Profezia e mito di Shambala

Descrizione della profezia di Shambala, con quanto si riscontra nelle fonti sulla sua ubicazione e su come è costituito questo mitico regno; e un accenno all'impatto che ha avuto nell'immaginario occidentale fino alla storia di Shangri la.

 

 

La profezia di Shambala

La profezia sulla futura guerra di Shambala si diffuse nel X e XI secolo quando l'India veniva invasa dagli eserciti islamici e sui monasteri buddisti gravava la minaccia di una completa distruzione e la perdita disastrosa dell'insegnamento; una catastrofe che purtroppo poi si avverò come predetto. Divenne così pressante raccogliere la vasta conoscenza esoterica del tantrismo in un corpo d'insegnamenti il più significativo possibile da tramandare ai discepoli. Questo Tantra è appunto quello di Kalachakra, che si distingue dagli altri per il suo carattere enciclopedico. Viene anche chiamato il "Tantra esplicativo" perché spiega in modo dettagliato la pratica mistica e filosofica buddista inquadrata in una visione cosmologica che raccoglie tutto il sapere religioso di tutti i tantra buddisti.

Secondo questa tradizione attualmente a Shambala sta regnando il ventunesimo Kulika (re). La profezia dice che durante il regno del venticinquesimo Kulika il nostro mondo verrà travolto da un conflitto di enormi proporzioni (presumibilmente intorno al 2424) preceduto da carestie, epidemie e disastri naturali. L’umanità avrà perduto quasi completamente il senso della spiritualità e sarà rivolta unicamente alla bramosia della ricchezza e del potere. A quel punto la terra si troverà vicino alla distruzione totale e il regno di Shambala sarà costretto a manifestarsi per salvare il salvabile: l'esercito del Rudrachakrin (l'imperatore universale) uscirà dai confini del regno mistico per sostenere una guerra aperta. Il segno dell'avvenimento verrà dato da "grandi ruote di ferro che scenderanno dal cielo": le armi di Shambala. I combattimenti più violenti avverranno nei pressi della Mecca, in Persia e forse in Turchia. Verranno usati mezzi bellici molto sofisticati, e alla fine Shambala avrà la vittoria definitiva. Sotto la guida del suo sovrano, che in concentrazione meditativa saprà creare un magico irresistibile esercito accompagnato dalle reincarnazioni di molti importanti maestri del passato, gli avversari verranno sconfitti. Si dice anche che tutti coloro che hanno ricevuto l'iniziazione di Kalachakra faranno parte dell'esercito di Shambala che salverà il mondo trasformandolo in un nuovo paradiso.

 

 

Ubicazione di Shambala

Shambala in sanscrito significa "Terra nascosta" o "Terra occulta". E’ stato descritto come un luogo protetto dove predominano pace, quiete e felicità incontaminata: un paradiso sulla terra, o forse una Terra Pura, circondata da montagne innevate e percorsa a nord dal fiume Sita (Tarim). Un regno mistico e misterioso nascosto tra le montagne più elevate dell'Himalaia.

Shambala viene menzionato negli antichi testi buddisti, ma anche in alcuni testi shivaiti e visnuiti, oltre che nella letteratura della remota cultura prebuddista bön del regno di Shangshung che era situato nella zona occidentale del Tibet. Le scritture bön descrivono un vasto territorio chiamato Olmolungring che comprendeva anche il regno di Shambala, forse ubicato nella valle del Sutlej, tra il Tibet Occidentale (occupato dalla Cina) e l'attuale regione dello Spiti nello stato dell'Himachal Pradesh in India. Anche i mongoli hanno citato Shambala, collocandolo in alcune valli della Siberia del sud, una regione dove molte persone si recano in pellegrinaggio. Vi è anche una leggenda diffusasi nel medioevo occidentale che racconta di un regno asiatico cristiano mistico e nascosto, governato dal "Prete Gianni", dimorante nella prosperità e nella giustizia.

Il terzo Panchen Lama Losang Jetsun Yeshe (1738-80) scrisse una guida che indicava come raggiungere Shambala intitolata "La via per Shambala" (Shambala i lam-yig). Vi si legge che per recarsi in quella terra con il proprio corpo fisico si dovrebbe possedere un particolare karma positivo determinato dall'accumulo di moltissimi meriti e una mente estremamente sottile dotata di chiaroveggenza, sostenuta da una buona conoscenza del sentiero tantrico. Se così non fosse, allora chi cercherà di cimentarsi nell'impresa dovrà temere i demoni e gli spiriti guardiani (yaksa e naga) ed altre creature terrifiche preposte alla sua protezione che potrebbero anche ucciderlo.

L'attuale Dalai Lama a proposito dell’ubicazione di Shambala ha suggerito che, sebbene si trovi su questo pianeta, potrebbe essere raggiunto direttamente solo da colui che è dotato di una mente e di una propensione karmica pure.

 

 

Il regno di Shambala

I testi esoterici raccontano che da quando il re Suchandra introdusse il Kalachakratantra nel regno di Shambala la qualità della vita migliorò notevolmente ed ininterrottamente fino ai giorni nostri, grazie anche alla guida di una dinastia di saggi monarchi illuminati. Shambala viene descritta come una società in cui tutti gli abitanti sono esseri illuminati. La sua capitale è chiamata Kalapa, una città ricca di palazzi meravigliosi e di templi preziosi, adorna di un grande parco (il giardino Malaya) formato da alberi di sandalo e vasto dodici yoyana (lo yoyana è un'unità di misura di circa nove miglia); ad est c'è il grande lago Upamanasa e ad ovest il lago Pundarika. Al centro del grande parco si eleva il palazzo reale, la sede del trono del sovrano detto Kulika (ovvero, il ‘detentore del lignaggio di Kalachakra’). Nel giardino Malaya c'è un grande e prezioso Mandala di Kalachakra fatto erigere dal re Suchandra, colui che per primo ricevette l'iniziazione dal Buddha, oltre ad un grande stupa.

Chogyam Trungpa (un lama scomparso nel 1987) descrive il regno di Shambala come la sede di una società illuminata in cui gli esseri appartenenti a tutte le fedi religiose possono realizzare le loro profonde aspirazioni mistiche. Il percorso spirituale descritto da Trungpa è quello del guerriero che, vincendo paure e pregiudizi culturali, trascende la realtà fenomenica per ottenere la saggezza nel "qui ed ora".

Il regno di Shambala può essere inteso in vari modi: da un punto di vista "esterno" può essere considerato un luogo fisico raggiungibile con il corpo, benché stante a quanto si legge nei testi sia composto da materia rarefatta costituita da sostanze molto purificate e tali che possono essere percepite solo da livelli sensoriali molto sottili. Secondo un punto di vista "interno" il regno di Shambala può essere considerato un'esperienza interiore, raggiungibile con la meditazione e con lo sviluppo della chiaroveggenza.

 

 

Shambala e l'Occidente

Verso la fine del XIX secolo anche l'Occidente venne a conoscenza della leggenda di Shambala; in quel periodo Russia e Inghilterra si contendevano il controllo degli altopiani del Tibet e di vaste regioni dell'Asia Centrale, dunque entrarono in contatto anche con la cultura e il pensiero religioso dei tibetani. Un Lama buriato di nome Dorjieff (Agvan Dorzhiev 1854-1938), consigliere politico del XIII Dalai Lama e praticante del Tantra di Kalachakra, vedeva di buon occhio un'alleanza con la Russia zarista per controbilanciare l'ingerenza inglese sul Tibet. Tra il 1909 ed il 1915, grazie all'opera diplomatica di Lama Dorjieff, venne anche eretto un tempio dedicato al Kalachakra nella città di San Pietroburgo; in quel tempio, che esiste tutt’oggi ed è il più grande tempio buddista vajrayana dell'occidente, il Dalai Lama avrebbe dovuto conferire l'iniziazione di Kalachakra e stabilire una stretta relazione tra la Russia ed il regno di Shambala. Da questo spunto storico hanno poi tratto origine una moltitudine di scritti e leggende alimentate dalla fantasia di molti scrittori e la visione di Shambala e di Shangri La nell’immaginario letterario si sono mescolate e sovrapposte.

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