Mongolia: Festival delle aquile

La caccia con le aquile è un'attività che viene praticata dai nomadi kazaki fin dalla notte dei tempi ed ancora oggi i cacciatori, provenienti da tutti gli angoli della regione del Bayan Ulgii, si ritrovano una volta all'anno per partecipare ad un’emozionante gara di caccia a cavallo utilizzando solo maestose aquile reali, tenute su di un braccio protetto da un enorme guanto e sostenuto da un bastone che poggia sulla sella del cavallo.

 

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Festival delle aquile
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Festival delle aquile

 

L'aquila reale (Aquila Chrysaetos) raggiunge una lunghezza variabile tra i 75 e gli 88 cm ed un’apertura alare di 2,30 mt, mentre il suo peso arriva fino a 6-7 kg. Le dimensioni maggiori, come in quasi tutti i rapaci, si raggiungono nelle femmine, che dai cacciatori kazaki sono preferite agli esemplari maschi. Cacciano in prevalenza volpi, ma anche marmotte e a volte lupi. Il becco è robusto e ricurvo, le zampe sono forti e ricoperte di piume, gli artigli sono lunghi ed affilati ed il quarto dito, opposto agli altri tre, è munito di un'unghia più lunga che trafigge le prede. L’aquila è dotata di una vista straordinaria, sei volte più acuta di quella dell'uomo, con un campo visivo di 300 gradi. Il piumaggio è di colore bruno scuro con penne dorate sul capo che, ricordando una corona, le hanno conferito il titolo di "reale". L'addestramento di questi uccelli, che vengono catturati da piccoli, è lungo e impegnativo, e il cacciatore lo inizia utilizzando come prede delle pelli di animali. Il rapace viene legato ad una corda e quando afferra la pelle gettata nelle sue vicinanze viene premiato con un pezzo di carne, che sarà sempre più consistente man mano che l’uccello perfeziona la propria abilità nell’artigliare la preda. Il rapporto che si viene a creare tra il cacciatore e l’animale è molto stretto e dura fino a quando il rapace non viene liberato al compimento del decimo anno di vita.

Poiché le aquile cacciano in prevalenza volpi, la caccia si svolge quando la Mongolia si ammanta di bianco e le pellicce di questi animali sono più folte. Gli uccelli vengono tenuti bendati con un cappuccio fino a quando il cacciatore avvista una preda: l’aquila viene lanciata in aria e s’innalza in cielo per poi fiondarsi in picchiata. Questa gara è una vera e propria sfida di abilità e velocità dove alla fine viene eletto il cacciatore con l'aquila più precisa. Oggi nel Bayan Ulgii sono rimasti circa 450 cacciatori tradizionali e questo evento è importante anche perché e l’ultima occasione d’incontro collettivo prima dell’arrivo del rigido inverno. A contorno del contesto venatorio vengono celebrate feste con danze e canti tradizionali.

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