Mongolia: I Kazaki

I Kazaki sono un popolo dell’Asia Centrale appartenente ad un gruppo etnico di origine turca  e attualmente vivono in Uzbekistan, Russia, Cina, Mongolia e nella Repubblica del Kazakistan, divenuta autonoma dall’Unione Sovietica il 25 ottobre del 1990. I Kazaki, o anche Kazak o Qazaq, sono di fede mussulmana, ma la lontananza dai centri religiosi islamici fa sì che la religione sia vissuta molto liberamente.

 

Cenni storici

Secondo il dizionario Turco-Arabo del XIII secolo la parola "Kazakh" significava "indipendente" o "libero", ma anche "nomade", tre elementi che caratterizzato la storia e la cultura di questo popolo.
La storia documentata dell'Asia Centrale, e quindi dei Kazaki, incomincia nel VI secolo a.C., quando l'impero achemenide di Persia dominava i territori che si estendevano al di là del fiume Amu-Darya. Nel 330 a.C. Alessandro Magno condusse il suo esercito alla vittoria contro l'ultimo imperatore achemenide e nel 328 raggiunse Kabul e l'Hindu Kush. In seguito alla dominazione macedone gli scambi tra Oriente ed Occidente aumentarono considerevolmente e gli stati ellenici, che seguirono, diffusero i valori estetici del mondo classico all'interno dell'Asia, mentre gli scambi commerciali consentirono a prodotti come le noci di arrivare in Europa.
Nessuno sa esattamente quando la finissima e “sensuale” seta, ottenuta dal bozzolo del baco Bombyx, raggiunse per la prima volta l'Occidente dalla Cina, ma anche dopo che il segreto della sericoltura venne importato in Europa, i produttori cinesi mantennero il vantaggio di secoli di tradizione e l'alta domanda di questo tessuto vide lo sviluppo del commercio lungo un percorso, chiamato Via della Seta ma costituito, in realtà, da una rete di piste per le carovane, che attraversava le terre abitate dai Kazaki.
In Asia Centrale, per un migliaio di anni dopo la nascita di Cristo, furono i cavalli, più ancora della seta, ad avere una grande influenza sugli eventi che si susseguirono, grazie alle sconfinate praterie capaci di sfamarne milioni. Gli arcieri a cavallo erano, infatti, la forza militare più potente. Questo fu un periodo di grandi scorribande: unni, turchi occidentali, arabi e cinesi si avventurarono nella zona.
Dal 1219 le armate dei Mongoli, sotto la guida di Gengis Khan, conquistarono gran parte dell'Asia. I danni inflitti alla regione furono talmente gravi che molte civiltà stanziali non riuscirono a riprendersi fino al periodo della colonizzazione russa, avvenuta circa 600 anni dopo.
Gengis Khan ebbe il merito di comprendere l'importanza dello sviluppo del commercio e delle comunicazioni. Istituì, pertanto, una rete di stazioni di guardia e di posta, e diede un taglio alle imposte in modo da incentivare le attività economiche. Le risultanti attività commerciali che si svilupparono lungo la Via della Seta fecero da sfondo a molti dei più famosi viaggiatori del Medioevo, tra cui Marco Polo e il suo grande predecessore Fra Giovanni da Pian di Carpine.
Le scissioni e le divisioni religiose che seguirono la morte di Gengis Khan portarono alla frammentazione dell'impero mongolo e all'ascesa al potere, alla fine del XIV secolo, del tiranno dei tiranni: Timur lo Zoppo, ovvero Tamerlano. Per la prima volta si assistette alla nascita dei Kazaki come popolo distinto, discendente da Mongoli, Turchi ed altre etnie. La loro storia ebbe inizio con la fondazione del più grande impero nomade della storia, che contava 200.000 cavalieri, ma la loro rovina venne dagli Oirat, un bellicoso popolo mongolo dalle mire espansionistiche, che intorno al 1630 occupò il Kazakistan orientale, il Tian Shan e parte dello Xinjiang, dando vita all'impero zungariano. I Kazaki vennero sconfitti ferocemente più volte, soprattutto tra il 1690 e il 1720. Questo “Grande disastro” li rese facile preda delle mire espansionistiche russe del XIX secolo.

 

I Kazaki della Mongolia

Tra il XVII e il XIX secolo l’espansione dell’impero russo nelle steppe centro asiatiche costrinse molti Kazaki a spostarsi sulle montagne del Tien Shan, nella regione del Xinjiang, attualmente occupata dalla Cina. Qui i Kazaki continuarono la loro vita tradizionale fino alla metà del XIX secolo, quando, probabilmente a causa della politica pro Han della dinastia Qing, si spostarono nelle valli orientali dei monti Altai. Nel 1911, dopo la dichiarazione d’indipendenza della Mongolia dalla Cina, i Kazaki degli Altai fecero atto di sottomissione al nuovo Stato mongolo entrando, così, a farne ufficialmente parte. In seguito alla rivoluzione russa si registrarono altre ondate migratorie in Mongolia.
Gli ultimi Kazaki, circa 2000, arrivarono nel 1940 e nello stesso anno il parlamento mongolo istituì la regione del Bayan Olghi, dove i Kazaki, pur costituendo solo l’8% dell’intera popolazione nazionale, sono la maggioranza.
All’inizio degli anni ‘90 iniziò un esodo verso la madre patria kazaka, dovuta, sia alla crisi economica della Mongolia e sia alle politiche della neo indipendente Repubblica del Kazakistan. Circa il 30% dei Kazaki mongoli lasciò la regione del Bayan Olghi, ma molti di loro tornarono indietro nei primi anni 2000, e ora sono pochi coloro che emigrano.
Non esiste nessun tipo di discriminazione nei confronti dei Kazaki da parte del governo centrale: nel Bayan Olghi le istituzioni sono gestite quasi esclusivamente dai locali, nelle scuole viene insegnato prima il kazako e poi il mongolo, e i Kazaki hanno dei loro rappresentati in Parlamento.
I Kazaki della Mongolia hanno forse qualcosa in più rispetto ai loro connazionali che sono rimasti dall’altra parte degli Altai, poiché hanno conservano intatte le proprie tradizioni, per le quali hanno un attaccamento sorprendente, e questo rende un viaggio nella regione del Bayan Oghi un’esperienza davvero eccezionale.

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