India himalaiana

L’Himalaia è uno spazio fantastico da tutti i punti di vista per chi ama esplorare e conoscere il mondo. Il confine settentrionale dell’India contorna tutto questo vastissimo territorio, ad eccezione dei tratti occupati dallo stato del Nepal, che separa le regioni himalaiane indiane occidentali ed orientali, e, ancora più a est, dal Bhutan.

In India incontriamo così tutte le possibili caratteristiche ambientali del sistema di monti più impressionante al mondo, dalle aree desertiche della parte trans himalaiana del nord ovest alle impenetrabili foreste pluviali assamesi dell’est.
Il panorama culturale è altrettanto vario, tra queste valli hanno trovato riparo centinaia di diversi gruppi etnici, che hanno potuto conservare abitudini e tradizioni grazie anche alla remotezza dei loro territori.

Una simile varietà rende possibili scelte esplorative ampie e varie, in funzione sia degli interessi personali che delle stagioni.

 

Nel sito trovate in modo distinto le regioni occidentali ed orientali e, in una sezione apposita, i suggerimenti per degli itinerari ottimali. Amitaba in questi territori organizza anche viaggi con accompagnatore che vengono inseriti nel Calendario.

Geografia dell'Himalaia

La catena himalaiana da ovest ad est è lunga circa 2000 chilometri e la sua larghezza da nord a sud varia parecchio, essendo molto più ampia ad ovest e restringendosi progressivamente verso est. Da un punto di vista geologico è un territorio vastissimo ma convenzionalmente individuato in modo semplice: si considerano “Himalaia” le regioni montuose a sud dei due grandi fiumi Indo e Brahmaputra, le cui fonti sono nei pressi del monte Kailash in Tibet. Ne disegnano i confini scorrendo il primo, l’Indo, dal Kailash verso ovest attraverso il Ladakh e fino al Nanga Parbat (8125 mt), dove aggira questo colosso per procedere da qui verso sud arrivando ad irrorare le pianure del Pakistan. Il Brahmaputra scorre sempre dalla regione del Kailash verso est, seguendo le lunghe valli tibetane a nord dell’Himalaia fino all’ultimo grande pilastro orientale, il Namcha Barwa (7782 mt), di cui il fiume contorna la base con terrificanti cascate e rapide, emergendo attraverso gole profondissime verso sud nelle pianure indiane dell’Assam e del Bangladesh.

 

La catena non è spartiacque; oltre a questi due colossali fiumi ve ne sono molti altri che iniziano la loro corsa nelle valli a nord delle grandiose vette per poi fluire a sud nella pianura gangetica dell’India; di questi tra i maggiori sono il Sutlej, che sorge dai laghi sacri ai piedi del monte Kailash, e l’Arun, che raccoglie le acque dell’Everest e del Makalu.

 

Non esiste un “censimento” dei monti himalaiani, vi sono così tante vette che una buona parte non è ancora stata salita e molti monti non hanno neppure un nome. Le corrugazioni più marcate si trovano in gran parte nella regione centro orientale che raccoglie quasi tutti gli “8000”, dove la larghezza della catena è minore e l’impatto della spinta geologica del subcontinente indiano verso il plateau tibetano si sfoga in uno spazio minore. Ma a parte i famosi “8000”, che attraggono sia per la oggettiva magnificenza che per le loro altezze, non c’è praticamente fine ai monti e valli dalla bellezza inimmaginabile che compongono quella che senza dubbio è la catena più affascinante al mondo.

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