Il sentiero che da Drukyal Dzong a nord di Paro conduce al Chomolhari e segue il bordo dell’arco himalaiano verso lo Dzong di Lingshi ed il remoto villaggio di Laya, centro di questa piccola etnia, è tra i più affascinanti al mondo. Si cammina ai piedi delle altissime montagne che contornano il confine nord occidentale tra Bhutan e Tibet, una maestosa barriera di monti impenetrabili che ha favorito il mantenimento dell’indipendenza del Paese. Si valicano una serie di passi spettacolari, ma non tecnici o eccessivamente duri, che offrono panoramiche indimenticabili su una miriade di vette glaciali, dal Jichu Drake, allo Tsering Kang e Tiger Mountain. Si incontrano alcuni remotissimi villaggi, abitati da persone di indole ospitale e gentile: tra i più belli, oltre a Lingshi dove si trova anche lo Dzong, ci sono Goyak, Chebisa e soprattutto Laya, con anche molte aree di pasture d’alta quota come Robluthang. Da Laya vi sono due opzioni: proseguire verso sud e giungere così fino allo Dzong di Gasa a nord di Punakha; o proseguire ad est verso il cuore più segreto dell’Himalaia del Bhutan, seguendo il sentiero che conduce a Lunana.

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