India classica

L’India possiede un patrimonio di siti storici e situazioni ambientali così vasto e variegato da renderne difficile una sintesi; in queste pagine cerchiamo di fornire un’idea d’insieme sintetica, che possa essere di utilità nello scegliere un percorso. Abbiamo così raccolto delle note generali che possano dare un quadro d’insieme dei punti d’interesse principale.

Qui viene preso in esame il territorio indiano al di fuori delle regioni himalaiane, a cui vengono dedicate due parti specifiche (India himalaiana occidentale e orientale). Sono anche state inserite le descrizioni di alcune delle manifestazioni più significative dell’India classica (fiere di Pushkar e di Nagaur e Baneshwar e festa di Durga) e informazioni più dettagliate sul Kerala.

Il subcontinente indiano, pur presentando una cultura sostanzialmente unitaria, è abitato da diverse etnie che utilizzano lingue ed anche scritture diverse: basti citare ad esempio il bengalese nel nord est o il Tamil nel sud. Questa molteplicità si riflette anche nella storia e nelle grandiose testimonianze monumentali e templari, oltre che in diverse tipologie di ambienti naturali. Una suddivisione in “aree” è sempre un poco arbitraria, ed in particolare in India, dove fatti, storia e cultura si mescolano in modo inestricabile, affiorando in un coloratissimo e vivo presente in cui tutto sembra essere vissuto come un fatto contemporaneo, dalla saga del dio Rama ai grandi incontri di cricket con gli inglesi. Stante questa premessa, pensiamo di non fuorviare chi ci legge distinguendo quattro aree principali: le vaste pianure gangetiche del nord; il Rajasthan ed il Gujarat a nord ovest; le regioni centrali, dal Madya Pradesh e Maharashtra all’Orissa e l’Andhra Pradesh settentrionale; le regioni dell’India del sud, con il Karnataka meridionale, Kerala e Tamil Nadu. A queste si aggiungono territori dalle caratteristiche peculiari, come le aree tribali dell’Assam e gli arcipelaghi dell’Oceano Indiano.


INDICE DELLA PAGINA


 

Le pianure gangetiche

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La gran parte dell’India settentrionale è costituita da una vasta pianura solcata da grandi fiumi che si formano nelle regioni himalaiane. Dal confine col Pakistan ad ovest e fino al Bihar la popolazione è in maggioranza di lingua hindi, mentre ad oriente nella regione di Calcutta la maggioranza parla il bengalese. Le principali vicissitudini storiche del subcontinente hanno avuto qui il palcoscenico principale ed il carattere dominante della moderna cultura dell’India, cominciando dall’idioma e dalla scrittura eletti a lingua nazionale, trova qui le sue radici. Le città principali del nord sono: ad ovest Delhi, la capitale, e Calcutta ad est, due centri urbani colossali e ricchissimi d’interesse, lontani e diversissimi. A nord di Delhi, nel Punjab, si trova Amritsar, il centro della religione Sikh, con il tempio d’oro che ne è il cuore e colpisce la sfera spirituale di ogni visitatore. A sud di Delhi troviamo Agra, con l’esempio più famoso della grandiosità architetturale dell’epoca islamica Mughal, il Taj Mahal, ed un insieme di altri siti, tra cui spicca la vicina Fatehpur Sikri. In questa regione si trovano anche la città santa di Mathura e Vrindavan, l’immortale cittadina del dio Krishna, entrambe mete di pellegrinaggio molto interessanti per cogliere lo spirito della religione induista. Proseguendo verso est verso Varanasi s’incontra una sequenza di siti stupendi: la città di Gwalior, con il celebre forte e le sculture jainiste, Datia, Orchha e Khajuraho, celebre per le raffinatissime sculture; quindi, una visita raffinata porterebbe a Chitrakoot, che secondo l’epica del Ramayana fu rifugio di Rama e Sita, ed infine ad Allahabad, o Prayag, punto principale della saga del Kumbhamela. Ma il fulcro di tutta l’India è Varanasi, ovvero l’antica città di Kashi descritta nei Veda, che si affaccia sul Gange ed è sicuramente la sintesi della complessa e profonda cultura indiana; non può lasciare indifferenti, e la maggioranza di chi ci si immerge finisce con l’amarla. Qui gravita anche il mondo buddista con Sarnath, dove iniziarono gli insegnamenti di Gautama Buddha, e verso est, in Bihar, Bodhgaya, il principale centro di pellegrinaggio di questa religione, con i vicini siti di Nalanda e Rajghir. Di grande interesse nell’ambito della tradizione buddista a nord di Varanasi si trovano poi Kushinagar, luogo del paranirvana, Kapilvastu e Shravasti. Oltre Varanasi e Bodhgaya proseguendo ad est si giunge infine alla città di Calcutta.

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Rajasthan e Gujarat

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Il deserto del Thar inizia vicino alla costa dell’Oceano indiano e proseguendo verso nord delimita il confine occidentale tra il Pakistan e le regioni indiane del Gujarat e del Rajasthan. In questa regione vivono molti gruppi tribali anche nomadici che attraggono i visitatori che prediligono gli incontri etnici, favoriti in questo da interessanti festival. Ai bordi del deserto sorgono le mitiche città-stato di Bikaner, Jodhpur e Jaisalmer, tutte di bellezza notevole, di cui forse la più amata per l’aspetto fiabesco è Jaisalmer. Muovendosi verso est l’ambiente diventa meno arido, con monti e zone collinari dove si trovano anche alcuni laghi, un mondo molto vario che custodisce un gran numero di città Rajput, ricche di vestigia: da Jaipur, la “città rosa”, il centro più settentrionale, a Chittogarh e Udaipur, con i candidi palazzi dei maharaja che si specchiano nelle acque di un lago, tutti questi centri regalano visite di grande interesse e piacere. La religione jainista esibisce qui i tesori più raffinati: da Ranakpur, conosciuto come il “tempio delle 1444 colonne”, a Monte Abu e Palitana nel Gujarat troviamo un’incredibile qualità scultorea ed anche un’atmosfera di eterea tranquillità, custodita tra i ricami di pietra. Nel loro grandioso insieme queste regioni offrono immagini e colori che sono diventati per molti il vero archetipo dell’ “India dei sogni”, ed avendo il vantaggio di avere distanze non eccessive tra i luoghi d’interesse, con strade buone ed un livello di servizi molto valido, sono una meta irrinunciabile ed anche consigliata per un primo viaggio.

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Le regioni centrali

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I centri principali delle aree centrali dell’india sono Bombay (il cui nuovo nome ora è Mumbai), città simbolo della crescita economica dell’India, viva ed interessantissima da conoscere, e Hyderabad, una delle poche città indiane a maggioranza musulmana, che vanta rovine storiche sorprendenti. A parte alcune località entrate nel novero dei siti irrinunciabili del mondo, primo tra tutti i templi rupestri di Ellora, questa variegata parte del paese, che custodisce alcuni dei tesori più grandi e meno conosciuti del subcontinente, è la meno esplorata dai visitatori. Menzionando solo l’irrinunciabile, a nord est di Bombay vi sono due delle più importanti città sante, parte della grande saga del Kumbhamela: Ujjain e Nasik, e si trovano Mandu e Sachi, con il grande stupa di Ashoka. Mentre ad est, principalmente nell’area di Aurangabad, è il regno dei siti rupestri del Maharastra, da Lonavla ad Ajanta. Oltre ancora, sulle coste orientali, le città di Puri e Bubhaneshwar ed il tempio di Konarak sono il fiore all’occhiello dell’Orissa, una regione dove vi sono anche alcune zone remote rifugio di gruppi etnici tribali. Andando più a sud, lungo la costa occidentale troviamo l’enclave di origine portoghese di Goa, divenuta oggi anche meta di vacanze per il relax, e all’interno, verso Hyderabad nel nord del Karnataka, si trova Hampi, uno dei siti archeologici più affascinanti dell’Asia.

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India del sud

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L’India del sud comprende il territorio da Bangalore a Kanyakumari, la punta più meridionale protesa nell’Oceano Indiano, e la città principale è Madras (il cui nuovo nome è Chennai). Uno dei centri più rinomati del Karnataka meridionale è Mysore, nei cui pressi sono ubicati molti siti importanti, tra cui il centro di pellegrinaggio jainista di Sravanabelagola. Il territorio tra Mysore ed il Kerala a sud ovest è montuoso con una natura ricca e dei parchi naturali. Verso il Tamil Nadu s’incontra una profusione di siti templari induisti di assoluta magnificenza, iniziando dai dintorni di Madras con Mahabalipuram e Kanchipuram, dove echeggia la presenza del santo Shankara, e, verso sud, menzionando i siti più straordinari, Chidambaram, Swamimalai, Tanjavur, Tiruchirapalli e Madurai. I templi colpiscono per le complesse strutture e la profusione di statue che a volte li ricoprono completamente, ma sono resi ancora più interessanti perché sono i centri pulsanti di un’intensa fede religiosa, dove è frequente assistere a feste ed elaborate cerimonie. Qui si trovano anche alcune delle mete di pellegrinaggio più sacre dell’India: il monte Arunachala nei pressi di Tiruvannamalai ed il tempio di Tirumala, sui monti di Tirupati a nord est di Madras. E sulla costa orientale, nei pressi dell’enclave di origine francese di Pondicherry, sorge Auroville, il grande ashram fondato dai discepoli di Aurobindo. Un mondo a parte è il Kerala, la regione costiera del sud ovest famosa per le cure ayurvediche, una parte dell’India storicamente propensa ai commerci marittimi che ha mantenuto una propria identità distinta e forme d’arte proprie, come la danzaKathakali. Le lagune della costa con le case galleggianti sono ormai giustamente celebri nel mondo dei viaggiatori, così come l’atmosfera rilassata e tranquilla che pervade tutta la regione, dai centri di Cochin ed Allepey alle spiagge di Kovalam.

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Altri territori e parchi naturali

Al di fuori delle quattro grandi aree in cui può essere suddivisa l’India, una segmentazione fatta per distinguerne meglio le peculiarità e i luoghi d’interesse, vanno considerate le regioni ad est del Bengala e gli arcipelaghi, in particolare le isole Andamane. Ed un pensiero a parte va dato ai parchi naturali.

L’estremo est dell’India è una zona ricca di foreste dove motivo d’interesse primario dei rari visitatori solo le aree tribali, disseminate tra l’Assam, l’Arunachal Pradesh e la costellazione di territori minori al confine con la Birmania. Gran parte delle zone sono perfettamente sicure per una visita, ed è possibile cercare l’incontro con festival animistici ed eventi del folclore etnico di cui questo ampio territorio è ricchissimo.

Nell’Oceano Indiano troviamo due arcipelaghi che appartengono all’India. Il primo, più vicino alla Birmania che al subcontinente, formato dalle isole Andamane e di Nicobar, è facilmente raggiungibile in volo da Calcutta o Madras (in nave ci vogliono due giorni). La gran parte delle isole è chiusa al turismo per rispetto della realtà tribale autoctona. Le zone accessibili hanno pochi servizi di livello ma consentono di vivere a contatto con una bellissima natura tropicale; l’isola di Havelock per esempio presenta foreste millenarie che arrivano fino alle spiagge e si possono fare immersioni subacquee in un mare assolutamente incontaminato. Le isole Laccadive, ad ovest della costa del Kerala, sono un piccolo, costoso paradiso frequentato dai ricchi indiani e qualche visitatore straniero che ne ha udito la fama, ma da un punto di vista culturale non presentano particolare interesse.

Un capitolo a parte meritano i parchi naturali dell’India, disseminati in diversi punti del paese, da Corbett nell’Uttarakhand a nord, Ranthambor in Rajasthan e Kaziranga in Assam fino ai parchi del sud nel Karnataka e nel Kerala. Queste aree offrono un modo poco usuale di godersi la natura dell’India, percorrendo piccole mulattiere in jeep alla ricerca della tigre, o inoltrandosi nel folto della foresta a dorso di elefante, alloggiando magari in un lodge di origine inglese. Sicuramente una gradevolissima pausa tra gli intensi momenti esplorativi dell’India.

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