230 Pangong, Tso Moriri e Nubra

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Tenendo Leh come base di partenza ci si può recare in queste aree remote, aperte al turismo da pochi anni, utilizzando almeno 2 giorni per ciascuna escursione. Questi itinerari richiedono l'utilizzo di campi. Amitaba può organizzare il tutto, fornendo le persone necessarie (cuoco, autista, assistenti), la guida locale e l'attrezzatura richiesta.

 

PANGONG

Pangong è un lago lungo 150 chilometri, largo al massimo 4, incastonato tra monti altissimi, con la maggior parte delle sue acque in territorio a dominazione cinese. Una perla nel cuore della zona contesa tra le due grandi nazioni dell'Asia.

L'escursione dura 2 giorni.

 

Leh - Pangong [150 km] Partendo da Leh si valica l’altissimo passo del Chang La, che sfiora i 5600 mt, e si transita da Tangtse, l’ultimo villaggio prima di raggiungere il grande lago salato di Pangong, posto a 4300 mt. Una vastità azzurra, l’aria incredibilmente pura, tra monti altissimi, oltre ogni nostra possibilità descrittiva; meglio leggere "La via delle nuvole bianche" di Govinda! Poniamo il campo sulla sponda di un bel laghetto nelle vicinanze, perché a Pangong non è consentito.

 

Pangong. Leh Al mattino si torna a Pangong, per godere della diversa luce delle prime ore. Tornando verso Leh, superato l’altissimo Chang La, possibile sosta al monastero di Taktok, l’unico di scuola Nyingmapa del Ladakh, costruito davanti ad una grotta santificata dalle meditazioni di Guru Rimpoche, assolutamente magnetica. E' molto interessante anche fermarsi al monastero di Chemrey, poco distante.

 

 

TSO MORIRI

Tso Moriri tradotto significa "lago delle montagne". Posto a circa 4300 mt, è lungo 28 chilometri e largo fino a 8, circondato da montagne altissime, coperte da ghiacciai, che raggiungono i 6500 mt. Sulle sue sponde si trova un bel monastero, che domina l'omonimo villaggio di Korzok. Tso Moriri è nel cuore della regione del Rupshu, l'altopiano dell'Himalaia tibetano dell'India abitato dai tenaci nomadi Khampa.

L'escursione dura tre giorni. E' possibile eseguirla anche in soli 2 giorni rientrando direttamente a Leh da Korzok, senza sostare a Tso Kar, ma è stancante.

Leh - Mahi - Tso Moriri (Korzok) [190 km] si risale l'Indo in direzione est, e lo si lascia al ponte di Mahi. Risalita la valle laterale si incontra un remoto paesello chiamato Puga; superato un facile ma altissimo valico si transita dal laghetto di Tso Kyagar - una perla di bellezza - e si scende al lago blu di Tso Moriri. E' molto probabile incappare in qualche accampamento di nomadi. Si pone il campo nei pressi del monastero di Korzok.

 

Korzok - Tso Kar [80 km] E’ la zona più bella del Rupshu, regno dei nomadi Khampa. Con un po’ di fortuna, potremo anche avvistare dei Kyang, i cavalli selvaggi del Tibet; più comuni sono le marmotte, tanti altri animali, ed anche le aquile. Oltre una valle dove si trovano fonti sulfuree si giunge al lago di Tso Kar. Il nome significa lago bianco, per via dei residui minerali che lo circondano, e ne fanno risaltare il meraviglioso color turchese. Si pone il campo nei pressi di alcune casupole, rifugio invernale dei nomadi, vicino ad un colle dove si trova un minuscolo monastero. Spesso è anche possibile ottenere dei cavalli dai nomadi Khampa per esplorare i dintorni.

 

Tso Kar - Leh [175 km] Raggiunta la strada che giunge da Manali si valica il passo del Tanglang (5328 mt) e si raggiunge la valle dell’Indo proseguendo fino a Leh. Se c'è il tempo sufficiente si potrà visitare un monastero sul percorso (Hemis, Stakna, o quale altro interessa).

 

 

NUBRA

La valle di Nubra è situata a nord di Leh e si raggiunge scavalcando il passo di Kardung, che raggiunge i 5602 mt ed è il punto più alto al mondo raggiungibile con mezzi meccanici. L‘impatto fisico di una salita ad una quota così elevata è attenuato con l’accortezza di non sostare troppo a lungo al passo e procedendo per la  spettacolare discesa che riporta ai circa 3300 mt di quota della valle del fiume Shyok; non si ha così il tempo di subire gli effetti dell’esposizione all’aria estremamente rarefatta del passo. La traversata, se le condizioni della strada sono a posto, richiede un minimo di 5 ore di jeep. Il clima a Nubra è un po’ più mite che altrove in Ladakh; si possono avvistare anche dei cammelli bactriani che ricordano l'epoca carovaniera, quando Nubra era tappa di transito tra Tibet e Turkestan.

Si suggerisce un itinerario di 3 giorni, riducibile a due se ci si limita ad una visita veloce dei luoghi indicati. Alcuni, pur di vedere la valle, eseguono il tragitto in giornata. E’ necessario portare con se l’attrezzatura da campo e tutto quanto necessario per l’escursione; a Nubra non esistono ancora strutture alberghiere. i più avventurosi possono eventualmente utilizzare l’ospitalità di famiglie o rudimentali “guest house” senza acqua o servizi igienici.

 

Leh. Kardung La. Diskit  La salita al passo del Kardung (5602 mt) offre una isuale vastissima sulle infinite catene di monti che si stendono lungo il fiume Indo: lo sguardo spazia verso est fino ai ghiacci del Kang Yaze, la vetta principale della regione di Markha; a ovest impressiona il groviglio di monti impervi che nascondono il remoto regno dello Zanskar. Lungo la salita a volte si incontrano dei temerari in bicicletta: l’orgoglio di pedalare fino al Kardung forse regala l’ossigeno necessario! La bellissima discesa si apre sulla valle del fiume Shyok (a circa 3300 mt) e conduce a una vasta piana formata dalla confluenza tra il fiume Shyok e il fiume Nubra, che scorre da nord alimentato dagli enormi ghiacciai del Karakorum. Questo spazio incastonato tra i monti custodisce alcuni monasteri e villaggi molto interessanti, ma già la bellezza naturale è sufficiente per spingersi fin qui: la cornice di monti maestosi ha al suo centro dune di sabbia bianca lambite dai due fiumi, laghetti nascosti e fuoriuscite di acque termali. Si pone il campo nell’oasi del villaggio di Diskit, sovrastato da un monastero abbarbicato alle rocce, che risponde appieno a quanto potremmo immaginarci da un tempio del regno di Shambala… luogo ideale per godere di una vista superba e per gustare il tramonto sulla valle! Questo Gompa è il più antico (c.a. 350 anni) e grande (c.a. 70 monaci) di questa regione; contiene statue e affreschi molto belli.

 

Diskit. Sumur - Diskit  Si lascia il campo fisso a Diskit dedicando la giornata alla parte della valle posta lungo il fiume Nubra, giungendo fino alle fonti di acqua calda di Panamik. Si dice che abbiano ottime proprietà antireumatiche; per chi volesse, esiste una vasca dove ci si può bagnare. Una breve passeggiata porta ad un magico laghetto cinto da colline moreniche, dove in estate se il sole splende si può anche fare un bagno; dai colli si gode una magnifica vista. Ci si reca al monastero di Samtanling, il cui abate segue anche il monastero di Rizong: entrambi sono luoghi famosi in Ladakh per la disciplina, la qualità degli insegnamenti e l’impegno con cui si dice vi vengano svolte le pratiche ascetiche. Una bella passeggiata tra le dune bianche poste vicino alla confluenza dei fiumi completa l’esplorazione della valle.

 

Diskit. Hunder. Kardong La - Leh  Ci si reca lungo lo Shyok a Hunder, situato ai piedi di una stretta gola, un luogo di ritiro dove vivono pochi ospitali monaci che rivela degli interni con affreschi e statue molto interessanti. Ai piedi del monastero nell’oasi rigogliosa si trovano dei bellissimi chorten. Da Hunder inizia il viaggio di ritorno; si transita ancora da Diskit e ci si inerpica lungo la bellissima strada che scavalca l’Himalaya. la vista incredibile merita almeno un secondo passaggio!

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