India Himalaia: Sikkim e Bhutan

La vicinanza fisica tra Sikkim e Bhutan stimola in molti viaggiatori il desiderio di abbinare la visita di entrambi in un unico viaggio; tempo permettendo, può essere un’ottima idea! Infatti tra il punto d’ingresso terrestre occidentale del Bhutan a Puntsholing e le località indiane di Bagdogra (dove c’è un aeroporto), Darjeeling o Kalimpong la distanza non è molta e tutte possono essere raggiunte in circa mezza giornata di viaggio.

La Druk Air, compagnia di bandiera bhutanese, effettua anche alcuni voli tra Bagdogra e Paro, che richiedono solo 25 minuti; ma essendo poco frequente, la maggior parte dei viaggiatori si collega via terra, anche per godere dello spettacolo offerto dalla strada tra Puntsholing e le valli interne del Bhutan occidentale. Per completare il quadro, Paro in Bhutan è ben collegata con più voli settimanali a Delhi, quindi può essere un ottimo punto d’ingresso o di uscita per un viaggio nei due paesi.

 

Da un punto di vista climatico e ambientale valgono considerazioni simili per entrambe le regioni ed i servizi sono di qualità sia in Sikkim che in Bhutan. La Galleria fotografica di Amitaba contiene una collezione d’immagini del Sikkim e, molto completa, del Bhutan.

 

 

Itinerari possibili

Le opzioni offerte per un itinerario sono ovviamente vastissime: quanto trovate proposto per il Sikkim (ad esempio, nei programmi Alle porte del Kanchendzonga e Conoscere il Sikkim) può costituire la prima parte del viaggio (o la seconda parte, se si inizia dal Bhutan); e anche per il Bhutan vi sono molte possibilità, come si può vedere negli itinerari suggeriti per quel Paese.

 

 

Sikkim e Bhutan: un viaggio di 14 giorni

Periodo consigliato: settembre – maggio

Cosa suggerirebbe Amitaba se si potessero investire due settimane di tempo? L’itinerario che segue, molto apprezzato dai viaggiatori, è la nostra proposta.

 

Il viaggio inizia da Delhi e tocca nella prima parte i siti principali del Sikkim. Da Delhi si raggiunge in volo Bagdogra, dove sono in attesa dei partecipanti la guida e l’autista sikkimesi, e si prosegue con un veicolo privato che si utilizza per tutti gli spostamenti fino a Puntsholing. La prima tappa è Darjeeling, una simpatica cittadina di origine coloniale. Da Darjeeling si raggiunge il Sikkim occidentale, la zona dove si formò questo regno e si trovano il sito della prima incoronazione, le rovine del Palazzo di Rabdentse e gli stupendi siti buddisti di Sanghachoeling, Pemayangtse e Tashiding. Ci si trasferisce quindi nella regione centrale, con la capitale Gangtok e il grande monastero di Rumtek, sede del Karmapa. Si ritorna verso le pianure visitando Kalimpong, una carinissima cittadina stesa sulle creste di colline rigogliose, che offre ancora il sapore del mondo coloniale, ricca di ricordi ma anche di monasteri buddisti tibetani molto attivi. Da Kalimpong si raggiunge Puntsholing, una cittadina bhutanese che è il punto di accesso terrestre nel paese. In Bhutan si visitano i siti principali della parte occidentale, ciò che fa parte dell’irrinunciabile bagaglio condiviso da ogni persona che vi si reca: i grandi Dzong di Trashichhoe, Punakha, Wangdi e Paro; alcuni dei templi più belli, di cui Taktshang, il Nido della Tigre, è divenuto il luogo simbolo di questo esoterico paese; e siti culturalmente importanti, come il tempio della fertilità fondato da Drukpa Kunley. Si rientra quindi in volo da Paro a Delhi e si prosegue per l’Italia.

 

 

Organizzazione del viaggio

In Sikkim gli hotel sono di buona qualità con stanze dotate di servizi ed acqua calda; in alcune località si trovano anche degli ‘heritage hotel’ (alberghi di valore storico). Per i trasporti si utilizzano veicoli indiani privati con autista. Per chi desidera una guida che parli l’italiano può essere reperita a Delhi; in questo caso è comunque utile avere con se anche una guida sikkimese perché difficilmente le guide indiane che parlano la nostra lingua conoscono bene queste aree. In Bhutan si viene accolti da una nostra guida ufficiale che parla la lingua inglese, si occupa delle pratiche d’ingresso e accompagna i viaggiatori per tutto il percorso; i veicoli con autista utilizzati sono solitamente giapponesi e anche qui gli hotel delle regioni che si visitano sono di buona qualità. Se fosse necessario avere una guida che parla l’italiano, questa può essere la medesima che segue la parte del Sikkim. Amitaba si occupa della predisposizione di tutti i permessi necessari.

Il prezzo del viaggio non è riportato perché varia in funzione del numero dei partecipanti, del tipo di servizi richiesti e del costo dei voli; sarà nostra cura fornire una valutazione economica in tempi brevi. Tutti i viaggi sono coperti da assicurazione.

Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196

 

 

Descrizione del viaggio

1°g. Italia – Delhi
Per raggiungere Delhi Amitaba utilizza voli Lufthansa, Swiss, KLM, Jet o di altre compagnie scelte dai viaggiatori. Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente indiano di Amitaba e trasferimento in hotel.

2°g. Delhi - Bagdogra – Darjeeling
Il volo per Bagdogra parte in mattinata ed impiega circa due ore; qui è in attesa dei partecipanti la guida sikkimese. Da Bagdogra si raggiungono i primi contrafforti himalaiani e tra piantagioni di tè e stupende foreste si sale fino ai circa 2100 mt di Darjeeling, una tappa di circa 90 km; qui si trovano diversi hotel, anche storici. All’ingresso della cittadina si sosta al monastero di Ghoom (Yogachoeling), spesso citato nella letteratura del Raj, che ospitò anche A. Govinda. Tempo permettendo, si visitano il tempio di Bhutia Busty, il mercato e la piacevole zona centrale della cittadina.

3°g. Darjeeling – Pelling
Al mattino chi lo desidera può recarsi a Tiger Hill per godere dell’alba sul Kanchendzonga. Si parte quindi per Pelling, un percorso che richiede circa 5 ore di guida attraverso un magnifico ambiente naturale dominato da imponenti foreste solcate da fiumi impetuosi. Giunti a destinazione con una piacevole passeggiata di circa 40 min. (è in fase di costruzione una strada d’accesso) si raggiunge il monastero Nyingmapa di Sangachoeling, edificato sulle falde di un monte che è un importante luogo di cremazione per la gente di etnia Lepcha e Bhutia, posto in una stupenda posizione con panorami sulle valli circostanti e sul Kanchendzonga. Completa la giornata la visita delle rovine del palazzo reale di Rabdentse. Sistemazione in hotel.

4°g. Pelling – Yuksom
Ci si reca al monastero di Pemayangtse, anch’esso di scuola Nyingmapa, che risale all’inizio del XVIII secolo; contiene, tra le cose più interessanti, un modello tridimensionale di Zangtopelri, la terra pura dimora di Guru Rimpoce, che con i suoi sette livelli riempie fino al soffitto la stanza superiore del tempio principale. Si prosegue per Tashiding, arrivando all’imbocco del sentiero che porta in meno di un’ora di cammino a questo bel monastero Nyingmapa, uno dei siti più sacri del Sikkim, posto in una stupenda posizione panoramica in cima ad un colle, tra un mare di bandiere di preghiera, muri Mani e Chorten. Il paese di Yuksom non è molto distante e vi sono alcuni hotel disponibili, non lussuosi ma validi; nel villaggio si trovano il sito dell’incoronazione del primo re del Sikkim, uno storico seggio di pietra posto in un bosco dall’atmosfera elfica, ed un laghetto le cui acque sono venerate come sacre.

5°g. Yuksom – Gangtok
Lasciata Yuksom si sale al passo di Ravang (2200 mt) che porta nel Sikkim centrale; lungo la salita si incontra il grazioso monastero Bon di Yungdrung Kundrak Ling, che contiene affreschi molto interessanti ed i cui monaci sono gentili e ben disposti a fornire delucidazioni in merito alla loro esoterica scuola. Arrivati a Gangtok si iniziano le visite dal tempio di Enchey, il principale della cittadina, dove in una cappella alloggiano anche le divinità di protezione del luogo. Da Enchey seguendo il bordo dei monti si raggiunge poi il monastero di Ngor, l’unico di scuola Sakya del Sikkim. Prima di recarsi in hotel ci si reca tempo permettendo al grande Chorten di Dodrul o Phurba.

6°g. Gangtok – Kalimpong
Si inizia la giornata con un momento culturalmente interessante recandosi al ‘Research Institute of Tibetology’, dove sono conservati testi antichi e oggetti d’arte; prima di lasciare la cittadina si visita il giardino delle orchidee, dove se ne contano ben 200 tipi diversi! Lasciata Gangtok ci si reca al monastero di Rumtek, importantissimo sito della scuola Karma Kagyu, forse il Gompa più celebre del Sikkim se pur non il più antico: vi si trovano diversi interessanti templi da visitare e lo Stupa d’oro che contiene il corpo del XVI Karmapa. La sua attuale reincarnazione, un monaco fuggito da Tsurphu in Tibet, non ha da parte dello stato indiano il permesso di installarvisi a causa del malumore dei cinesi e di rivalità dinastiche provocate da uno dei suoi ex discepoli. Si prosegue per Kalimpong (1250 mt), dove sono disponibili diversi hotel anche storici; per le luci della sera ci si reca al monastero di Zong Dog, un importante centro Nyingmapa fondato da Dudjom Rimpoce che contiene interessantissimi affreschi e un mandala tridimensionale.

7°g. Kalimpong – Puntsholing
Si visitano i monasteri di Tharpa Choeling, di scuola Ghelupa, che si raggiunge con una piacevole passeggiata, e di Thongsa, originariamente fondato dai bhutanesi nel 1692. Si scende quindi verso le pianure indiane dove si segue il lembo meridionale della catena himalaiana fino a Puntsholing; un percorso di circa 5 ore. A Puntsholing sono in attesa dei partecipanti la guida e l’autista bhutanesi; appena varcato il confine si avrà da subito la sensazione di aver cambiato paese: l’India è alle spalle, qui si è giunti nel Druk Yul, il ‘Paese del Drago’. Si alloggia in un confortevole hotel bhutanese.

8°g. Puntsholing – Thimpu
Si parte con un veicolo privato bhutanese, solitamente di produzione giapponese, che si utilizzerà per tutta questa parte dell’itinerario; la strada sale subito sui contrafforti himalaiani, attraverso un ambiente di foreste con alcune belle cascate. Si transita da Chhuka, dove si trova un piccolo Dzong di recente costruzione, addentrandosi sempre più verso nord, all’interno del paese. La distanza per Thimpu, la capitale, è di 176 km, che si percorrono in circa 6 ore: la velocità qui è sempre moderata, per via delle curve ed il limite ufficiale è comunque di 40 km/h. Si ha così modo di gustare gli stupendi panorami. A Thimpu si completa la giornata facendo un giro tra i negozietti e recandosi a Changangkha Lhakhang, un antico tempio che offre anche una panoramica sulla cittadina, vero gioiello dove a volte è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. Si alloggia in un hotel del centro.

9°g. Thimpu
Si iniziano le visite dal grandioso Trashichhoe Dzong, dove sono situate la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan. Ci si reca poi al monastero di Pangri Zampa, che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo; a Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica con un tempio molto interessante; e al convento femminile. Si segnala che da Dechen Podrang una passeggiata in salita di circa 30 min. porta al tempio di Wandigtse (XV secolo) che contiene 8 Stupa rappresentanti la vita di Sakyamuni e degli interessanti mandala affrescati; nei pressi gravita una piccola comunità Gomchen. E’ interessante anche la visita di un centro di produzione artigianale.

10°g. Thimpu – Wangdue
Si lascia Thimpu di prima mattina salendo al passo di Dochu (3116 mt), dove in una foresta lussureggiante migliaia di bandiere di preghiera colorate circondano 108 Chorten (reliquiari); si consuma la prima colazione nel rifugio panoramico posto nei pressi del passo. La discesa tra scenari grandiosi porta alla valle di Punakha dove, con una passeggiata di circa 30 min. che transita per un bel villaggio, si raggiunge il tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina a metà strada tra Punakha e Wangdue. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ...anche gli stranieri! Si prosegue per lo Dzong di Punakha (1250 mt), che riveste un ruolo centrale nella storia del Bhutan ed a detta di molti è anche il più bello del paese. Fu uno dei primi Dzong ad essere costruito dallo Shabdrung nel 1637 ed è il luogo dove egli morì mentre si trovava immerso in uno stato di meditazione; i suoi resti sono conservati qui in un preziosissimo Stupa posto in uno dei templi interni. Punakha ha visto l’incoronazione dei re del Bhutan, fu la sede invernale del governo bhutanese fino agli anni ‘50 (quando fu deciso di mantenere la capitale fissa a Thimpu) ed è la sede amministrativa della regione. Ancora oggi l’Abate del Bhutan, il Je Khempo, e i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito, utilizzano Punakha nei mesi più freddi dell’anno. Completata la visita si procede verso Wangdue, dove si alloggia in hotel.

11°g. Wangdue – Paro
A Wangdue si visita l’imponente Dzong che si erge sul fiume. Si risale quindi il passo del Dochu ed oltre il valico si visita lo Dzong di Semtokha, che fu il primo ad essere edificato dallo Shabdrung. Si prosegue quindi per Paro dove ci si reca a visitare il celebre Dzong ed il museo; terminate le visite si passeggia nel pittoresco centro del paese. Sistemazione in hotel.

12°g. Paro: esc. a Taktshang
Escursione al monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo. Tornati a valle ci si reca al villaggio e al forte di Drukyel e poi a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.).

13°g. Paro – Delhi
Il volo per Delhi parte in mattinata ed impiega poco più di due ore. A destinazione si avrà a disposizione un veicolo con autista per una visita della città. Dopo cena ci si trasferisce all’aeroporto internazionale, da dove la gran parte dei voli per l’Europa parte in tarda serata o nelle primissime ore del mattino.

14°g. Arrivo in Italia

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