I siti del Kumbhamela

Come viene illustrato nelle altre pagine (si veda in modo particolare Epica del Kumbhamela: cenni storici e simboli), il Kumbhamela si svolge seguendo un ciclo di 12 anni in quattro diverse località dell’India. Secondo la tradizione si considera ciascuna località un luogo dove ci si immerge nelle acque della Dea Ganga, pur essendo due di queste lontanissime dal mitico fiume. Secondo la mitologia durante le congiunzioni astrali che aprono la connessione divina dei quattro siti si crea un temporaneo collegamento dal mondo sotterraneo che porta l’acqua del Gange fino ad Ujjain ed alla ancor più lontana Nasik. Questa spiegazione poggia forse anche sul fatto che il Gange è veneratissimo nel mondo induista ed alcuni studiosi, tra cui il Prof. Devi Prasad Dubey (si veda la sua intervista), sostengono che le vicende del nettare dell’immortalità nella tradizione del Kumbhamela sono legate in primo luogo all’acqua del Gange piuttosto che alla leggenda della giara, il mitico “Kumbha”, ed a questo fine citano anche dei testi. Ma la grande massa dei pellegrini e la maggior parte dei maestri spirituali non segue questa dotta opinione.


INDICE DELLA PAGINA


 

 

Haridwar

Interviste al Kumbhamela - Amitaba
Il Gange a Rishikesh

Posta ai piedi dell’Himalaia nello stato dell’Uttaranachal, da un punto di vista astrale Haridwar è il sito più importante perché è da qui che si iniziano a determinare le ricorrenze dei Kumbhamela ricorrendo alla scienza astrologica; ma per altre ragioni il sito maggiormente venerato forse è Prayaga. La città santa di Haridwar è sacra sia a Shiva che a Vishnu. Secondo la tradizione venne edificata sulle rive del Gange in un luogo che fu testimone di due eventi straordinari: la caduta di una delle quattro gocce del nettare dell’immortalità e dove Parbati, consorte di Shiva, si gettò su di una pira di fuoco. Il cardine delle attività sono i Ghat di Harkipauri, dove per contrastare la corrente vengono posizionate delle catene di ferro con cui i pellegrini si sostengono per le abluzioni; tutt’intorno si trova una profusione di templi e luoghi sacri ai devoti induisti.
Poco più a nord, risalendo il Gange, si trova Rishikesh, che da un punto di vista religioso è considerata un tutt’uno con la più grande Haridwar. Questa cittadina è posizionata nel punto in cui il fiume esce impetuoso dalle gole himalaiane e pullula di ashram e templi: molti maestri indiani hanno posto qui la loro base. Rishikesh è anche conosciuta come “il luogo dei saggi”, una delle mete di pellegrinaggio più apprezzate dell’India. Vi si trovano anche un gran numero di scuole di yoga e si respira un’atmosfera molto tranquilla, come se l’aria stessa beneficiasse della presenza dei moltissimi yogi che vi risiedono. Durante i Kumbhamela molti pellegrini scelgono di bagnarsi nel Gange qui, anche per evitare l’incredibile oceano umano che si riversa su Haridwar, dove già da alcuni giorni prima dell’abluzione principale per far fronte al gigantesco afflusso l’intera città ed i suoi accessi vengono chiusi al traffico.

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Prayaga (Allahabad)

Interviste al Kumbhamela - Amitaba
Ponti sul Gange a Prayaga

Gli ariani chiamavano questa località Prayaga, una città antichissima il cui nome significa “Luogo di sacrificio” situata in un punto che nei Veda è menzionato come il più santo in assoluto a valle del Kailash Sorge nel cuore delle pianure gangetiche dell’Uttar Pradesh; l’imperatore Akbar vi costruì un forte nel XVI secolo ribattezzandola con l’odierno nome di Allahabad. E’ un centro spirituale induista e città di grande importanza anche nella storia dell’India moderna, in quanto centro amministrativo del protettorato britannico e città d’origine della famiglia Nehru. Vi sono diversi punti d’interesse, tra cui il forte, diversi musei tra cui l’importante Museo G.B. Sharma del dipartimento di archeologia dell’Università di Allahabad dove sono raccolti importanti reperti provenienti da Kausambi, l’antica capitale del regno del Maghada che fu visitata anche dal Buddha, il tempio dedicato al Re dei Serpenti Naga Vasuki, il mausoleo di Khursu Bhag e altri siti. Ma il punto focale è il Triveni, la confluenza dei fiumi Gange, Yamuna e del mitico Saraswati: il fiume “fossile” del quale la più recente ricerca archeologica e topografica ha rinvenuto testimonianze e che pare abbia rivestito un ruolo fondamentale nello sviluppo e nell’evoluzione delle civiltà dell’India tra il VII e il II millennio a.C. Dei tre fiumi, solo due sono visibili all’occhio non iniziato; ma secondo la tradizione ai puri è concesso di vedere anche il Saraswati, il fiume che fu la fonte di vita per la civiltà vedica ed avrebbe le sorgenti sul monte Meru.
Per maggiori dettagli sul Triveni si veda Mahakumbhamela a Prayaga.

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Nasik

Interviste al Kumbhamela - Amitaba
Abluzione al Ramkund

Nasik è un’antica città del Maharasthra a circa 150 chilometri a nord di Bombay. Tra i molti luoghi sacri della città il principale è il Ramkund, una gigantesca vasca al centro della città attraversata dalle acque del Godavari. A circa trenta chilometri da Nasik si trova il tempio di Trimbakeshwar che contiene uno dei dodici preziosi Jyotirlingam del subcontinente indiano, i simulacri della manifestazione di Shiva nella sua forma di luce infinita, come si narra nei Purana. Accanto al tempio c’è la sorgente mitica del Godavari, secondo cui un ramo del Gange sboccò in quel punto per permettere al saggio Gautama, che avendo accidentalmente ucciso una vacca chiese a Shiva di poter emendare il proprio karma, di bagnarsi nelle sacre acque purificatrici. Nei dintorni di Nasik si trovano anche le grotte di Pandu Lena, un gruppo di templi rupestri buddisti scavati ed intagliati nella roccia tra il I e il II secolo.
L’abluzione principale dei Kumbhamela di Nasik (Maha Parva) si svolge al Ramkund, ovvero nel luogo dove vissero e si bagnarono Rama e la sua sposa Sita. Alcune scuole shivaite prediligono però immergersi al Trimbakeshwar: una cosa pressoché impossibile per gli ordinari pellegrini perché l’accesso alla vasca del tempio è molto angusto. Durante il Kumbhamela dell’agosto 2003 perirono una decina di persone per un errore nella pianificazione del flusso di massa: fu lasciata aperta per sbaglio una strada in leggera discesa che da uno dei templi principali della parte vecchia portava al Ramkund, così quando la massa dei devoti uscì si incanalò da questa verso il Gange ma trovò le transenne di bambù che bloccavano la strada nei pressi della vasca sacra. Alcuni vecchi e dei poveri bimbi rimasero schiacciati dalla folla.

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Ujjain

Interviste al Kumbhamela - Amitaba
Naga Sadhu al Kumbhamela

Ujjain è una città molto bella ed antica del Madya Pradesh situata a sudovest di Bhopal, che alcuni appassionati viaggiatori preferiscono addirittura a Varanasi perché vi si trova una cultura tradizionale induista che sembra miracolosamente immune dalle trasformazioni imposte dall’avanzare della modernizzazione. Testimonia l’importanza culturale di Ujjain anche il fatto che la sua longitudine costituisce il meridiano di origine nei calcoli dell’astronomia indiana tradizionale; vi si trova un osservatorio astronomico costruito nel 1733 dal Maharaja Jai Singh II, costruttore anche degli altri due famosi osservatori di Jaipur e Benares, ma che, a differenza di questi ultimi due, è ancora attivo. Anche nei dintorni di Ujjain lungo le rive dello Shipra si trovano numerosi templi e luoghi sacri, dedicati anche a divinità planetarie come Saturno (Shani), Marte (Mangalam) ed ai Nove Pianeti (Navagraha), ulteriori testimonianze della permanenza dell’antica tradizione cosmologica.
Il centro della città sacra è costituito dal tempio di Mahakaleshwar, che contiene uno dei due Jotyrlingam del Madya Pradesh, simbolo della inestinguibile forza generatrice del Dio Shiva, e dai Ramghat, gli argini del fiume sacro Shipra costellati di tempietti ed Ashram, dove avvengono, quotidianamente e soprattutto durante i Kumbhamela, i riti di purificazione dei fedeli.

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