Tibet: Trekking su misura

Il vasto altopiano tibetano offre possibilità infinite per gli amanti del trekking, da semplici tragitti di più giorni a vere e proprie spedizioni.
Molti sentieri sono legati alle profonde tradizioni spirituali del Tibet, cosa questa bella anche per chi è escursionista e non pellegrino, perché si attraversano luoghi stupendi da un punto di vista naturale che riverberano di qualità sottili, dove spesso si incontrano persone devote e sorridenti, e anche yogi erranti e Maestri spirituali. Spesso si genera così l’eccezionale incontro tra natura, folclore e serenità che ha portato molti di noi ad amare questi territori.

 

Amitaba ha accumulato un’ampia esperienza organizzando ogni anno diversi viaggi:

  • alle montagne sacre (specialmente al Kailash, ma anche all’Amnye Machen e al Bön Ri).
  • Percorsi legati alle antiche tradizioni mistiche (con il lago di Lhamo Latso; la Grotta delle Dakini; le grotte di ritiro di Guru Rimpoce e Yeshe Tsogyel, come Drak Yangdzong e Dzong Kumbum).
  • Itinerari di valore escursionistico (come i percorsi tra Ganden e Samye; alla parete di Kangshung all’Everest; o al Nienpo Yurtse).
  • Un ampio insieme di percorsi predisposti a seguito di specifiche richieste di amici viaggiatori, principalmente nelle aree trans himalaiane e nella regione dello Yamdrok Tso; e anche nel Kham e nell’Amdo.

 

Le difficoltà logistiche sono oggi in buona parte superate, perché sono disponibili guide capaci con personale in gamba per i campi e la cucina;Tibet: trekking suggeriti - Amitaba non è più necessario portare attrezzatura e assistenti dal Nepal, come si usava fino a pochi anni fa. Per il trasporto dei materiali sui sentieri si utilizzano a volte risorse locali, come ad esempio nel kora del Kailash con gli yak, o, quando necessario, persone che seguono il gruppo fin dalla base di partenza di Lhasa o altre città.
E’ difficile riassumere le moltissime diverse possibilità che sono a disposizione degli appassionati; un quadro d’insieme sintetico può essere abbozzato come segue.

 


INDICE DELLA PAGINA


 

TIBET CLASSICO

Nel Tibet Classico possiamo distinguere tra la regione a ridosso della catena himalaiana e le parti più interne. Lungo il versante tibetano dell’Himalaia sono schierati 4 colossali montagne che superano gli 8000 metri, da ovest: Shisha Pangma, Cho Oyu, Everest (Chomolungma) e Makalu; oltre a questi famosissimi monti troviamo un’infinità di vette fantastiche, dal Gyachung Khang al Pumori e così via. Tibet: trekking suggeriti - AmitabaVi sono diversi sentieri che ne esplorano le pendici e le valli circostanti; tra tutti, il percorso più bello è forse quello che porta verso la parete est dell’Everest.
Più a settentrione si incontrano una miriade di percorsi tra cui uno dei più belli per panorami e contesto è il circuito del lago di Yamdrok Tso. Il più noto è il sentiero che in circa 4 giorni porta dall’università monastica di Ganden nella valle del Kichu, attraverso i passi di Shung e di Chitu, al monastero di Samye sullo Tsangpo. Un altro tragitto, poco frequentato, parte dalla zona del Mi La (Kongpo Ba La) lungo la strada che collega Lhasa a Bayi e in circa 6 giorni giunge verso sud ovest al lago di Lhamo Latso, da dove si può uscire a Chokorgyel o proseguire per il turrito Daklha Gampo, un monte granitico che si affaccia sullo Tsangpo.
Alcuni sono attratti dai percorsi in aree più tipicamente nomadiche: per questo nel Tibet Classico tra il meglio che si incontra è il circuito del lago di Nam Tso, che si può seguire anche solo per una parte.
Se si prediligono esplorazioni legate alle tradizioni mistiche… c’è l’imbarazzo della scelta: dal kora del Bön Ri ai circuiti che portano a toccare gli eremi più importanti, tra cui il breve (ma non semplice) kora che da Terdrom porta a Kiri Yangdzong (la Grotta delle Dakini) è tra i più interessanti. In questo ambito le scelte dipendono dagli specifici interessi di chi si cimenta e Amitaba sarà lieta di mettere a disposizione degli interessati la propria esperienza.

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TIBET OCCIDENTALE

Il Tibet Occidentale è una regione molto arida dove si erge una delle mete più splendide al mondo, il monte Kailash con le gemme turchesi dei laghi sacri di Manosarovar e Raksal Tal; Tibet: trekking suggeriti - Amitaba in merito alle diverse possibilità offerte da questa meta si trovano tutti i dettagli nella pagina Monte Kailash. In aggiunta qui possiamo menzionare il percorso che da Dirapuk, a nord del sacro monte, porta alle fonti del fiume Indo situate un poco più a settentrione. Per gli escursionisti un modo fantastico di arricchire il kora del Kailash è la salita del monte alle spalle del monastero di Gyangdrak che offe una visuale indimenticabile sull’intera zona e sul kora interno. Per una sensazione visiva trovate nel sito un’ampia collezione di immagini.

 

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AMDO

La gran parte dell’Amdo è costituita da vaste praterie nomadiche, una regione dove viene quasi istintivo montare a cavallo e seguire le mandrie degli yak! Tibet: trekking suggeriti - Amitaba Nelle parti più interne vicino alle fonti del Fiume Giallo si trova l’Amnye Machen, la montagna sacra di quest’area del Tibet considerata la dimora di Machen Poran, la cui effige si trova in gran parte dei monasteri della regione, una potente entità di protezione venerata in particolar modo dai fieri nomadi Golok. Un sentiero ne segue il perimetro valicando dei semplici passi (quote massime intorno ai 4500 mt) e lungo il percorso si trovano alcuni monasteri e diversi cimiteri celesti; la grotta di Machen è situata sul versante sud occidentale. Più ad est si trova un altro importante gruppo di monti, la catena del Nyenpo Yurste, contornata da laghi ai cui margini si vedono le tende dei nomadi; anche qui vi sono molti percorsi, incluso un grande kora del gruppo, che ha anch’esso una valenza sacrale. Proseguendo verso oriente il territorio si corruga sempre di più fino a formare le profonde valli che giungono in Sichuan; il vecchio confine del Tibet seguiva questa barriera naturale e in diversi punti del lembo più orientale dove si trovano i monti più belli sono ora stati costituiti dei parchi nazionali per preservare la bellezza dei luoghi, tra i più importanti Dzitsa Degu e Sertso ad sud est di Dzoghe.

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KHAM

Nel Kham vi sono molti territori pressoché inesplorati, ad esempio la regione della catena del Kawalungring tra lo Yangtse e le valli di Dzochen e Kandze; attualmente per il trekking le aree più usuali, e stupende, si trovano ai margini meridionali e orientali, nei pressi dello storico confine culturale tra Tibet e Cina. A sud est è stato istituito un parco nazionale dove si erge il gruppo del Kawa Karpo, la cui vetta principale è di 6740 mt.; più ad est troviamo poi la regione del Ringsum Gompo, un gruppo di monti che il V Dalai Lama ribattezzò “Dabda Lhari” perché le tre montagne glaciali che si fronteggiano come fossero un treppiede, ciascuna che si specchia su un lago, per i devoti sono una manifestazione di tre dei Bodhisattva principali: Chenrezi (6032 mt) a nord, Jampeyang (5958 mt) a sud e Chakna Dorje (anch’esso di 5958 mt) a est. La zona è ricca di fauna selvatica, e ora qui è stato istituito un parco naturale per preservarla. Ancora più ad est, ai bordi del Tibet storico, si erge poi il massiccio più impressionante, la catena del Minyak Rabgang, una selva di monti che si estende per 290 kmq con circa 20 vette che superano i 6000 metri di quota, il cui apice è il Minyak Gangkar, un massiccio di rocce granitiche che si staglia a ben 7556 mt. Infine, a nord ovest di questo paradiso naturale troviamo lo Zhara Lhatse (5820 mt), considerato il trono del protettore locale, attorno a cui vivono molti nomadi di stirpe Golok.

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