India Himalaia: Dallo Spiti al Ladakh

Questo programma è una versione più breve del “I mondi tibetani dell’India", che si concentra principalmente nella regione dello Spiti e non prevede la visita dei laghi del Rupshu. Partendo dalle pianure dell’India si entra nelle regioni himalaiane dell’Himachal Pradesh attraverso il Kinnaur giungendo nella remota valle dello Spiti, a ridosso del Tibet, un territorio storicamente parte del mitico regno di Gughe. Dopo la visita dello Spiti si transita dal Lahaul e proseguendo verso nord si percorre il territorio nomadico dell’altopiano del Rupshu fino alla valle dell’Indo in Ladakh. Il percorso porta a contatto con le popolazioni gentili ed ospitali di questa magnifica parte del mondo ed anche con i diversi ambienti naturali di una vasta area dell’Himalaia: dalle profonde vallate ricche di foreste ai deserti d’alta quota trans himalaiani.

Il viaggio richiede un buon spirito di adattamento e dimestichezza con la vita in ambienti molto semplici; ma non è necessario fare percorsi a piedi, fatte salvo delle brevi ed opzionali escursioni. E’ quindi perfetto per chi desidera un’esperienza fortemente culturale che offra anche un genuino senso di avventura.

 

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Arrivare in Spiti da Manali

L’itinerario non presenta pericoli, ma è soggetto ad un rischio operativo dato dalle frequenti frane nell’alto Sutlej, tra Kinnaur e Spiti, che in particolare nel periodo monsonico possono bloccare la strada anche per diversi giorni. E’ un fattore che va tenuto presente; se dovesse capitare questa sfortuna l’unica alternativa per recarsi in Spiti è andare da Delhi a Manali con una lunga giornata di guida, che può essere resa più comoda se, invece di sostare una notte a Delhi all’arrivo, si raggiunge subito Chandigarh e da qui si prosegue il giorno successivo per Manali. Si valica quindi il passo del Rothang e si risale il corso del fiume Chandra fino al passo del Kunzum che porta in Spiti arrivando fino a Kaza, la “capitale”; da Manali si impiegano da 8 a 12 ore di guida, in funzione delle condizioni della strada. Così facendo, dovendo poi proseguire verso nord, si dovrà passare una seconda volta dal passo del Kunzum (…con un percorso così bello per cui non è una cosa poi così tremenda!). Una volta raggiunto lo Spiti si effettuano le visite in un ordine diverso rispetto al programma che si seguirebbe arrivando da Shimla, spingendosi fino a Tilasangh, non lontano dalla confluenza dei fiumi Spiti e Sutlej.
L’itinerario così delineato richiede in tutto 14 giorni; se si dispone di più tempo si possono aggiungere alcune interessanti soste o estendere il soggiorno in Ladakh.
Il prospetto delle tappe suggerite con questa opzione è riportato sotto.

 

 

Organizzazione del viaggio

Per questo itinerario è necessario avere una guida che conosca bene il territorio. La maggior parte parla la lingua inglese ma se questo è un problema si possono utilizzare due persone, con una che faccia da interprete. E’ anche necessario predisporre dei permessi per il transito in alcune parti dello Spiti che vengono rilasciati dalle autorità locali; Amitaba si prende cura di questo dettaglio.
L’unica località dove si trovano hotel anche di alto livello è la città di Delhi mentre a Shimla ed a Leh ci sono alberghi di buona qualità; se si segue il percorso via Manali, anche qui ed a Chandigarh la qualità degli alloggi è buona. Per tutte le altre soste non si dispone di hotel, e si pernotta in locande o in tenda. Le locande che si utilizzano sono le migliori disponibili, il criterio di scelta sono pulizia ed igiene, ma sono sempre molto spartane. Dove è necessario, per la mancanza di strutture o per la loro inadeguatezza, si usano le tende, che vengono trasportate con tutta l’attrezzatura necessaria. Amitaba provvede a fornire tutto, ad eccezione del sacco a pelo. In funzione del numero di partecipanti oltre alla guida si ha al seguito un cuoco (se si è solo in 2 o 3 si può reperire una guida che svolga, quando è necessario, questo ruolo) e, se si è in più persone, degli assistenti. Il viaggiatore non deve quindi preoccuparsi degli aspetti pratici (montaggio/smontaggio del campo, cucina). Il viaggio, al di fuori di Delhi, viene sempre organizzato includendo i pasti.

Per gli spostamenti da Shimla a Leh si utilizzano veicoli tipo jeep, come la Tata o la Toyota indiana; per giungere a Shimla, se non si andasse in treno, e per gli spostamenti a Delhi si utilizza un veicolo privato dotato di aria condizionata. Da Leh a Delhi si utilizza un volo interno indiano.

Il viaggio richiede un buon senso di adattabilità, non tutti sono abituati ad una vita piuttosto semplice e spartana. Per chi è pronto, questo aspetto regala all’itinerario un bel sapore di avventura. Con l’utilizzo dei campi si ha poi un grande vantaggio: la capacità di visitare adeguatamente luoghi anche remoti e difficilemente raggiunti. Amitaba ha sperimentato con successo la partecipazione a questo tipo di viaggio anche di persone che non avevano avuto precedenti esperienze, ma partite consapevoli e con una buona motivazione.

Il costo del viaggio non è riportato perché varia in funzione del numero dei partecipanti, del tipo di servizi richiesti e del costo dei voli; sarà nostra cura fornire una valutazione economica in tempi brevi. Tutti i viaggi sono coperti da assicurazione.

 

Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196

 

 

Descrizione del viaggio

1°g. Italia - Delhi
Per il volo si può scegliere tra un gran numero di compagnie aeree; per orari e costi contattare Amitaba. All’arrivo si viene ricevuti dal corrispondente indiano di Amitaba e dalla guida; trasferimento in hotel.

2°g. Delhi
Nella giornata di oggi si prevede una visita guidata della città, che potrà essere completa o più breve in funzione sia dell’orario di arrivo che del gradimento dei partecipanti. I siti toccati da una visita classica sono il Forte Rosso, che fu il palazzo degli imperatori musulmani, la moschea di Jama Masjit, costruita in classico stile mughal, la tomba di Humayun, del XVI secolo, considerato il mausoleo precursore del Taj Mahal, il Qutab Minar, una torre alta 75 metri dalle stupefacenti proporzioni edificata tra il XII e il XIII secolo, l’India Gate, simbolo dell’India moderna, ed il mausoleo di Gandi, dove una lastra di marmo nero segna il punto della sua cremazione, un luogo molto venerato, nel cuore di tutti gli indiani.

3°g. Delhi – Kalka – Shimla (2130 mt)
Partenza di prima mattina in treno per Kalka, da dove, con il trenino coloniale del Raj, ci si reca a Shimla (2130 mt), vecchia capitale del Raj britannico che conserva ancora molti edifici di stile coloniale. Sistemazione e cena in albergo.

4°g. Shimla - Rampur (924 mt) – Sarahan (2300 mt)
Partenza con le jeep che trasportano anche l’occorrente per fare i campi. La strada inizialmente segue le creste dei monti, per poi raggiungere il fiume Sutlej. Si entra nella valle di Rampur e quindi si sale al villaggio di Sarahan, dove è situato il tempio induista di Bhimakali, un esempio eccellente della tipica architettura locale. A Sarahan si può pernottare in una locanda a pochi metri dal tempio o eventualmente in tenda. La tappa è di 194 km.

5°g. Sarahan – Rekong Peo (2290 mt) – Kalpa
Tornati al fiume Sutlej se ne risale il corso vorticoso fino a Rekong Peo e da qui si sale al panoramicissimo villaggio di Kalpa, da dove si gode di una grandiosa visuale sul Kinnaur Kailash, considerato la dimora invernale di Shiva. Kalpa è un grazioso villaggio con il tipico carattere del Kinnaur, con le costruzioni miste di legno e pietra, e vi si trova un interessante complesso templare. Pernottamento in un semplice alberghetto; tappa di circa 110 km.

6°g. Kalpa – Nako (3600 mt)
Da Kalpa si ridiscende al fiume Sutlej. Si sosta a Ribba per visitare l’antico monastero; superata Morag, dove in circa un’ora e mezza a piedi dal fiume chi lo desidera può salire al villaggio che ha un piccolo monastero, si arriva alla confluenza col fiume Spiti e si inizia a risalirne il corso. Con un’escursione a piedi di circa 1 km ci si può recare al monastero di Tilasangh, dove si dice che ad una statua crescano i capelli. Al bellissimo villaggio di Nako si pone il campo nei pressi del monastero di scuola Drukpa, che risale all’XI secolo. La tappa è circa 105 km.

7°g. Nako – Tabo (3050 mt)
Oltre Nako ci si reca al monastero di Chango, situato su una spalla che domina il fiume. A Tabo l’antico Gompa, intatto dai tempi del grande santo tibetano Rinchen Zangpo che ne curò l’attuale disposizione, per l’ineguagliabile bellezza di statue ed affreschi è considerato l’ "Ajanta dell’Himalaia". Tabo è una perla anche per la potente energia spirituale che lo permea. Si pernotta in una locanda tibetana o in tenda; tappa di circa 80 km.

8°g. Tabo – Dankhar (3890 mt) – Lhalung (3950 mt)
Con la jeep si raggiunge il colle dove è appollaiato l’antico monastero di Dankhar, tra monti coperti di ghiacci, che domina la confluenza dei fiumi Pin e Spiti. Una valle laterale porta poi a Lhalung, un bel villaggio il cui Gompa, anch’esso antico di circa 1000 anni, contiene sculture lignee e dipinti stupendi. Per chi lo desidera, è possibile raggiungere Lhalung a piedi in circa 3 o 4 ore da Dankhar, seguendo un sentiero che passa a mezza costa sopra l’ampia valle dello Spiti. Si pernotta in tenda o nella casa di una famiglia tibetana; tappa di circa 72 km.

9°g. Lhalung – Kungri (3520 mt) – Kaza (3600 mt)
Si risale per un tratto la valle del Pin, porta di accesso di una delle zone più selvagge dell’Himalaia indiano, ed a Kungri si visitano i due antichi Lhakhang, che contengono antichissime statue lignee di divinità tantriche rappresentate in unione mistica; i due tempietti sono oggi parte di un grande complesso monastico. Tornati al fiume Spiti in breve si arriva a Kaza, "capitale" dello Spiti, dove ci si sistema in una locanda; una tappa di circa 72 km. Nel pomeriggio ci si reca al monastero di Ki (4116 mt), il principale dello Spiti, dove nel 2000 S.S. il XIV Dalai Lama ha tenuto la grande iniziazione tantrica di Kalachakra. Se si consulta la sezione di questo sito "Esperienze e cultura" si trovano molti dettagli su questo grandioso evento. Da Ki si prosegue per Kibber (4205 mt), dove si trova un magico giardino con i resti di un grande Lama; questo interessante villaggio sui bordi dell’altopiano, è tra i più alti luoghi permanentemente abitati dell’Himalaia.

10°g. Kaza
Escursione a Thag Yud sui monti ad est di Kaza, l’unico Gompa di scuola Sakya della regione. Salendo alti sulla vallata e oltre una profonda gola si transita dal villaggio di Comic, dove si trova anche un bel tempio, e proseguendo tra panorami grandiosi si giunge al monastero, situato in una posizione di bellezza incredibile tra i possenti monti dello Spiti, un luogo spiritualmente vivissimo.

11°g. Kaza - passo di Kunzum (4551 mt) – Keylong (3350 mt)
Lasciata Kaza si risale la parte più alta del corso del fiume Spiti arrivando allo spettacolare passo del Kunzum, che si apre sul Lahaul. Seguendo il fiume Chandra si entra in questa nuova regione, che presenta un ambiente molto selvaggio e un po’ più arboreo, dove i ghiacciai giungono fino al fondovalle e le montagne turrite sembrano delle magiche cittadelle sospese nel cielo. Sotto il passo del Rothang ci si congiunge alla strada che giunge da Manali, che si seguirà da qui fino in Ladakh. Prima di giungere a destinazione ci si reca a Khardong Gompa, il monastero principale della vallata di Keylong. Si alloggia in un semplice albergo; la tappa è di circa 210 km, inclusa la deviazione per il monastero.

12°g. Keylong – Pang (4400 mt c.a.)

Prima di lasciare la piccola cittadina, “capitale” del Lahaul, ci si reca a Lapchang Gompa. Si parte quindi per il passo del Baralacha (4883 mt) entrando nel Rupshu. La discesa dal passo è breve, perché ora si è giunti sull’altopiano, dove le quote minime superano i 4000 mt; in questo deserto d’alta quota i colori sono vividi, l’aria purissima. Superata la zona di Sarchu si valica il Lachlung La (5060 mt) arrivando a Pang, dove si sosta per la notte in tenda o, per chi preferisce, ci sono degli “hotel tendati” gestiti da persone del Ladakh.

13°g. Pang – Leh (3500 mt)
Si prosegue verso nord valicando il passo del Taklang (5328 mt) e si transita dal villaggio di Gya, con un monastero su una rupe tra le rovine di un grande forte che cingeva le creste ardite della montagna. Raggiunto l’Indo ci si reca a Hemis, il principale monastero di scuola Kagyupa del Ladakh, importante meta di pellegrinaggi che ospita una ricca collezione di tanka di scuola Drukpa, statue d’oro e stupa (reliquiari) incastonati con pietre preziose. Terminata la visita in breve tempo si arriva a Leh, dove si alloggia in un comodo albergo; la tappa è di 185 km.

14°g. Leh
Esplorazione di Leh, passeggiando fino al monastero di Sankar e visitando il castello e Tsemo Gompa. Si potrà anche dedicare del tempo agli acquisti nei bei negozietti e mercatini della cittadina. In alternativa si possono anche eseguire delle visite ai monasteri più vicini (Tikse, Phyang, ecc.).

15°g. Leh – Delhi
I voli per Delhi partono al mattino presto; all’arrivo, accoglienza da parte del corrispondente indiano di Amitaba. Si può scegliere se disporre di una stanza in un hotel da utilizzare per la giornata o di un veicolo con autista, e, se lo si ritiene opportuno, anche una guida che parla la lingua italiana, per completare le visite della città e per gli acquisti. Dopo cena ci si trasferisce all’aeroporto internazionale, da dove la gran parte dei voli per l’Europa parte in tarda serata o nelle primissime ore del mattino.

16°g. Volo Delhi - Italia

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