Myanmar: Storia

La storia che ha portato alla formazione dell’attuale Birmania (questa denominazione proviene dall’etnia Bamar) è, da una parte, il frutto di una successione di insediamenti di popolazioni migrate sud-est asiatico e dal Tibet lungo il fiume Ayeyarwaddy ed influenzate dalle istituzioni sociali e politiche provenienti dall’India, e, dall’altra, è il risultato di complesse vicissitudini che hanno visto invasioni, insurrezioni, guerre, lotte fratricide e regicidi, passando per la dominazione inglese durata quasi un secolo e terminata con l’indipendenza ottenuta nel 1948, fino agli ultimi avvenimenti legati alla figura di Aung San Suu Kyi.


INDICE DELLA PAGINA


 

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Indein

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Mandalay, il Palazzo

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Koe Thaung a Mrauk U

 

Le origini

Attualmente si ritiene che i primi insediamenti umani in Myanmar risalgono al 9000 a.C., ma furono i Mon la prima vera civiltà ad abitare in questa regione. Provenienti dal sud-est asiatico, si stabilirono vicino al delta del fiume Ayeyarwaddy e lungo la costa orientale del Golfo del Bengala, presumibilmente attorno al 3000 a.C., dove fondarono il regno di Suwarnabhumi.
A partire dal III secolo la loro cultura si mescolò con quella indiana, e, stando alla tradizione orale, l’arrivo di alcuni monaci inviati dall’imperatore Ashoka in quel periodo segnò i primi contatti con la religione buddista. La successiva migrazione determinante fu poi quella dei tibetani che iniziò nel IX secolo e che nel tempo divennero la componente principale della popolazione, il gruppo etnico definito ora “birmano”.

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Gli imperi birmani

Per arrivare al primo impero birmano, che occupava una superficie maggiore rispetto a quella dell’attuale Myanmar, bisogna aspettare fino all’XI secolo, quando il re Anawrahta unificò tutti i vari regni birmani e stabilì la capitale a Bagan. Verso la fine del XIII secolo l’impero fu invaso dai Mongoli guidati da Kublai Khan, e questo causò un lungo periodo di confusione e frammentazione per il Paese che si concluse solo nel XVI secolo, quando fece la sua comparsa una nuova dinastia che diede vita al secondo impero birmano con capitale a Bago. La terza ed ultima dinastia, nel XVIII secolo, ebbe come icona Alaungpaya, un monarca di umili origini, che, pur avendo regnato per soli otto anni, è ancora oggi ricordato per aver dato filo da torcere alle pressioni coloniali inglesi.

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Il periodo coloniale

Nel XIX secolo la Gran Bretagna, nel corso di tre fasi belliche denominate rispettivamente “prima (1824 - 1826), seconda (1851 - 1852) e terza (1885 - 1886) guerra anglo-birmana”, prese definitivamente possesso del Myanmar e lo trasformò in una provincia indiana con Rangoon capitale. Fu proprio durante questo periodo che molti toponimi vennero cambiati: Myanmar divenne Birmania e Yangon Rangoon.

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Dalla Seconda Guerra Mondiale all’indipendenza

Durante la Seconda Guerra Mondiale il Myanmar fu conquistato dai giapponesi e gli inglesi vi fecero ritorno per pochi anni solo alla fine del conflitto: infatti  il 4 gennaio del 1948 il Paese conquistò l’indipendenza, anche grazie all’attivismo di Bogyoke Aung San, che fu però assassinato assieme a dei compagni di partito nel luglio del 1947, su mandato di U Saw, Primo Ministro birmano prima della Guerra.

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Dalle dittature militari alle libere elezioni

Con l’ottenimento dell’indipendenza, iniziò un nuovo periodo molto difficile causato dalle richieste di uno Stato Federale da parte delle minoranze Chin, Kachin, Karen, Mon e Shan, le quali scatenarono una vera e propria guerriglia contro lo Stato, che rispose a sua volta con feroci repressioni. Nel 1962 un colpo di stato condotto dal generale Ne Win destituì il governo democratico ed istituì la dittatura militare, che durò fino al 1988, quando, in seguito alla rivolta “8888” (iniziata l’8 agosto 1988), un’insurrezione nazionale che causò migliaia di morti, obbligò lo stesso Ne Win a dimettersi da capo di Stato.
Un secondo colpo di stato, avvenuto il 18 settembre 1988 riportò al governo i militari, i quali promisero libere elezioni per il 1989. L’opposizione si costituì in un partito di coalizione, l’Nld, e gran parte della popolazione si raccolse attorno alla figura carismatica della sua portavoce, Aung San Suu Kyi, figlia di Bogyoke Aung San, l’eroe dell’indipendenza birmana.
Nel novembre 2015 si tennero le prime elezioni libere dal 1962, vinte dal partito di Aung San Suu Kyi, la quale divenne, nel 2016, Consigliere di Stato

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