Festa di Durga

Tra le molte ricorrenze dell’India, un momento molto particolare è la grande festa di Durga, il momento religioso e celebrativo più sentito del Bengala, quando in un crescendo di intensa e sorridente devozione a Calcutta, tra gli innumerevoli e coloratissimi altari dedicati a Durga, la Dea Madre, prendono corpo le processioni che portano le sue effigi al fiume per ricongiungersi all’onnipotente Dio Shiva.
L’evento si tiene ogni anno a Calcutta, una delle più grandi città dell’India i cui palazzi principali ne caratterizzano l’origine coloniale e dove si trova la casa di Madre Teresa.

 

Festival di Durga Festival di Durga
Calcutta festival
Calcutta
Calcutta festival

 

Durante le festività di Durga, ovunque nella città, si vedono i pandals, degli altari costruiti appositamente per la ricorrenza, e le strade sono percorse da fiumane di persone che si spostano da punto a punto, una sorta di intersecatissimo pellegrinaggio urbano tra le diverse migliaia di padals costruiti per onorare la Dea; anche con grande impegno se ne potrà ammirare solo una piccola parte!
L’intera città è un mondo in festa e la moltitudine delle persone esprime un momento di gioia collettiva; è molto accattivante seguire dei percorsi a piedi, e nel cuore delle celebrazioni l’utilizzo dei veicoli è limitato e non ci si può avvicinare ai pandals con le auto.
Vengono seguiti diversi momenti principali: si inizia al mattino con il pushpanjali (la recitazione di preghiere e l’offerta di fiori alla Dea), quindi il rituale del bhog (quando il cibo benedetto dalla Dea viene servito alle persone), e l’immancabile coloratissimo rito devozionale dell’aarati che si tiene la sera con la danza di dhunuchi, eseguita di fronte alla Dea al ritmo dei tamburi.
Nell’ultimo giorno gli idoli vengono portati in processione al fiume Hooghly e le donne si affollano attorno alle statue per porre sulla fronte della dea la polvere rossa rituale,  donarle dolci e foglie di betel, e pregandola di tornare l’anno successivo.
Nel variopinto pantheon induista Durga, la Grande Madre, è l’impersonificazione della Shakti, la divina forza di natura femminile che nutre l’universo; ella emerse grazie all’unione degli sforzi di tutti gli dei, inclusa la Trimurti degli dei supremi, per una missione che nessuno di loro poteva compiere: debellare il demone Mahishasura.
Durga, il cui nome significa “inaccessibile” o “impenetrabile”, è così la salvatrice compassionevole dell’universo e di ogni cosa che esiste; ma è anche, grazie alla polivalenza così affascinante dell’induismo, la madre di Ganesh e Kartikeya, prole di Shiva, perché in quanto lei è anche una forma irata di Parbati, consorte del Grande Dio.
Per renderle adeguato onore si tiene questo festival annualmente, che per gli induisti bengalesi è il più importante dell’anno. Le celebrazioni durano in tutto dieci giorni con un fervente crescendo devozionale che diventa sempre più effervescente e negli ultimi 2/ 3 giorni è decisamente dirompente; per nove giorni si onorano le nove diverse manifestazioni di Durga e quindi nel decimo (nel 2016 cade l’11 ottobre) si celebra la sua vittoria contro il male. In questa ultima giornata le sue effigi vengono portate in processione al fiume per un’abluzione, simbolico ricongiungimento della Dea col consorte Shiva.
La preparazione inizia già mesi prima, con la costruzione di una quantità enorme di idoli di terracotta eseguita da artigiani specializzati con dimensioni per lo più simili a quelle degli esseri umani, ma anche più piccole o grandi. Le statue vengono decorate in modo sfavillante e vengono costruiti un’infinità di pandals, o tempietti temporanei fatti di bambù ma finemente rifiniti, dove vengono poste. Questi altari sono oggetto di intense preghiere e il momento per molti è anche fortemente introspettivo e utile per la purificazione spirituale ed anche fisica: si modera la dieta e chi beve rinuncia all’alcool almeno per questi giorni in cui cercherà di avvicinarsi a Durga.
Con la solenne processione al fiume si completa il cerimoniale e inizia un nuovo anno: il momento è ottimo e di buon auspicio per chi deve intraprendere nuove attività.

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