India himalaiana: Zanskar, buddismo e monasteri

La regione dello Zanskar ha una tradizione buddista sorprendentemente antica. Secondo la tradizione orale Guru Padmasambhava meditò a lungo qui nell’VIII secolo e sui monti che sovrastano il monastero di Sani vi è un suo veneratissimo eremo, recentemente restaurato da Amitaba. Chi ha dimestichezza con il mondo himalaiano prende sempre queste indicazioni con un po’ di scetticismo; stanti le tradizioni locali, sembrerebbe che ogni grotta sia stata visitata da questo amatissimo essere, considerato un secondo Buddha, che fu fonte di ispirazione per tutte le scuole tibetane: spesso è infatti la devozione delle persone che, in perfetta buona fede, le porta a riconoscerne il passaggio – si dice infatti che Egli si sia manifestato ai devoti con innumerevoli corpi di luce. E’ però indubbio che il buddismo giunse in questa regione himalaiana prima che nel Tibet centrale, e prova di questo ad esempio è la statua rupestre di Mulbeck che rappresenta il Buddha del prossimo ciclo, Maitreya, che molti archeologi considerano essere non più tarda del V secolo. In effetti queste remote regioni offrivano luoghi di ritiro ideali per i mistici provenienti dalla valle del Kashmir e in generale dall’India.

Una delle figure storiche che soggiornò a lungo in Zanskar fu Naropa, che nell’XI secolo, dopo essere stato Abate di Nalanda, l’università monastica indiana più importante di quei tempi, per realizzare pienamente gli insegnamenti mistici ricevuti dal suo Guru Tilopa dimorò in ritiro all’eremo di Dzongkul, vicino a Sani. Naropa è importantissimo nella tradizione tibetana, essendo anche l’autore del testo esoterico sui sei yoga, che funge tutt’ora da riferimento per gli yogi tibetani ed i praticanti tantrici ed è uno dei testi principali della tradizione Kagyupa.

Oltre a Naropa, gigante del misticismo buddista, vissero in Zanskar molte altre figure di riferimento, dal maestro Kanishka nel X secolo fino a Bakula Rimpoce, l’etereo abate del Ladakh nativo dello Zanskar scomparso nel 2004, il cui reliquiario è posto vicino al castello di Zangla.

Le valli dello Zanskar custodiscono un gran numero di monasteri ed eremi che appartengono alle scuole Ghelupa e Kagyupa. Tra i luoghi principali, i più antichi sono Karcha, Phuktal e Sani; ma al di là del blasone del tempo, la maggior parte dei siti sono stupendi e spesso collocati in posizioni scenografiche. Menzionando solo i principali, nella valle del fiume Zanskar troviamo Karcha, Padum, Pipiting, Sani, Thongde e il convento di Zangla. Lungo il fiume Tarap, Bardan, Mune e, raggiungibile con due giorni di cammino, Phuktal. Risalendo il fiume Doda, nella valle laterale che porta al passo dell’Umasi, si trova Dzongkhul, e, oltre il passo del Pensi, Rangdum. Seguendo invece i sentieri che conducono a nord verso il Ladakh troviamo Lingshed. La maggior parte di questi Gompa, fatta eccezione per Phuktal e Lingshed, è raggiungibile con la jeep e può essere parte di una visita culturale della regione.

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