Giordania Islamica

L’avvento dell'Islam, il periodo dei crociati, Saladino e i Mamelucchi, l'impero Ottomano. Cenni sulla nascita del sionismo e sulla Giordania di oggi.


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Avvento dei musulmani

A partire dal VII secolo la regione che corrisponde all’attuale Giordania fu terra di conquista degli arabi musulmani. Nel 636 d.C. sconfissero l’esercito bizantino ed in breve tutto il Medio Oriente passò sotto il dominio dei Califfi, con la capitale a Medina. In seguito a lotte interne il clan degli Omayyadi prese il sopravvento ed iniziò un nuovo califfato con capitale a Damasco, un dominio che durò dal 661 al 750 d.C.. Questi eventi sono legati ad un profondo fatto storico, lo scisma tra sunniti e sciiti che è ancora oggi la più profonda causa di divisione e conflitto nel mondo musulmano; tra le molteplici differenze tra i due gruppi, gli sciiti non hanno mai riconosciuto il califfato ed anzi lo considerano un tradimento verso il Profeta.

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Crociati, Saladino ed i Mamelucchi

Dopo il succedersi di una serie di dinastie arabe nel 1095 ci fu la prima Crociata. I crociati ebbero un fulmineo successo, conquistando Gerusalemme nel 1097 ed occupando il territorio compreso tra la Turchia meridionale ed Aqaba; ancora oggi si possono ammirare i loro imponenti castelli di Kerak e Shobak. Ma il loro dominio non durò a lungo, furono definitivamente sconfitti nel 1187 da Saladino, un’ufficiale curdo la cui discendenza prese il comando dell’esercito musulmano, che all’epoca era formato da truppe di schiavi molto ben addestrati, i Mamelucchi. Questi divennero sempre più coscienti del loro potere fino a prendere il sopravvento formando un proprio regno, che dominò la regione dal 1250 al 1516, un periodo di relativa pace.

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Impero Ottomano

La conquista nel 1516 da parte di Solimano il Magnifico impose per i secoli a seguire il dominio ottomano; l’impero resistette infatti fino ai tempi moderni disgregandosi solo con la prima guerra mondiale. Durante questo lungo periodo la Transgiordania fu di fatto abbandonata a se stessa con il progressivo decadimento dell’importanza commerciale della regione. L’ultimo tentativo di recuperare l’autorità ottomana, che era ormai in fase di forte decadenza, fu nei primi anni del 1900 con la costruzione della linea ferroviaria dell’Hejaz che congiungeva Damasco alla Mecca, con lo scopo di facilitare i pellegrinaggi.

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Nascita del sionismo

Nasceva nel contempo un fenomeno che avrà le fortissime ripercussioni storiche che tutti conosciamo. Nella seconda metà del XIX secolo la ormai desolata Transgiordania diede ospitalità ai rifugiati politici musulmani ed ebrei vittime della persecuzione russa, i primi provenienti dal Caucaso e dal Mar Nero, i secondi dalla Polonia e dalla Lituania. Fu in questo periodo e da queste basi che nacque il sionismo, il movimento ebraico che maturò le proprie conseguenze dopo la seconda guerra mondiale.

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Tempi moderni

Durante la prima guerra mondiale, con l’appoggio della Gran Bretagna, ebbe inizio la rivolta araba che pose fine al dominio ottomano; le vicende della leggendaria ma storica figura di Lawrence d’Arabia sono riferite a questi avvenimenti. Nel 1923 venne riconosciuto l’Emirato di Transgiordania con la guida di Re Abdullah e con il controllo degli Inglesi. Quindi nel 1946 con la costituzione del ‘Regno Hascemita di Giordania’ il paese ottenne la totale indipendenza. Per capire meglio la posizione di assoluto rispetto di cui ha sempre goduto in Giordania la dinastia hascemita è importante sapere che vanta un’origine di grande rispetto nel mondo dell’Islam: il loro albero genealogico arriva fino al bisnonno di Maometto, un fatto che contribuisce a spiegarne l’autorevolezza ed il carisma. Durante i turbolenti anni dei grandi conflitti con Israele e le vicissitudini dei palestinesi dal 1953 al 1999 la Giordania è stata governata da re Hussein; nonostante queste pesanti vicissitudini grazie anche all’abile guida del sovrano il Paese ha ottenuto un notevole livello di pace, stabilità e sviluppo economico. Ai funerali di re Hussein ad Amman ad esempio si è radunata buona parte della popolazione, commossa e triste per la sua dipartita, prova del fatto che il sovrano è stato fortemente apprezzato dalla grande maggioranza del popolo. Il nuovo re è ora Abdullah II.

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