India: Madya Pradesh, da Sanchi a Ujjain

Il Madya Pradesh è poco toccato dal turismo e offre una moltitudine di siti di bellezza strepitosa e luoghi immersi nel più puro misticismo induista. E’ una regione di eccezionale interesse per gli appassionati ed i conoscitori dell’India, ma può offrire anche ad un nuovo visitatore una forte impressione della magia di questa terra.

 

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Venditrici al tempio di Omkareshwar

 

Il viaggio inizia da Mumbai (Bombay) con la visita dell’isola di Elephanta. Da qui ci si sposta in volo a Bhopal, uno dei centri principali del Madya Pradesh in cui la preponderante presenza musulmana è evidenziata dalle tre grandi moschee, la maggiore delle quali, Taj-ul-Masjid, è la più grande dell’India. Da Bhopal si parte per due affascinanti escursioni, la prima alle grotte di Bimbetka, il sito preistorico più famoso dell’India, ed al tempio shivaita di Bhojeshwar; la seconda ai famosi stupa di Sanchi, capolavori dell’arte Maurya del II secolo a.c., al tempio Gupta di Vidisha, successivamente trasformato in moschea, ed alle grotte di Udaygiri, un tempio a pozzo che preserva una famosa rappresentazione di Varaha e la colonna di Eliodoro.
Da Bhopal ci si trasferisce in uno dei luoghi più belli dell’India: l’altopiano di Mandu, che rivela un fantastico complesso di palazzi, moschee e mausolei di architettura afgana edificato tra il XV e XVI secolo; con base a Mandu si fa visita anche a Dhar, precedente capitale della dinastia Ghauri, e alle interessanti grotte buddiste di Bhag. Dopo Mandu si raggiunge la vicina Ujjain, tra le città sante più venerate dell’India: è uno dei quattro luoghi in cui secondo la tradizione induista cadde una goccia dell’Amrita, il nettare dell’immortalità, motivo per cui qui si svolge ogni anno un importante raduno mistico, che culmina ogni 12 anni in una ciclopica aggregazione legata al ciclo del Kumbhamela. Ci si sposta quindi ad Indore, facendo una breve tappa a Dewas, dove vi trovano diversi siti d’interesse, tra cui spicca il tempio Jainista di Kanch Mandir; con base ad Indore si visitano i due più importanti luoghi sacri situati sul fiume Narmada: Maheshwar e Omkareshwar. Da Indore in mattinata si rientra in aereo a Mumbai, dove si utilizza il resto della giornata per le visite della città.

Avendo più giorni a disposizione l’itinerario può essere validamente esteso in più modi. Un suggerimento è di rientrare a Mumbai da Ujjain o Indore via terra transitando dalla città santa di Nasik, anch’essa resa sacra dalla caduta di una delle quattro gocce di Amrita. Il secondo è di percorrere l’itinerario in direzione inversa e, giunti a Bhopal, proseguire per Aurangabad per visitare i siti di Ajanta ed Ellora; da qui si può rientrare a Mumbai in aereo o con un giorno di guida – avendo l’opportunità di visitare sul percorso anche le grotte di Karla.

 

 

Organizzazione del viaggio

I servizi disponibili permettono diverse tipologie di viaggio. Gli hotel possono essere anche molto lussuosi nelle località principali e più semplici nelle altre ma comunque ben curati, oppure si possono utilizzare sistemazioni che, pur assicurando pulizia e decoro, tengano in primaria considerazione i costi. E’ possibile scegliere se includere o meno i pasti. Per i voli interni vi sono diverse compagnie indiane che offrono tariffe differenti. Gli spostamenti avvengono sempre con un mezzo privato e autista e il tipo di veicolo varia in funzione del numero dei partecipanti; vi sono anche per questo diverse soluzioni, dall’utilizzo di una classica autovettura indiana a mezzi più moderni dotati di aria condizionata. Sono disponibili guide indiane che parlano la lingua italiana; gli autisti di norma parlano invece solo inglese, ed alcuni sono piuttosto esperti in merito ai siti che si visitano.

Per questi motivi i prezzi non sono riportati perché variano in funzione del numero dei partecipanti, del tipo di servizi richiesti e del costo dei voli; sarà nostra cura fornire una valutazione economica in tempi brevi. Tutti i viaggi sono coperti da assicurazione.

 

Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196

 

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Ujjain Maheshwar

 

 

Descrizione del viaggio

1°g. Italia – Mumbai (Bombay)
Per il volo è possibile scegliere tra un gran numero di compagnie aeree; per orari e costi contattare Amitaba. All’arrivo si viene ricevuti dal corrispondente indiano di Amitaba e dalla guida (se richiesta); trasferimento in hotel.

2°g. Mumbai – Bhopal
A Mumbai ci si reca con un traghetto che parte dal ‘Gate of India’ all’isola di Elephanta, che conserva alcuni dei templi rupestri più belli dell’India, tra cui splende una magnifica statua di Shiva nella forma di Trimurthi, i cui tre volti designano i ruoli divini di creatore, preservatore e distruttore, una rappresentazione scultorea di tale bellezza che sembra generare la presenza stessa della divinità. Tornati in città ci si reca all’aeroporto per imbarcarsi sul volo per Bhopal, dove si arriva in tempo per la cena. Bhopal è una grande città al centro del Madya Pradesh, tristemente famosa per la catastrofe avvenuta nel 1984 quando esplosero alcune vasche di pesticidi della Union Carbide. Fortunatamente del terribile evento non resta traccia evidente: si tratta in realtà di una bella città piena di verde costruita intorno a due grandi laghi artificiali dominati dalla collina di Shamla, in cui la preponderante presenza musulmana è evidenziata dalle tre grandi moschee, la maggiore delle quali, Taj-ul-Masjid, è la più grande dell’India.

3°g. Bhopal, escursione a Bimbetka e Bhojpur
La collina di Bimbetka è disseminata di rocce maestose e immerse tra la vegetazione si trovano circa 500 grotte naturali occupate tra il 15000 ed il 2000 a.c. da diversi insediamenti che vanno dal paleolitico superiore al mesolitico, il sito preistorico più famoso dell’India. I graffiti rupestri nei colori rosso, bianco, nero ed ocra raffigurano animali selvaggi, scene di caccia e di danza, fino a divinità riconoscibili come Shiva e Ganesh. Vicino a Bimbetka, nel villaggio di Bhojpur, si visita il tempio shivaita di Bhojeshwar, di proporzioni impressionanti: costruito nell’XI secolo e rimasto incompiuto, il tempio ospita nella cella, inquadrato da quattro enormi pilastri, uno Shivalingam di 2.2 metri d’altezza, il più grande dell’India. Nelle immediate vicinanze, costruiti dallo stesso re della dinastia Paramara, Raja Bhoja, si trovano un tempio giainista con una statua alta 6 metri del Tirthankara Shantinath in pietra nera ed i resti di una diga. Rientrati, si visita Bhopal con i due laghi, i musei, le moschee ed il bazar.

4°g. Bhopal, escursione a Sanchi, Vidisha e Udaygiri
A circa 50 km da Bhopal si visitano i famosi stupa di Sanchi, capolavori dell’arte Maurya costruiti nel II secolo a.c. dall’imperatore Ashoka, che era originario della vicina città di Vidisha. I grandi stupa sulla collina, considerevolmente restaurati dopo la riscoperta avvenuta nel XIX secolo da parte di militari britannici, conservano ancora le palizzate e le porte cardinali dei circuiti di circumambulazione originali. Sugli architravi delle porte, magnifiche sculture rappresentano episodi delle vite precedenti del Buddha, che viene raffigurato aniconicamente come è caratteristico dell’arte di quel periodo. Non lontano da Sanchi, nel villaggio di Vidisha, si trovano alcuni imponenti resti di un grande tempio di epoca Gupta successivamente trasformato in moschea, ed un adiacente tempio a pozzo. Prima di rientrare a Bhopal si visitano le vicine grotte di Udaygiri che rivelano una famosa rappresentazione di Varaha (Vishnu nella sua incarnazione in forma di cinghiale) e la colonna di Eliodoro, fatta erigere in onore di Vishnu da un ambasciatore alessandrino di Taxila (Pakistan) nel IX secolo a.c. per commemorare la sua conversione all’induismo.

5°g. Bhopal – Mandu
Trasferimento con un percorso di circa 200 km a Mandu, posta in magnifica posizione a 650 metri di quota. Si utilizza il pomeriggio per iniziare l’esplorazione dello straordinario ambiente naturale ed artistico dell’altipiano: un grande complesso di palazzi, moschee e mausolei di architettura afgana del XV e XVI secolo che costellano un altipiano costituito da una propaggine dei monti Vindhya. Questo magico spazio, 200 ettari di natura incontaminata, si affaccia sulla valle della Narmada che scorre verso occidente e sulla pianura del Deccan, che si estende verso sud a perdita d’occhio. La dinastia afgana dei Ghauri, che conquistò l’indipendenza nel 1401 dal sultanato di Delhi, iniziò qui una lunga stagione di straordinarie realizzazioni architettoniche che proseguì con la dinastia dei Khalji e, dopo la conquista della roccaforte da parte di Akbar, con quella dei Moghul, il cui sultano Jahangir elesse Mandu a scenario di alcuni tra i più sfarzosi eventi di celebrazione della sua grandezza. Tra i molti capolavori architettonici, collocati in un ambiente naturale di straordinaria bellezza e quiete, citiamo qui solo il mausoleo marmoreo di Hoshang Shah, costruito nella metà del XV secolo ed importante fonte d’ispirazione per la costruzione del Taj Mahal, ed il Padiglione di Rupamati, a strapiombo sulla valle della Narmada e battuto dai venti, legato alle memorie del tragico destino d’amore e morte del sultano Khalji Baz Bahadur e di Rupamati, la fanciulla dalla voce d’argento: certamente uno tra i luoghi più belli e romantici del mondo.

6°g. Mandu
Giornata interamente dedicata alla visita ai diversi nuclei di edifici del sito, tra cui il Recinto Reale con il Palazzo della Nave, la Grande Moschea, il mausoleo di Hosang Shah, il tempio di Nilakanth, il Padiglione di Rupamati ed il Rewa Kund.

7°g. Mandu, escursione a Dhar e Bhag
Con base a Mandu, visita del forte e delle moschee di Dhar, la precedente capitale della dinastia Ghauri, posta sulla riva di un lago, e delle grotte buddhiste di Bhag.

8°g. Mandu – Ujjain
Trasferimento di circa 70 km. Ujjain è molto interessante da visitare: qui troviamo la vivacità che si riscontra nella cultura tradizionale induista, ancora immune dalle trasformazioni imposte dalla veloce modernizzazione. Testimonia l’importanza culturale di Ujjain il fatto che la sua longitudine costituisce il meridiano di origine nei calcoli orari dell’astronomia indiana tradizionale; l’osservatorio astronomico costruito qui nel 1733 dal Maharaja Jai Singh II, che edificò anche i due famosi osservatori di Jaipur e Benares, a differenza di questi ultimi due è ancora attivo. Si iniziano le visite dal Ramghat, gli argini del fiume sacro Shipra costellati di tempietti ed Ashram, dove avvengono, quotidianamente ed in occasioni delle grandi feste religiose, i riti di purificazione dei fedeli. Il centro della città sacra è costituito dal tempio di Mahakaleshwar, che contiene uno dei due Jotyrlingam del Madya Pradesh, simbolo della inestinguibile forza generatrice del dio Shiva. Nei dintorni di Ujjain vi sono numerosi templi e luoghi sacri sulle rive della Shipra, tra cui ad esempio i diversi templi dedicati a divinità planetarie come Saturno (Shani), Marte (Mangalam) ed i Nove Pianeti (Navgraha), ulteriori testimonianze della permanenza in loco dell’antica tradizione cosmologica induista.

9°g. Ujjain – Dewas – Indore
Trasferimento da Ujjain ad Indore via Dewas, una piccola città dove visse negli anni ’20 per qualche tempo E. M. Forster (l’autore di “Passaggio in India") come segretario particolare del Maharaja locale, la cui storia ha narrato nel libro “The Hill of Devi". Si sale la “Collina di Devi" che spicca sulla pianura circostante, dove si onora da tempo immemorabile Chamunda, forma terribile della grande Dea Madre. Giunti ad Indore si ha la possibilità di visitare parecchi siti interessanti, tra cui il palazzo-basilica di Rajwada, il Lal Bhag, palazzo e giardino del Maharaja costruito a cavallo tra il XIX ed il XX secolo in “perfetto" stile britannico, i cenotafi della dinastia Maratha Holkar, il museo archeologico, il tempio di Bada Ganapati con una statua di Ganesh alta 8 metri, e sopratutto lo straordinario Kanch Mandir, il tempio jainista dalle pareti interamente decorate con frammenti di specchio multicolori che compongono  le storie dei Tirthankara, le cui statue di onice nero spiccano tra mille riflessi di luce in una nicchia di specchio.

10°g. Indore, escursione a Maheshwar e Omkareshwar
Nelle vicinanze di Indore sulle sponde della Narmada, fiume sacro che scorre da est ad ovest lungo il confine tra Madya Pradesh e Maharasthra, si affacciano alcuni affascinanti siti. Maheshwar è un luogo legato alla memoria di Rani Ahilya Bhai, una principessa vissuta nel XVIII secolo, ancora oggi straordinariamente venerata per le molte opere benefiche, tra cui i molti restauri di templi e luoghi sacri finanziati durante la sua vita. Questo piccolo gioiello di architettura preziosamente ornato e incastonato nella riva del fiume, che ha in quel punto una vasta ampiezza, consiste in un alto recinto con alcune verande sui sottostanti ghat all’interno del quale sono racchiusi due templi ed un piccolo borgo con la modesta dimora della Rani; perchè il fascino del luogo è indimenticabile. La Rani diede anche impulso ad una industria locale di artigianato tessile, che rende Maheshwar ancora oggi un centro importante per la manifattura di caratteristici tessuti in seta e cotone. Omkareshwar è il sito del tempio shivaita di Shri Omkareshwar Mahadev che ospita l’altro dei due Jotirlingam del Madya Pradesh, costante oggetto di venerazione da parte di una folla interminabile di pellegrini, ed è collocato su un’isoletta della Narmada che si raggiunge in barca o con un ponte.

11°g. Indore – Mumbay
Dopo la colazione trasferimento in volo a Mumbai, dove si visitano alcuni siti interessanti vicini all’anima di questa grande metropoli dell’India: la piscina sacra di Banganga, il tempio di Mahalakshmi e la moschea di Hanaji Ali, oltre ad un insieme di punti classici.

12°g. Volo Mumbai – Italia.

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