Bhutan: Attraverso il paese del drago

Questo percorso consente una visita completa del Bhutan: il programma parte da Paro, dove è situato l’unico aeroporto, tocca i luoghi più interessanti del Bhutan occidentale, conduce tra i monti della zona centrale del paese, nel misterioso Bumthang, culla della civiltà bhutanese, e si spinge all’estremo est, oltre Mongar, fino a Chorten Kora.
Dopo le visite di Paro, Semtokha e Thimpu, la capitale, valicato il passo del Dochu si giunge a Punakha, il meraviglioso Dzong sede invernale del corpo monastico e del Je Khempo, l'abate capo del Bhutan. Oltre Chimi Lhakhang e Wangdue si visita la valle di Phobjikha, riserva naturale delle Colline Nere dove si trova il monastero Nyingmapa di Gangte, e si prosegue valicando il passo del Pele fino a Trongsa, un paese immerso tra foreste pristine dominato da un imponente Dzong. Scavalcato il passo di Yotong si entra in Bumthang, dove ci si immerge nei siti più antichi delle valli di Chumey e Choekhor. Oltre Jakar la strada è ancora più spettacolare, con un passo che supera i 3700 metri e porta nel Bhutan orientale, dove si trovano Mongar, Trashigang e il remoto Dzong di Tashi Yangtse. Rientrati in Bumthang si dedica una giornata alla valle di Tang, tagliando così anche il ritmo dei trasferimenti che nelle regioni orientali sono piuttosto lunghi, e tornando verso Paro si vedono il Chorten di Chendebji, lo Dzong di Wangdi Phodrang e il piccolo monastero di Nezergang, vero archetipo della realtà bhutanese. L’ultima giornata è riservata alla salita a Taktshang, il "nido della tigre" di Guru Rimpoce.
Potendo estendere il programma, si consiglia di utilizzare un giorno per recarsi allo Dzong di Lhuentse, completando così la visita del Bhutan orientale. Avendo la possibilità di estendere ulteriormente la permanenza, si consiglia di recarsi a visitare i monasteri posti nei pressi di Thimpu e/o di esplorare più approfonditamente la valle di Paro.

 

 

Descrizione del viaggio

1°g. Arrivo in volo a Paro
Giunti a Paro, dove la maggior parte dei voli atterra in tarda mattinata, ci si sistema in hotel; tutti gli spostamenti vengono eseguiti in auto o in pulmino privati, che si utilizzano per tutto il viaggio. Ci si reca a visitare lo Dzong che appare da lontano come un monolito bianco che domina la valle, e Ta Dzong, sede del Museo Nazionale. Si consiglia di completare la giornata con una piacevole passeggiata che impegna in tutto per circa un’ora e porta al villaggio e al tempio di Drangchok.

2°g. Paro – Thimpu
Da Paro si raggiunge Thimpu, un viaggio di circa 2 ore per coprire la distanza di 65 km. Sul percorso si visita Semtokha, il primo Dzong costruito dallo Shabdrung nel 1631, l’abate proveniente da Ralung, in Tibet, che pose le basi della struttura religiosa e politica del Bhutan. A Thimpu, capitale del Bhutan, visita della cittadina, del grandioso Trashichhoe Dzong dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan, e di Dechen Podrang; ci si reca poi al tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, vero gioiello dove spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. A Thimpu sistemazione in hotel.

3°g. Thimpu – Punakha – Wangdue
Da Thimpu si consiglia di partire presto per godere della vista dell’arco Himalaiano dal passo di Dochu, a 3166 metri, dove in una foresta lussureggiante migliaia di bandiere di preghiera colorate circondano 108 Chorten costruiti per commemorare le recenti battaglie svoltesi ai confini con l’Assam; qui si trovano anche tanti piccoli Tsa Tsa che contengono le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta alla valle di Punakha, dove si trova lo Dzong più bello e storicamente importante del paese, meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan [Per informazioni su Punakha: Punakha Dromche]. Dopo la visita dello Dzong di Punakha ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina che sovrasta il fiume, a metà strada tra Punakha e Wangdue. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo" il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ...anche gli stranieri! Sosta per la notte in un hotel nei pressi dello Dzong di Wangdi Phodrang. Si percorrono in tutto circa 100 km.

4°g. Wangdue - Trongsa
La strada sale pian piano tra foreste rigogliose ricche di giganteschi rododendri verso il passo del Pele; nei pressi del valico una deviazione porta alla valle di Phobjikha. Nella natura bellissima qui trovano rifugio le rarissime gru dal collo nero; su di un colle attorniato dalle belle case del villaggio, poggia il monastero Nyingmapa di Gangte, che, assieme a Tamshing in Bumthang, è retto da Kunzang, l’abate riconosciuto come la nona reincarnazione del più famoso Santo bhutanese, Pema Lingpa, che visse nel XV secolo. Oltre il Pele La (3390 mt), si transita dal Chendebji Chorten e si arriva a Trongsa, un paese dominato da un imponente Dzong. La distanza è di 129 km (circa 4 ore), più la deviazione per Gangte; a Trongsa ci si sistema in un alberghetto, il migliore disponibile.

5°g. Trongsa – Jakar
Visita dello Dzong di Trongsa e prosecuzione del viaggio attraverso il passo dello Yotong (3425 mt), che si apre sulla valle di Chumey, una delle tre valli principali del Bumthang, dove ci si reca a visitare Buli, Tharpaling e Choedrak. Buli Lhakhang, che si raggiunge con una facile passeggiata di 15 min., è un delizioso tempio tra le case di un bel villaggio, fondato nel XV secolo. Tharpaling, situato più in alto sulla montagna a circa 3400 mt di quota, si raggiunge in jeep: è un monastero fondato nel XIV secolo da Longchen Rabjampa, uno dei maestri più importanti del lignaggio Dzogchen; vi si trovano statue preziose e alcuni interessanti affreschi che rappresentano la terra pura di Amitaba. Choedra dista circa 20/30 min. di cammino da Tharpaling; fu luogo di meditazione di Guru Rimpoce, motivo per cui nel XIII secolo qui venne costruito un eremo. In serata si raggiunge Jakar nella valle di Choskhor, dove ci si sistema in una guest house (per chi ama camminare, un sentiero porta da Choedra a Lamey Gompa nei pressi di Jakar in 2,5 / 3 ore, con un dislivello in discesa di 850 mt). La distanza tra Trongsa e Jakar è di 68 km (circa 2 ore e mezzo di guida).

6°g. Jakar
Giornata dedicata alle visite nella valle di Choskhor, cuore del Bumthang; solitamente si scelgono lo Dzong di Jakar e i monasteri di Jambay, Kurjey e Tamshing, considerati i siti storicamente più significativi e tutti accessibili in auto. L’origine di Jambay risale all’ VIII secolo: il tempio è infatti uno dei 108 edificati dal re del Tibet Songtsen Gampo per domare l’orchessa del Tibet, e si dice essere posizionato sul ginocchio sinistro del demone. E’ considerato il più antico sito buddista del Bhutan, costruito pochi anni prima di Kyuchu, che sarebbe invece posto sul piede sinistro del demone, e che si visita il 9° giorno. Il complesso di Kurjey è considerato uno dei siti più sacri del Bhutan, fu fondato nel 1652 sul luogo intriso di leggende dove Guru Rimpoce aveva lasciato impressa su una roccia l’impronta del proprio corpo (ku significa roccia; jey corpo). Tamshing, fondato nel 1501 da Pema Lingpa e retto dalla sua attuale reincarnazione, è il più importante centro Nyingmapa del paese e rivela affreschi storicamente importanti e ben conservati. Per arricchire ulteriormente la giornata, si suggerisce di recarsi al tempio di Tangbi, dove si trova anche un interessante villaggio, che si raggiunge con una passeggiata di 20 min. che inizia poco oltre il monastero di Kurjey.

7°g. Jakar – Mongar
Mongar dista quasi 200 km, un tragitto che richiede circa 7 ore. Dopo circa 40 km, superato un primo passo di 3500 mt si arriva al villaggio di Ura, uno dei più belli del Bumthang, con un bel tempio dove ogni anno si svolge l’interessante Cham di Ura Yahchoe. Si prosegue attraverso un ambiente di foreste rigogliose risalendo un primo ampio costone che porta al passo di Thrumshing, a 3750 mt,: il punto più alto di tutto il percorso. Con il tempo limpido si godono delle spettacolari visioni della catena himalaiana dell’est del Bhutan. Scendendo dal passo di Thrumshing la strada in alcuni tratti sembra letteralmente sospesa alle pareti ripidissime dei monti; si attraversano diversi tipi di zone arboree, dai boschi di rododendri e pini fino alle foreste tropicali, calando fino a soli 650 mt. di quota. Superato il ponte sul fiume Kuru, che fluisce da Lhuentse, si sale a Mongar (1650 mt.), un paesello dalle case in stile tradizionale che ospitano varie botteghe, dove ci si sistema in una guest house, la migliore disponibile.

8°g. Mongar – Trashigang
Dopo la visita dello Dzong si lascia Mongar superando il passo di Kori (2300 mt), in un ambiente naturale che è sempre pristino, con foreste rigogliose intoccate dalla mano dell’uomo; sulla discesa si visita il tempio di Ngatshang, sede di una piccola scuola monastica. Giunti all’impetuoso fiume che porta a Trashigang, una deviazione di circa 20 km porta a Dametsi, posto all’apice di un colle a 2400 mt; fondato nel XVI secolo, è il monastero storicamente più importante dell’est del Bhutan. Giunti a Trashigang, un paesino grazioso con una piccola piazzetta circondata da case tradizionali, ci si sistema in una guest house di modesta qualità (comunque la migliore disponibile) e ci si reca a visitare lo Dzong, una bella struttura posta in posizione dominante sulla valle. La distanza da Mongar è di 96 km (circa 3 ore di guida), più l’escursione a Dametsi.

9°g. Trashigang – Tashi Yangtse – Mongar
La strada per Tashi Yangtse serpeggia verso nord risalendo le acque turbolente del fiume che si fa largo tra ripide foreste, e transita dal bel tempio di Gom Kora, costruito in uno dei luoghi dove meditò Guru Rimpoce; vi risiede una piccola comunità di monaci. I panorami verso Tashi Yangtse sono particolarmente belli e selvaggi; il tempo di guida per arrivare fin qui è di circa due ore. Il vecchio Dzong, che risale al 1656, è situato su di un colle che si erge in centro alla valle, prima del paese, e ospita una scuola monastica; la parte amministrativa è stata trasferita in un nuovo Dzong a Tashi Yangtse. Qui si trova il famoso stupa di Chorten Kora, costruito in stile nepalese, una gemma bianca che si erge sul bordo del fiume che scorre impetuoso. Da Chorten Kora si inizia la strada del ritorno, e in serata ci si porta fino a Mongar

10°g. Mongar – Jakar
Si ripercorre l’itinerario del 7° giorno; la bellezza naturale del percorso rende un secondo passaggio assolutamente gradito!

11°g. Jakar, escursione a Tang
Una piacevole stradina che segue il fiume Tang transita da Mebartso, dove Pema Lingpa, che nacque in questa zona, emerse dalle acque con un prezioso Terma (gli oggetti rinvenuti dalle persone spiritualmente dotate, lasciatici in eredità dagli illuminati del passato) e dal monastero di Ta Rimoce, costruito di fronte a una grande roccia dove meditava Guru Rimpoce. A 33 km da Jakar un sentiero conduce con una passeggiata di circa 40 min. al palazzo di Ugyen Choling, una casa nobiliare del XIV secolo, in parte ricostruita dopo il terremoto del 1897, contornata da un villaggio stupendo; un luogo di bellezza preziosa e molto interessante da visitare. Tornando a Jakar, se non si è fatto troppo tardi, ci si reca a visitare il villaggio e il tempio di Paker, posti all’imbocco della valle di Chumey. Sopra Paker si trova poi il monastero di Nyimalung, dove è molto piacevole salire a piedi (c.a. 20/30 min.); una stradina sterrata consente, a chi preferisce, di arrivarci anche in auto.

12°g. Jakar – Wangdue
Giornata di rientro, che richiede circa 6 ore e mezza di guida. Sul percorso si sosta al Chendebji Chorten, una candida costruzione in stile nepalese immersa nelle foreste, edificata da un Lama nel XVIII secolo per imprigionare il demone che aveva reso intransitabile la regione. A Wangdue sistemazione in hotel.

13°g. Wangdue – Paro
Visita dello Dzong di Wangdi Phodrang. Si consiglia di recarsi poi a Nezergang, un piccolo antico monastero, il cui abate è un Tulku (reincarnato), posto su un poggio oltre il fiume di rimpetto allo Dzong di Wangdue, che si raggiunge con una passeggiata di circa un’ora salendo attraverso uno stupendo ambiente rurale. Il trasferimento a Paro, attraverso il bel valico del Dochu, impegna per circa 5 ore; a Paro sistemazione in hotel.

14°g. Paro, escursione al monastero di Taktshang,
Il "nido della tigre" di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso alle rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo con cui si giunge fino ad un bel rifugetto da cui si gode una vista stupenda. Da qui si prosegue attraverso una magnifica foresta portandosi ai piedi del monastero in meno di un’ora. Tornati a valle ci si reca al villaggio e al forte di Drukyel e poi a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan.

15°g. Volo di ritorno
Tutti i voli lasciano Paro di prima mattina.

 

Se si dispone di qualche giorno in più…

Chi potesse disporre da uno a tre giorni in più può ampliare l’itinerario riuscendo così ad includere in un unico viaggio la gran parte dei siti più interessanti che sono raggiungibili dai mezzi meccanici o con brevi passeggiate. Chi volesse sperimentare il piacere di percorrere i sentieri del Bhutan, potrebbe percorrere il breve trekking (3 giorni) che in Bumthang collega la valle di Choekhor (dove si trova Jakar) con Tang, un facile percorso che transita dai templi di Tangbi e Ngang e attraversa il passo del Phephe raggiungendo la strada nei pressi di Urgyen Choling.
Si consultino per questo le pagine Trekking in Bhutan. Ecco i nostri suggerimenti:

1°g. Mongar – Lhuentse – Mongar (inserito tra il 7° e l’8° giorno)
Lo Dzong di Lhuentse è situato in una valle a nord di Mongar, da cui dista solo 76 km, ma la strada tortuosa transita lungo una valle ripida dove spumeggia un impetuoso fiume himalaiano e necessita di almeno 3 ore. E’ uno dei distretti più remoti del Bhutan; lo Dzong, fondato nel 1552, ospita circa 100 monaci ed è situato su un poggio che domina le ripide valli coperte da foreste lussureggianti. Ai piedi di questa massiccia struttura poche case costruite secondo i dettami tradizionali formano un grazioso paesino.

2°g. Thimpu, giornata dedicata alla visita degli eremi e monasteri posti nei dintorni (inserita tra il 2° e il 3° giorno); ci sono molte opzioni da scegliere, tra le quali suggeriamo le seguenti. A nord (sul percorso in auto si può visitare Pangri Zampa, che fu la prima residenza dello Shabdrung): Chari, Drolay e Tango; per visitarli è necessario ottenere uno speciale permesso, che Amitaba può ottenere. Ciascuno di questi 3 luoghi richiede un tratto di salita a piedi; i tempi approssimativi sono di circa 30 min. per Chari, 45 min. per Tango e 2 ore e mezza per Drolay. C’è anche un sentiero che collegando Tango a Drolay rende facile combinare la visita di questi due, con un tempo di cammino complessivo di circa 4/5 ore. Chari e Drolay sono luoghi di ritiro dove i monaci perfezionano le proprie capacità nelle pratiche meditative. A Chari viene custodito uno stupa d’argento che contiene i resti del padre dello Shabdrung. Drolay è un eremo che ospita una quindicina di monaci. Tango (Ta significa cavallo; Ngo testa) è un isolato monastero che risale al XIII secolo ed è considerato l’Oxford monastica della scuola Drukpa del Bhutan. Nel paese ci sono altri istituti simili, ma Tango, che ospita circa 200 monaci, é il più selettivo. Vengono scelti ogni anno circa 20 novizi tra i 13 e i 16 anni, che seguono un corso di studi molto impegnativo (iniziano alle 4 e proseguono fino alle 22 ogni giorno, tranne il sabato). Dopo mediamente 9 anni acquisiscono il titolo di "Acharya" e se poi superano con successo un ritiro in totale solitudine reclusi per tre anni, tre mesi e tre giorni diventano “Khempo". Il giovanissimo rettore dell’istituto è considerato la reincarnazione del fondatore di Taktshang; è stato autore di un episodio divertente, diventato un aneddoto nazionale: aveva solo 5 anni quando bruciò Taktshang e si precipitò nella sala del trono accusando pubblicamente il re di essere un incapace perché non era in grado di curare le cose che lui gli aveva affidato. A ovest: chi è più allenato può scegliere di affrontare 850 metri di dislivello in salita (si impiegano mediamente 3 ore) e arrivare all’antico monastero di Phajoding (3450 mt), fondato nel XIII secolo, dove si trovano due templi stupendi (per entrare serve un permesso speciale); salendo ancora, da Phajoding si arriva all’eremo di Thujidrag Lhakang (3760 mt). In discesa si può transitare dal tempio di Chokuze allungando di poco il percorso; aggiungendo circa 1 ora e mezza di cammino, da Chokuze si può scendere alla scuola monastica di Wandigtse raggiungendo la strada presso lo Dzong di Dechen Podrang.

3°g. Paro, giornata dedicata all’esplorazione della valle (si inserisce bene prima o dopo l’escursione a Taktshang del 14° g.).
Anche qui ci sono molte opzioni tra cui scegliere; ecco i nostri suggerimenti. Ci si reca in jeep alla scuola monastica di Sangchoekar, in posizione panoramica sulla valle; da qui si può scendere a piedi transitando dal tempio di Kunga Choeling fino al villaggio di Langu (un’ora e mezza). Quindi visitare l’antico eremo di Dzongdrakha, che si raggiunge con mezz’ora circa di cammino dalla strada che collega Paro a Haa. Se si prosegue lungo questa strada si arriva ad un passo posto a circa 3700 metri, che offre una vista stupenda; prima del valico si può visitare il convento femminile di Chile (c.a. 45 min. a piedi, ma in salita: si parte da quota 3270 per arrivare ai 3500 mt del monastero, attraverso una foresta stupenda). Disponendo di un’unica giornata, alcuni preferiscono non visitare Sangchoekar ed eseguire un’escursione fino a Haa, che può includere le visite di Dzongdrakha e del convento femminile di Chile.

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