Viaggiare in Myanmar

Il Myanmar è un Paese accogliente che si sta sempre di più aprendo ai visitatori. Ovviamente, può succedere che nelle località minori qualche cosa non funzioni ancora alla perfezione, ma gli eventuali inconvenienti pratici sono ampiamente ripagati dalla dolcezza, dalla disponibilità e dai sorrisi dei birmani. L’offerta alberghiera sta notevolmente migliorando, in particolare, nelle città più importanti. 


INDICE DELLA PAGINA


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Kyaiktiyo

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Monachelli birmani

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Thandwe

 

 

Come arrivarci

Ci sono due accessi aerei per chi arriva dall’estero: Yangon, dove atterra la maggior parte delle compagnie aree straniere, e Mandalay. Via terra, si può entrare in Myanmar attraverso la Thailandia e la Cina.

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Quando andare

Il clima piacevole (vedi Clima) ed i monsoni relativamente localizzati rendono gradevole una visita del Paese durante tutto l’anno; il periodo migliore va da ottobre a marzo, quando ci si può recare anche nelle zone costiere, abbinando alle tematiche culturali, che rendono così speciale il Myanmar, delle ottime pause di relax in ambiente tropicale.

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Formalità, moneta e comunicazioni

Per l’ingresso in Myanmar sono obbligatori il visto turistico ed il passaporto con validità almeno pari a quella del visto; per le ultime informazioni sui visti si può consultare il sito del ministero degli interni “Viaggiare sicuri” su Myanmar.

La moneta ufficiale è il Kyat; l’utilizzo delle carte di credito, limitatamente alle più diffuse come Master o Visa, è solo agli inizi ed è usuale che negli esercizi dove sono accettate venga chiesto di corrispondere una commissione bancaria, in aggiunta al prezzo, che può arrivare fino ad oltre il 3%. Eventuali prelievi di contante sono spesso difficili da fare e, pertanto, è saggio procurarsi una sufficiente quantità di valuta locale prima di intraprendere un viaggio.

La rete telefonica birmana è piuttosto vetusta e sono pochi i telefoni che funzionano col “roaming”, principalmente cinesi o tailandesi; è però piuttosto facile acquistare delle schede locali. Il “wifi” è oramai diffuso e in molte aree è anche piuttosto efficace, ma può essere difficile trovare dei collegamenti nelle zone remote. In ogni caso, i maggiori alberghi offrono  sempre un servizio di e-mail.

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Gastronomia

La cucina birmana è il risultato di una mescolanza di influenze, tra cui quelle bamar, mon, cinesi ed indiane. Il fulcro della dieta è il riso bollito, consumato con molti piatti speziati a base di carne (montone o pollo), di pesce o verdure. Un piatto molto popolare, soprattutto a colazione, è la zuppa con spaghettini e cocco, così come molto apprezzata (ma solitamente non dai visitatori...) è la ngapi, una pasta salata di pesce o gamberi disidratati e fermentati, usata per dare sapore ai piatti. Non mancano comunque le insalate di verdura o frutta cruda, condite con lime, cipolle, arachidi, spezie e peperoncini, alcune delle quali hanno anche il riso tra gli ingredienti. La frutta più comune sono le banane e la noce di cocco, oltre a ottimi frutti esotici come ananas, mango, jackfruit (il frutto dell’albero del pane) e poi fragole, mandarini, angurie, pompelmi, lichi e avocado.

In tutto il Paese i buoni ristoranti non mancano, soprattutto a Yangon, Bagan, Mandalay e sul lago di Inle, dove il cibo è gustoso e a buon prezzo. Inoltre, si può trovare anche la cucina thailandese, cinese, indiana ed europea. Mangiare in uno dei tanti ristorantini locali può essere una piacevole esperienza, a patto di affidarsi alla scelta della propria guida, anche per orientarsi tra le miriadi di diversi assaggini che vengono proposti.

La bevanda tipica è un leggero tè verde, che i birmani sorseggiano durante tutta la giornata servendosi di piccole tazze. Si trova sia con latte e zucchero, sia liscio. È infine sconsigliato bere l’acqua non trattata e, di conseguenza, occorre prestare attenzione anche alla sua eventuale diluizione nei succhi di frutta ed al ghiaccio.

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