Ki Gompa: Partecipanti e campo Amitaba

Al Kalachakra di Ki il gruppo italiano era, tra le persone provenienti dal mondo occidentale, il più numeroso: all'apice, il campo di Amitaba contava 62 persone, a cui si aggiungevano altri gruppi, con un totale di circa 75 italiani.

S. S. il Dalai Lama ci ha dato un saluto anche pubblico durante l'apertura degli insegnamenti, ed ha trovato il tempo di ricevere una parte dei partecipanti.

 

Durante gli insegnamenti e l'iniziazione è stato predisposto un collegamento radio con la traduzione in italiano, un impegno gravoso assolto egregiamente da Roberto Volpon, grazie all'aiuto ricevuto da Lama Lhakdor, l'assistente di Sua Santità.

 

L'interpretazione degli insegnamenti era facilitata dalla presenza di Giulio Santi, che si è prodigato a soddisfare le domande di tutti.

 

 

Il campo di Amitaba

A Manali, prima di giungere in Spiti, abbiamo incontrato Ngagchang Tenzin Dhondhen Rimpoce, un maestro di tradizione Nyingmapa che è anche un potente guaritore. Oltre ad occuparsi dei problemi fisici di alcuni dei partecipanti, il Rimpoce ha fornito a ciascuno una protezione, ed ha affidato al capogruppo delle erbe con cui eseguire una purificazione giornaliera del campo.

 

Il campo era posizionato sulla piana sottostante il monastero, staccato dall'accampamento tibetano per avere più tranquillità. La disposizione del campo è stata eseguita seguendo lo schema di un Mandala, con al centro il punto in cui si eseguivano le meditazioni serali attorno al fuoco. Il campo era dotato di generatore di corrente, di una grande tenda comune e di tende con due letti. La cucina era curata da bravi cuochi, che hanno avuto il merito di riuscire a non provocare disturbi di stomaco a nessuno: un piccolo miracolo visto il luogo ed il numero di persone.
L'ospite più importante al campo di Amitaba è stato il giovane abate di Dhankar, il tredicenne Tulku di nome Kusho, che ha anche dormito da noi una notte. Per lui è stata organizzata una piccola festa.

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