Il Dolpo è una delle regioni più affascinanti e remote dell’Himalaia. Ma per via delle difficoltà date dalla lontananza dei punti di accesso, dal clima, dalla necessità di portare con se tutti gli approvvigionamenti e dalla faticosità dei sentieri è la meno visitata; in particolar modo l’area dell’Alto Dolpo, a nord di Phoksumdo e della valle di Dho Tarap, che resta completamente isolata per la neve in buona parte dell’anno. Abbiamo messo a punto una galleria fotografica che ritrae in modo dettagliato il territorio, i siti e la gente che vi abita: così chi non avrà l’opportunità di recarvisi potrà farsi un’idea abbastanza precisa di questo mondo lontano.

Le immagini, 529 in tutto, ... [vedi sotto]

 

Vedi anche Ba-yul, la terra nascosta.

DOLPO

   

ALTO DOLPO: NORD EST

 

ALTO DOLPO: NORD

 

ALTO DOLPO: NORD OVEST

 

PHOKSUMDO e SUD OVEST

Le immagini, 529 in tutto, sono esposte su 49 pagine in ordine sequenziale, anche all’interno di ogni pagina, e illustrano ciò che il viaggiatore incontra lungo un percorso che, compiendo un ampio anello con opportune deviazioni, copre la gran parte di tutto il Dolpo. Le pagine dalla 1 alla 10 (Dolpo) iniziano da Juphal, dove si trova l’unica pista d’atterraggio della regione, e conducono a nord est lungo la precipitosa valle del fiume Tarap fino a Dho, il paesello principale del Dolpo, ed ai villaggi della zona. Le pagine dalla 11 alla 24 (Alto Dolpo: nord est) proseguono da Dho attraverso il passo di Tso e la regione di Panzang, a ridosso del confine tibetano, abitata da gente serena seminomade, dove si trovano i resti di uno Dzong, alcuni monasteri ed interessanti villaggi, arrivando alla gola di Shimen, che custodisce Chorten e muri Mani tra i più belli del Nepal, e alla valle nascosta di Koma, dove risiede un importante Lama molto venerato in tutto l’Alto Dolpo nord orientale. Le pagine dalla 25 alla 32 (Alto Dolpo: nord) proseguono oltre il passo di Koma per Saldang, lo sparso villaggio che ospita la più grande comunità dell’Alto Dolpo, dove incontriamo l’Amci (il medico tradizionale) e la semplice scuola, e proseguono per la valle di Yangtsher, il punto più settentrionale dove si trovano diversi siti ed il monastero principale della regione, e, oltre il remoto villaggio di Karang, risalgono il passo dello Yang verso ovest. Le pagine dalla 33 alla 43 (Alto Dolpo: nord ovest) esplorano l’isolata valle di Bijer oltre il passo di Yang, dove troviamo un Gompa curato da un generoso Lama, e l’eremo Bon di Samling, vero archetipo di come si possa immaginare un luogo di ritiro himalaiano; seguono quindi una fenomenale gola, contornata da alpeggi e percorsa da carovane che porta verso sud fino al tempio di Shey, considerato il Gompa più sacro del Dolpo, e al vicino eremo di Tsagan, lasciando da qui l’Alto Dolpo attraverso l’alto passo di Kang – il cui nome tradotto significa “neve”. Le pagine dalla 44 alla 4 (Phoksumdo e sud ovest) completano il circuito arrivando al meraviglioso lago turchese di Phoksumdo, vero gioiello del Dolpo e di tutta la catena himalaiana, ed alla grandiosa cascata formata dall’uscita delle sue acque, per proseguire lungo i vorticosi fiumi che riconducono a Juphal, punto d’inizio del percorso.

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