India Himalaia: Da Leh allo Zanskar

Il programma “Da Leh allo Zanskar” è centrato sulla visita della remota regione dello Zanskar e tocca alcuni dei siti principali delle aree del Ladakh; è prevista la visita di Leh, utile anche per l’acclimatazione iniziale. Se si disponesse di più tempo la parte che si svolge in Ladakh può essere estesa includendo un ampio numero di siti: si vedano i nostri suggerimenti nel programma Zanskar, il regno segreto (dove è illustrata anche l’estensione per Phuktal) e nel capitolo Itinerari himalaiani: Ladakh e Rupshu.

Il viaggio prevede di raggiungere e di rientrare da Leh, la capitale del Ladakh, in volo da Delhi. A Leh si sosta per due notti, avendo modo di iniziare l’acclimatazione ed esplorare la città ed i suoi interessanti siti. Si parte quindi per lo Zanskar utilizzando delle jeep e trasportando su di un veicolo ausiliario l’attrezzatura per i campi ed i rifornimenti necessari: fino al rientro a Leh si utilizzeranno le tende. Il percorso inizia seguendo il corso del fiume Indo fino alla gola che porta all’oasi di Lamayuru e proseguendo sempre verso ovest, superati due alti passi, si entra nella regione di Mulbeck con la statua rupestre di Maitreya che segnala il passaggio nella zona a maggioranza islamica di Kargil, dove si transita per imboccare l’unica via di accesso allo Zanskar agibile ai veicoli motorizzati: una spettacolare strada sterrata, bloccata dalla neve anche per 9 mesi all’anno, che risale le acque del fiume Suru, un affluente dell’Indo. Dopo aver sfiorato maestosi ghiacciai che scendono da vette altissime dominate dal Nun (7135 mt) si raggiunge l’isolato monastero di Rangdum, posto su un colle morenico al centro di una valle di inimmaginabile bellezza, con le vaste pasture degli yak coperte da milioni di stelle alpine, rientrando così nella zona di cultura buddista tibetana. Rangdum segna il ritorno dal mondo dell’Islam che popola le valli sottostanti alla cultura del buddismo tibetano. Proseguendo oltre il passo del Pensi La, abitato da miriadi di marmotte e alto circa 4400 mt, il punto più alto del viaggio dove la vista spazia sulle distese glaciali del misterioso massiccio del Sickle Moon, si giunge alla valle del fiume Dado, arrivando in Zanskar.

Si dedicano sei giorni all’esplorazione dell’ampia vallata dello Zanskar e delle valli dei fiumi Dado e Tsarap, che, confluendo, formano il possente fiume Zanskar, un’area himalaiana di incomparabile bellezza. Il circuito inizia dall’eremo di Naropa, quindi ci si reca a Sani, Padum, Bardan, Mune, Pipiting, Karcha, Thongde e Zangla. Si avrà così modo di apprezzare sia la vita che l’arte e la cultura di questo prezioso microcosmo himalaiano, dove nei monasteri si trovano magnifici reperti di cui i più antichi risalgono all’XI secolo e la gente segue le proprie antiche abitudini nel modo di coltivare, nello stile delle abitazioni e nei costumi.

Il rientro verso il Ladakh ripercorre la medesima (ed unica) strada, attraverso incredibili scenari naturali dove prospettive, sfumature di luce e colori continuano a cambiare, rendendo un secondo passaggio assolutamente entusiasmante. Nel Ladakh occidentale, tornando verso Leh, si prevedono le visite di un isolato eremo e del sito di Alchi, dove troviamo gli affreschi più importanti di questa regione.

 

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Monaci di Karcha
Thongde
Monaca di Zangla

 

 

Organizzazione del viaggio

Il viaggio nella parte himalaiana viene condotto da una guida esperta del territorio che generalmente parla la lingua inglese. Se questo è un problema si possono utilizzare due persone, con una che faccia da interprete. Per le visite a Delhi si utilizza una guida locale che parla l’italiano. Per gli spostamenti nelle regioni himalaiane si utilizzano veicoli tipo jeep, come la Tata o la Toyota indiana; a Delhi si utilizza un veicolo privato dotato di aria condizionata. A Leh e a Delhi si alloggia in comodi hotel – si ricorda che il massimo standard disponibile in Ladakh è equivalente a quello di un nostro alberghetto di montagna, ma la pulizia è sufficiente, si dispone di stanze con bagno e acqua calda e un generatore di corrente per gli eventuali “salti” di luce. Sono previsti in tutto 9 campi consecutivi; in alcune località sono ora disponibili delle semplici locande, alcune sufficientemente pulite; è quindi probabile che nel corso dei prossimi anni i campi saranno necessari in numero più limitato. Si consideri comunque che il loro utilizzo consente di godere appieno dei luoghi che si visitano e permette di raggiungere i siti più remoti; nella nostra esperienza questa soluzione ha sempre trovato il gradimento dei partecipanti. I campi sono ben organizzati con comode tende a due posti, utilizzabili anche singolarmente per dormire, tenda comune con tavolo e sedie, tenda cucina e tende per i servizi. Amitaba provvede a fornire il tutto, ad eccezione del sacco a pelo. In funzione del numero di partecipanti oltre alla guida si ha al seguito un cuoco (se si è solo in 2 o 3 si può reperire una guida che svolga anche questo ruolo) e, se si è in più persone, degli assistenti; il viaggiatore non deve quindi preoccuparsi degli aspetti pratici (montaggio/smontaggio del campo, cucina). Il personale utilizzato lavora con Amitaba da parecchi anni e i pasti sono preparati da un cuoco abituato a soddisfare gli ospiti italiani.

Il viaggio richiede un certo senso di adattabilità, non tutti sono abituati ad una vita piuttosto semplice e spartana. Per chi è pronto, questo aspetto regala un bel sapore di avventura. Amitaba ha sperimentato con successo la partecipazione a questo tipo di viaggio anche di persone che non avevano avuto precedenti esperienze, ma partite consapevoli e con una buona motivazione.

Il costo non è riportato perché varia in funzione del numero dei partecipanti, del tipo di servizi richiesti (es. la classe di hotel a Delhi) e del costo dei voli. Il trattamento previsto per la parte himalaiana è solitamente inclusivo dei pasti. Tutti i viaggi sono coperti da assicurazione.

Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196

 

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Zangla
Mandala a Bardan
Donne a Rangdum

 

 

NOTA TECNICA

Andare in Ladakh ed in Zanskar significa sperimentare la vita ad altitudini che non ci sono abituali: Leh stessa si trova a 3500 metri. La buona riuscita di un viaggio quindi deve sempre tenere in considerazione questo fattore. Per l'adattamento è necessario prevedere una gradualità di salita e non esagerare con gli sforzi fisici nei primi giorni; l’itinerario previsto tiene conto di queste esigenze. Il passo più alto fatto in jeep è il Pensi La (4400 mt), dove si arriva dopo sei giorni dall’arrivo a Leh.

Per maggiori informazioni di carattere tecnico (alta quota, attrezzatura, ecc.) consultare la pagina Himalaia dell’India.

 

 

Descrizione del viaggio

1°g. Italia - Delhi
Per il volo si può scegliere tra un gran numero di compagnie aeree; per orari e costi contattare Amitaba. All’arrivo si viene ricevuti dal corrispondente indiano di Amitaba; trasferimento in hotel.

2°g. Delhi
Nella giornata di oggi si prevede una visita guidata della città, che potrà essere completa o più breve in funzione sia dell’orario di arrivo che del gradimento dei partecipanti. I siti toccati da una visita classica sono il Forte Rosso, che fu il palazzo degli imperatori musulmani, la moschea di Jama Masjit, costruita in classico stile mughal, la tomba di Humayun, del XVI secolo, considerato il mausoleo precursore del Taj Mahal, il Qutab Minar, una torre alta 75 metri dalle stupefacenti proporzioni edificata tra il XII e il XIII secolo, l’India Gate, simbolo dell’India moderna, ed il mausoleo di Gandhi, dove una lastra di marmo nero segna il punto della sua cremazione, un luogo molto venerato, nel cuore di tutti gli indiani.

3°g. Delhi – Leh
Partenza di prima mattina in volo per Leh, dove si viene ricevuti dal rappresentante di Amitaba per il Ladakh e dalla guida. Sistemazione in uno dei migliori hotel della cittadina e riposo per favorire l’adattamento alla quota: siamo a 3500 mt di altezza. Nel pomeriggio tranquilla passeggiata a Sankar Gompa, un piccolo monastero situato tra case coloniche, orti e campi.

4°g. Leh
Giornata dedicata alla visita di Leh: il Palazzo Reale con i templi adiacenti, il panoramico Tsemo Gompa, dove sorgono anche i resti di quello che fu il primo castello della dinastia reale Namgyal a Leh, l’antico Chorten di Tashi Gomang, la Pagoda della Pace, la parte vecchia della cittadina e il mercato.

5°g. Leh – Shergol
Si parte con le jeep trasportando tutto l’occorrente per i campi; fino al rientro a Leh si dormirà in tenda. La strada segue il flusso del fiume Indo, lasciandolo per alcuni tratti per evitare le gole più profonde. Oltre Khalsi la strada lascia il corso dell’Indo e s’inoltra per una valle laterale attraverso una pittoresca gola che conduce nell’ambiente di incredibili erosioni lunari di Lamayuru, dove si visitano l’oasi e il monastero, posto arditamente su formazioni che sovrastano un villaggio circondato da montagne completamente desertiche; è uno dei contesti naturali più pittoreschi del Ladakh. Superato il passo del Fatu (4147 mt) sopra Lamayuru ed oltre il valico del Namika (3760 mt) si raggiunge Mulbekh, dove, oltre all’antichissima statua rupestre che rappresenta il Buddha Maitreya, si trovano due monasteri. Si pone il campo nei pressi di Shergol, un monastero incastonato in una rupe, ripreso nel film “Samsara”.

6°g. Shergol – Rangdum
Si transita per Kargil, da dove si imbocca la strada che porta verso lo Zanskar. La zona è un po’ più arborea rispetto al Ladakh ed a maggioranza mussulmana; ogni villaggio ha una piccola moschea con il minareto, gli uomini hanno spesso lunghe barbe ma le donne non sono velate. Il Nun e il Kun, le più alte vette di quest’area himalaiana che superano i 7000 metri, dominano un’ampia ansa del fiume Suru. Superate le gole ai loro piedi una valle spettacolare ornata da ardite vette di granito da cui fluiscono poderosi ghiacciai porta ad un plateau dove tra le pasture degli yak ricche di stelle alpine regna solitario il monastero di Rangdum. Si pone il campo nei pressi del monastero.

7°g. Rangdum – Sani
Valicato il Pensi La (4400 mt) si entra nella valle dello Zanskar. Al ponte di Ating una mulattiera jeeppabile porta nella valle dell’Umasi La, dove sospeso ad una rupe si trova l’eremo di Dzongkul, che fu il principale luogo di ritiro del grande maestro Naropa, autore del testo sui “Sei yoga”, tutt’ora una delle guide esoteriche principali utilizzate dagli yogi tibetani. Dopo la visita si raggiunge la vasta piana formata dalla confluenza dei fiumi Doda e Tsarap, il cuore dello Zanskar, dove si trovano i principali villaggi e monasteri. Si pone il campo nei pressi del villaggio di Sani, dove, protetto da un muro di cinta ed ombreggiato da alberi, molto rari in questa regione, vi è l’antico monastero che custodisce la statua di Naropa, lo stupa con i resti di Kanishka, un maestro che visse intorno all’anno mille, e degli affreschi attribuiti a Zadpa Dorje.

8°g. Sani
Si trascorre la mattina visitando il villaggio, il monastero ed il vicino convento femminile che si raggiunge con una piacevole passeggiata. Nel pomeriggio si prevede un’escursione all’eremo di Guru Rimpoce, sul monte di fronte a Sani, che si raggiunge con circa un’ora e mezza di cammino, da dove si gode una stupenda visuale.

9°g. Sani – Karcha
Da Sani si raggiunge Padum, la nuova “capitale” dello Zanskar e unico luogo della regione con dei negozietti e un punto telefonico. Sulla collina sovrastante è situato un interessante monastero immerso tra gli alberi da cui si gode un bel panorama. Oltre Padum si imbocca la strada sterrata che risale il vorticoso fiume Tsarap: la meta sono Bardan e Mune. Si raggiunge prima Bardan, un monastero di scuola Karmakagyu di circa 400 anni costruito su una rupe a picco sul fiume, e quindi con le jeep ci si inerpica fino all’oasi e al monastero di Mune, dove il villaggio sopravvive in un ambiente decisamente molto selvaggio. Rientrati nella valle principale si transita da Pipiting, un villaggio nei pressi di Padum con un grande stupa e un monastero e, attraversato il fiume, si giunge al villaggio di Karcha, dove si pone il campo.

10°g. Karcha - Zangla
Il bel villaggio di Karcha è dominato dal grande monastero costruito sulle rupi rocciose, il principale dello Zanskar, di scuola Ghelupa. La visita rivela diverse sale e alcuni affreschi dell’XI secolo; sul monte antistante è situato l’antico convento femminile, ricco di sorprendenti reperti artistici. Lasciata l’oasi di Karcha si transita da Pipiting e, superato il fiume Tsarap, si prosegue lungo la valle dello Zanskar arrivando a Thonde, un interessante monastero Ghelupa posto su di una rupe da cui si gode un’indimenticabile visuale. Si prosegue quindi per Zangla, la vecchia capitale dello Zanskar.

11°g. Zangla
Visita dell’antico castello di Zangla, sede storica del Gyalpo, il Re dello Zanskar, posto in una bellissima posizione che domina la valle. Si trovano anche molti chorten di cui il più recente è quello di Bakula Rimpoce, l’Abate del Ladakh recentemente scomparso di cui è già stata individuata la reincarnazione in un bimbo nato da un’umile famiglia della valle di Nubra. Nei pressi dell’oasi di Zangla è situato anche un interessante convento femminile. Per i più sportivi, una passeggiata lungo la valle alle spalle del castello porta al sito di un antichissimo chorten.

12°g. Zangla - Rangdum
Inizia il percorso di rientro che segue la medesima strada utilizzata per giungere fin qui – la bellezza inimmaginabile del contesto naturale merita almeno questo secondo passaggio! Si risale la valle del fiume Doda che porta al passo del Pensi e al bel monastero di Rangdum, dove si pone il campo su questa piana incastonata tra i monti, luogo superbo per un ultimo saluto al mondo dello Zanskar.

13°g. Rangdum - Shergol
Si prosegue oltre le gole del Nun, dove i ghiacci lambiscono le acque potenti del fiume Suru, e dopo Kargil si raggiunge la valle di Mulbeck, tornando al tranquillo campo nei pressi di Shergol.

14°g. Shergol – Leh
Chi lo desidera potrà recarsi alle prime luci dell’alba con una passeggiata che si inerpica lungo uno spettacolare e, a tratti, ripido e strettissimo canyon, all’eremo di Phokar Dzong, uno dei luoghi più sacri di questa regione himalaiana. Si parte quindi verso est seguendo la panoramicissima strada che, valicati i passi Namika e Fatu, transita da Lamayuru e si tuffa nella valle dell’Indo. Arrivati al ponte per Alchi con una breve deviazione ci si reca a visitarne i templi, fondati nell'XI secolo da Kaldan Sherab, discepolo di Rinchen Zangpo, che contengono dei magnifici dipinti di scuola Ghandara, il reperto artistico più importante del Ladakh. Si prosegue quindi per Leh, dove ci si sistema in hotel.

15°g. Leh – Delhi
I voli per Delhi partono al mattino presto; all’arrivo, accoglienza da parte del corrispondente indiano di Amitaba. Si può scegliere se disporre di una stanza in un hotel da utilizzare per la giornata o un veicolo con autista con una guida che parla la lingua italiana se lo si ritiene opportuno, per completare le visite della città e per gli acquisti. Dopo cena ci si trasferisce all’aeroporto internazionale da dove la gran parte dei voli per l’Europa parte in tarda serata o nelle primissime ore del mattino.

16°g. Volo Delhi – Italia.

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