importante della storia mongola, Bogd Khan Zanabazar, che qui visse e studiò per quasi trent’anni. La visita richiede una  facile salita a piedi di circa un’ora in mezzo alla foresta. Da qui si prosegue per le cascate del fiume Ulaan Tsutgalan, che ebbero origine circa 20.000 anni fa in seguito ad un’eruzione vulcanica: l’acqua scende da un’altezza di 20 metri all’interno di una conca circolare formata da roccia basaltica. Pernottamento in famiglia; la tappa è di circa 70 km.

11°g.    13/6 Tsutgalan - Kharkhorin – Monastero di Shank  
Al mattino si parte presto proseguendo in direzione ovest per Kharkhorin, antica capitale dell’impero mongolo di Gengis Khan, dove sono rimaste 2 delle 4 tartarughe di pietra che originariamente segnavano i confini della città. Visita al monastero-museo di Erdene Zuu, costruito sui ruderi di Kharkhorin. Si prosegue quindi per il monastero di Shank dove saremo graditi ospiti della comunità monastica. Shank è un piccolo e antico monastero che un tempo custodiva la bandiera di Gengis Khan; si trascorre con i monaci parte della giornata e si pernotta nella semplice casa per gli ospiti all’interno del monastero. La sistemazione sarà un po' spartana, ma pulita, ed è anche l’occasione per dare un contributo concreto a questa piccola comunità monastica. La tappa è di circa 140 km.

12°g.    14/6 Monastero di Shank – Monastero di Manzushir  
Proseguendo verso nord est si raggiunge Zuunmod, a circa 80 km ad est di Ulaanbaatar. Qui si trova un parco naturale dove sorge  il monastero di Manzushir, fondato nel 1773 e recentemente restaurato, che, prima della sua distruzione nel 1937, ospitava trecento monaci. Dell'arredo originale resta una grande stufa di bronzo di due tonnellate in cui si potevano cucinare dieci pecore e due mucche contemporaneamente; il museo del monastero ospita fotografie, maschere religiose e sculture sacre realizzate con tibie umane. Splendido il contesto ambientale, immerso nell'area protetta del Bogdkhan Uul: qui si possono avvistare cervi ed altri animali e, dal crinale dove si trovano i resti del monastero originale, si gode di un magnifico panorama. Pernottamento nel campo gher Ovoonii Enger o simile; la tappa è di circa 380 km.

13°g.    15/6 Monastero di Manzushir – Tsetsguun – Ulaanbaatar  
Giornata dedicata a un semplice trekking di circa due ore lungo un facile sentiero che attraversa boschi di larici e pini per giungere alla cima sacra di Tsetsguun, segnata dai cumuli di pietra. Sovrasta il massiccio montuoso del Bogdkhan Uul, che è la prima area naturale protetta della storia; da cui si gode di una bellissima vista verso la capitale. Proseguimento del viaggio per Ulaanbaatar, che dista circa 50 km; arrivo e sistemazione presso l’hotel già utilizzato all’arrivo.

14°g.    16/6 Ulaanbaatar 
Visita al Museo-Monastero di Choijin Lama, uno dei pochi rimasti intatti che conserva le maschere originali utilizzate nelle danze rituali e splendide sculture di Zanabazar. Si avrà del tempo a disposizione per gli acquisti; chi è interessato potrà recarsi al mercato locale di Naraan Tuul.

15°g.     Sabato 17 giugno, volo di rientro  
Per chi è giunto con Aeroflot, la partenza da Ulaanbaatar è alle 8.10 con arrivo a Mosca alle 8.50; partenza per Milano Malpensa alle 11.10 con arrivo alle 13.45 e per Roma Fiumicino alle 14.30 con arrivo alle 17.25 (orari da confermare).

 

 

COSTO DEL VIAGGIO

€ 2050; + € 130 dopo il 15/4/2017 – Da 2 a massimo 12 partecipanti.

(Il prezzo potrebbe essere leggermente rivisto a fine marzo 2017 quando in Mongolia vengono riconfermate le tariffe alberghiere)

 

La quota comprende: le spese di iscrizione, le Polizze Assicurative di viaggio (Booking sicuro, Viaggi rischio zero e polizza base Europ Assistance – su richiesta, su E.A. possono essere estesi i massimali con un costo di € 70 ed emessa la Polizza di Annullamento, che costa 4,8% del valore del viaggio), la prenotazione dei voli se richiesta, i trasporti, la colazione ad Ulaanbaatar e la pensione completa nelle altre località, le escursioni indicate nel programma, la presenza della guida italiana.

La quota non comprende: i voli, che costano da € 750 a € 1000 in funzione della data di prenotazione e della compagnia prescelta, il visto, il supplemento per la camera singola, le bevande, le visite e le escursioni non in programma, le mance e tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.

Voli: Amitaba scorpora dalla quota del viaggio il costo dei voli per permettere a coloro che ne hanno la possibilità di usufruire di eventuali sconti e/o tariffe agevolate o di effettuare autonomamente le prenotazioni.

Supplementi:  € 130 se si prenota dopo il 15/4/2017, € 200 con 2 partecipanti, € 250 per la singola se la si utilizza sia in hotel che nelle Gher o € 100 per la singola solo negli hotel, utilizzo delle Gher in solo 2 persone € 80 a testa.

Visto e documenti: per l’ingresso in Mongolia è richiesto un visto che viene rilasciato dall’Ambasciata di Roma in circa 10 giorni; il costo è di € 60 e viene richiesta la compilazione di un apposito modulo e la redazione di lettera d’invito. Per l’espletamento di tutto il necessario Amitaba utilizza solitamente i servizi della società IAS, che è specializzata per le procedure di visto.

Riferimento valutario: il prezzo del viaggio è formulato con riferimento al cambio euro - dollaro del 23/11/2016 (Banca d’Italia): € 1 = $ 1,0602, corrispondente al valore in essere al momento della pubblicazione del programma.

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza "Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio" fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza "Booking sicuro" fornita da CBL Insurance. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.

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