Scoprire la Cambogia

Programma di 16 giorni con possibile estensione finale in Laos. Si inizia con la visita di Phnom Penh, poi ci si reca nelle regioni tribali dei Phnong, vicine al confine col Vietnam, esplorando il territorio dei monti Mondolkiri. Si prosegue poi verso nord per Kratie e da Stung Treng si visita in barca il superbo delta interno del Mekong, un territorio costellato di isolette con tranquilli villaggi e alcune cascate, l’habitat dei delfini d’acqua dolce. Sono previste diverse escursioni a piedi lungo facili sentieri, per godere nel modo migliore della natura e del bucolico mondo rurale della Cambogia. Si corona questo stupendo itinerario con la parte storica: si inizia da Koh Ker, la capitale Khmer nel X secolo, e, arrivati ad Angkor, ci si immerge nelle visite delle immortali rovine. Prima del rientro, ci si reca in barca tra i villaggi di palafitte e le case galleggianti del vasto lago Tonle Sap.

 

Cambogia: Etnie, storia e natura - Amitaba Cambogia: Etnie, storia e natura- Amitaba Cambogia: Etnie, storia e natura - Amitaba
Isola di Koh Kong
Angkor Thom
Tonle Sap

 

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Descrizione del viaggio

1°g.    Partenza per la Cambogia  

2°g.    Arrivo a Phnom Penh  
Arrivati a Bangkok ci si imbarca sul volo per Phnom Penh. Pomeriggio libero.

3°g.    Phnom Penh  
Utilizzando i riksho a pedali si attraversa la zona centrale della città arrivando al Museo del Genocidio, la scuola che i famigerati khmer adibirono a lager; una visita toccante anche per la vicinanza temporale degli accadimenti. Ci si reca poi al “mercato russo”, un interessante bazar coperto dove si trovano anche diversi oggetti da acquistare. Nel pomeriggio ci si reca al Palazzo Reale e alla Pagoda d’Argento, quindi al Museo Nazionale. Si gode del tramonto e si cena su una barca sul Mekong.

4°g.   Phnom Penh – Sen Monorom (Mondolkiri)  
Si parte verso est alla volta di Sen Monorom, capoluogo della regione di Mondolkiri a ridosso del Vietnam. Qui la densità di popolazione è la più bassa della Cambogia, il territorio è collinare e coperto da foreste rigogliose, dove si trovano anche diverse cascate; lo abitano una decina di etnie diverse, di cui la principale (circa l’80% della popolazione) sono i Phnong. Giunti a destinazione si visita un villaggio. La tappa è di 359 km e richiede fino a 8 ore di guida.

5°g.    Mondolkiri: foreste e villaggi Phnong  
Si esplorano i monti Mondolkiri visitando i villaggi Phnong, immersi in un ambiente naturale molto bello. Qui si vive di quanto offre la terra: riso, alberi da frutta e verdure varie; vengono coltivati anche fragole, caffè, alberi della gomma e anacardi. Vi sono ancora molte case tradizionali, al loro interno a volte vengono custoditi caratteristici grandi vasi cilindrici, che si dicono vecchi più di mille anni, e gong tradizionali. Con una breve passeggiata nella foresta si giunge ad una bella cascata che alimenta un laghetto. Con l'aiuto della gente del posto si cercano gli elefanti : sarà bello incontrarli nel loro ambiente naturale. Si parte quindi a piedi per arrivare ad un villaggio con un percorso che segue un facile sentiero attraverso la foresta e richiede circa 3 ore. Qui si trascorre la notte in una casa tradizionale, che consiste in una grande stanza comune; vengono fornite coperte, lenzuolo e zanzariera e vi sono dei semplici servizi esterni. Verrà preparata una cena tradizionale Phnong, con cibi gustosi e semplici.

6°g.    Sen Monorom – Kratie  
Kratie è una tranquilla cittadina di origine coloniale francese sul Mekong, che dista circa 5 ore di guida. Con un traghetto locale si raggiunge un’isola del Mekong abitata dall’etnia Cham, dove si effettua una piccola esplorazione a piedi; in questo tratto del grande fiume spesso si vedono delfini d’acqua dolce. Si rientra quindi a Kratie.

7°g.    Kratie – Stung Treng  
Si prosegue verso nord; la meta è Stung Treng, una piccola cittadina sulle rive del Mekong che dista 140 km, un viaggio di circa 3 ore. Sul percorso ci si reca con la barca in un punto del Mekong dove si forma un bacino d’acqua profondo che ospita il più grande gruppo di delfini d’acqua dolce del fiume. Si esplorano con una barca leggera le rapide di Kampi, incontrano la stupenda “foresta sommersa”: un ambiente molto particolare dove le piante indicano con la loro piega la direzione della corrente quando vengono sommerse nel periodo monsonico. Lungo il tragitto si vedono i tipici villaggi del Mekong, immersi in un bell’ambiente naturale.

8°g.     Stung Treng (Cascate del Mekong)  
Si dedica la giornata all’esplorazione del delta interno del Mekong, arrivando fino alla regione delle ‘4000 isole’, condivisa da Cambogia e Laos. Si utilizza una barca di pescatori, veloce e leggera, per risalire le acque del fiume approdando all’imbocco di un sentiero che con una piacevole camminata (meno di 2 ore in tutto) porta alle cascate del Mekong di Sopheak Mit. Rientrati, si pranza su un’isoletta al confine col Laos; qui il bacino d’acqua formato dal fiume ospita un branco di delfini d’acqua dolce. Si parte quindi con una barca di maggior stazza seguendo il deflusso del fiume fino a Stung Treng: è un percorso affascinante che dura alcune ore, attraverso la regione più bella delle foreste sommerse.

9°g.    Stung Treng - Koh Ker - Siem Reap  
Partenza per Koh Ker, nella selvaggia provincia di Preah Viehear; questo impressionante sito fu la capitale dell’impero Khmer nel X secolo. Le rovine si estendo su di un’area ampia; il complesso del Prasat Thom è la parte più interessante, con una piramide a 7 gradoni alta 32 metri. Nel pomeriggio si prosegue per Siem reap, che dista ancora circa 70 km; il viaggio richiede in tutto da 4 a 5 ore.

10°g.   Siem Reap, visita di Angkor  
Con le biciclette si segue un percorso di circa 8 km contornando il bacino d’acqua del tempio di Angkor fino al cancello meridionale della città reale di Angkor Thom; si prosegue esplorando le mura immerse nella foresta fino alla porta orientale della città imperiale e da qui si giunge al tempio del Bayon. Si lasciano le bici e ci si immerge in questo incredibile edificio, celebre per le incredibili, innumerevoli torri ornate da quattro volti. Nel primo pomeriggio, utilizzando i tuktuk ci si reca al Ta Prohm, il tempio dove più di ogni altro si ammira la lotta tra i giganteschi alberi e le rovine, il luogo le cui immagini hanno reso gli spettacolari resti dell’antico impero Khmer noti nel mondo. Completa il tour la visita del tempio di Preah Khan.

11°g.    Siem Reap, Angkor Vat e Tonle Sap  
Ci si alza presto per poter godere dell’alba su Angkor Vat, il tempio più vasto e famoso. Dopo una dettagliata visita si lascia l’area archeologica andando al villaggio di palafitte di Kampong Phluk sui bordi del vasto lago di Tonle Sap; questa immensa distesa d’acqua ha una formidabile variazione di livello nel corso delle stagioni, circa 8 metri e anche più, che fa sì che le dimensioni del bacino d’acqua cambino moltissimo, da qui la necessità di costruire le case su altissime palafitte. Si esplora il lago utilizzando una barca, potendo così osservare la vita che si svolge su queste acque tra pesca, allevamenti ittici e villaggi formati anche da case galleggianti.

12°g.   Siem Reap – Benteay Srei – Phnom Kulen  
Ci si reca al Benteay Srei, un interessante edificio Khmer del X secolo, conosciuto come la "cittadella delle donne". Si prosegue per il Phnom Kulen, raggiungendo delle cascate, dove è possibile fare un bagno (per arrivare alla cascate si può percorrere un sentiero o giunger nei pressi coi mezzi, come si preferisce). Da qui si prosegue a piedi, seguendo un bel percorso nella foresta incontrando villaggi ed anche resti archeologici e in circa 3 ore con un dislivello che dalle cascate è di circa 150 mt si arriva al Phnom Kulen, un monte sacro della Cambogia; per chi volesse, parte del sentiero si può evitare utilizzando il ‘kuyon’, il piccolo trattorino in uso da queste parti.

13°g.     Phnom Kulen (monte sacro della Cambogia)  
Si dedica la giornata all’esplorazione dei villaggi e ad una presa di contatto con la vita rurale. Con una piacevole passeggiata si vedono diverse fattorie incontrando le famiglie che vivono qui e si potrà visitare anche la scuola. Si rientra nel pomeriggio al villaggio dove si alloggia, avendo del tempo a disposizione per completare le visite.

14°g.    Phnom Kulen – Beng Mealea – Siem Reap  
Si lascia il villaggio e camminando ci si immerge nella foresta tornando fino alla cascate già viste. Si prosegue quindi coi veicoli per il sito Khmer di Beng Mealea, che dista circa 50 km. Questo splendido tempio induista del XII secolo dedicato a Vishnu è uno dei più grandi dell’Impero Khmer (il perimetro è di 181 x 152 mt), ed anche uno dei più spettacolari per l’incredibile groviglio creato dalla vegetazione tropicale che era riuscita a sommergerlo; era posizionato al centro di una città, di cui resta solo la traccia dell’antico fossato che la cingeva. Completata la visita si prosegue per Siem Reap, che dista da qui circa 60 km.

 

Per chi rientra:

15°g.   Siem Reap e volo di rientro  
Mattina a disposizione per relax e acquisti; dopo pranzo si va all’aeroporto di Sien Reap, dove ci si imbarca sul volo di rientro.

16°g.    Arrivo a destinazione 

 

Per chi segue l’estensione in Laos:

15°g.    Siem Reap – Luang Prabang  
Si parte in volo per Luang Prabang, l’antica capitale delle dinastie laotiane fondata nel XIV secolo, posta sulle rive del Mekong e ricca di templi. Nella giornata di oggi non sono previste attività; chi è interessato nel pomeriggio potrà fare una tranquilla passeggiata al vicino ed interessantissimo mercato.

16°g.    Luang Prabang; escursione a Pak Ou  
Si dedica la mattina alle visite dei siti più belli della cittadina; per gli spostamenti si usa un simpatico tuk tuk. A Luang Prabang vi sono tutt’ora circa 30 templi, dei 65 originari, concentrati nella pittoresca parte vecchia; ci si sofferma sui luoghi più significativi: il Palazzo Reale, che ora è un museo, il Vat Mai, dove viene custodita la statua d’oro (il “Pra bang”) che dà il nome alla cittadina, il Vat Sene, considerato tra i più belli per i bassorilievi dorati, ci si reca al piccolo museo etnologico, il TAEC, che espone costumi e implementi dei diversi gruppi etnici laotiani ed è allestito in una tipica magione coloniale francese, il Vat Visoun, il Vat Aham e la ‘Heritage house’, un bell’esempio di palazzo tradizionale laotiano. Nel primo pomeriggio è la volta del Vat Xieng, il tempio forse più emblematico, famoso per le stupende decorazioni; è posizionato alla fine della penisola su cui sorge la città vecchia, dove il fiume Nam Khan fluisce nel Mekong. Da qui ci si imbarca su una lancia e si risalgono le acque di questo bel tratto del Mekong, dove si affacciano alcuni villaggi immersi in una natura pura, fino alle affascinanti grotte di Pak Ou: qui in due anfratti della montagna che si erge sul fiume sono conservate migliaia di statue del Buddha, un luogo di pellegrinaggio molto vivo nel cuore dei laotiani. Si rientra quindi a Luang Prabang.

17°g.    Luang Prabang; escursione a Khouang Si  
Chi si alza presto potrà assistere alla questua quotidiana dei monaci, che passeggiano silenziosi in fila indiana con le grandi ciotole scure per ricevere l’elemosina. Da qui ci si reca al mercato, dove la gente si reca quotidianamente per gli acquisti – anche se ormai quasi tutti sono dotati di refrigeratori, la tradizione richiede che le vettovaglie in casa siano sempre freschissime, così la giornata per molte persone inizia qui. Dopo colazione ci si reca a sud ovest di Luang Prabang alle cascate di Kuang Si (32 km); sul percorso si visitano alcuni villaggi potendo avvicinare la semplice realtà rurale e le serene persone che vivono qui. Si vedrà anche "l'Asian Black Bear Rescue Center", che come indica il nome si occupa del salvataggio di una specie di orso asiatico. Giunti alle cascate, luogo di notevole bellezza naturale, fare un bagno è pressoché irresistibile! Rientrando si visita il centro di produzione tessile di Ock Pop Tok; la ricchezza di trame e colori delle produzioni laotiane merita di conoscere le arti che le creano. Rientrati a Luang Prabang si sale al Phousi, la collinetta al centro della cittadina ornata con diverse statue del Buddha sulla cui cima si trova un piccolo tempio, punto ideale per godere del tramonto; il sentiero che porta sul colle ha 328 gradini, e sale all’ombra di alberi secolari. Tornati ‘a valle’ si arriva direttamente nel mezzo del mercato serale tenuto in buona parte da persone dell’etnia Hmong.

18°g.   Luang Prabang e volo di rientro  
Mattina a disposizione per relax e acquisti; dopo pranzo si va all’aeroporto di Sien Reap, dove ci si imbarca sul volo di rientro.

19°g.    Arrivo a destinazione  

 

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