India himalaiana: Festival del Ladakh, Rupshu e Zanskar

La gran parte delle ricorrenze nelle aree di etnia tibetana dell’India sono motivate da eventi legati alla religione e si svolgono quasi tutte nei monasteri; un fatto che non lascia sorpresi vista l’armoniosa compenetrazione della spiritualità nella vita quotidiana di tutte queste regioni. Un’importante eccezione è data dal festival che si svolge a Leh e nei dintorni dall’1 al 15 settembre, un evento di recente costituzione che prevede una gara annuale di danze folcloristiche in costume tra i villaggi, una partita di polo che si svolge nel grande campo della città vecchia, ormai raramente utilizzato per questo scopo e un contesto di tiro con l’arco, oltre a molti momenti conviviali con la degustazione di cibi locali. Anche in questo ambito non mancano comunque molte parti dedicate ai rituali religiosi, con riti di buon auspicio e così via.

Vi sono poi le ricorrenze “classiche” della cultura buddista come Saga Dawa, che viene celebrata con danze rituali in costume quasi ovunque, ed il Losar (Capodanno) che in Ladakh si svolge circa due mesi prima rispetto al Tibet. Sei giorni prima del Capodanno ladakho si celebra il “Galdan Namchot”: vengono accesi un gran numero di lumi e candele sulle finestre delle case, nei Gompa, attorno ai Chorten ed anche sulle montagne, quindi nei templi e nelle case vengono tenute cerimonie e riti, ma non sono previste danze in costume. Per il Losar la giornata inizia con l’offerta delle sciarpe rituali (i katak) al Buddha ed alle persone di rango, in particolare ai Lama più importanti, e nei Gompa si provvede a sostituire il “Tarchen”, la grande bandiera issata su di un alto palo posizionato solitamente di fronte al tempio principale, un simbolo che denota la presenza delle sacre scritture ed i relativi commentari. Questa procedura è spesso accompagnata da danze folkloristiche che sottolineano il carattere festoso della ricorrenza. Il resto della giornata trascorre poi nelle festività domestiche con pranzi conviviali, scambi di doni e visite, ed è ritenuto di buon auspicio per i più giovani fare visita agli anziani.

 

Ma gli eventi più interessanti per la maggior parte dei visitatori sono i festival che si tengono con cadenza annuale nei monasteri principali. Il fulcro di questi eventi sono le danze rituali eseguite dai monaci che indossano stupendi costumi e maschere, ed il contenuto di queste aggregazioni religiose ma festose varia da monastero a monastero. Il temi più diffusi sono il “Gustor”, ovvero le cerimonie di rigenerazione delle forze che contribuiscono alla purificazione del sito sacro dove sorge il Gompa (vedi ad es. la pagina Il festival di Karcha), e lo Tsechu, ovvero l'evocazione di Guru Rimpoche (Padmasambhava): un vasto contenitore che, pur avendo un percorso comune, consente di scegliere tra tantissime danze e rappresentazioni. Il “Dosmochey” che si tiene a Likir ed a Leh si differenzia da queste rappresentazioni sostanzialmente per la parte finale, quando una grande torma, ovvero un’elaborata scultura fatta principalmente di farina di tsampa e burro finemente rifinita, adornata ed arricchita di sgargianti colorazioni, viene portata in processione fuori dall’area abitata. Anche il Dosmochey dura due giorni durante cui si svolgono riti e danze rituali con maschere e costumi seguendo una sequenza il cui scopo è convogliare le forze negative nella torma; completati i riti a Leh la processione parte dal Gompa di Tsemo, nei pressi del Palazzo, e percorre le vie del mercato fino ai margini della città vecchia.
Oltre a questi sono di particolare interesse alcuni eventi, come le evocazioni di entità di Matho e Stock e la celebrazione di Naropa a Sani.

 

A parte i contenuti religiosi, in tutte queste occasioni per il visitatore spesso è più interessante l'aspetto umano e folcloristico che anima il festival, piuttosto che il contenuto esoterico delle rappresentazioni. Si potrebbe aggiungere che spesso così sembra essere anche per la gente del luogo che trova un momento di stacco dalle dure condizioni di una vita in questo ambiente himalaiano; si aggregano per i festival provenendo anche da remoti villaggi, sfoggiando i propri costumi tradizionali e creando una piccola folla immersa in un momento di devozione comune, ma anche in commerci e in un’allegra convivialità.

 

Amitaba può organizzare la partecipazione sia individuale che di gruppo a ciascuno dei festival previsti, fornendo tutti i servizi necessari. Si tenga però presente che gli eventi che si svolgono nelle stagioni fredde richiedono un buon spirito di adattamento, perché le temperature anche a Leh possono arrivare fino a -30°C.

I principali festival del Ladakh, Rupshu e Zanskar

(Le date variano di anno in anno entro un arco di circa di due settimane, seguendo il calendario lunare; l’unica data fissa è per il festival folcloristico di Leh)

 
N LUOGO REGIONE EVENTO D. PERIODO
1 Spituk Ladakh Spituk Gustor 2g. Gennaio
2 Leh Ladakh Dosmochey 2g. Febbraio / marzo
3 Likir Ladakh Dosmochey 2g. Febbraio / marzo
4 Stock Ladakh Guru Tsechu 2g. Febbraio / marzo
5 Matho Ladakh Matho Nagrang 2g. Febbraio / marzo
6 Generale Generale Saga Dawa 1g. Maggio / giugno
7 Lamayuru Ladakh Lamayuru Tsechu 2g. Giugno
8 Hemis Ladakh Hemis Tsechu 2g. Giugno / luglio
9 Thongde Zanskar Thongde Gustor 2g. Luglio
10 Karcha Zanskar Karcha Gustor 2g. Luglio
11 Phyang Ladakh Phyang Tsechu 2g. Luglio
12 Shachukul Ladakh Shachukul Gustor 2g. Luglio
13 Korzok Rupshu Korzok Gustor 2g. Luglio / agosto
14 Taktok Ladakh Taktok Tsechu 2g. Luglio / agosto
15 Sani Zanskar Naro Nasial 2g. Luglio / agosto
16 Leh Ladakh Festival folk 15g. Settembre (1 - 15)
17 Diskit Ladakh Diskit Gustor 2g. Ottobre / Novembre
18 Tikse Ladakh Tikse Gustor 2g. Ottobre / Novembre
19 Chemrey Ladakh Chemrey Tsechu 2g. Novembre
20 Generale Generale Galdan Namchot 1g. Novembre / Dicem.
21 Generale Generale Losar 1g. Dicembre / Gennaio

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