Informazioni utili

Da: domenica 21 giugno 2020A: lunedì 6 luglio 2020Durata: 16 giorni

Guida: Stefano BerraPartecipanti: massimo 12

 

Il viaggio, ora alla sesta edizione, porta nel cuore dell’Asia centrale alla scoperta di una regione dalle bellezze naturali entusiasmanti con una orografia complessa che ha favorito la vicinanza di popoli con caratteristiche culturali ed etniche diverse, ma che condividono un punto in comune: la cordialità delle persone. È un itinerario che non presenta problemi di sicurezza, richiede solo un minimo di adattabilità. Il percorso parte da Dushambe, capitale del Tagikistan, ed arriva a Bishkek, capitale del Kirghizistan, attraversando le maestose catene di monti che coronano il centro dell’Asia: l’Indokush nella regione del Wakhan, l’altopiano del Pamir, ornato da laghi cristallini e altissime vette glaciali, e le grandi catene del Tien Shan che contornano le alte pasture nomadiche kirghise giungendo fino alla fertile valle di Fergana.

 

Tappe

Mappa del percorso - per l'itinerario interattivo cliccare sopra

 

 

Sary Tash, monte Lenin

Sary Tash, monte Lenin

Rankul, cammelli

Rankul, cammelli

Rankul, kirghiso

Rankul, kirghiso

 

Dopo la visita di Dushambe e di Hissar si lascia la capitale del Tagikistan in direzione sud est entrando nelle montagne del Pamir ed arrivando al ruggente fiume Panj, che demarca il confine con l’Afganistan. Se ne risalgono le acque, si sosta a Kalai-Khunb e, procedendo in direzione sud, si arriva a Khorog, centro principale del Pamir. Continuando lungo il fiume si transita da Ishkashim dove, all’imbocco del corridoio del Wakhan, si arriva nel punto più meridionale del tour dove l’ampia vallata è contornata da impressionanti monti che superano i 7000 metri; oltre il fiume si ergono le spettacolari vette dell’Hindo Kush. In queste regioni si incontrano le sorridenti popolazioni ismailite del Wakhan. Si procede ora in direzione nord est seguendo il versante tagiko del Wakhan e sostando nell’interessante villaggio di Yangm. Oltre Langar si valica il passo di Khargush e si accede così all’altopiano pamiro a Burunkul ed al lago di Yashikul, un mondo questo scarsamente popolato da tenaci gruppi semi nomadici, orgogliosissimi dei loro peculiari cappelli bianchi. Dopo una deviazione nella remota valle di Shakhty si giunge al paese di Murgab e si punta verso nord per andare a Rankul e, attraverso le regioni più desolate e forse più spettacolari dell’itinerario, habitat naturale dei cammelli bactriani ma ornate da laghi che contrastano con l’aridità dell’ambiente, si supera il passo di Ak Baital (4655 mt), il punto più alto dell’intero percorso, arrivando allo spettacolare lago Karakul dove i monti glaciali della catena del Picco Lenin si specchiano sulle acque turchesi del vasto lago. Oltre Karakul si valica in direzione nord il passo Kyzyl-Art al confine col Kirghizistan, dove si fa il cambio di mezzi e guide locali. A nord del passo s’incontrano le prime regioni nomadiche kirghise, in un territorio dove le pasture coprono le vallate e le yurte punteggiano l’orizzonte tra le grandi greggi; da qui, attraverso il passo di Taldyk (3615 mt), si scende a Osh (950 mt) ai bordi della fertile valle di Fergana. Questa nuova regione è il polmone agricolo del centr’Asia, e fu punto di incontro/scontro storico dei gruppi etnici principali della regione. Ammirevoli sono l’antica città di Osh, i bazar fuori dal tempo, come Uzgen, e le sorprendenti foreste secolari di noce con le cascate di Arslanbob che contornano questa valle. Proseguendo, la direttrice è ora nord est: attraverso un alto valico (3100 mt) e superando spettacolari costoni e vallate si arriva a Kazarman e da qui si continua nell’ambiente selvaggio del Tien Shan occidentale ritrovando i nomadi tra le yurte che contornano il lago di Son Kul, considerato da molti il punto più bello del Kirghizistan. Da qui, dopo una sosta al villaggio di Kochkor, si raggiunge Bishkek, capitale del Kirghizistan, in direzione nord ovest.

 

Son Kul

Son Kul

Lago Karakul, salendo al passo Uy Buloq

Lago Karakul, salendo al passo Uy Buloq

Villaggio di Ali Chor, il vecchio della moschea

Villaggio di Ali Chor, il vecchio della moschea

 

Conduce il viaggio Stefano Berra di Amitaba, con l’ausilio di guide locali che parlano la lingua inglese; è previsto un minimo di 3 ed un massimo di 12 partecipanti.

 

 

LA GUIDA

Stefano Berra, classe 1984, è milanese di nascita ma cittadino del mondo di adozione. Dopo una laurea in Scienze Politiche ha iniziato da subito a lavorare nel mondo del turismo, ed oggi è il responsabile operativo di Amitaba. È un appassionato viaggiatore, e pur ancora giovane ha già visitato oltre 60 paesi in tutto il mondo; negli ultimi anni si è concentrato con particolare interesse verso Oriente, con una predilezione per Tibet, Bhutan, Nepal, India, Cina e Sud Est Asiatico, ed ha anche condotto diversi gruppi in viaggi sia culturali che esplorativi. È appassionato di fotografia, di sport e di uno stile di vita sano, e si definisce una persona molto curiosa; parla inglese e sta studiando anche la lingua cinese.

 

Khorog, museo

Khorog, museo

Osh, mercato

Osh, mercato

Yurta

Yurta

 

Nota tecnica

Se ci si chiede se in questa regione ci siano dei pericoli la risposta è semplice: no. Si resterà positivamente colpiti dall’amichevolezza e ottima disponibilità delle persone, in particolare tra gli ismailiti, ma non solo. La parte più temuta da molti è la regione tagika; si tenga presente che il confine afgano è molto controllato ed in ogni caso lungo il fiume Panj, che delimita i due paesi, vivono ‘al di la del fiume’ altri pamiri ismailiti che nulla hanno a che vedere con i temibili talebani che imperversano più a sud. Nel Wakhan le donne velate sono rare, ed in generale una piccola minoranza ovunque; può succedere di rimanere basiti perché è spesso possibile intrattenere delle conversazioni in inglese con loro!
Il viaggio si svolge in gran parte in aree non turistiche e si richiede quindi un certo grado di adattabilità: tutto perfetto per un viaggiatore, ma poco adatto per un “turista”. Fuori dalle città le sistemazioni sono semplici; in Tagikistan lungo il Panj c’è un alberghetto considerabile tale (acqua calda e bagno in stanza) solo a Khorog, le altre sistemazioni sono in piccole locande tipiche ed a Yangm si alloggia in una bellissima casa pamira. In Kirghizistan si hanno a disposizione degli hotel a Osh e Bishkek mentre altrove si utilizzano solitamente case private (molto pulite e comode) e si alloggia per una notte nelle yurte al lago Son Kul. Alloggiando presso le famiglie locali si potrà sperimentare l’ottima ospitalità di queste persone che, pur abitando spesso in territori selvaggi, sono molto accoglienti. Si tenga presente però che sono alloggi in case private, con le stanze senza servizi e dove a volte può essere necessario dividrsi tra donne e uomini del gruppo utilizzando due o tre stanze in tutto. Il cibo che viene proposto è sostanzioso e saporito; è importante portare con sé un sacco a pelo.
Per i trasporti in Tagikistan si utilizzano veicoli tipo Hyundai Starex (porta fino a 6 persone); in Kirghizistan minivan Mitsubishi Delica se si fosse solo in 3 o un pulmino Mercedes Sprinter.
La stagione prescelta è statisticamente la migliore; bisogna però tener presente che a volte può piovere e alle quote più alte dei passi non sono escluse precipitazioni nevose. Le temperature notturne nei luoghi più alti del percorso possono anche avvicinarsi allo zero termico mentre di giorno nei punti più caldi (es. Osh) si possono avere fino a 30 – 35 gradi.
Per i visti: l’ingresso nei Paesi richiede un passaporto con sei mesi di validità minima dal momento dell’arrivo. Il timbro d’ingresso in Kirghizistan viene apposto al confine e non ha costo; per il Tagikistan il visto va fatto in internet su www.evisa.tj/index.evisa.html ed ha un costo complessivo di $ 70 (sul formato della richiesta in internet va cliccata la casella “GBAO Permit” che è il permesso aggiuntivo per il Pamir che porta il costo a $ 70 – attenzione, non fare il visto da $ 50 perché esclude l’ingresso nel Gorno-Badakhshan, ovvero il Pamir).

 

Khorog

Khorog

Sary Tash, cimitero e monti ad est

Sary Tash, cimitero e monti ad est

Son Kul, cavalle

Son Kul, cavalle

 

 

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

1°g. Domenica 21 giugno, partenza per Dushambe
Il volo suggerito in andata è quello della Turkish Airlines che parte da Milano Malpensa alle 14.45 con arrivo a Istanbul alle 18.35; o da Roma Fiumicino alle 15.25 con arrivo alle 19.00. Da Istanbul si prosegue per Dushambe alle 20.55.

2°g. 22/6 Dushambe
Si atterra a Dushambe alle 3.35 dove è in attesa dei partecipanti la guida locale e ci si trasferisce presso l’hotel Hilton Dushanbe 5* (hiltondushanbe.com/ru) o simile. Nel pomeriggio si effettua una visita in città e ci si reca nella vicina località di Hissor (23 km) per vedere la fortezza antica più importante del Tajikistan, oggi restaurata, l’adiacente madrassa del XVI secolo e la tomba di un salto sufi. A Dushambe sono particolarmente interessanti il museo archeologico (con reperti che includono una statua del Buddha del regno Kushan e testimonianze che iniziano dal periodo greco – bactriano) ed il museo nazionale (che ritrae la storia del Tajikistan includendo reperti degli scavi di Penjikent).

3°g. 23/6 Dushambe – Kulyab - Kalai Khumb
Si lascia Dushambe entrando nei monti ad est ed incontrando presto il grande lago artificiale formato dalla diga che ha creato forti dissapori con l’Uzbechistan, per il problema del controllo delle acque e l’irrigazione. Si transita da Kulyab, dove si vede il mausoleo di Saiyid Ali Hamadoni, e sul percorso si visitano le rovine della città di Hulbuk (IX – XI secolo). Superata un’altra barriera di monti si arriva nella spettacolare valle del fiume Panj, uno dei grandi affluenti dell’Amu Darya, e raggiunte le rive si inizia a risalirne il corso; sul versante opposto si vedono i villaggi afgani, da dove non traspare alcun segno del ‘mondo moderno’ e si osservano delle coltivazioni fatte su pendii di una pendenza estrema - è veramente difficile comprendere quale arte contadina possa riuscire a ricavare dei raccolti in tali posizioni, forse le più scomode al mondo? Giunti a Kalai Khumb si alloggia in una locanda locale, il ‘Karon Palace’ (karon-palace.com) o simile; la tappa è di circa 380 km.

4°g. 24/6 Kalai Khumb – Khorog (2100 mt)
Si procede in direzione sud est contornando il confine con l’Afganistan e seguendo il corso del fiume Panj. Dal villaggio di Rushan inizia il territorio a predominanza ismailita; a Parshinev vi è il tempio dedicato a Nosiry Khusrav, che diffuse per primo questa branchia dell’islam nella regione. Arrivati a Khorog, centro amministrativo della regione del Gorno-Badakshan, una cittadina situata tra ripidi monti alla confluenza del precipitoso fiume Gunt con il Panj, si visitano il giardino botanico ed il museo, dove si resterà sorpresi nel vedere tra i numerosi oggetti i grandi ritratti dei padri della rivoluzione russa ed anche di Stalin. Si alloggia in un semplice hotel, il Dehli Darbor o Lal; la tappa è di circa 260 km, da 5 a 6 ore di viaggio.

5°g. 25/6 Khorog – Yangm
Si prosegue il viaggio lungo il fiume Panj arrivando nei remoti territori più meridionali del percorso. Dopo circa 50 km si passa dalle fonti termali di Garm Chashma e dalle miniere di rubini di Khi i Lal, aperte nel XIV secolo. Si arriva quindi a Ishkashim nel punto più a sud dell’itinerario, all’imbocco del corridoio del Wakhan tra il Pamir e l’Indokush, in una zona molto panoramica. Oltre, si prosegue ora in direzione est seguendo il bordo tagiko del corridoio del Wakhan con i ripidi monti del dell’Indokush che orlano con vette glaciali spettacolari il versante afgano del fiume Panj, e si vedono le prime caratteristiche case pamire. A Namadgut si visita la vecchia fortezza di Kakh-Kah ed il mausoleo ismailita di Oston-I Shobi Mardon (XI sec); vi è anche un piccolo museo, a volte … aperto. Procedendo si ha la visuale del monte Karl Marx (6726 mt) che si erge sul bordo settentrionale della grande vallata; si sale con una panoramica deviazione alla fortezza di Yamchun, e, poco oltre, si arriva alle fonti termali di Bibi Fatima Zahra dove è possibile fare un bagno (è stata costruita un’apposita struttura con fondi da donazioni estere). Tornati a valle si prosegue per il villaggio di Yangm, dove si alloggia in una tipica casa pamira. La tappa è di circa 190 km, più la salita a Yamchun.

6°g. 26/6 Yangm – Langar
A Langar è molto interessante e bello il museo dedicato al santo sufi Muboraki Vakhoni, dove con un pizzico di fortuna si verrà accompagnati dal suo stesso pronipote, l’uomo interessante e geniale che lo ha realizzato. Dopo questa bella esplorazione del villaggio si continua verso est incontrando il sito buddista con lo stupa di Vrang e quindi il villaggio di Langar (circa 100 km), dove si pranza e si sosta per la notte. Nel pomeriggio salendo a piedi sul versante del monte si possono raggiungere gli interessanti graffiti rupestri sopra al villaggio; vi è un primo sito abbastanza vicino (30 min circa) e uno più in alto (poco più di un’ora), che è più lontano ma più interessante e con una vista magnifica sulla valle ed il “Corridoio del Wakhan”.

7°g. 27/6 Langar – Passo di Khargush (4286 mt) - Yashikul – Shakthy - Murgab (3630 mt)
Si parte in direzione nord avendo una visuale a ovest verso il picco Engels (6510 mt); si entra in zone ora molto più aride e desolate, un territorio che inizia ad essere abitato dai nomadi kirghisi, ed attraverso il passo di Khargush si lascia la regione del Wakhan arrivando sull’altopiano del Pamir. Oltre il passo superato un bel lago si incrocia la “M41” che arriva da Khorog. La si segue per un breve tratto verso ovest e con una deviazione si arriva al lago di Yashikul, posto a 3700 mt di quota oltre un colle ad ovest del villaggio di Brunkul, uno specchio di acqua purissima, rara gemma di bellezza tra le montagne selvagge del Pamir. Si continua il viaggio tornando sulla “Highway M41” e procedendo ora in direzione nord est si transita dal villaggio di Ali Chor, dove si visita la piccola moschea, e prima di Murgab si effettua una deviazione seguendo una traccia sterrata che porta verso sud tra le stupende ampie valli semidesertiche del Pamir fino al sito di Shakthy, dove in un anfratto del monte si trovano delle semplici pitture rupestri. Rientrati sulla strada principale si arriva quindi a Murgab, il paese più importante della regione, dove si alloggia presso una tipica locanda locale, il Pamir Hotel (pamirhotel.com) o simile. La tappa è di 140 km, 3 / 4 ore, più la deviazione. In questo paese si possono acquistare manufatti artigianali realizzati col feltro, passeggiando nello stranissimo mercato con le botteghe alloggiate in … container; la popolazione della regione è kirghisa ma in questo paese una metà è costituita da tagiki.

8°g. 28/6 Murgab – Rankul (3784 mt) – Passo di Ak Baital (4655 mt) - Karakul (3823 mt)
Si prosegue il viaggio verso il passo che porta nel bacino del grande lago Karakul; con una deviazione si entra nella valle di Rankul, a circa 60 km da Murgab: ornata dai laghi di Shor e Rang, nei giorni limpidi si ammira la vetta del Muztagh Ata (7546 mt), situato oltre il confine cinese. Qui è possibile provare a cavalcare i cammelli bactriani; si pranza nel villaggio. Tornati sulla “M41” si prosegue la salita verso nord valicando il passo di Ak Baital, con panorami fantastici; si resta stupefatti dalla barriera che in molti tratti accompagna ed in diversi punti arriva a lambire la strada ad est: è il nuovo confine marcato dai cinesi dopo che hanno comprato un pezzo di territorio del paese dall’attuale governo, annettendolo così agli altri territori da loro conquistati in questo remoto angolo di mondo. La discesa, sempre in direzione nord, porta in breve al grande lago di Karakul, la vasta gemma di queste regioni nomadiche: oltre le acque turchesi a nord ovest si erge il Picco Lenin (7134 mt). Si alloggia presso una semplice sistemazione locale; la tappa è di circa 150 km.

9°g. 29/6 Karakul – Passo di Kizil-Art (4336 mt) – Ingresso in Kirghizistan – Sary Tash – Passo di Taldyk (3615 mt) – Osh (950 mt)
Si lascia il vasto bacino del Karakul procedendo verso nord. Al passo di Kizil-Art vi è il punto di confine dove si salutano la guida e gli autisti tagiki e, superate le formalità di uscita, si prosegue con la nuova guida ed i mezzi kirghisi; il controllo dei passaporti per l’ingresso in Kirghizistan è alla base del passo. Si transita in un nuovo mondo fatto di vaste praterie punteggiate dalle yurte dove pascolano grandi greggi, un radicale cambiamento dall’arido Pamir. Giunti nell’ampia vallata verde di Sary Tash, dove si affaccia imponente a meridione la candida catena del Pamir su cui svetta il Picco Lenin, si incrocia la strada che porta verso Kashgar nel Sinkiang; si valicano verso nord est i monti attraverso il passo di Taldyk, da dove col tempo limpido si vede per l’ultima volta la vetta del Picco Lenin, e si scende in direzione nord ovest incontrando vallate spettacolari anche policrome, dove si vedono i primi insediamenti di coltivatori. Si supera quindi il passo di Chyrchyk (2381 mt) arrivando nella città di Osh, la seconda per dimensioni del Paese, situata ai bordi della grande vallata di Fergana dell’Uzbekistan. Si alloggia presso l’hotel Orto Asia (ortoasia.kg/index.php/en) o simile; la tappa è di 280 km.

10°g. 30/6 Osh
Si visita il ‘Trono di Salomone’, importante luogo di pellegrinaggio musulmano, ed il museo. Oltre ai siti storici, una parte molto accattivante è il bazar di Jayma, ubicato nella medesima posizione dai tempi del Via della Seta, ritenuto tra i più interessanti dell’Asia Centrale; vi si affollano kirghisi, tagiki e uzbechi e vi si trova ogni tipo di mercanzia ed oggetti.

11°g. 1/7 Osh – Arslanbob (1700 mt)
Si lascia Osh contornando il confine uzbeco che delimita la parte più orientale della valle di Fergana transitando da Uzgen, che funse da capitale del canato di Kara-Khanid tra l’XI ed il XII secolo; si vista il mausoleo e si ci si reca al magnifico mercato, che è più piccolo ma forse anche più bello di quello di Osh. Oltre Jalal Abad (104 km) si prosegue per Arslanbob, dove si trova la più grande foresta di alberi di noce del mondo: si estende su un’area di 600.000 ettari. Si arriva per il pranzo presso una famiglia locale dove si alloggia anche per la notte. Si inizia quindi ad esplorare la zona con una passeggiata attraverso un ambiente di grande bellezza naturale dove si incontrano anche due cascate. La tappa è di circa 240 km.

12°g. 2/7 Arslanbob – Passo di Ak Moinok (2940 mt) – Kazarman (1310 mt)
Ci si reca a vedere la cascata più alta utilizzando una jeep Uaz locale (circa mezz’ora) a cui si aggiunge un tratto a piedi. Quindi si parte tornando a Jalal Adab per il pranzo. Si procede quindi in direzione nord est attraversando la catena montuosa di Fergana (di fatto una propaggine del Tien Shan) con il passo di Ak Moinok e, seguendo gli spettacolari costoni dei monti, si arriva a Kazarman, dove si alloggia in una comoda casa privata. La tappa è di circa 250 km.

13°g. 3/7 Kazarman – Passo Moldu-Ashu (3346 mt) - Lago di Son-Kul (3016 mt)
Si procede in direzione est seguendo la strada che porta a Naryn; la si lascia andando a nord superando attraverso il passo di Moldu-Ashu la barriera di monti che cingono le alte pasture del bacino del Son-Kul. Questo stupendo e vasto lago è al centro di una regione utilizzata per la transumanza estiva dove si vedono anche diversi animali selvaggi; si alloggia nelle yurte, l’abitazione utilizzata da tutti i kirghisi che passano i mesi caldi attorno al lago. In base all’orario di arrivo si cominceranno le visite a piedi nei dintorni. Si percorrono circa 240 km.

14°g. 4/7 Son Kul – Kochkor
La mattina si esplorano i dintorni (è possibile noleggiare un cavallo). Dopo pranzo si parte verso nord est passando il Kalmak Ashu pass (3350m) per Kochkor (120 km) dove si vedono le produzioni artigianali di tappeti di feltro. Si alloggia presso una semplice locanda, Adamkaliy o simile. La tappa è di circa 110 km.

15°g. 5/7 Kochkor – Bishkek
Si prosegue in direzione nord ovest per Bishkek, la capitale del Kirghizistan che dista circa 200 km. Sul percorso si visita il minareto di Burana, dell’XI secolo. Giunti in città ci si sistema presso lo Smart Hotel (smarthotel.kg/en/) o simile e si effettua una visita della città: le piazze Ala-Too e Pobeda, il parco Duboviy, la Galleria d’Arte e così via.

16°g. Lunedì 6 Luglio, volo di rientro
Il volo suggerito per il rientro è quello della Aeroflot che parte alle 6.05 con arrivo a Mosca alle 7.45; si riparte per Milano Malpensa alle 9.10 con arrivo alle 10.55 o per Roma Fiumicino alle 9.40 con arrivo alle 11.45. Per gli orari di altre connessioni contattare Amitaba.

 

 

COSTO DEL VIAGGIO

€3100; + € 100 dopo il 15/4/’20 – Minimo 3 e massimo 12 partecipanti

La quota comprende: le spese di iscrizione, le Polizze Assicurative di viaggio (Viaggi rischio zero e polizza base Europ Assistance – su richiesta, su E.A. possono essere estesi i massimali con un costo di € 70 ed emessa la Polizza di Annullamento, che costa 4,8% del valore del viaggio), la prenotazione dei voli intercontinentali se richiesta, i trasporti, la pensione completa, le escursioni indicate nel programma, la presenza dell’accompagnatore italiano e delle guide locali che parlano la lingua inglese in Tagikistan e Kirghizistan.

La quota non comprende: i voli intercontinentali, che costano a partire da € 900 in funzione della data di prenotazione e della compagnia prescelta, il supplemento per la camera singola, le bevande, le visite e le escursioni non in programma, le mance e tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.

Voli: Amitaba scorpora dalla quota del viaggio il costo dei voli intercontinentali per permettere a coloro che ne hanno la possibilità di usufruire di eventuali sconti e/o tariffe agevolate o di effettuare autonomamente le prenotazioni.

Supplementi: € 100 se si prenota dopo il 15/4/2020, € 100 con 3 partecipanti, € 230 per la stanza singola.

Visto e documenti: l’ingresso nei Paesi richiede un passaporto con sei mesi di validità minima dal momento dell’arrivo. Il timbro d’ingresso in Kirghizistan viene apposto al confine e non ha costo; per il Tagikistan il visto va fatto in internet su www.evisa.tj/index.evisa.html ed ha un costo complessivo di $ 70 (sul formato della richiesta in internet va cliccata la casella “GBAO Permit” che è il permesso aggiuntivo per il Pamir che porta il costo a $ 70 – attenzione, non fare il visto da $ 50 perché esclude l’ingresso nel Gorno-Badakhshan, ovvero il Pamir).

Riferimento valutario: Il prezzo del viaggio è formulato con riferimento al cambio euro - dollaro del 6/8/2019 (Banca d’Italia): € 1 = $ 1,1182

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza "Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio" fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza "Filodiretto Protection" fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.

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