Il simbolo della Mongolia: il Soyombo

Lo stemma del Soyombo, presente non solo sulla bandiera nazionale ma su palazzi, bottiglie di vodka, cartelloni pubblicitari e targhe automobilistiche, da molto tempo è considerato dai Mongoli come l'emblema nazionale della libertà e dell'indipendenza.

Il simbolo della Mongolia: il Soyombo - Amitaba
Soyombo

Il Soyombo, come altre scritture ideografiche dell'Asia Centrale, ad esempio quella cinese, giapponese e coreana antica, anziché esprimere un solo concetto, è formato da diversi epigrammi che compongono a loro volta l'ideogramma. Il primo elemento che si rinscontra immediatamente è la simmetria, la rifinitura artistica e l'eleganza dell'ideogramma. Già Marco Polo, nel XIII secolo, menziona la bandiera mongola ornata dal sole e da un quarto di luna, elementi tuttora presenti nel Soyombo.

La nascita del simbolo è dovuta all’Undergheghen Djanavadjira, conosciuto come Zanabazar, primo capo della setta dei berretti gialli in Mongolia e terzo in ordine di venerazione tra il clero lamaista, che per mantenere il prestigio della Chiesa Buddista mongola, vacillante a causa della sottomissione agli invasori Manciù, aveva dato una nuova spinta al rifiorire delle arti. Di lui si ricordano, infatti, poesie e opere scultoree. Nel 1686, desiderando dimostrare che le idee della libertà e dell'indipendenza della patria erano ancora vive, compose un alfabeto partendo dai segni dell'ideogramma Soyombo.

La parte superiore del Soyombo è dominata dal disegno simbolico del fuoco, che nel simbolismo popolare mongolo significa purificazione, rinascita, rinnovamento, ma anche la continuità della razza, il fiorire della famiglia, del clan, del popolo. In quanto alle tre lingue della fiamma, esse simboleggiano rispettivamente, nel passato, nel presente e nel futuro, la prosperità e del popolo mongolo e delle suo nucleo fondante la famiglia.

Sotto le lingue di fuoco appaiono antichi segni totemici mongoli, il sole ed un quarto di luna, entità ancestrali fondatrici del popolo mongolo. Contrariamente a quanto si possa pensare, il primo è un simbolo femminile e il secondo maschile, come nota anche Fra Giovanni da Pian di Carpine nella sua Historia Mongalorum.

Il rettangolo rappresenta la rettitudine dei principi; i due rettangoli significano, quindi, l'auspicio che tutti, sia gli appartenenti alle classi inferiori e sia coloro che sono alla sommità delle gerarchie sociali, debbono essere onesti e sinceri.

Nel folclore mongolo il pesce con gli occhi aperti simboleggia la vigilanza; due pesci rappresentano l'uomo e la donna, cioè la ragione e l'intuito. Questo pittogramma perciò significa che tutti i mongoli, uomini e donne, debbono sempre, seguendo ragione ed intuito, vigilare l’uno sull’altro e contro i nemici.

l due tratti verticali presenti sui lati raffigurano le mura di una fortezza ed hanno un doppio significato: sia la rappresentazione dei confini inviolabili della nazione e sia l'espressione grafica dell'antico proverbio mongolo: "due amici uniti sono più forti dei muri di pietra", quindi se il popolo mongolo resterà unito sarà più forte dei muri di una fortezza.

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