India himalaiana: Zanskar festival di Karcha

Il Gustor, festival di Karcha

Il villaggio di Karcha, posto ai bordi dei monti che contornano il versante occidentale della valle del fiume Zanskar, è sovrastato dal grande monastero costruito sulle rupi rocciose, il principale della regione, di scuola Ghelupa, che rivela alcuni affreschi dell’XI secolo. Sul monte antistante si trova l’antico convento femminile, anche questo ricco di sorprendenti reperti artistici. Ogni anno, solitamente nel mese di luglio, vi si svolge una spettacolare manifestazione di danze rituali chiamata “Gustor".

 

Monaco al Gustor                Yamantaka e Mahakala             Personaggio del Gustor

 

 

Le rappresentazioni del Gustor si svolgono nel corso di due giorni, dopo una lunga preparazione eseguita dai monaci con pratiche di meditazione, consacrazioni di oggetti e cerimonie arricchite da salmodie recitate con tonalità profonde e accompagnate dal suono di cimbali, tamburi e corni. L’abate supervisiona con grande attenzione ogni passaggio seguendo prescrizioni tramandate nei secoli, per evocare le forze spirituali che animano l’evento; a molti di questi riti è possibile partecipare sedendosi con i monaci all’interno dei templi, un’esperienza molto apprezzata da chi ha una certa predisposizione per le pratiche meditative o un sufficiente interesse culturale. Lo scopo di questi complessi rituali è di rigenerare la purezza del luogo e di liberare la valle da ogni negatività, esorcizzando persone, animali e raccolti dagli influssi dei potenti demoni himalaiani. Si invoca per questo l’aiuto di divinità di protezione e Bodhisattva.

  

Le danze rappresentano diversi temi e sono eseguite da monaci agghindati con sgargianti costumi tradizionali e maschere che raffigurano animali, piccoli demoni e anche figure eleganti, come nella danza dei cappelli neri, quando vengono rappresentati gli yogi delle montagne. I due personaggi principali sono Mahakala (il “Grande Nero"), una forma del Buddha della compassione che si manifesta come divinità terrificante, il cui aspetto serve a mettere in fuga le negatività, ed è quindi un’entità protettrice; l’altro è Yamantaka, una forma tantrica del Buddha della saggezza, rappresentato irato nelle sembianze di un demoniaco toro. Nella seconda giornata vengono portati nel cortile del monastero uno yak e altri animali per essere dati in dono a Mahakala: una vera fortuna per loro, perché non verranno più uccisi e saranno lasciati liberi.

 


Musicista del villaggio             Spettatori al Gustor                    Yak per Mahakala

 

Tessuti nel contesto profondamente religioso del Gustor sono anche aspetti della vita del villaggio: una danza dei novelli sposi a cui vengono donate sciarpe rituali e denari, giochi del giullare che scherza con tutti e insegue bimbi e ragazze, e così via. Ognuno dei presenti partecipa interiormente a quello che è il racconto simbolico della vita cercando l’effettiva purificazione dai propri demoni, non si limita ad assistere con uno spirito di spettatore. Il Gustor così va ben oltre le forme di danza, costume e musica: questi sono gli eventi che rendono percepibile concretamente l’immaginario spirituale delle genti himalaiane.

 

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