India: Radici del buddismo

Questo viaggio, messo a punto per i grandi viaggiatori, attraversa diverse regioni dell’India offrendo una splendida visione d’insieme del paese, soffermandosi nei luoghi dove nacque il buddismo e nei siti dove gli asceti posero i semi per la sua diffusione, magnetica fonte d’ispirazione per tutti i ricercatori della realtà spirituale.

Si inizia da Mumbai (Bombay) dove ci si reca all’isola di Elephanta, si visita la città e si parte con un veicolo privato recandosi ai meravigliosi siti di arte rupestre del Maharashtra: Karla, Bhaji, Ellora ed Ajanta, visitando anche la città di Aurangabad. Quindi ci si sposta in treno fino a Sanchi per godere degli immortali stupa di Ashoka, e, dopo le visite di Vidisha e delle grotte di Udaygiri, si raggiunge Bhopal e si prosegue in treno per Varanasi, la città sacra per eccellenza dell’India. Ci si reca quindi a Sarnath, dove il Buddha diede il primo insegnamento, luogo ricco di reperti storici ma soprattutto, con Bodhgaya, uno dei due vivissimi centri principali di pellegrinaggio buddista. Giunti a Bodhgaya in Bihar, dove prosperò l’antico regno di Magadah, terra santa del buddismo, si effettuano due escursioni a Rajgir e Nalanda e da qui si rientra a Delhi, usualmente in volo da Patna.

 

Se si hanno problemi di tempo, il viaggio può essere reso più breve non effettuando le escursioni a Rajghir e Nalanda; o, con una giornata intensa, queste possono essere eseguite in un solo giorno. Se ci si potesse invece concedere più giorni, un ottimo completamento del viaggio si ha modificando la parte finale andando da Varanasi a Kushinagar, luogo del paranirvana del Buddha, proseguendo poi da qui per Rajghir arrivando a Bodhgaya.

 

 

Organizzazione del viaggio

Per questo itinerario è opportuno avere con sé una guida indiana; ve ne sono alcune che parlano la lingua italiana. I servizi disponibili permettono diverse tipologie di viaggio. Gli hotel possono essere anche molto lussuosi nelle località principali e più semplici nelle altre, ma comunque ben curati, oppure possono essere utilizzate sistemazioni che, pur assicurando pulizia e decoro, tengano in primaria considerazione i costi. E’ possibile scegliere se includere o meno i pasti. Gli spostamenti prevedono due tratti in treno e un volo interno mentre gli altri avvengono sempre con un mezzo privato e autista e il tipo di veicolo varia in funzione del numero dei partecipanti; vi sono anche per questo diverse soluzioni, dall’utilizzo di una classica autovettura indiana a mezzi più moderni dotati di aria condizionata. Gli autisti di norma parlano solo inglese, ed alcuni sono piuttosto esperti in merito ai siti che si visitano.

Per questi motivi i prezzi non sono riportati perché variano in funzione del numero dei partecipanti, del tipo di servizi richiesti e del costo dei voli; sarà nostra cura fornire una valutazione economica in tempi brevi. Tutti i viaggi sono coperti da assicurazione.

 

Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196

 

 

Descrizione del viaggio

1°g. Italia – Mumbai (Bombay)
Per il volo si può scegliere tra un gran numero di compagnie aeree; per orari e costi contattare Amitaba. All’arrivo si viene ricevuti dal corrispondente indiano di Amitaba e dalla guida (se richiesta); trasferimento in hotel.

2°g. Mumbai
Ci si reca con un traghetto che parte dal ‘Gate of India’ all’isola di Elephanta, che conserva alcuni dei templi rupestri più belli dell’India, tra cui splende una magnifica statua di Shiva nella forma di Trimurthi, i cui tre volti designano i ruoli divini di creatore, preservatore e distruttore, una rappresentazione scultorea di tale bellezza che sembra generare la presenza stessa della divinità. Tornati in città si visitano alcuni siti interessanti che ci avvicinano all’anima di questa grande metropoli dell’India: la piscina sacra di Banganga, il tempio di Mahalakshmi e la moschea di Hanaji Ali, oltre ad un insieme di punti classici.

3°g. Mumbai – Lonavla
Si lascia Mumbai utilizzando un veicolo privato, che verrà utilizzato fino a Jalgaon. Questa tappa, di circa 120 km, dura 3 o 4 ore. Nei pressi di Lonavla ci si reca alle grotte di Karla che risalgono al II secolo a.C.; il tempio rupestre più interessante ha anche delle dimensione ragguardevoli, profondo circa 40 metri e alto quasi 15, contiene uno stupa ed è ornato con 37 colonne e stupendi bassorilievi.

4°g. Lonavla – Ellora

Prima di lasciare la zona di Lonavla ci si reca a visitare il sito di Bhaja, dove si trovano 18 grotte con alcune statue rupestri particolarmente belle, anch’esse del II secolo a.C. Ellora dista circa 300 km, un trasferimento attraverso i bei paesaggi del Maharashtra che richiede 7 ore.

5°g. Ellora
Giornata dedicata all’esplorazione dell’incredibile sito di Ellora. Le 34 grotte rupestri di Ellora, scavate nella roccia vulcanica, sono uno dei grandi capolavori artistici dell’India. Di queste, le 12 che appartengono alle tradizione buddista furono scolpite tra il VII e il IX secolo, includono monasteri e cappelle con molte raffigurazioni statuarie e bassorilievi. Tra i 17 luoghi di culto induista, costruiti tra il VII e il IX secolo, spicca il tempio del Kailash, una celeberrima, gigantesca costruzione interamente ricavata cesellando la montagna. Vi sono infine 5 templi jainisti, costruiti tra il IX e il XII secolo, che ispirano per la loro semplicità e la grazia con cui sono state scolpite le figure del Mahavir e degli animali.

6°g. Ellora – Aurangabad – Ajanta
La cittadina di Aurangabad, che dista circa 30 km, fu la capitale di Aurangazeb, il grande imperatore Moghul del XVIII secolo; si assapora il fascino dell’India classica visitando il Bibi-ka-Maqbar, il “piccolo Taj Mahal" costruito da Aurangazeb per Rabia-Ud-Durrani la sua prima moglie, e la piscina sacra di Pancakki dove, accanto alla tomba del santo sufi Baba Shah Muzaffar, ancora oggi è in funzione un mulino del XVII secolo. Sulle colline a nord del ‘piccolo Taj’ ci si reca a visitare delle interessanti grotte di meditazione buddiste che risalgono al VI e VII secolo. Lasciata Aurangabad si raggiunge il sito di Ajanta, che dista 102 km, con circa 2 ore di viaggio. Se si arriva presto, ci si potrà recare per una prima visita al sito di Ajanta.

7°g. Ajanta – Jalgaon
Il sito di Ajanta, costruito tra il II secolo a.C. e il III secolo d.C., rivela 30 grotte suddivise tra monasteri e 5 templi di preghiera. Le grotte di tradizione Hinayana sono piuttosto semplici e austere, mentre i 3 templi Mahayana e i monasteri di questa tradizione presentano stupendi affreschi, alcuni ottimamente preservati. Il sito rimase sconosciuto per secoli, e fu individuato per caso da dei coloni inglesi nel 1819. In serata ci si trasferisce a Jalgaon, che dista 52 km.

8°g. Jalgaon – Sanchi
Si lascia Jalgaon in treno nelle prime ore del mattino e si arriva a Sanchi, che dista 470 km, nel pomeriggio. Durante il soggiorno a Sanchi per gli spostamenti si ha a disposizione un veicolo privato con autista.

9°g. Sanchi
A Sanchi si trovano i famosi stupa, capolavori dell’arte Maurya costruiti nel II secolo a.C. dall’imperatore Ashoka, che era originario della vicina città di Vidisha. I grandi stupa sulla collina, considerevolmente restaurati dopo la riscoperta avvenuta nel XIX secolo da parte di militari britannici, conservano ancora le palizzate e le porte cardinali dei circuiti di circumambulazione originali. Sugli architravi delle porte magnifiche sculture rappresentano episodi delle vite precedenti del Buddha. Nei dintorni di Sanchi ci si reca al villaggio di Vidisha, dove si trovano alcuni imponenti resti di un grande tempio di epoca Gupta, successivamente trasformato in moschea, ed un adiacente tempio a pozzo, e si visitano le grotte di Udaygiri, che rivelano una famosa rappresentazione di Varaha (Vishnu nella sua incarnazione in forma di cinghiale) e la colonna di Eliodoro, fatta erigere in onore di Vishnu da un ambasciatore alessandrino di Taxila (Pakistan) nel IX secolo a.c. per commemorare la sua conversione all’induismo.

10°g. Sanchi – Bhopal – Varanasi
Si lascia Sanchi nel primo pomeriggio per recarsi a Bhopal, che dista circa 50 km, una grande città al centro del Madya Pradesh tristemente famosa per la catastrofe avvenuta nel 1984 con la esplosione di alcune vasche di pesticidi della Union Carbide. Fortunatamente del terribile evento non resta traccia evidente: si tratta in realtà di una bella città piena di verde costruita intorno a due grandi laghi artificiali dominati dalla collina di Shamla, in cui la preponderante presenza musulmana è evidenziata dalle tre grandi moschee, la maggiore delle quali, Taj-ul-Masjid, è la più grande dell’India. In serata si prende il treno della notte per Varanasi, che dista 865 km; sono disponibili carrozze letto con aria condizionata.

11°g. Varanasi
L’arrivo a Varanasi è previsto in tarda mattina, dove attende i partecipanti un veicolo con autista per il trasferimento in hotel. Nel pomeriggio si percorrono a piedi gli antichissimi Ghat, le grandi gradinate che portano al sacro Gange, raggiungendo anche i luoghi più sacri di Benares. Al tramonto ci si potrà sedere sulle rive del Gange osservando l’aarti, la splendida cerimonia officiata dai bramini sul ghat principale, ascoltando i suoni delle salmodie vediche, con i bracieri fiammeggianti ruotati ad arte dagli officianti, mentre sul fiume scivolano i lumi appoggiati su foglie, un’offerta alla dea Ganga.

12°g. Varanasi – Sarnath
Ci si alza presto per ammirare il sorgere del sole da una barca portata a remi sulle acque del fiume. Dopo la colazione ci si reca a Sarnath nei pressi di Varanasi, luogo legato alla memoria della prima predicazione del Buddha e centro di irradiazione della cultura buddista nel mondo. Il museo archeologico, il primo ad essere stato istituito in India, possiede inestimabili tesori d’arte dell’epoca Maurya (II secolo a.C.) ed il bellissimo Dhamekha Stupa nel Parco delle Gazzelle è di straordinaria suggestione; tutt’attorno vi sono monasteri buddisti di ogni tradizione. Qui ha la sede l’organizzazione umanitaria Progetto Alice, diretta da Valentino Giacomin, che svolge la propria missione mettendo a disposizione delle ragazze e dei ragazzi dei villaggi una scuola non confessionale con un completo programma di istruzione ispirato ai principi di consapevolezza propri dell’insegnamento buddista, formando anche insegnanti per la diffusione della scolarizzazione nell’India rurale; per le persone interessate è possibile organizzare una visita.
13°g. Sarnath – Bodhgaya
Si parte con un veicolo privato alla volta di Bodhgaya, nello stato indiano del Bihar, che dista da Sarnath circa 270 km, arrivando nel pomeriggio con circa 7 ore di viaggio.

14°g. Bodhgaya
Il Buddha giunse qui camminando lungo le rive del fiume Nairanjana e si sedette sotto l’albero della bodhi (un ficus religiosa o pipal) raggiungendo l’illuminazione completa e realizzando la mente dell’onniscienza. Accanto all’albero venne eretto dall’imperatore Ashoka, illustre pellegrino del II sec. a.C., un tempio (il bodhigara - da cui il nome di Bodhgaya) che esiste tuttora: il grande stupa, chiamato il Mahabodhi, si trova al centro di un magnifico parco disseminato di stupa e di stele con sculture del Buddha. Questo è il cuore del mondo buddista, meta di pellegrinaggio ininterrottamente da 2500 anni; qui anche la terra sembra risuonare delle preghiere accumulate in millenni di devozione e spesso tra gli stupa del giardino s’incontrano praticanti impegnati nell’esecuzione delle prostrazioni. L’albero che vi è custodito non è lo stesso di venticinque secoli or sono, poiché la pianta originale fu sradicata dai musulmani, ma è comunque un discendente diretto nato da un pollone del pipal originario che era stato portato anticamente a Sri Lanka. Il villaggio di Bodhgaya è cosparso di templi e monasteri di tutte le tradizioni buddiste (tibetani, birmani, giapponesi, tailandesi, ecc.). Nel pomeriggio ci si reca con una breve escursione alla grotta di Mahakala, un luogo ricco di energia spirituale.

15°g. Bodhgaya – escursione a Rajghir
Nella zona collinare nei pressi di Rajghir a circa 100 km da Bodhgaya, sul Picco dell’Avvoltoio, il Buddha trasmise i Sutra conosciuti come “Perfezione della Saggezza" (Prajnaparamita), che trattano prevalentemente il tema della vacuità; è un luogo di pellegrinaggio per i buddisti di tutto il mondo, ricco di templi e stupa di tutte le tradizioni.

16°g. Bodhgaya – escursione a Nalanda
La grande università monastica di Nalanda secondo la tradizione fu fatta costruire dall’imperatore buddista Ashoka nel II secolo a.C. intorno allo stupa contenente le reliquie di Sariputra, uno dei principali discepoli di Buddha. Gli scavi hanno rivelato l’esistenza di dieci monasteri, uno adiacente all’altro, e tre templi, oltre al maestoso stupa; Nalanda poteva ospitare circa diecimila studenti e pare che vi si tenessero fino a duecento corsi d’insegnamento al giorno su diversi temi. Fu certamente il centro di conoscenza più grande di quei tempi, dove studiarono alcune delle figure principali della tradizione buddista, tra cui: Nagarjuna, Shantideva, Aryadeva, Asanga e Naropa. All’inizio del XIII secolo le biblioteche furono incendiate, le sale di lettura e i monasteri saccheggiati dalle ripetute incursioni musulmane che misero così fine alla gloriosa storia di Nalanda. La distanza da Bodhgaya è di circa 100 km.

17°g. Bodhgaya – Patna – Delhi
Si raggiunge Patna, capitale dello stato del Bihar, dove ci si imbarca su di un volo per Delhi. Chi preferisce, può invece prendere il treno della notte per Delhi che parte da Gaya, nei pressi di Bodhgaya.

18°g. Volo Delhi – Italia

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