India Himalaia: La porta del Tibet

Questo itinerario prevede tutti i pernottamenti entro il limite dei 3500 metri: il punto più alto dove si sosta per la notte è Leh, la capitale del Ladakh. Questo aspetto, importante per coloro che si adattano meno facilmente all’alta quota, non limita la qualità del viaggio: si prevede la visita dei siti principali della valle dell’Indo e ci si spinge fino ai confini occidentali della regione, oltre il monastero di Lamayuru arrivando a Mulbeck, dove una celebre scultura rupestre di Buddha Maitreya, che gli esperti datano tra il IV e l’VIII secolo, segna fisicamente il passaggio dal mondo musulmano al mondo buddista himalaiano, ed è per questo considerata “La porta del Tibet”.

Il viaggio prevede di raggiungere e di rientrare da Leh, la capitale del Ladakh, in volo da Delhi. Dopo la visita della cittadina si esegue un’escursione di 5 giorni che richiede 4 campi (i luoghi più belli in Himalaia fortunatamente non dispongono ancora di hotel!). Si segue verso ovest il corso del fiume Indo iniziando le visite dal monastero di Phyang, poi la storica oasi di Bazgo, gli sconosciuti dipinti di Saspol, Alchi, dove sono conservati famosi affreschi di scuola Ghandara reputati come la testimonianza artistica più importante del Ladakh, ed i remoti templi di Mangyu. Si visitano Rizong, un isolato monastero celebre anche per l’austera disciplina monastica, e Wanla, dove un bel villaggio nasconde un tempio dell’XI secolo attribuito a Rinchen Zangpo. Si pone un campo anche nell’oasi del monastero di Lamayuru, posto arditamente su formazioni erose che sovrastano un villaggio circondato da montagne completamente desertiche. Oltre Lamayuru si valicano due alti passi attraverso un territorio dalla bellezza leggendaria arrivando fino a Mulbeck, dove si trovano alcuni tra i luoghi più pittoreschi del Ladakh: Gyal e Phokar Dzong. Tornando verso Leh ci si reca al monastero di Likir, il cui abate è un fratello di SS il Dalai Lama.
Rientrati a Leh si dedica il tempo restante alle visite dei siti della valle dell’Indo, tenendo Leh come base. Il programma prevede, dopo una mattinata di riposo, di recarsi nel primo giorno al monastero di Spituk e all’oasi di Stock, dove in una situazione bucolica, tra tipiche case coloniche e campi, si trovano il palazzo del Re del Ladakh, un interessante monastero e miriadi di Chorten. Quindi di recarsi a Shey, Tikse, Stakna e Matho; e nell’ultima giornata a Hemis, Chemrey e Tak Tok. Le visite previste in queste due giornate se si preferisce possono essere eseguite in un ordine un poco diverso ponendo un campo a Tak Tok, risparmiando così degli spostamenti; si veda per questo quanto indicato nella pagina La valle di Leh. Queste visite completano molto bene un quadro culturale della regione, portando in monasteri dove sono custoditi reperti artistici stupendi, nei villaggi ed in siti meno frequentati, ma che riverberano di una fortissima atmosfera spirituale. Se si avesse l’esigenza di contenere i tempi, il nostro suggerimento è di visitare almeno Tikse, Hemis e Matho, con un’escursione eseguibile in un solo giorno. Per chi ne ha la possibilità si suggerisce un’estensione di tre giorni (passando due notti in campo) che completa molto bene una visita in questa parte dell’Himalaia. L’escursione porta a nord di Leh scavalcando l’altissimo passo del Kardung verso la valle di Nubra, uno spazio incastonato tra i monti che custodisce monasteri e villaggi molto interessanti, dove anche solo la bellezza naturale costituisce un ottimo motivo per spingersi fin qui. La cornice di monti maestosi ha al suo centro delle insospettate dune di sabbia bianca lambite da due fiumi dove vivono i cammelli bactriani e si trovano laghetti nascosti e fonti termali. La visita è fattibile eventualmente anche in soli due giorni.

 

 

Organizzazione del viaggio

Il viaggio nella parte himalaiana viene condotto da una guida esperta del territorio che genralmente parla la lingua inglese. Se questo è un problema si possono utilizzare due persone, con una che faccia da interprete. Per le visite a Delhi si utilizza una guida locale che parla l’italiano. Per gli spostamenti nelle regioni himalaiane si utilizzano veicoli tipo jeep, come la Tata o la Toyota indiana; a Delhi si utilizza un veicolo privato dotato di aria condizionata. A Leh e a Delhi si alloggia in comodi hotel – si ricorda che il massimo standard disponibile in Ladakh è equivalente a quello di un nostro alberghetto di montagna, ma la pulizia è sufficiente, si dispone di stanze con bagno e acqua calda e un generatore di corrente per gli eventuali “salti” di luce. Per l’escursione ad ovest di Leh sono previsti quattro campi; se ci si reca a Nubra, altri due. In alcune località sono ora disponibili delle semplici locande, alcune sufficientemente pulite; è quindi probabile che nel corso dei prossimi anni i campi saranno necessari in numero più limitato. Si consideri comunque che il loro utilizzo consente di godere appieno dei luoghi che si visitano e permette di raggiungere i siti più remoti; nella nostra esperienza questa soluzione ha sempre trovato il gradimento dei partecipanti. I campi sono ben organizzati con comode tende a due posti, utilizzabili anche singolarmente per dormire, tenda comune con tavolo e sedie, tenda cucina e tende per i servizi. Amitaba provvede a fornire il tutto, ad eccezione del sacco a pelo. In funzione del numero di partecipanti oltre alla guida si ha al seguito un cuoco (se si è solo in 2 o 3 si può reperire una guida che svolga anche questo ruolo) e, se si è in più persone, degli assistenti; il viaggiatore non deve quindi preoccuparsi degli aspetti pratici (montaggio/smontaggio del campo, cucina). Il personale utilizzato lavora con Amitaba da parecchi anni e i pasti sono preparati da un cuoco abituato a soddisfare gli ospiti italiani.

 

Il viaggio richiede un certo senso di adattabilità, non tutti sono abituati ad una vita piuttosto semplice e spartana. Per chi è pronto, questo aspetto regala un bel sapore di avventura. Amitaba ha sperimentato con successo la partecipazione a questo tipo di viaggio anche di persone che non avevano avuto precedenti esperienze, ma partite consapevoli e con una buona motivazione.

 

Il costo non è riportato perché varia in funzione del numero dei partecipanti, del tipo di servizi richiesti (es. la classe di hotel a Delhi) e del costo dei voli. Il trattamento previsto per la parte himalaiana è solitamente inclusivo dei pasti. Tutti i viaggi sono coperti da assicurazione.

 

Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196

 

 

Nota tecnica

Andare in Ladakh significa sperimentare la vita ad altitudini che non ci sono abituali: Leh, il luogo più alto dove si soggiorna con questo itinerario, si trova a 3500 metri. La buona riuscita di un viaggio quindi deve sempre tenere in considerazione questo fattore; per l'adattamento è necessario prevedere una gradualità nello sforzo fisico i primi giorni. La parte che può generare più apprensione è l’estensione a Nubra, una valle situata a nord di Leh che si raggiunge scavalcando il passo di Kardung alto ben 5602 mt, il punto più alto al mondo raggiungibile con mezzi meccanici. L‘impatto fisico di una salita ad una quota così elevata è attenuato avendo l’accortezza di non sostare troppo a lungo al passo e procedendo per la discesa che riporta a circa 3300 mt; non si ha così il tempo di subire gli effetti dell’esposizione all’aria rarefatta.
Per maggiori informazioni di carattere tecnico (alta quota, attrezzatura, ecc.) consultare la pagina Himalaia dell’India.

 

 

Itinerario di 16 giorni - Nubra, estensione eseguita in 2 gg.

1°g. Italia - Delhi
Per il volo si può scegliere tra un gran numero di compagnie aeree; per orari e costi contattare Amitaba. All’arrivo si viene ricevuti dal corrispondente indiano di Amitaba; trasferimento in hotel.

2°g. Delhi
Nella giornata di oggi si prevede una visita guidata della città, che potrà essere completa o più breve in funzione sia dell’orario di arrivo che del gradimento dei partecipanti. I siti toccati da una visita classica sono il Forte Rosso, che fu il palazzo degli imperatori musulmani, la moschea di Jama Masjit, costruita in classico stile mughal, la tomba di Humayun, del XVI secolo, considerato il mausoleo precursore del Taj Mahal, il Qutab Minar, una torre alta 75 metri dalle stupefacenti proporzioni edificata tra il XII e il XIII secolo, l’India Gate, simbolo dell’India moderna, ed il mausoleo di Gandhi, dove una lastra di marmo nero segna il punto della sua cremazione, un luogo molto venerato, nel cuore di tutti gli indiani.

3°g. Delhi – Leh
Partenza di prima mattina in volo per Leh, dove si viene ricevuti dal rappresentante di Amitaba per il Ladakh e dalla guida. Sistemazione in uno dei migliori hotel della cittadina e riposo per favorire l’adattamento alla quota: siamo a 3500 mt di altezza. Nel pomeriggio tranquilla passeggiata a Sankar Gompa, un piccolo monastero situato tra case coloniche, orti e campi.

4°g. Leh
Giornata dedicata alla visita di Leh: il Palazzo Reale con i templi adiacenti, il panoramico Tsemo Gompa, dove sorgono anche i resti di quello che fu il primo castello della dinastia reale Namgyal a Leh, l’antico chorten di Tashi Gomang, la Pagoda della Pace, la parte vecchia della cittadina e il mercato.

5°g. Leh – Uley Kopko
Si lascia Leh con le jeep trasportando tutto l’occorrente per i campi. Una breve deviazione porta all’affascinante monastero di Phyang. Oltre il bivio per Phyang si prosegue fino alla spettacolare confluenza dei fiumi Indo e Zanskar arrivando a Bazgo, un paesino pittoresco e storicamente importante, dove si ergono le rovine di un antico forte e un monastero con statue e decorazioni stupende. Fu da Bazgo che il re Bhagan riuscì a riunificare il Ladakh nel XVI secolo. Dopo Bazgo ci si reca alle grotte di Saspol, che si raggiungono con una bella passeggiata tra gli alberi di albicocco e rivelano affreschi stupendi, in un luogo che fu casa di santi eremiti. Si conclude la giornata con la visita dei templi di Alchi, fondati nell'XI secolo da Kaldan Sherab, discepolo di Rinchen Zangpo, che contengono dei magnifici dipinti di scuola Ghandara, il reperto artistico più importante del Ladakh. Il primo campo viene posto tra gli alberi di albicocco dell’oasi di Uley Kopko, poco oltre Alchi nella valle dell’Indo.

6°g. Uley Kopko
Una stradina sterrata porta in una pittoresca valle laterale dell’Indo fino a Mangyu, un paesello da fiaba immerso tra le colorate formazioni rocciose tipiche di questa zona himalaiana; è sorprendente trovare in un luogo così isolato un monastero e dei chorten che contengono dipinti e statue preziosissimi di epoca Ghandara. Tornati all’Indo si potrà attraversare il fiume su di un ponte sospeso (chi preferisce può attraversarlo più a est sulle jeep). Ci si reca quindi al monastero di Rizong, ritenuto tra i più ascetici di tutto il Ladakh, che sembra quasi sospeso alla chiusura di una stretta valle; è molto interessante anche la visita del convento femminile all’imbocco della valle. In alternativa alla visita di Rizong, chi è stanco può fermarsi al campo di Uley Kopko.

7°g. Uley Kopko – Lamayuru
Lasciata la valle dell’Indo la strada risale una pittoresca gola; una deviazione porta all’oasi di Wanla, che nasconde un antichissimo monastero (XI secolo) appartenente come Lamayuru all’esoterica scuola dei Drigung, la cui fondazione viene attribuita a Rinchen Zangpo. Proseguendo per Lamayuru si entra nella “valle della luna”, dove le bizzarre erosioni secondo la tradizione indicano la presenza di un antico lago che si dice sia stato fatto defluire dal santo Naropa, che passò qui un lungo periodo di meditazione: ragion per cui quest’oasi è considerata una terra pura. Si pone il campo e si visitano l’oasi e il monastero, posto arditamente tra pinnacoli di roccia come un castello delle fiabe, sospeso su formazioni erose che sovrastano il villaggio circondato da montagne completamente desertiche; è uno dei contesti naturali più pittoreschi del Ladakh.

8°g. Lamayuru – Shergol
Superato il passo del Fatu La (4147 mt) ed oltre il valico del Namika (3760 mt) si raggiunge Gyal, un caratteristico villaggio con un tempio ricavato traforando la roccia, ripreso nel film “Samsara”. Si transita da Mulbekh, dove, oltre all’antica statua rupestre del Buddha Maitreya, si trovano due monasteri posti su di un ripido colle. Dopo le visite si raggiunge il vicino villaggio di Shergol, impreziosito da un piccolo monastero abbarbicato ad uno sperone roccioso (anche questo si vede in “Samsara”) e si pone il campo poco oltre, sull’erba ai bordi di un tranquillo torrente.

9°g. Shergol – Leh
Chi lo desidera potrà recarsi alle prime luci dell’alba con una passeggiata che si inerpica lungo uno spettacolare e, a tratti, ripido e strettissimo canyon, all’eremo di Phokar Dzong, uno dei luoghi più sacri di questa regione himalaiana, che riverbera della potente presenza dei maestri di meditazione. In tarda mattina si parte per Leh, dove si giunge in serata sistemandosi in hotel; prima dell’arrivo, una breve deviazione porta al monastero di Likir, di tradizione Ghelupa, dominato da un’imponente statua di Maitreya; vi risiedono circa 150 monaci. Sistemazione in hotel.

10°g. Leh: Spituk e Stock
Mattinata libera. Nel pomeriggio ci si reca nei pressi di Leh al monastero di Spituk e all’oasi di Stock, ai piedi dell’omonima montagna, dove si trovano il palazzo del re del Ladakh, molti chorten e un interessante monastero.

11°g. Leh: Shey, Tikse, Stakna, Matho
Si lascia Leh verso est visitando i monasteri di Shey, che fu anche la sede del palazzo reale, e di Tikse, uno dei più celebri e attivi del Ladakh di scuola Ghelupa, che contiene molte importanti opere d’arte e un’impressionante statua di Yamantaka che regna nel Gonkhang. Un ponte sull’Indo porta a Stakna, un monastero posto su di un colle morenico sul bordo del fiume, ricco di interessanti sale affrescate. Proseguendo lungo il versante meridionale della valle si arriva quindi a Matho, l’unico monastero di scuola Sakya del Ladakh, impregnato di potenti energie esoteriche, posto in una posizione molto panoramica.

12°g. Leh: Hemis, Chemrey, Tak Tok
Ci si dirige anche oggi verso est, oltre Stakna, fino al monastero di Hemis, nascosto in una valle laterale sul versante meridionale dell’Indo. E’ il più grande del Ladakh, meta di pellegrinaggi e stracolmo di reperti artistici. Da Hemis si attraversa il fiume e proseguendo verso nord lungo una valle laterale si arriva a Chemrey, dalla struttura molto vicina all’archetipo di quello che un visitatore immagina essere un luogo di ritiro himalaiano, con le casette dei monaci incastonate nei versanti di un ripido colle sulla cui cima sorgono i templi, tanto che fu scelto per girare il film ‘Samsara’. Oltre Chemrey si arriva al monastero di Tak Tok, l’unico di scuola Nyingmapa del Ladakh, costruito di fronte ad una grotta dove secondo la tradizione meditò Guru Padmasambhava, che contiene interessanti affreschi.

13°g. Leh – Delhi
I voli per Delhi partono al mattino presto; all’arrivo, accoglienza da parte del corrispondente indiano di Amitaba. Si può scegliere se disporre di una stanza in un hotel da utilizzare per la giornata o un veicolo con autista con una guida che parla la lingua italiana se lo si ritiene opportuno, per completare le visite della città e per gli acquisti. Dopo cena ci si trasferisce all’aeroporto internazionale da dove la gran parte dei voli per l’Europa parte in tarda serata o nelle primissime ore del mattino.

14°g. Volo Delhi – Italia.

 

Estensione per la valle di Nubra:

13°g. Leh – Kardung La – Nubra
L’escursione alle valle di Nubra inizia con la salita al passo del Kardung (5602 mt), che offre una visuale vastissima sulle infinite catene di monti che si stendono lungo il fiume Indo. La discesa si apre sulla valle del fiume Shyok (a circa 3300 mt) e conduce ad una vasta piana formata dalla confluenza tra questo ed il fiume Nubra, che scorre da nord alimentato dagli enormi ghiacciai del Karakorum. A Diskit si visita il villaggio e il monastero, abbarbicato sulle rocce, che offre una splendida panoramica della valle. Si pone il campo nei pressi delle dune di Hunder.

14°g. Nubra
Si lascia il campo allestito. Si dedica la giornata all’esplorazione di Nubra andando fino alle fonti di acqua calda di Panamik, nelle cui vicinanze una breve passeggiata porta ad un magico laghetto cinto da colline moreniche dalla cui sommità si gode una magnifica vista. Ci si reca poi al monastero di Sumur e una bella passeggiata tra le dune bianche poste vicino alla confluenza dei fiumi nei pressi di Sumur completa la giornata. Per i più sportivi, oltre Panamik un ponte porta sulla sponda occidentale del fiume Nubra, consentendo di raggiungere a piedi il monastero di Hensa, posto in una posizione panoramica sovrastante la valle.

15°g. Nubra – Kardung La – Leh
Prima di lasciare Nubra si visita il monastero di Hunder, situato ai piedi di una stretta gola, un luogo di ritiro dove vivono pochi ospitali monaci; nell’oasi rigogliosa si trovano anche dei bellissimi chorten. Da Hunder inizia il viaggio di ritorno – la vista incredibile merita almeno un secondo passaggio. A Leh sistemazione in albergo.

16°g. Leh – Delhi
I voli per Delhi partono al mattino presto; all’arrivo, accoglienza da parte del corrispondente indiano di Amitaba. Si può scegliere se disporre di una stanza in un hotel da utilizzare per la giornata o un veicolo con autista con una guida che parla la lingua italiana se lo si ritiene opportuno, per completare le visite della città e per gli acquisti. Dopo cena ci si trasferisce all’aeroporto internazionale da dove la gran parte dei voli per l’Europa parte in tarda serata o nelle primissime ore del mattino.

17°g. Volo Delhi – Italia.

Chiudi ×