India: I grandi eventi dello spirito

La profondità ed il fascino della cultura dell’India non possono cessare di stupirci. La ricchezza del folclore e della spiritualità vanno al di là della nostra immaginazione: ogni luogo ha una sua peculiarità, ricorda un evento dei Purana, un fatto epico o anche solo una vicenda storica. Riferimenti storici, leggende, eventi mitici e personaggi sembrano coesistere in un vasto e variegato presente dove non si delinea un preciso confine tra immagini e fatti, o tra lo ieri e l’oggi; anzi, i fatti sono forse l’aspetto meno importante…

In India non esiste un censimento delle leggende, come non esiste neppure un censimento delle divinità che la popolano: le principali sono qualche centinaio di migliaia, ma al Kumbhamela tutti dichiarano con assoluta certezza che ce ne sono presenti insieme ai pellegrini 350 milioni! L’unico punto certo è l’affermazione che i Veda trascrivono la verità, ma non esiste un vero dogma o un ente che si possa definire l’ “autorità” in merito; se chiedessimo ad esempio ad un professore di Varanasi come si fa ad essere un “pandita”, ovvero l’equivalente di un nostro luminare di filosofia, che in questo caso è autorizzato ad esporre e dibattere con i colti colleghi sui Veda, la risposta è per lui ovvia: “Se uno è un Pandita gli altri lo sanno”. Per un indù, non si può scindere sapere e conoscere, quindi pochi conoscono e questi pochi vengono riconosciuti per le loro qualità intrinseche.

 

In questo effervescente mondo dove la spiritualità permea totalmente l’intenso folclore manca ovviamente anche un censimento delle feste e ricorrenze; poiché di fatto ogni villaggio ne ha un proprio insieme, legato alle proprie vicende ed alle proprie divinità – in effetti in gran parte dell’India ogni campo ha un insieme di sue entità che vanno trattate in modo opportuno, o piante che sono considerate “abitate” e che prevedono dei rituali collettivi! Ma questo mondo affascinante ha anche dei momenti di grande coesione collettiva, quando si rivela la profondissima anima comune che esplode nelle grandi aggregazioni religiose, ed è in questi momenti che per un visitatore attento è possibile un vero incontro con l’India.

 

Quali sono quindi i principali di questi incontri, i “grandi eventi dello spirito?”

 

Le ricorrenze che meritano attenta considerazione sono tantissime; in questo sito si trovano informazioni ad esempio sugli eventi di Pushkar e di Nagaur e Baneshwar, dove si svolgono delle grandi feste con un interessante intreccio etnico e religioso, sullo sfondo di manifestazioni, che, in particolare a Pushkar, sono diventate delle vere e proprie fiere.
In india vi sono poi molti luoghi che sono meta di importanti pellegrinaggi, cominciando dalla regione himalaiana con i quattro Yatra: il circuito sacro che porta a Yamunotri, Gangotri, Kedarnath e Badrinath, dove sgorgano le acque che vanno a formare il sacro Gange. Od anche il monte di Tirumala a nord ovest di Chennai (Madras) con un afflusso annuale che pare superi quello della Mecca in Arabia Saudita, o la montagna sacra per eccellenza dell’India del sud, l’Arunachala, il luogo di maggior sacralità delle regioni meridionali considerato nella cultura vedica il Kailash del sud. E vanno ricordate anche le città sante, ognuna meta di pellegrinaggio; Varanasi è la principale e più nota, ma l’elenco è molto lungo.

 

Tutti questi luoghi e percorsi vedono ogni anno l’afflusso di masse enormi di pellegrini, ma non raggiungono il livello di travolgente coinvolgimento pervasivo e generalizzato nella cultura del paese che presenta il ciclo mistico del Kumbhamela; sicuramente la sequenza di ricorrenze che scuote maggiormente l’intero mondo induista. Un altro evento che ha una più diretta ricorrenza annuale, una data prediletta ed attesa che coinvolge pressoché tutti, è Shivaratri, che trova la sua celebrazione più potente ed intensa a Varanasi.

 

Ad onore delle vaste radici della cultura dell’India, che vide la nascita di molti movimenti religiosi tra cui il jainismo ed il buddismo, in questa parte del sito dedicata ai grandi eventi dello spirito è stato inserito anche un riferimento al Kalachakra, il grande sistema dell’anuttarayogatantra che ha la peculiarità di poter essere trasmesso a grandi folle di persone. Questa tradizione esoterica individua le sue origini nell’India del sud ad Amaravathi, dove il Buddha la trasmise per la prima volta. In tempi recenti è stata conferita più volte in India da S.S. il XIV Dalai Lama a Bodhgaya, nello Spiti e, nel 2006, ad Amaravathi, con la partecipazione di più di centomila persone.

Chiudi ×