Informazioni utili

Da: domenica 5 luglio 2020A: venerdì 24 luglio 2020Durata: 20 o 23 giorni

Estensione finale a: domenica 26 luglio 2020

Guida: Raimondo GiulianaPartecipanti: massimo 12

 

Partendo da Bishkek, capitale del Kirghizistan, attraverso i monti del Tien Shan si arriva a Kashgar nel Sinkiang, il punto di raccordo delle antiche carovane: in Asia Centrale vi erano diversi percorsi e diramazioni della Via della Seta, ma qui veniva presa una scelta importante, quale rotta intraprendere per contornare il temutissimo deserto del Taklamakan, se passare a nord o a sud di questa impenetrabile barriera. La via settentrionale fu quella scelta dal maggior numero di carovane del passato e su questa direttrice si individua la gran parte dei siti storici; l’itinerario la segue integralmente, sempre via terra, fino a Xian, l’antica capitale imperiale. Si potrà così apprezzare appieno la portata delle imprese degli antichi carovanieri e visitare tutti i siti interessanti lungo l’intero percorso; il viaggio è poi ulteriormente arricchito da alcune eccellenti deviazioni: tra i monti ed i laghi del Pamir, alle dune più spettacolari dell’Asia nella Mongolia Interna, agli spettacolari siti geologici dei monti Quillan, alla grande università monastica tibetana del Kumbum.

Al termine è prevista una breve estensione che porta al sito di arte rupestre di Logmen, che con Mogao – che si visita - e Yungang è tra i più acclamati della Cina, ed al monte sacro di Shaolin, il luogo a cui la tradizione attribuisce la nascita delle arti marziali, incontrando sul percorso Baima, il più antico tempio buddista della Cina.

 

Badain Jaran

Badain Jaran

Parco di Daxia

Parco di Daxia

Parco di Binggou

Parco di Binggou

 

 

Tappe

Mappa del percorso - per l'itinerario interattivo cliccare sopra

 

 

Shaolin, le Steli dei Maestri

Shaolin, le Steli dei Maestri

Longmen

Longmen

Baima

Baima

 

Lasciata la capitale kirghisa di Bishkek si ammirano resti storici a Burana ed a Tash Rabat, nei pressi del passo del Torugart; ma gli aspetti più accattivanti di questa parte iniziale sono la bellezza del contesto naturale, con le catene dei monti del Tien Shan che contornano laghi e pascoli punteggiati dalle yurte, e l’incontro con la grande ospitalità delle persone. Giunti nel Sinkiang in Cina si visita la mitica Kashgar e si dedica una giornata per raggiungere la zona forse più bella del Pamir, dove il possente monte Muztagata si specchia sulle acque di un lago dove pascolano i cammelli bactriani. Da Kashgar si prosegue lungo la via storica che seguiva il margine settentrionale del deserto del Taklamakan visitando i siti storici di Kizil e Kumtura ed arrivando a Turfan, dove si visitano tutti i siti storici importanti, da Bezeklik a Gao Chang e Jiahoe, includendo il villaggio di Toyuk. Da qui si procede per un tratto col treno giungendo al “Cancello di Giada”, che segnava la fine del deserto e l’ingresso in Cina, il punto oltre il quale la via per la città imperiale di Xian era ormai sicura e diretta, ed a Dunhuang, con le imperdibili grotte di Mogao e le grandi dune di sabbia, il luogo che fu il punto di raccordo orientale dei percorsi storici della Via delle Seta. Si continua sempre verso est per il sito rupestre di Yulin e quindi per Jiayuguan, dove termina la Grande Muraglia al cospetto di un grande castello storico, che è stato ricostruito, e, oltre gli arditi templi rupestri di Mati, ci si reca a nord entrando nella Mongolia Interna per godere del deserto del Badain Jaran, di bellezza semplicemente stupefacente, dove la duna più alta si eleva per circa 600 metri specchiandosi in impensabili laghetti. Prima di continuare ad est oltre Zangye si ammira il sorprendente tempio di Dafo e si esplorano le propaggini settentrionali dei monti Quillan tra le monumentali formazioni modellate dai venti del Parco di Binggou ed i vivacissimi colori del deserto del ‘Parco Geologico’ di Daxia. Da qui col treno veloce si percorrono due tratte, la prima per Xining, capitale del Qinghai, dove con una breve deviazione di visita la grande università monastica tibetana del Kumbum, edificata sul luogo di nascita di Tsongkhapa, e la seconda da qui a Xian. Si completa così questa magnifica traversata dell’Asia, visitando i siti che hanno reso celebre Xian nel mondo, incluso l’immancabile Esercito di Terracotta.

Conduce il viaggio Raimondo Giuliana con l’ausilio di guide locali che parlano la lingua inglese; è previsto un massimo di 12 partecipanti.

 

LA “VIA DELLA SETA”, IL VIAGGIO DI UNA VITA

Il viaggio può essere eseguito come prosecuzione del percorso “Tagikistan e Kirghizistan” che parte da Dushambe, capitale del Tagikistan, il 20/6 ed arriva a Bishkek, punto di partenza di questo viaggio, il 4/7. L’itinerario segue il corso del fiume Panj fino al corridoio del Wakhan e da qui attraversa il Pamir, col lago Karakul ed il Picco Lenin, arrivando ad Osh, ai margini della valle di Fergana e, oltre le propaggini occidentali dei monti del Tien Shan, giunge a Bishkek, capitale del Kirghizistan, da dove inizia l’itinerario qui presentato. Un percorso propedeutico che completa in modo egregio la conoscenza dei territori che videro i transiti delle grandi carovane del passato.

 

Villaggio di Toyuk

Villaggio di Toyuk

Bezeklik, interni

Bezeklik, interni

Bezeklik

Bezeklik

 

LA GUIDA

Raimondo Giuliana ha condotto parecchi viaggi di Amitaba con un ottimo gradimento da arte di tutti i partecipanti, inclusa l’edizione 2019 della Via delle Seta di Amitaba. Di professione medico, ha coltivato per tutta la vita un grande amore e piacere del viaggio, unitamente all’amore ed al piacere dell’incontro con le persone, con i paesaggi, i colori, l’arte ed anche i cibi: in sintesi, con tutto quel che è il frutto della creatività e dell’esperienza umana. Questa sua passione lo ha portato a viaggiare in molti modi: a piedi, in bicicletta, moto, barca, bus, treno e aereo in un gran numero di Paesi dei 5 continenti, collaborando come guida con alcuni dei più importanti operatori di viaggio italiani, oltre ad Amitaba. Raimondo è sempre attento allo scambio di interessi e di esperienze positive, ed ha tra le sue doti il piacere di condividere con chi viaggia ogni stimolo regalato dagli incontri e dall’attraversamento dei luoghi.

 

Kashgar

Kashgar

Kashgar, pranzo uiguro

Kashgar, pranzo uiguro

Kashgar, mercato serale

Kashgar, mercato serale

 

Nota tecnica

Il viaggio non presenta difficoltà particolari, si sosta una notte in Kirghizistan, in hotel semplice ma pulito; in Cina si utilizzano strutture a 4* tranne nella Mongolia Interna ad Alxa Youqi e nel deserto del Badain Jaran che sono 3*, i migliori disponibili. Per i trasporti si utilizzano mezzi di recente immatricolazione con aria condizionata e per i tratti in treno si hanno posti numerati e comodi. Il percorso prevede alcuni passaggi a quote alte nella parte iniziale nei monti del Tien Shan e durante l’escursione sui monti del Pamir da Kashgar, con il punto più alto del tour al passo del Torugart (3800 mt); ma non vi sono problemi da adattamento alla quota perché si dorme sempre ad altezze al di sotto del limite fisiologico. Il clima previsto è caldo e secco, può essere freddo solo al passo di Torugart, che segna il confine tra Kirghizistan e Cina, e sull’altopiano del Pamir, ma dove difficilmente si arriva sotto ai 10°C; le temperature più alte si possono avere a Turfan, dove a luglio la minima è di 25°C e la media massima arriva a 40°C, con un clima però molto secco, mentre a Bishkek le temperature medie vanno da 18 a 32°C. ed a Xian da 22 a 32°C.

 

Dafo (Zangye)

Dafo (Zangye)

Badain Jaran, tempio tibetano

Badain Jaran, tempio tibetano

Mati, grotta principale

Mati, grotta principale

 

 

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

1°g. Domenica 5 luglio, volo per Bishkek
Per raggiungere Bishkek, capitale del Kirghizistan, si possono utilizzare diverse compagnie; Amitaba può prenotare il volo preferito dai viaggiatori. Il volo suggerito, che fa da riferimento per i servizi offerti, è quello della Emirates; con questa compagnia la partenza da Milano Malpensa è alle 11.20 per Dubai con arrivo alle 19.20, o da Roma Fiumicino alle 11.25 con arrivo alle 19.25. Si riparte poi da Dubai alle 22.45. Per gli orari da altre località o di altre compagnie contattare Amitaba.

2°g. 6/7 Bishkek – Burana – Naryn (2020 mt)
L’atterraggio è previsto alle 4.40 del mattino; è in attesa dei partecipanti la guida locale kirghisa. Superate le formalità di arrivo si effettua una visita in città: il Parco delle Querce, le piazze di Ala-Too e della Vittoria, la statua di Manas ed il Teatro Filarmonico. Si parte quindi per Naryn assieme ai compagni di viaggio giunti fin qui col programma “Tagikistan e Kirghizistan”. Si attraversano valli molto belle e un poco aride dei monti del Tien Shan e sul percorso si visitano le rovine dell’antica città dove si erge la torre di Burana, che risale al XII secolo. Giunti a Naryn si alloggia presso il Khan Tengri hotel; la tappa è di 316 km e richiede circa 5 ore di viaggio, attraverso scenari naturali molto belli.

3°g. 7/7 Naryn – Tash Rabat – Passo Torugart (3800 mt) – Ingresso in Cina – Kashgar (1270 mt)
Si prosegue il viaggio verso la Cina arrivando con una breve deviazione a Tash Rabat (115 km), un caravanserraglio dell’XI secolo in pietra, restaurato, che fungeva da rifugio per i viaggiatori della Via della Seta. Si prosegue incontrando il lago di Chatter Kul ed arrivando al punto di frontiera kirghiso nei pressi del passo di Torugart (3800 mt) al confine con la Cina (185 km da Naryn); la strada è sempre ottima. Qui si viene raggiunti al confine dalla guida e dai mezzi cinesi che arrivano solo dopo che il punto di frontiera sottostante viene aperto al transito, solitamente nel primo pomeriggio. Si prosegue per Kashgar, incontrando diversi punti di controllo che richiedono un poco di tempo ed altrettanta pazienza; la città dista circa 170 km dal confine e la strada è buona, ma si usa parecchio tempo per i vari controlli e si giunge così in serata. Si alloggia presso l’hotel Jinjiang International (4*) o simile.

4°g. 8/7 Kashgar
Si dedica la giornata alla visita di Kashgar, città che ebbe origine in epoca precristiana e fu il punto di passaggio obbligato per la Via delle Seta, un fatto che nella storia ha provocato un gran numero di conflitti per il suo controllo; oggi vi risiedono circa 500.000 persone, per la gran parte uiguri di religione musulmana. Si visitano la celebre moschea Id Kah, che risale al 1442; le tombe islamiche di Apak Toja, considerato il sito più sacro dell’Islam in Sinkiang, edificato nei pressi della città nel XVII secolo, dove oltre al simulacro del potente re vi sono i resti di cinque generazioni della sua famiglia; il mausoleo del poeta uiguro Yusup Has Hajip Mazar. Oltre a questi siti classici, è molto interessante la visita del cimitero islamico. Si percorrono a piedi le parti centrali della città vecchia, in gran parte ora ben restaurate, e, se i restauri sono stati completati (al momento della redazione è chiuso), il quartiere di Gaotai, conosciuto come il ‘quartiere di fango’, che fornisce un’idea di come doveva apparire la città ai viaggiatori dei tempi antichi. Si pranza in una casa storica nella città vecchia, presso una famiglia uigura. Alla sera nei pressi della moschea grande si anima un vivace mercatino dove vengono cucinate le diverse prelibatezze locali.

5°g. 9/7 Kashgar, escursione in Pamir al lago Karakul (3600 mt)
Si lascia presto Kashgar in direzione sud verso il Pakistan per raggiungere l’altopiano del Pamir arrivando al lago Bulung Kul e, oltre la base del Kongur Tagh, fino al lago Karakul (omonimo del lago situato più ad ovest in Tagikistan) che dista 194 km- Il tragitto richiede circa 4 ore di viaggio anche se la strada è molto comoda e ben progettata, perché lungo il percorso vi sono parecchi controlli di polizia che rallentano il viaggio e vi è un tratto iniziale con un limite di velocità molto basso. Su questo lago cristallino si specchiano lo spettacolare Muztagata (7509 mt) e il Kongur Tagh (7649 mt) e tra le pasture si aggirano placidi i cammelli bactriani: è uno dei punti più spettacolari del Pamir. Si rientra a Kashgar in serata.

6°g. 10/7 Kashgar – Aksu - Kucha
Si inizia il tratto della Via della Seta che contorna il bordo settentrionale del temibile deserto del Taklamakan. La tappa di oggi percorre un lungo tratto verso est, reso facile dal fatto che si segue una comoda autostrada. Si lambisce il bordo meridionale dei monti del Tien Shan, che stupiscono per la policromia delle rocce. Dopo circa 470 km si transita da Aksu, centro principale di questa parte del Sinkiang ma privo di particolare interesse; si continua per Kucha, con altri 166 km di strada arrivando nel tardo pomeriggio. Si alloggia presso il Grand Kucha Hotel (4*).

7°g. 11/7 Kucha, escursione a Kizil e Kumtura
Si dedica la mattina alla visita del sito di Kizil, situato circa 75 km a nord est della città; il percorso attraversa impressionanti monti formati dall’innalzamento quasi verticale delle stratificazioni, di colore prevalentemente rosso. A Kizil si trova un grande numero di templi rupestri buddisti posizionati sulle falesie a nord del fiume Muzat. I più antichi risalgono al IV secolo, quando questa religione raggiunse la regione; gli affreschi rivelano una mescolanza di influenze kashmire, indiane, partiche sassanidi e della più antica civiltà ellenistica di Gandhara, testimonianza dell’influenza indoeuropea in Asia centrale. È molto spettacolare la passeggiata che porta fino in fondo al canyon che divide in due il sito stesso, dove dalle falesie verticali occhieggiano diversi siti rupestri. Dopo la visita si pranza e si torna a Kucha; da qui si raggiunge verso est (circa 25 km) il sito di Kumtura, affacciato anch’esso sul fiume Muzat in una posizione stupenda, conosciuto come “Le mille grotte del Buddha”, che colpisce per la bellezza di alcuni affreschi e per l’architettura dei templi che in diversi punti erano connessi gli uni agli altri da passaggi scavati nella morbida roccia. Rientrati a Kucha si completa la giornata passeggiando nel vecchio quartiere uiguro, con le tipiche vecchie case ad un solo piano, dove si resterà piacevolmente sorpresi anche dalla cordialità delle persone.

8°g. 12/7 Kucha – Turfan
Si prosegue per la lontana Turfan (674 km), un viaggio che impegna per più di 8 ore. Superata la catena di monti che separano il vasto bacino del Tarim ed il deserto Taklamakan dalla depressione di Turfan, un territorio selvaggio con bellissimi panorami, si arriva a destinazione in serata, si alloggia presso il Metropolo Jin Jiang Hotels Turpan (4*).

9°g. 13/7 Turfan: escursione a Bezeklik, Toyuk, Gao Chang e lago Ajdingcol
Nei dintorni di Turfan vi sono diversi siti molto interessanti; si inizia recandosi tra le “Montagne Fiammeggianti” alle grotte buddiste di Bezeklik, affrescate durante il regno di Goa Chang; fu qui che il mitico esploratore Van Lecoq rivenne meravigliosi dipinti che rappresentano il più alto livello dell'arte manichea. Tornati nella vallata di Turfan si prosegue per un tratto verso est arrivando all’imbocco della valle di Touyk, dove si passeggia in un interessante, tipico villaggio ai piedi di montagne policrome; si pranza qui in una casa privata. Si prosegue visitando le rovine dell’antica capitale di Gao Chang, che, come Jiahoe, fu distrutta dai mongoli e non più ricostruita. Il sito è molto grande e il luogo caldissimo, ma fortunatamente lo si gira con l’ausilio di veicoli elettrici, potendo godere della bellezza del luogo senza troppa fatica. Rientrati in città si visitano la moschea ed il minareto di Emin, alto 40 metri, un’opera che è divenuta il simbolo di Turfan. Si completa la giornata recandosi con le luci della sera al lago di Ajdingcol, che è il punto più basso della depressione di Turfan (-154 mt): l’area coperta d’acqua non è molto grande perché l’afflusso idrico della grande vallata viene utilizzato per l’agricoltura, alla qual cosa si somma il fattore di evaporazione che qui è elevatissimo.

10°g. 14/7 Turfan – Jiahoe – Dunhuang
Ci si reca alle rovine di Jiahoe, nei pressi di Turfan: queste impressionanti ed estesissime rovine, oggi parte del Patrimonio Unesco, contornano i bordi di un colle che si erge tra due corsi d’acqua. Grazie a questa posizione strategica la città non aveva mura di cinta perché protetta dai ripidi versanti su entrambi i lati. All’ingresso si viene accolti da un centro visitatori faraonico ma interessante. Ci si reca quindi in stazione dove alle 12.46 (orario da confermare) si parte col treno veloce in direzione est per Liuyuan, che dista circa 680 km, dove si arriva intorno alle 16.00. (NB: In nella giornata di oggi non è previsto un pranzo, si potranno comprare autonomamente degli spuntini in stazione o anche sul treno) Alla stazione d’arrivo si trovano in attesa la nuova guida locale ed il nuovo autista; si prosegue in pulmino per Dunhuang, che dista circa 130 km a sud, circa due ore di viaggio o poco più. Si alloggia presso il Grand Sun Hotel Dunhuang (4*). Per chi fosse interessato, alla sera si può assistere ad uno spettacolo teatrale che rievoca i tempi della Via della Seta, ben eseguito ed interessante, con una semplice e tipica trama.

11°g. 15/7 Dunhuang
L'oasi di Dunhuang, situata all'estremo occidentale del corridoio del Gansu, fu lo storico punto di collegamento tra i territori periferici occidentali della Cina e le antiche capitali di Xian e Luoyang. Si iniziano le visite dalle Grotte di Mogao, Patrimonio dell’Unesco, dove si trovano 2000 sculture dipinte e 45000 metri quadrati di pareti affrescate che coprono un periodo artistico di 1000 anni, dal 386 d. C. fino alla dinastia mongola degli Yuan; fu qui che venne trovata la famosa libreria costituita per il 90% da manoscritti buddisti, spesso bilingue, dove è stato rinvenuto anche il testo stampato più antico del mondo (868 d. C.). La visita richiede l’intera mattina; si inizia dal centro visitatori, anche qui di concezione faraonica ma ben inserito nel contesto, dove si inizia vedendo due filmati sulla storia e punti artistici principali, quest’ultimo in una sala video a cupola che funge da schermo a 360°. Si rientra alla vicina Dunhuang per il pranzo e quindi ci si reca allo storico ‘Cancello di Giada’, al passo di Yangguan, punto d’ingresso in Cina per le antiche carovane e punto di dogana e controllo dell’impero cinese, situato circa 70 km a sud ovest. Del forte originario resta oggi solo la torretta di avvistamento sulla cima del colle: la si raggiunge con un piccolo bus elettrico per ammirare i panorami sul deserto e vedere il punto dove sorgeva l’antica fortificazione; alla base vi è oggi un edificio di recente costruzione con un museo, edificato in modo che dicono essere simile a quello del nobile predecessore. Si rientra a Dunhuang dove ci si reca ai margini della cittadina per ammirare le gigantesche dune di sabbia (sono alte più di 200 metri) ed il piccolo “lago della luna” ai loro piedi; è un punto dove vi è un’affluenza straordinaria di turisti cinesi, uno spettacolo nello spettacolo, formano lunghissime colonne di dromedari che risalgono i bordi della dune calzando ghette colorate per evitare di avere la sabbia nelle scarpe, mentre i connazionali più abbienti decollano coi deltaplani a motore o l’elicottero per ammirare il tutto dall’alto… Per chi se la sente, è possibile salire le dune; per facilitare la cosa è stata predisposta una scalinata sopra la ripida sabbia – il panorama del deserto dall’alto fa dimenticare l’allegra carnevalata della folla di persone.

12°g. 16/7 Dunhuang – Yulin - Jiayuguan
Si prosegue il viaggio verso est; la prima tappa è il sito rupestre di Yulin, che è anche il nome del fiume che attraversa il sito archeologico; lo si raggiunge con una deviazione dalla strada principale di circa 60 km in direzione sud, in tutto 170 km da Dunhuang, circa 2 ore e mezza di guida. In questo sito, che venne protetto già dal 1961 e che nel 2008 divenne parte del Patrimonio Mondiale Unesco, vi sono 42 templi rupestri buddisti, posizionati sulle falesie lungo le due rive del fiume. In questi si contano in tutto circa 250 statue policrome e gli archeologi hanno stimato che vi siano circa 4200 metri quadrati dipinti sopra ad una base particolare di gesso, alcuni ben preservati, eseguiti tra il VII ed il XIV secolo. Durante il periodo Ming (1368 - 1644) il sito cadde in disuso per essere poi ripreso in epoca Qing, al cui periodo risalgono anche dei restauri ed alcuni nuovi templi. Si rientra quindi sulla strada principale e si continua da qui per Jaiyuguan, che da Yulin dista 320 km, circa 4 ore; questo luogo è lo storico punto di passaggio carovaniero del Gansu, con le montagne innevate della catena del Quillian a sud, che giungono fino a 5800 mt di quota e segnano i confini naturali dei territori abitati dai tibetani, e le “Montagne nere” a nord, che delimitano i lembi meridionali dei vasti spazi dei mongoli. Qui si trova un grande forte fondato nel 1372 dai Ming per sigillare il confine orientale dell’impero, che in tempi recenti è stato ricostruito come l’originale; è posto nel punto dove termina la Grande Muraglia. Dopo la visita ci si reca sui contrafforti settentrionali della Grande Muraglia, che in questo punto sono stati restaurati. Si alloggia presso l’hotel Plaza Holiday inn (4*).

13°g. 17/7 Jiayuguan – Zhangye – Mati – Alxa Youqi
Proseguendo ancora per un tratto lungo il percorso delle antiche carovane, che oltre Jiayuguan erano ormai giunte all’interno dell’impero cinese, si transita da Zhangye (225 km, circa due ore e mezza) e si prosegue sud est fino al sito di Mati (altri 60 km, circa un’ora e mezza). Qui sulle falesie dei monti, che qui sono in parte ammantati da alberi, si trovano diversi templi rupestri buddisti che furono meta di pellegrinaggio anche da parte di alcuni imperatori cinesi. Oltre l’ingresso della zona archeologica vi è un insieme di bassorilievi scolpiti sulle rocce che rappresentano degli Stupa e quindi si vede un primo gruppo di templi, in gran parte rifatto, di rito buddista cinese e, proseguendo, vi sono i templi e le grotte di rito buddista tibetano, la parte più antica del sito. Qui sulla parte verticale del monte sono appoggiate delle balconate coperte da tetti a pagoda; alla data di redazione è ancora possibile salire all’interno del monte lungo i cunicoli scavati nella roccia per arrivare fino al tempio più alto, che è tutt’ora attivo ed accudito da monaci tibetani. Anche alla base della falesia vi sono alcuni templi rupestri; la grande grotta scavata che contiene un’altissima statua del Budda, rifatta, e una struttura circumambulabile ornata da grandi statue, dicono essere la più ampia al mondo. Completata la visita si parte verso nord per Alxa Youqi, entrando nella provincia cinese della Mongolia Interna; un percorso di 166 km che richiede circa tre ore e mezza, si valicano i monti che cingono a nord la grande vallata dove scorrevano nella storia, ed anche oggi, le grandi vie di comunicazioni est – ovest e si attraversano regioni desertiche arrivando in questa remota cittadina, dove si alloggia presso l’hotel Jinsha (3*).

14°g. 18/7 Alxa Youqi – Deserto del Badain Jaran
Si parte da Alxa Youqi arrivando in breve all’ingresso del deserto del Badain Jaran che è ora diventata un Parco Nazionale. Qui si lascia il pulmino e si prosegue con delle jeep tipo Landcruiser Toyota Prado, mezzi potenti e particolarmente agili per superare i grandi dislivelli delle dune che formano gli ampi bacini di sabbia. Alla base di questi monti di sabbia molti punti sono adorni di specchi lacustri che presentano diverse sfumature cromatiche: un insieme decisamente unico, reso possibile dall’affioramento delle acque che scorrono sotto la superficie ed originano dalla catena dei monti Quillan che si erge più a sud, ai margini meridionali del corridoio del Gansu. Ci si dirige con una bella esplorazione del territorio verso la duna più alta, che si chiama Bimutu, e secondo le fonti locali si eleva per oltre 600 metri dalla base della valle, quindi è tra le più alte al mondo. Salirla è possibile, ma parecchio impegnativo: dalla cima si gode di uno spettacolo che ripaga lo sforzo, un oceano di dune altissime con un ordinamento irregolare a perdita d’occhio, ornate dal riflesso di diversi laghi alle loro basi. Se non si sale fino in cima, è comunque bella la vista da ogni punto ove ci si viene a trovare e sempre lungo il percorso con le jeep, si hanno indimenticabili scorci ad ogni piè sospinto! Nella zona di deserto dove si erge la mitica Bimutu vi è anche un lago dove si trova un piccolo tempio tibetano con diversi Stupa, un luogo che offre parecchia magia; qui vi sono anche dei piccoli, semplici hotel, ma i servizi sono carenti ed in luglio è caldo spesso ci sono le zanzare, quindi si passa la notte presso l’hotel Badain Lake (3*), che l’unica struttura ricettiva comoda in questo territorio, in vista di un bel lago tra le dune.

15°g. 19/7 Deserto del Badain Jaran – Mandala - Alxa Youqi – Zangye
Si continua l’esplorazione di queste incredibili dune arrivando all’uscita del Parco. Da qui si raggiunge il sito di Mandala, dove si vedono interessanti graffiti rupestri, e si rientra poi ad Alxa Youqi col pulmino e si prosegue per Zangye, che da qui dista 136 km a sud ovest. Si alloggia presso l’hotel Vienna (4*).

16°g. 20/7 Zangye, con i parchi di Binggou e Daxia; treno per Xining
A Zangye ci si reca a visitare il tempio di Dafo, composto da diversi edifici dove si trova un interessantissimo tempio con una grande statua del Budda reclinato assistito da diversi guardiani, tutte statue antiche molto ben eseguite; nel perimetro di circumambulazione vi sono stupendi affreschi. Si lascia quindi la città verso sud per recarsi ai piedi della catena dei monti Quillan, dove vi sono due siti di bellezza geologica straordinaria. S’inizia dal meno conosciuto Parco di Binggou, dove si accede all’area interna utilizzando dei piccoli autobus elettrici. In questo punto vi sono formazioni erosive spettacolari con pinnacoli arditissimi modellati dai venti e falesie verticali; per esplorare l’area vi sono alcuni sentieri ben disegnati con panoramiche perfette per godere delle prospettive ardite di questo luogo magico. Da qui ci si sposta al vicino Parco Geologico di Danxia, famoso per la cromaticità delle rocce; la visita è strutturata in modo preciso dall’organizzazione del Parco, si entra attraverso un centro visitatori faraonico e coi pullman del parco si segue la strada che si dipana ai piedi delle aree più belle, dove sono stati predisposti brevi percorsi a piedi che consentono un’ottima visione delle aree più belle, in alcuni tratti durante l’ultima visita qui vi erano anche degli altoparlanti da cui esce musica sinfonica, un’idea molto cinese di come godere della natura! Dopo queste belle esplorazioni si rientra a Zangye dove si prende il treno veloce per Xining, capitale della provincia cinese del Qingai che da qui dista 350 km verso sud est; l’ultimo treno veloce parte alle 19.36 con arrivo alle 21.23 (orari da confermare). A Xining si viene accolti dal nuovo autista e dalla nuova guida locale e ci si accomoda presso l’hotel Yierdun (4*).

17°g. 21/7 Xining – Kumbum – Xian
Ci si reca a sud della città di Xining per visitare l’università monastica di Kumbum Jampaling, che dista circa 25 km ed è situata a 2600 mt. Questo ampio complesso è uno dei cinque grandi centri di studio della scuola Ghelupa in Tibet. Fu edificato a partire dal XVI secolo da Rinchen Tsondru, discepolo del grande maestro Tsongkhapa, attorno ad un albero ed allo Stupa che segnano il luogo in cui egli nacque. Divenne uno dei centri monastici principali del Tibet, con una miriade di templi e conventi, e nei secoli subì attacchi e saccheggi anche da parte dei musulmani. Negli anni ’90 venne in buona parte restaurato ed oggi ospita una comunità di monaci di cui i tibetani sono circa la metà ed il resto in gran parte cinesi. Completata la visita si rientra a Xining dove si prende il treno veloce per Xian che parte alle 15.23 con arrivo alle 21.00 (la distanza è di 840 km); alla stazione d’arrivo è in attesa l’autista con la guida e ci si trasferisce presso l’hotel Tianyu Gloria (4*).

18°g. 22/7 Xian
Si inizia quest’interessante giornata recandosi fuori città al sito funerario del primo imperatore per ammirare l’Esercito di Terracotta; si pranza in loco. Il luogo oggi è oggetto di un’affluenza turistica massiccia, ma rimane imperdibile. Ci si reca quindi alla Pagoda dell’Oca Selvaggia, edificata nel 652, e, tornati in centro città, ci si immerge nel vivacissimo quartiere musulmano, alle spalle della Torre del Tamburo, visitando anche l’interessante Grande Moschea, il cui attuale edificio fu realizzato circa 600 anni fa in epoca Ming; in questa zona si trova un interessante mercato con anche una gran scelta di prelibatezze cibarie. In serata, per chi è interessato, è possibile assistere ad uno spettacolo folcloristico.

 

Per chi rientra

19°g. 23/7 Xian e volo di rientro
Tempo libero fino alla partenza. Il volo di rientro abbinato a quello suggerito della Emirates è della China Eastern che parte alle 18.00 per Shangai con arrivo alle 20.20.

20°g. Venerdì 24 luglio, arrivo a destinazione
Si parte da Shangai alle 0.10 per Parigi, dove si atterra alle 6.30. Sa qui si vola su Milano Malpensa alle 8.30 con arrivo alle 9.55; o su Roma Fiumicino alle 8.00 con arrivo alle 10.05

 

ESTENSIONE A LONGMEN, BAIMA E SHAOLIN:

19°g. 23/7 Xian – Luoyang – Longmen – Baima - Shaolin
Si prende il treno veloce in direzione est per Luoyang nella provincia cinese dello Henan, che dista circa 400 km, alle 8.15 con l’arrivo previsto alle 9.34 (orari da confermare). Dalla stazione ci si reca al sito rupestre di Longmen, situato ai bordi della città, considerato tra i più importanti e belli in assoluto della Cina e parte del Patrimonio Mondiale Unesco. Sulle falesie ai bordi del fiume Yi a partire dal V secolo furono realizzate un gran numero di grotte e nicchie; i diversi stili si confrontano molto bene nelle tre grandi grotte che si ammirano all’inizio della visita ed il complesso di Vairochana, di epoca Tang, è tra le realizzazioni di arte rupestre più significative al mondo. Si pranza qui e quindi si parte in direzione sud est per Shaolin. Dopo circa un’ora (30 km) si arriva al tempio buddista di Baima (il “Tempio del cavallo bianco”) che secondo la tradizione fu il primo tempio buddista della Cina, edificato nel 68 d.C. Dei tempi antichi resta la tomba di uno dei monaci che giunsero qui, il sito attuale è stato rifatto negli anni ’80 con un lavoro molto ben eseguito ed il luogo, dove risiedono diversi monaci, è impreziosito da una bella atmosfera spirituale. Si prosegue per Shaolin (80 km, circa un’ora e mezza) dove si alloggia presso l’hotel Chanwu (4*) a Dengfeng, posizionato a circa 20 minuti di guida dai templi.

21°g. 24/7 Shaolin – Luoyang - Xian
Il tempio di Shaolin è giunto a grande notorietà come punto d’origine delle arti marziali cinesi; oggi ospita un collegio di arti marziali con migliaia di studenti, ed è impressionante vederli impegnati con le arti di combattimento suddivisi in grandi gruppi– ogni cosa in Cina viene eseguita con dimensioni a noi non abituali! L’area è molto interessante da esplorare, il complesso è situato in un’amena vallata tra alture boschive ai piedi di una montagna considerata sacra. Nel tempio, ottimamente curato, il padiglione posto più in alto è antico; proseguendo oltre lungo la vallata vi è poi il mausoleo dei maestri di Shaolin. Nel corso della mattina si potrà anche assistere ad una dimostrazione di arti marziali che è tenuta nei pressi dell’ingresso. Si pranza e quindi si parte per rientrare a Luoyang, che da qui dista 60 km, dove il treno veloce per Xian parte alle 16.24 con arrivo alle 18.00 (orari da confermare). Giunti in città ci si accomoda nel medesimo hotel già utilizzato e ci si reca per la serata nel quartiere di Qujiang, nei pressi della grande pagoda.

22°g. 25/7 Xian e volo di rientro
Tempo libero fino alla partenza. Il volo di rientro abbinato a quello suggerito della Emirates è della China Eastern che parte alle 18.00 per Shangai con arrivo alle 20.20.

23°g. Domenica 26 luglio, arrivo a destinazione
Si parte da Shangai alle 0.10 per Parigi, dove si atterra alle 6.30. Sa qui si vola su Milano Malpensa alle 8.30 con arrivo alle 9.55; o su Roma Fiumicino alle 8.00 con arrivo alle 10.05.

 

 

COSTO DEL VIAGGIO

€ 3950; + € 100 dopo il 30/4/’20 - Minimo 5 e massimo 12 partecipanti

Estensione: € 420; minimo 4 partecipanti

La quota comprende: le spese di iscrizione, le Polizze Assicurative di viaggio (Viaggi rischio zero e polizza base Europ Assistance – su richiesta, con E.A. possono essere estesi i massimali ad un costo di € 70 ed emessa la Polizza di Annullamento, che costa 4,8% del valore del viaggio), tutti i trasporti in Kirghizistan e Cina, l’alloggio in camera doppia, la pensione completa, la presenza dell’accompagnatore italiano e delle guide locali che parlano la lingua inglese, gli ingressi ai siti indicati.

La quota non comprende: i voli internazionali che costano a partire da € 1200 in funzione della data di prenotazione e della compagnia prescelta, il visto d’ingresso in Cina, il supplemento per la camera singola, le bevande, le visite e le escursioni non in programma, le mance e tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.

Voli: Amitaba provvede alla prenotazione dei voli su richiesta dei viaggiatori, ma non obbliga ad utilizzare questo servizio e chi preferisce può provvedere all’acquisto dei voli direttamente; questo anche per permettere a chi ne ha la possibilità di usufruire di punti, sconti e/o tariffe agevolate.

Supplementi: € 150 se si prenota dopo il 30/4/2020, € 490 per la stanza singola, € 150 con 5 partecipanti; la singola per l’estensione (minimo 4 partecipanti) € 90.

Visti e documenti: per il Kirghizistan non serve il visto mentre per la Cina è obbligatorio e deve essere ottenuto prima della partenza; il passaporto deve avere validità minima di sei mesi dalla data di ingresso prevista.

Riferimento valutario: il prezzo del viaggio è formulato con riferimento ai valori di cambio del 16/9/2019 (Banca d’Italia) euro - dollaro: € 1 = $ 1,1031 per il Kirghizistan (valore: € 370) e euro - yuan: € 1 = Yuan 7,7957 per la Cina (valore: € 3580 + € 420 estensione), corrispondente al valore in essere al momento della pubblicazione del programma.

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza "Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio" fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza "Filodiretto Protection" fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.

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