India Himalaia: Lago di Pangong

Una delle più belle escursioni in Ladakh porta nella remota area di Pangong, un lago lungo 150 chilometri e largo al massimo 4, incastonato tra monti altissimi a 4400 metri di altezza, in una zona che per via della grande altezza del territorio, che non rende possibili le coltivazioni, è sempre stata essenzialmente nomadica.

Oltre agli yak e altri greggi la regione, che è stata dichiarata riserva naturale, ospita molti animali selvatici, dalle marmotte alle aquile, e con un po’ di fortuna si possono anche avvistare i Kyang, i cavalli selvaggi dell’altopiano. Il lembo occidentale del lago è in India ma la maggior parte delle acque di questo gioiello turchese sono in territorio a dominazione cinese, una perla nel cuore della zona contesa tra le due grandi nazioni dell'Asia. Pur essendo una zona decisamente remota, ai tempi del grandioso regno di Gughe la capitale del regno nord occidentale, Rutok, fu posta nei pressi della costa orientale del lago.

 

Pangong dista circa 160 km da Leh, una visita richiede normalmente 2 giorni e la predisposizione di un permesso di accesso, un aspetto burocratico di cui si occupa Amitaba. Per il pernottamento si può utilizzare un campo mobile o alloggiare in un campo fisso o in una spartana locanda sui bordi del lago; un’ulteriore alternativa sono le piccole locande di Tangtse, un villaggio che si incontra 36 km prima di raggiungere Pangong. Se si utilizza un campo mobile, Amitaba fornisce tutto il materiale necessario ad esclusione del sacco a pelo. Si usano comode tende a due posti, utilizzabili anche singolarmente per dormire, tenda comune con tavolo e sedie, tenda cucina e tende per i servizi. In funzione del numero di partecipanti oltre alla guida si ha al seguito un cuoco (se si è solo in 2 o 3 si può reperire una guida che svolga anche questo ruolo) e, se si è in più persone, degli assistenti; il viaggiatore non deve quindi preoccuparsi degli aspetti pratici (montaggio /smontaggio del campo, cucina). Il personale utilizzato lavora con Amitaba da parecchi anni e i pasti sono preparati da un cuoco abituato a soddisfare gli ospiti italiani.

 

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Salita al passo di Chang
Salita al passo di Chang

 

 

Itinerario suggerito

(Questa escursione è prevista nel viaggio Conoscere il Ladakh e il Rupshu).

1°g. Leh – Pangong
Si risale per un tratto il corso del fiume Indo verso est ed oltre Tikse si lascia la strada principale seguendo una valle laterale che conduce a nord del fiume, inerpicandosi fino al passo di Chang (5320 mt), con grandiosi panorami che spaziano dall’oasi di Tak Tok e Chemrey alle catene di monti che si affacciano sulla valle dell’Indo ed oltre, fino al Kang Yaze, la più alta vetta della regione. La discesa attraversa alcune pasture e si immerge tra monti policromi fino a giungere al fiume Shyok che da qui scorre verso Nubra; lo si risale per un breve tratto fino al villaggio di Tangtse, il principale della regione con le rovine di un vecchio castello ed un tempio recentemente ricostruito, dove si trovano alcune semplici locande. Oltre il paese si risale un piccolo affluente dello Shyok verso est, attraverso un ambiente con forti colorazioni dove deserto e pasture si intersecano tra monti sulle cui cime si vedono dei ghiacciai e si arriva presto in vista delle acque incredibilmente turchesi del mitico lago di Pangong. Una vastità azzurra, l’aria incredibilmente pura, tra monti altissimi, oltre ogni nostra capacità descrittiva, che ispirò alcuni passaggi stupendi dell’interessante libro “La via delle nuvole bianche” di A. Govinda.

2°g. Pangong – Leh
Al mattino si gode della vista delle acque di Pangong che nelle prime ore del giorno presentano luci e sfumature di colore molto diverse. Tornati a Tangtse con una deviazione di circa 10 km che risale per un tratto il fiume Shyok ci si inoltra poi per una valle a sud raggiungendo il villaggio ed il monastero di Shachukul, di scuola Drigung Kagyu, dove, nel vecchio Gompa, si ammirano alcune interessanti statue, e, nel Lhakhang, affreschi nuovi ma di ottima fattura che ritraggono, tra i vari soggetti, l’origine della scuola Drigung. Proseguendo verso Leh, superato di nuovo l’altissimo Chang La, si visitano i monasteri posti nella valle alla base del passo: Tak Tok, l’unico di scuola Nyingmapa del Ladakh, costruito davanti ad una grotta santificata dalle meditazioni di Guru Rimpoce, assolutamente magnetica, e Chemrey, che sembra un vero archetipo del luogo di ritiro himalaiano, tanto che fu scelto per girarvi il film ‘Samsara’. Lungo la strada sono possibili anche altre visite, perché si passa proprio di fronte a Stakna, Tikse e Shey.

 

Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196

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