India: Monasteri dell'Indo (Ladakh)

Ottimo e facile percorso consigliato a tutti per la bellezza di luoghi, villaggi e monasteri visitati, adatto per una prima esperienza di trekking; si esplora la regione di Sham, situata a settentrione del fiume Indo ad ovest di Leh.

Ottimo e facile percorso consigliato a tutti per la bellezza di luoghi, villaggi e monasteri visitati, adatto per una prima esperienza di trekking; si esplora la regione di Sham, situata a settentrione del fiume Indo ad ovest di Leh. I dislivelli in salita di una giornata sono contenuti entro un massimo di circa 400 metri e ci si immerge in una bellissima zona del deserto d'alta quota, peculiare per le forme ed i grandi contrasti cromatici delle rocce, ricchissima di vita e di resti storici. Se la seconda tappa sembra troppo impegnativa è possibile arrivare direttamente da Yamthang a Hemis Shukpachu saltando Rizong (il percorso che seguono i mezzi meccanici); in questo caso il Gompa potrebbe comunque essere incluso nelle visite proposte per il giorno di rientro a Leh in quanto è raggiungibile con le jeep seguendo una stradina che parte a nord delfiume Indo.

Il percorso usualmente inizia recandosi in auto da Leh al grande monastero di Likir, punto di partenza del trekking; alcuni preferiscono seguire il tracciato da ovest ad est, iniziando da Khalsi o Temisgum. Spesso si raggiunge Likir il giorno prima dell'inizio del trekking: si pone lì il primo campo, avendo così modo di visitare anche Spituk e Phyang prima di iniziare a camminare; questo può essere utile anche per l'acclimatazione.

Il sentiero è idoneo, per chi si sente affaticato, all'utilizzo dei cavalli, ad eccezione di un breve tratto nel terzo giorno di cammino; la presenza delle montature offre a volte una sicurezza psicologica. I cavalli sono molto docili e si muovono al passo. Non serve saper cavalcare: si sale in sella, e loro camminano placidi lungo il sentiero, condotti da un cavallaio locale. Una ulteriore sicurezza è data dalla vicinanza della strada carrozzabile, che consente alle jeep di raggiungere ciascuno dei campi previsti. L'itinerario quindi è adatto e consigliato anche a ragazzi accompagnati da almeno un genitore.

Chi ha problemi di tempo, essendo possibile raggiungere ciascuno dei campi in jeep, può scegliere di seguire anche solo il tratto del trekking che più interessa.

 

 

Organizzazione del viaggio

Amitaba mette a disposizione tutto quanto richiesto per il trekking ed i servizi dall’Italia a Leh, punto di partenza del percorso (voli, trasferimenti, servizi a Delhi, alberghi, guide, ecc.), e organizza itinerari culturali in Ladakh per utilizzare al meglio le giornate di acclimatazione. Per il percorso a piedi vengono forniti una guida, un cuoco ed assistenti che curano il montaggio del campo; si tenga presente che le guide himalaiane parlano solo la lingua inglese e se fosse indispensabile reperire un accompagnatore che parla l’italiano bisogna segnalarcelo in tempo utile. Per i campi durante il trekking vengono usate tende a due posti, utilizzabili anche come “singole”, e una tenda comune dove mangiare e ripararsi. Il materiale necessario e il bagaglio personale per questo trekking possono essere portati ai punti di campo anche con le jeep, che seguono dei percorsi diversi; solitamente però si tiene al seguito del gruppo almeno un animale da carico con una minima scorta di cibo e dei ricambi di vestiario. Si tenga presente che quando sacche, zaini e borse vengono fissate sugli animali con le corde subiscono parecchia usura. E’ necessario avere un proprio sacco a pelo, anche se è comunque noleggiabile a Leh. E’ possibile utilizzare un cavallo per facilitare il percorso; sono animali docili che si limitano a camminare lungo il sentiero e non richiedono precedenti esperienze di equitazione: sono scherzosamente chiamati “le seggiovie himalaiane”.

 

Il costo del viaggio varia in funzione del numero dei partecipanti, del tipo di servizi richiesti e del costo dei voli; sarà nostra cura fornire una valutazione economica in tempi brevi. Tutti i viaggi sono coperti da assicurazione.

 

Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196

 

 

Descrizione del trekking

(tempi di tappa medi)

Di seguito vengono descritte solo le tappe previste per il trekking. Vi sono moltissime possibilità su come utilizzare al meglio le giornate precedenti e/o successive – si vedano ad esempio le pagine del sito che delineano i tratti più importanti del Ladakh e le diverse possibilità di itinerari in questa zona; o, ancor più semplicemente, contattateci e parliamone insieme!

1°g. Leh – Likir - Yangthang (4 - 5 ore di cammino)
Si lascia Leh di primo mattino per raggiungere con meno di due ore di guida a ovest di Leh, sui monti a nord del fiume Indo, il monastero di Likir (3500 mt) di tradizione Ghelupa, dominato da un’imponente statua di Maitreya; vi risiedono circa 150 monaci. Da Likir inizia il percorso a piedi; si transita da un colle (Pobe La, 3550 mt) per scendere alla piccola oasi di Sumdo (3470 mt), quindi, superato il passo di Charatse (3650 mt), si giunge al campo di Yangtang (3600 mt). Anche i mezzi meccanici possono arrivare fino a qui seguendo una stradina che va nella stessa direzione ma con un percorso quasi sempre diverso.

2°g. Yangthang – Rizong – Hemis Shukpachu (6 – 7 ore di cammino)
Si segue la gola che porta al monastero di Rizong, ritenuto tra i più ascetici del Ladakh, che sembra quasi sospeso alla chiusura di una stretta valle; è molto interessante anche il convento femminile posto più in basso, verso l’imbocco della valle. Dopo la visita del Gompa si sale gradatamente al passo di Shushut (circa 4000 mt), da dove si vede il villaggio di Hemis Shukpachu, meta di oggi, che da qui si raggiunge con una facile discesa in circa due ore. Questo è uno dei villaggi principali della regione di Sham, dove si trova un rado bosco considerato sacro (forse anche per la scarsità di piante spontanee tra questi monti desertici); il nome ‘shukpa’ significa infatti albero. In questo bel villaggio si trova anche un piccolo monastero. I mezzi meccanici solitamente giungono fino a qui direttamente da Yangthang seguendo la mulattiera che valica un passo più diretto.

3°g. Hemis Shukpachu – Temisgum (4 ore di cammino)
Una lieve salita lungo il bosco sacro di Hemis Shukpachu porta ad un colle (3700mt), da cui si scende (c.a. 100 mt) per riguadagnare i 3750 mt del passo di Mebtak (chiamato anche passo di Lago), attraverso un ambiente che colpisce per la cromaticità delle rocce. Una lunga e graduale discesa porta prima ad Ang (3400 mt), dove solitamente si sosta per il pranzo, e poi seguendo una mulattiera a Temisgum (3200 mt), dove si pone il campo in vista del bel monastero e delle rovine del forte. Chi lo desidera può recarsi a far visita all'eremo di Tserkarmo. (Per chi avesse problemi di tempo, è possibile raggiungere Leh anche nella serata di oggi contenendo un poco il tempo dedicato ai siti a Temisgum ed escludendo visite sul percorso).

4°g. Temisgum – Khalsi – Leh (4 ore di cammino)
Il passo di Bongbong (3500 mt) porta a Khalsi sul fiume Indo, dove si giunge per pranzo. Da qui si rientra in auto a Leh; lungo il percorso sono possibili diverse visite, tra cui quella maggiormente consigliata è al monastero di Alchi fondato nell'XI secolo da Kaldan Sherab, discepolo di Rinchen Zangpo, che contiene magnifici dipinti di scuola Ghandara, il reperto artistico più importante del Ladakh.

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