220 La porta del Tibet

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AMITABA  -  Viaggi di amitaba  India  Ladakh  -  220 La porta del Tibet

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L'itinerario porta a ovest lungo l'Indo, per scoprire i punti più interessanti, a volte nascosti, situati nei suoi pressi. Si lascia il corso del fiume per salire al monastero di Lamayuru, e, superati due alti passi, si raggiunge il Buddha rupestre di Mulbekh. Questa scultura del VIII secolo segna fisicamente la transizione dal mondo musulmano al mondo buddista himalaiano, ed è per questo considerata la porta del Tibet.


L'escursione richiede l'utilizzo di campi. Si percorrono in tutto circa 400 chilometri con le jeep, su strada asfaltata eccetto per le deviazioni necessarie a raggiungere i luoghi di nostro interesse. Amitaba si occupa dell'organizzazione, fornendo le persone (guida, cuoco, autista, assistenti per il montaggio dei campi) e l'attrezzatura necessaria (tende, tenda comune, tenda servizi, cibo).

 

 

PROGRAMMA DELL'ESCURSIONE

1°g. Leh -  Bazgo -Likir - Alchi  Bazgo è un paesino molto pittoresco e storicamente importante, dove si ergono le rovine di un antico forte,oltre ad un piccolo monastero. Fu da Bazgo che il re Bhagan riuscì a riunificare il Ladakh nel XVI secolo, fondando la dinastia Namgyal (la "vittoriosa") la cui ultima discendente risiede tuttora nel palazzo di Stok. Likir  è il monastero di tradizione Gelupa più attivo del Ladakh; vi risiedono circa 150 monaci. L'abate è un fratello minore di S.S. il Dalai Lama.  Il monastero di Alchi fu fondato da Kaldan Shesrab, discepolo di Ringchen Zangpo, il santo tibetano che realizzò gli interni di Tabo; contiene dei magnifici dipinti di scuola Ghandara, il reperto artistico più importante del Ladakh. Ad Alchi si pone il campo.

2°g. Alchi - Rizong - Lamayuru  Da Alchi si prosegue lungo l'Indo; si lasca il fiume per addentrarsi in una valle e al termine della mulattiera jeeppabile si prosegue a piedi. Il monastero di Rizong  appare all'improvviso ad una svolta della valle. Rizong è ritenuto uno dei monasteri più ascetici di tutto il Ladakh; i monaci, di scuola Kagyu, si ispirano al guru radice Milarepa, esempio di dedicazione mistica per tutti i tibetani. Ritornati ai veicoli, si sale al monastero di Lamayuru, tra i più antichi e forse il più pittoresco del Ladakh, sospeso tra pinnacoli di roccia come un castello delle fiabe. Anche Lamayuru è di scuola Kagyu. Si pone il campo nell'oasi, godendo di una vista superba.

3°g. Lamayuru - Mulbekh - Shergol  Superato il passo del Fatu La (4147 mt) sopra Lamayuru ed oltre il valico del Namika (3760 mt) si raggiunge Mulbekh, dove, oltre alla statua rupestre dell’VIII secolo che raffigura Maitreya, il Buddha del prossimo ciclo cosmico, si trovano due monasteri. Nei pressi, con la jeep, si raggiungere anche il Gompa di Bodh Karbu. Con una passeggiata di circa 2 ore lungo un fiume ci si reca all’eremo di Phokar Dzong, che riverbera ancora della potente presenza del maestro Padmasambhava. Tornanti alle jeep si prosegue per Shergol, un villaggio poco distante, impreziosito da un piccolo monastero abbarbicato ad uno sperone roccioso, dove si pone il campo.

4°g. Shergol - Leh [197 km] Rientro a Leh. Sul percorso si avrà un po' di tempo per soffermarsi sui luoghi che più hanno colpito durante il tragitto d'andata. Se si arriva nella valle di Leh presto è consigliata la visita di Phyang, con una breve deviazione dalla strada principale, un bel monastero Kagyu del XVI secolo.

L'escursione può essere eseguita anche in tre giorni. Le tappe suggerite in questo caso prevedono, per il secondo giorno, di recarsi direttamente da Alchi a Lamayuru, e, dopo la visita del Monastero, di raggiungere Mulbekh. Oltre alla visita di Rizong si rinuncia all'escursione a Phokdzong.

Un'ulteriore possibilità riduttiva, per godere almeno un poco della bellezza dei territori ad ovest di Leh, è arrivare fino a Lamayuru, impiegando due giorni, il primo facendo Leh - Bazgo - Alchi - Lamayuru; il secondo, dopo la visita di Lamayuru, si rientra a Leh visitando Likir e possibilmente anche Phyang.

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