Tagikistan e Kirghizistan: Pamir e Tien Shan, cuore dell’Asia Centrale

Programma di 16 giorni in Tagikistan e Kirghikistan, tra le maestose catene di monti dell'Asia Centrale in un intreccio di culture ed etnie. Lasciata Dushambe, capitale del Tagikistan, si risale il fiume Panj, orlato da vette che superano i 7000 metri, per incontrare le sorridenti popolazioni ismailite del Wakhan nel punto più meridionale dell'itinerario: oltre il fiume si ergono le spettacolari vette dell’Hindo Kush. Procedendo poi verso nord, si accede all’altopiano del Pamir, scarsamente popolato da tenaci gruppi semi nomadici, orgogliosissimi dei loro peculiari cappelli bianchi. Questa regione è ricca di laghi che contrastano con l’aridità dell’ambiente: qui i monti glaciali della catena del Picco Lenin si specchiano sulle acque turchesi del vasto Karakul. Più a nord, le pasture coprono le vallate e le yurte punteggiano l’orizzonte tra le grandi greggi dei kirghisi, portando ai bordi della fertile valle di Fergana, polmone agricolo dell'Asia Centrale, che fu punto di incontro/scontro storico dei gruppi etnici principali della regione. Ammirevoli sono l’antica città di Osh, i bazar fuori dal tempo, come Uzgen, e le sorprendenti foreste secolari di noce e le cascate di Arslanbob che contornano questa valle. Proseguendo tra i monti selvaggi del Tien Shan, si ritrovano i nomadi tra le yurte che contornano il lago di Son Kul, per molti, il punto più bello del Kirghizistan, arrivando all’Issikul, uno dei laghi montani più grandi al mondo, e da qui a Bishkek, la capitale del Kirghikistan.

 

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Fiume Panj
Hissar
Monti verso Osh

 

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Sistemazioni alberghiere

Il viaggio si svolge in gran parte in aree non turistiche e si richiede quindi un certo grado di adattabilità: tutto perfetto per un viaggiatore, ma tutto inadatto per un “turista”. Fuori dalle città le sistemazioni sono infatti semplici e spartane; lungo il Panj solo a Khorog c’è un alberghetto considerabile tale (acqua calda e bagno in stanza); si prevedono pertanto pernottamenti presso case private e locande. Al Campo Base del Lenin si utilizzano tende fisse (dotate di letti), e si alloggia per due notti nelle yurte (qui vengono posti i materassi su dei tappeti) a Son Kul e Issikul.

Alloggiando in famiglia si potrà sperimentare l’ottima ospitalità di queste persone che, pur abitando in territori selvaggi, sono molto accoglienti. Si tenga però presente che sono case private, con le stanze prive di servizi e dove spesso ci si divide tra donne e uomini del gruppo utilizzando due o tre stanze in tutto. La pulizia è di norma accettabile e il cibo che viene proposto è sostanzioso e saporito; è consigliabile portare con sé almeno un sacco a pelo.

 

 

Programma del viaggio

1°g. Partenza per Dushambe

2°g. Dushambe
Arrivo a Dushambe in mattinata. Nel pomeriggio si effettua una visita della città e ci si reca nella vicina località di Hissor (23 km) per vedere la più importante antica fortezza del Tajikistan, oggi restaurata, l’adiacente madrassa del XVI secolo e la tomba di un santo sufi. A Dushambe sono particolarmente interessanti il Museo Archeologico (con reperti che includono una statua del Buddha del regno Kushan e testimonianze che iniziano dal periodo greco – bactriano) e il Museo Nazionale (che ritrae la storia del Tajikistan includendo reperti degli scavi di Penjikent).

3°g. Dushambe – Kulyab - Kalai Khumb
Si lascia Dushambe entrando nei monti ad est ed incontrando presto il grande lago artificiale formato dalla diga che ha creato forti dissapori con l’Uzbekistan, per il problema del controllo delle acque e l’irrigazione. Si transita da Kulyab, dove si vede il mausoleo di Saiyid Ali Hamadoni, e sul percorso si visitano le rovine della città di Hulbuk (IX – XI secolo). Superata un’altra barriera di monti si arriva nella spettacolare valle del fiume Panj, uno dei grandi affluenti dell’Amu Darya, e raggiunte le rive si inizia a risalirne il corso; sul versante opposto si vedono i villaggi afgani, da dove non traspare alcun segno del "mondo moderno" e si osservano delle coltivazioni fatte su pendii di una pendenza estrema - è veramente difficile comprendere quale arte contadina possa riuscire a ricavare dei raccolti in tali posizioni, forse le più scomode al mondo? La tappa è di circa 380 km.

4°g. Kalai Khumb – Khorog (2100 mt)
Si procede in direzione sud est contornando il confine con l’Afganistan seguendo il corso del fiume Panj. Dal villaggio di Rushan inizia il territorio a predominanza ismailita; a Parshinev vi è il tempio dedicato a Nosiry Khusrav, che diffuse per primo questa branca dell’islam nella regione. Arrivati a Khorog, centro amministrativo della regione del Gorno-Badakshan, una cittadina situata tra ripidi monti alla confluenza del precipitoso fiume Gunt con il Panj, si visitano il giardino botanico e il museo, dove si resterà sorpresi nel vedere tra i numerosi oggetti i grandi ritratti dei padri della rivoluzione russa ed anche di Stalin. La tappa è di circa 260 km, da 5 a 6 ore di viaggio.

5°g. Khorog – Yangm
Si continua in direzione sud arrivando nei remoti territori più meridionali del percorso. Dopo circa 50 km si passa dalle fonti termali di Garm Chashma e dalle miniere di rubini di Khi i Lal, aperte nel XIV secolo. Si arriva quindi a Ishkashim nel punto più a sud dell’itinerario, all’imbocco del corridoio del Wakhan tra il Pamir e l’Indokush, in una zona molto panoramica. Oltre, si prosegue ora in direzione est seguendo il bordo tagiko del corridoio del Wakhan con i ripidi monti del dell’Indokush che orlano il versante afgano del fiume Panj, e si vedono le prime caratteristiche case pamire. A Namadgut si visita la vecchia fortezza di Kakh-Kah e il mausoleo ismailita di Oston-I Shobi Mardon (XI sec); vi è anche un piccolo museo, a volte … aperto. Procedendo si ha la visuale del monte Karl Marx (6750 mt) che si erge sul bordo settentrionale della grande vallata; si sale con una panoramica deviazione alla fortezza di Yamchun, e, poco oltre, si arriva alle fonti termali di Bibi Fatima Zahra dove è possibile fare un bagno (è stata costruita un’apposita struttura con fondi da donazioni straniere). Tornati a valle si prosegue per il villaggio di Yangm: qui è molto interessante e bello il museo dedicato al santo sufi Muboraki Vakhoni, dove con un pizzico di fortuna si verrà accompagnati dal suo stesso pronipote, l’uomo interessante e geniale che lo ha realizzato. La tappa è di circa 190 km, più la salita a Yamchun.

6°g. Yangm – Passo di Khargush (4286 mt) – Burunkul (3700 mt)
Continuando verso est di incontra il sito buddista con lo stupa di Vrang e quindi il villaggio di Langar (circa 100 km). Da qui salendo a piedi sul versante del monte si possono raggiungere a piedi gli interessanti graffiti rupestri sopra al villaggio; vi è un primo sito abbastanza vicino (30 minuti circa) e uno più in alto (poco più di un’ora), che è più lontano ma più interessante e con una vista magnifica sulla valle. Dopo pranzo si parte in direzione nord avendo una visuale a ovest verso il picco Engels; si entra in zone ora molto più aride e desolate, un territorio che inizia ad essere abitato dai nomadi kirghisi e attraverso il passo di Khargush si lascia la regione del Wakhan arrivando sull’altopiano del Pamir. Oltre il passo superato un bel lago si incrocia la “Highway M41” che arriva da Khorog. La si segue per un breve tratto verso ovest e con una deviazione si arriva al villaggio di Burunkul, a breve distanza dall’omonimo lago. Da Langar sono circa 120 km, 3 / 4 ore.

7°g. Burunkul – Yashikul – Shakthy - Murgab (3630 mt)
Ci si reca al vicino lago di Yashikul, posto a 3700 mt di quota oltre un colle ad ovest del villaggio, uno specchio di acqua purissima, rara gemma di bellezza tra le montagne selvagge del Pamir. Si continua il viaggio tornando sulla “Highway M41”, e procedendo ora in direzione nord est si transita dal villaggio di Ali Chor, dove si visita la piccola moschea, e prima di Murgab si effettua una deviazione seguendo una traccia sterrata che porta verso sud tra le stupende ampie valli semidesertiche del Pamir fino al sito di Shakthy, dove in un anfratto del monte si trovano delle semplici pitture rupestri. Rientrati sulla strada principale si arriva quindi a Murgab, il paese più importante della regione. La tappa è di 140 km, 3 / 4 ore, più la deviazione. In questo paese si possono acquistare manufatti artigianali realizzati col feltro, passeggiando nello stranissimo mercato con le botteghe alloggiate in… container; la popolazione della regione è kirghisa ma in questo paese una metà sono tagiki.

8°g. Murgab – Rankul (3784 mt) – Passo di Ak Baital (4655 mt) - Karakul (3823 mt)
Si prosegue il viaggio verso il passo che porta nel bacino del grande lago Karakul; con una deviazione si entra nella valle di Rankul, a circa 60 km da Murgab, ornata dai laghi di Shor e Rang e da dove nei giorni limpidi si ammira la vetta del Muztagh Ata (7546 mt), situato oltre il confine cinese. Qui è possibile provare a cavalcare i cammelli bactriani. Tornati sulla “M41” si prosegue la salita verso nord al passo di Ak Baital con panorami fantastici; si resta stupefatti dalla barriera che in molti tratti accompagna ed in diversi punti arriva a lambire la strada ad est: è il nuovo confine marcato dai cinesi dopo che hanno comprato un pezzo di territorio del paese dall’attuale governo, annettendolo così agli altri territori da loro conquistati in questo remoto angolo di mondo … La discesa, sempre in direzione nord, porta in breve al grande lago di Karakul, la vasta gemma di queste regioni nomadiche: oltre le acque turchesi a nord ovest si erge il Picco Lenin (7134 mt). La tappa è di circa 200 km.

9°g. Karakul – Passo di Kizil-Art (4336 mt) – Ingresso in Kirghizistan – Achik Tash (3600 mt) [Campo Base del Picco Lenin]
Si lascia il vasto bacino del Karakul procedendo verso nord. Al passo di Kizil-Art c'è il confine superate le formalità di uscita, si prosegue il viaggio in Kirghizistan. Si entra in un nuovo mondo fatto di vaste praterie punteggiate dalle yurte dove pascolano grandi greggi, un radicale cambiamento dall’arido Pamir. Si segue per un tratto la grande vallata verso ovest e si sale quindi a sud fino a Achik Tash, il campo base del Picco Lenin posto a circa 3600 mt, nello scenario grandioso dei monti glaciali. Si dorme nelle tende del campo fisso che è stato allestito qui; la tappa è di circa 150 km.

10°g. Achik Tash – Passo di Taldyk (3615 mt) – Osh (950 mt)
Tornati a valle si segue verso est la strada che porta verso Kashgar nel Sinkiang e giunti a Sary-Tash si valicano verso nord est i monti attraverso il passo di Taldyk, da dove si scende in direzione nord ovest incontrando vallate spettacolari anche policrome, dove si vedono i primi insediamenti di coltivatori. Si supera quindi il passo di Chyrchyk (2381 mt) arrivando nella città di Osh, la seconda per dimensioni del Paese, situata a breve distanza dalla grande vallata di Fergana dell’Uzbekistan. La tappa è di 290 km. Si esplora il bazar di Jayma, tra i più interessanti dell’Asia Centrale, dove si affollano kirghisi, tagiki e uzbeki e si trova ogni tipo di mercanzia e oggetti.

11°g. Osh – Arslanbob (1700 mt)
Si lascia Osh contornando il confine uzbeko che delimita la parte più orientale della valle di Fergana transitando da Uzgen, dove ci si ferma per una visita del magnifico mercato, che è più piccolo ma forse anche più bello di quello di Osh. Oltre Jalal Abad (104 km) si prosegue per Arslanbob, dove si trova la più grande foresta di alberi di noce del mondo: si estende su un’area di 600.000 ettari. Si inizia quindi ad esplorare la zona con una passeggiata attraverso un ambiente di grande bellezza naturale dove si incontrano anche due cascate. La tappa è di circa 240 km.

12°g. Arslanbob – Passo di Ak Moinok (2940 mt) – Kazarman (1310 mt)
Ci si reca a vedere la cascata più alta utilizzando una jeep Uaz locale (circa mezz’ora) a cui si aggiunge un tratto a piedi. Quindi si torna a Jalal Adab e si procede poi in direzione nord est attraversando la catena di Fergana con il passo di Ak Moinok e, seguendo gli spettacolari costoni dei monti, si arriva a Kazarman. La tappa è di circa 250 km.

13°g. Kazarman – Passo Moldu-Ashu (3346 mt) - Lago di Son-Kul (3016 mt)
Si procede in direzione est seguendo la strada che porta a Naryn; la si lascia andando a nord superando attraverso il passo di Moldu-Ashu la barriera di monti che cingono le alte pasture del bacino del Son-Kul. Questo stupendo e vasto lago è al centro di una regione utilizzata per la transumanza estiva dove si vedono anche diversi animali selvaggi; si alloggia nelle yurte, l’abitazione utilizzata da tutti i kirghisi che passano i mesi caldi attorno al lago. Per esplorare i dintorni è possibile noleggiare un cavallo. Si percorrono circa 240 km.

14°g. Son Kul – Issikul
Dopo pranzo si parte verso nord est per Kochkor (120 km) dove si vedono le produzioni artigianali di tappeti di feltro. Si prosegue arrivando in breve al lembo occidentale del vasto lago Issykul: lungo 170 km e largo 70, è un bacino d’acqua senza emissari che per via del contenuto salino e delle attività termali non gela mai. È situato tra due grandi catene di monti, propaggini del Tien Shan, i Kungey Ala-Too a nord, che delineano il confine col Kazakistan, e i Terskey Ala-Too a sud, dove si trovano diversi sentieri per il trekking. Si alloggia a Beltan (160 km da Kochkor) in un campo di yurte posto sulle rive del lago.

15°g. Issikul – Bishkek
Si lascia il vasto lago di Issikul in direzione nord ovest per Bishkek, la capitale del Kirghizistan che dista circa 300 km. Sul percorso si visita il minareto di Burana, dell’XI secolo. Giunti in città, si effettua una visita: le piazze Ala-Too e Pobeda, il parco Duboviy e la Galleria d’Arte.

16°g. agosto, volo di rientro
Trasferimento in aeroporto e volo di rientro.

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