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Esperienze e cultura
BUDDISMO TIBETANO
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S. S. il Dalai Lama ed i monaci di Namgyal in breve sintesi hanno eseguito le seguenti pratiche. Controllo del terreno recitando il testo della Prajnaparamita in 8000 versi (testo che riguarda la profonda visione della vacuità, essenza del terzo ciclo nel della ruota del Dharma). Richiesta del permesso per l’iniziazione ai guardiani e protettori del luogo con riti propiziatori. Purificazione del luogo attraverso la creazione del circolo di protezione, i riti di eliminazione delle forze che possono apporre ostacoli e l’evocazione delle deità guardiane. Si consacra l’atmosfera concentrandosi sulla vacuità. Seguendo la liturgia del Kalachakratantra, il Dalai Lama ed i suoi assistenti eseguono il rito in cui chiedono il permesso di creare il Mandala. Generano la motivazione di Bodhicitta (l’aspirazione ad ottenere l’Illuminazione per il beneficio di tutti gli esseri) e si manifestano nell’aspetto di Dorje Sung (guardiano del Dharma). Vengono quindi compiuti rituali propiziatori con cui si invitano le deità della terra a fondersi con la struttura del mandala che verrà creato, per consacrare le sostanze e gli strumenti che verranno usati durante la cerimonia di creazione del Mandala.
Uno degli aspetti più spettacolari di questa fase sono le danze rituali |