India himalaiana: Ladakh e Rupshu

Il territorio è semplicemente grandioso, con l’aria tersa, poche precipitazioni che rendono i versanti delle vallate essenzialmente desertici ma sormontati da sfavillanti vette glaciali, possenti fiumi e, sull’altopiano, dove sembra quasi di toccare il vasto cielo blu, laghi dai colori turchesi. Si possono distinguere due regioni: il Ladakh propriamente detto, che gravita sulla valle dell’Indo, nelle vallate che vi confluiscono ed a nord fino a Nubra, ed il Rupshu, ad est e a sud est di Leh, che presenta le caratteristiche tipiche dell’altopiano tibetano del Ciangtang. Le zone coltivabili, dove sorgono i villaggi, sono tutte nel Ladakh dove la tsampa, un ottimo cereale, riesce in alcuni punti a crescere fino a 4000 metri di altezza, mentre in Rupshu le quote più basse sono a circa 4200 metri: lassù vi sono solo pasture, è il regno degli yak, il mondo dei nomadi tibetani. In questo spazio troviamo così entrambe le tipologie ambientali e culturali tibetane, un mondo tradizionalmente caratterizzato dagli scambi tra i nomadi e le persone di stanza nelle vallate più basse.

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