Bhutan Cham: Punakha Dromche

Il Cham di Punakha ha uno svolgimento molto elaborato, che congiunge il cruciale momento storico che sancì l’indipendenza dal Tibet alle fasi rituali di esorcizzazione e buon auspicio più tipicamente religiose. Un intreccio formidabile eseguito con il meglio dei costumi e capacità rappresentative di Druk Yul. In immagini: Punakha Dromche


INDICE DELLA PAGINA


 

 

Lo Dzong di Punakha

Lo Dzong di Punakha riveste un ruolo centrale nella storia del Bhutan e a detta di molti è anche il più bello del paese. Fu uno dei primi Dzong ad essere costruito dallo Shabdrung nel 1637 ed è il luogo dove egli morì mentre si trovava immerso in uno stato di meditazione; i suoi resti sono conservati qui in un preziosissimo Stupa posto in uno dei templi interni. Punakha ha visto l’incoronazione dei re del Bhutan, fu la sede invernale del governo bhutanese fino agli anni ‘50 (quando fu deciso di mantenere la capitale fissa a Thimpu) ed è la sede amministrativa della regione. Ancora oggi l’Abate del Bhutan, il Je Khempo, e i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito utilizzano Punakha nei sei mesi più freddi dell’anno, per il clima meno rigido di questa valle: lo Dzong è situato a 1250 metri di quota, mentre Thimpu, dove è situata la loro sede estiva, è a 2300 mt.


Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra nella qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale, danneggiato da un’inondazione nel 1994. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici. L’antica arte iconografica qui è … nel presente!

(Torna all'indice)

 

 

Punakha Dromche

Il Punakha Dromche raccoglie in un unico grande momento le profonde tematiche religiose del Bardo, lo stadio intermedio tra rinascite, e i fatti storici legati alla fondazione dello stato del Bhutan. Per coglierne il significato bisogna ripercorrere i racconti intrisi di leggenda dei primi giorni della storia di Druk Yul, il paese del Drago Tonante.

Lo Dzong di Punakha venne costruito dallo Shabdrung in seguito alla visione che egli ebbe di Guru Rimpoce mentre campeggiava sul greto della confluenza dei fiumi Pho e Mo, dove il grande Guru gli rivelò la propria profezia in cui un santo avrebbe un giorno costruito una grandiosa fortezza proprio in quel punto. All’epoca si trovava solo un tempio costruito nel XIV° secolo, tutt’oggi esistente, lo Dzongchung. La profezia fece intuire allo Shabdrung che quello era il luogo dove sarebbe riuscito a custodire una preziosissima reliquia che aveva portato con sè dal monastero di Ralung in Tibet, una statuetta di Avalokiteshvara che era stata rinvenuta tra le ceneri della cremazione di Tsangpa Gyare, il fondatore della scuola buddista tibetana Drukpa, che si dice essersi autogenerata da una sua vertebra.

Questo oggetto è così prezioso che i tibetani inviarono diverse spedizioni militari per recuperarlo; ma i bhutanesi ebbero la meglio e l’episodio conclusivo del confronto ha dato corpo al Punakha Dromche. Lo Shabdrung agì d’astuzia: con una grande processione si recò sul bordo del fiume di fronte allo Dzong e fece un cerimoniale di auspicio per la pace gettando infine la … copia della statuetta della discordia in acqua. I tibetani a questo punto rinunciarono all’assedio e tornarono a mani vuote.

Per celebrare la fine di queste tensioni con il Tibet, che per i bhutanesi era di fatto una vittoria, in una delle fasi più spettacolari del Dromche 136 Pazaps (guerrieri) vestiti con l'uniforme rossa e nera dei tempi dello Shabdrung guidati da quattro generali che indossano elmi di metallo esplodono dei petardi nei cortili interni, simulando con questo i suoni della guerra, e lasciano lo Dzong correndo e lanciando le grida di battaglia. Al cancello i generali montano i propri cavalli e partono nelle quattro direzioni cardinali per lanciarsi nel confronto.

La qualità del Cham di Punakha è molto elevata perché le rappresentazioni sono eseguite dai monaci del Je Khempo. Essere parte di questo selezionato gruppo è un grande onore: vengono scelti coloro che hanno elevate qualità di apprendimento spirituale. L’atmosfera è quindi molto forte, tutti gli atti rituali vengono svolti con precisa disciplina e attenzione ad ogni dettaglio anche formale e le cerimonie sono solitamente condotte dall’abate personalmente, a volte anche alla presenza del re. L'evento attrae pellegrini bhutanesi che giungono anche da zone lontane e spesso sono presenti intere famiglie che provengono dalle remote valli di Laya con le donne che portano pesanti collane e il tipico cappellino conico sfoggiati con abiti tradizionali.

(Torna all'indice)

 

 

Svolgimento del Dromche

Il Cham di Punakha ha una durata indicata nel calendario ufficiale di 8 giorni. Le prime giornate sono dedicate ai riti e alle pratiche meditative necessarie per generare la presenza delle forze sottili che animano l’evento. Il programma solitamente prevede che nei quattro giorni iniziali il Je Khempo si rechi con una piccola processione al tempio interno posto tra Utse (la torre centrale) e il tempio principale per officiare riti ricchi di canti e musica in cui vengono anche eseguite delle danze in costume e maschere. Questa parte può essere vista abbastanza bene dalla balconata sovrastante o dalle finestre del tempio che danno sul cortile, gomito a gomito con una folla di bhutanesi. Tra le varie esecuzioni di danza in questa fase epica spicca lo Sha-na Cham, la danza dei cappelli neri, eseguita normalmente da 5 monaci anziché dai canonici 21 per via dello spazio ristretto disponibile [per una descrizione di questa danza vedi la pagina del sito dedicata allo Tse Chu ]. La cerimonia di distruzione del demone viene ripetuta in ciascuna delle sezioni di Sha-na Cham che vengono eseguite.

Il quinto giorno le attività iniziano prima del sorgere del sole: (… solitamente…) al termine di una danza sacra e un cerimoniale eseguito all’interno di un tempio, i Pazaps (guerrieri dello Shabdrung) hanno il loro momento principale e si lanciano in battaglia tra scoppi di petardi e grida di guerra fuoriuscendo dallo Dzong per evocare le antiche glorie. Quindi nel giorno successivo si ha la cerimonia del Thongdrol alla presenza del Je Khempo, con l’esposizione prima dell’alba dalla cima dell’Utse, la torre centrale dello Dzong, di una gigantesca tanka che ne copre completamente la parete che è alta quasi 30 metri! Questo ricco Dzong possiede ben due Thongdrol; il più venerato raffigura lo Shabdrung circondato da una ventina dei maestri del suo lignaggio (incluso l’attuale Je Khempo), e fu completato nel 1993 poiché quello precedente era stata distrutta da un incendio. L’esposizione della tanka è seguita poi nel corso della giornata da diverse rappresentazioni di danza che da questo momento e per i due giorni successivi vengono svolte nella corte principale, dove vi è l’ingresso dello Dzong.

Le rappresentazioni in danza e costume più spettacolari avvengono in queste ultime fasi, come la grande danza rituale nel primo grande cortile interno. La rappresentazione principale si svolge al mattino e racchiude in un unico grande attoi temi dell’apparizione delle divinità del Bardo, lo stadio intermedio tra le rinascite, e la purificazione del sito; forse per la solennità dell’insieme, sono assenti figure di giullari o pagliacci. L’ esorcismo del male e la purificazione del luogo avvengono in forma molto elaborata con la partecipazione di decine di divinità agghindate con costumi stupendi e maschere di squisita fattura. I personaggi più venerati rappresentano le due potentissime entità tutelari principali del Bhutan: il Dharmapala (“difensore della dottrina") Mahakala e Palden Lhamo, entità protettrice anche del Tibet. L’atto si conclude con delle processioni eseguite da tutte le divinità presenti che raggiungono il centro del cerchio di danza con delle spirali, eseguite in uscita anche in senso antiorario. Sulla balconata di destra del grande cortile si accomodano il Je Khempo con i monaci di alto rango, sulla balconata del lato sinistro i monaci musicisti e ai piedi di questa si sistemano i Pazaps (guerrieri) con indosso il costume da battaglia. La gente siede tutt’attorno, all’esterno di uno spazio delimitato con delle righe bianche disegnate sulle pietre del cortile.

Le celebrazioni di solito si chiudono con un rito officiato dal Je Khempo all’interno del medesimo tempio utilizzato nelle giornate iniziali, con un’ulteriore Sha-na Cham e un cerimoniale di circumambulazione dell’altare del tempio.

A queste parti si aggiungono a volte delle importanti varianti che possono essere  viste e non di anno in anno, senza che di fatto nessuno al di fuori del Je Khempo e di pochi altri possa comprenderne le ragioni. Tra gli atti interessanti non sempre eseguiti, citiamo anche la processione al fiume condotta dal Je Khempo, che getta delle arance in acqua a ricordo dello Shabdrung che lanciò la finta statuetta di Avalokiteshvara; e il trionfo dei generali che tornano vittoriosi dalle quattro direzioni e vengono portati in trionfo nello Dzong.

(Torna all'indice)

Chiudi ×