India Himalaia: Tso Moriri, Tso Kar e Rupshu

Tso Moriri è il lago principale nel cuore della regione del Rupshu, l'altopiano dell'Himalaia tibetano dell'India abitato dai tenaci nomadi Khampa; il suo nome tradotto significa "lago delle montagne". Posto a circa 4500 mt, è lungo 28 chilometri e circondato da montagne altissime, alcune coperte da ghiacciai, che a sud sfiorano i 7000 mt. Sulle sue sponde si trova un bel monastero che domina l'omonimo villaggio di Korzok.

In questo territorio dall’aria cristallina si trovano anche altri laghi, tra cui Tso Kyagar, un piccolo specchio turchese che si incontra andando a Tso Moriri, e, a nord ovest, Tso Kar (anch’esso a circa 4500 mt di quota), di ampie dimensioni e situato abbastanza vicino alla strada che collega il Ladakh al Lahaul e a Manali, dove da tempo immemore i nomadi vengono a rifornirsi di sale. Il territorio è attraversato anche da stupendi percorsi di trekking e molte delle vette più alte non presentano eccessive difficoltà di salita. Amitaba può fornire ogni servizio richiesto per visitare il Rupshu, partendo da tranquille e ben organizzate visite esplorative a trekking e salite alpinistiche.

 

Questa stupenda regione nel periodo estivo è raggiungibile con le jeep e non offre sistemazioni alberghiere: è un puro spazio naturale dove è necessario disporre di campi. Amitaba fornisce tutto l’occorrente: veicoli, guida e il materiale necessario per il campo ad esclusione del sacco a pelo. Si usano comode tende a due posti, utilizzabili anche singolarmente per dormire, tenda comune con tavolo e sedie, tenda cucina e tende per i servizi. In funzione del numero di partecipanti oltre alla guida si ha al seguito un cuoco (se si è solo in 2 o 3 si può reperire una guida che svolga anche questo ruolo) e, se si è in più persone, degli assistenti; il viaggiatore non deve quindi preoccuparsi degli aspetti pratici (montaggio / smontaggio del campo, cucina). Il personale utilizzato lavora con Amitaba da parecchi anni e i pasti sono preparati da un cuoco abituato a soddisfare gli ospiti italiani.

 

 

Opzioni per una visita: da 2 a 5 giorni

L’itinerario che segue parte da Leh ed è eseguibile in quattro giorni, riducibili a tre se non si utilizza una giornata per esplorare Tso Moriri. Tecnicamente è possibile utilizzarne solo 2 rientrando nel secondo giorno direttamente a Leh da Korzok via Tso Kar, ma è stancante per le distanze; si tenga anche presente che ci si sposta e si sosta in alta quota. Se si dispone invece di più tempo Amitaba organizza l’escursione seguendo il circuito in direzione antioraria, con una tappa di acclimatazione al villaggio di Gya sulla salita verso il passo di Tanglang, dove si trovano interessanti resti storici, ponendo un secondo campo a Tso Kar e arrivando a Korzok sulle sponde di Tso Moriri il terzo giorno. Molti viaggiatori sostano qui per due notti avendo così una giornata a disposizione per godersi il luogo e fare stupende passeggiate lungo la riva o verso la valle interna alle spalle del piccolo villaggio, dove usualmente campeggiano i nomadi con i greggi di yak, impiegando in tutto cinque giorni. Se si arriva o si lascia il Ladakh via terra da sud, è interessante valutare se visitare questa regione nell’ambito di questi trasferimenti.

 

 

Itinerario di 4 giorni ai laghi del Rupshu

(Questa escursione è prevista nei viaggi Valle dell’Indo e altopiano del Rupshu e Conoscere il Ladakh e il Rupshu).

1°g. Leh - Tso Moriri (Korzok)
Si risale l'Indo in direzione est e lo si lascia al ponte di Mahe imboccando una valle laterale verso sud ovest. Si transita da un remoto paesello chiamato Puga, al bivio per Tso Kar, e superato un facile ma altissimo valico si arriva al laghetto Tso Kyagar- una perla di bellezza – da dove si prosegue per il lago turchese di Tso Moriri. E' molto probabile incappare in qualche accampamento di nomadi. Si pone il campo nei pressi del monastero di Korzok; tappa di circa 190 km.

2°g. Tso Moriri
Si dedica la giornata all’esplorazione della zona con una magnifica passeggiata lungo le rive del lago, si visita il monastero e il piccolo villaggio; se ci si inoltra lungo la valle alle spalle di Korzok spesso si incontrano gli accampamenti dei nomadi Khampa. Dal colle sopra Korzok si può godere di un tramonto indimenticabile.

p3°g. Korzok - Tso Karp
Il percorso attraversa la zona più bella del Rupshu, regno dei nomadi Khampa; si torna a Puga e da lì risalendo un’altra valle dove si trovano anche fonti di acqua sulfurea, si supera un alto passo che si apre sul bacino di Tso Kar. Con un po’ di fortuna si possono avvistare dei Kyang, i cavalli selvaggi del Tibet; più comuni sono le marmotte e a volte si avvistano le aquile. Il nome Tso Kar significa lago bianco, per via dei residui minerali e i depositi di sale che lo circondano e ne fanno risaltare le sfumature blu e turchesi. Qui i nomadi Khampa per secoli hanno estratto il sale usato come merce di scambio in Ladakh. Nei pressi del lago si trovano alcune casupole, rifugio invernale dei nomadi, vicino ad un colle dove si trova un minuscolo monastero. A volte è anche possibile ottenere dei cavalli dai nomadi Khampa per esplorare i dintorni. Ci sono diversi punti in cui porre il campo; uno dei punti più belli è nei pressi di Nuruchen. Tappa di circa 80 km.

4°g. Tso Kar - Leh
Raggiunta la strada che giunge da Manali si valica il passo del Tanglang (5328 mt) e si raggiunge la valle dell’Indo proseguendo fino a Leh. Se c'è il tempo sufficiente si potrà visitare un monastero sul percorso (Hemis, Stakna, o quale altro interessa). Tappa di circa 175 km.

 

Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196

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