Cambogia e Laos: Mekong e civiltà antiche

In questo itinerario di 15 giorni si visita principalmente il bacino fluviale del Mekong e tra spazi d’acqua, isole fluviali e giungle si incontrano villaggi e culture dalle caratteristiche uniche, dove la vita della gente si intreccia in modo sorprendentemente armonioso con la natura ricca e l’eterno flusso dei fiumi, un mondo bucolico che sta iniziando ad affacciarsi alla “modernità”. Questo percorso è frutto di attenta ricerca, porta in tutti i siti più belli ed interessanti da Luang Prabang ad Angkor, ed include per la parte storica le altre gemme della regione: Wat Phou, Koh Ker e Beng Melea. Si esplora a fondo il grande Mekong, dalle grotte di Pak Ou al suo bacino interno, visitando le “4000 isole”, le cascate e la “foresta sommersa” di Stung Treng; sul lago Tonle Sap si vedono i soprendenti villaggi su palafitte e le case galleggianti; ed a Phnom Kulen, sui monti a settentrione di Angkor, si assapora la vita rurale cambogiana.

 

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Angkor

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Mekong, Stung Treng

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Tonle Sap

 

 

DESCRIZIONE DEL VIAGGIO

1°g. Partenza per Bangkok  

2°g.  Bangkok – Luang Prabang  
Arrivo a Bangkok e volo per Luang Prabang, antica capitale delle dinastie laotiane. Fondata nel XIV secolo, è posta sulle rive del Mekong, ricca di templi, tranquilla e pittoresca, contornata da verdi colli; un luogo affascinante designato dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità. Giornata di riposo per recuperare le fatiche del viaggio. Nel pomeriggio, tranquilla passeggiata al vicino ed interessantissimo mercato.

3°g.  Luang Prabang ed escursione a Pak Ou
Si dedica la mattina alle visite dei siti più belli della cittadina; per gli spostamenti si usa un simpatico tuk tuk. A Luang Prabang vi sono tutt’ora circa 30 templi dei 65 originari, concentrati nella pittoresca parte vecchia; ci si sofferma sui luoghi più significativi: il Palazzo Reale, che ora è un museo, il Vat Mai, dove viene custodita la statua d’oro (il “Pra bang”) che dà il nome alla cittadina, il Vat Sene, considerato tra i più belli per i bassorilievi dorati, ci si reca al piccolo museo etnologico, il TAEC, che espone costumi e implementi dei diversi gruppi etnici laotiani ed è allestito in una tipica magione coloniale francese, il Vat Visoun, il Vat Aham e la "Heritage house", un bell’esempio di palazzo tradizionale laotiano. Dopo pranzo, il Vat Xieng, il tempio forse più emblematico, famoso per le stupende decorazioni; è posizionato alla fine della penisola su cui sorge la città vecchia, dove il fiume Nam Khan fluisce nel Mekong. Da qui ci si imbarca su una lancia e si risalgono le acque di questo bel tratto del Mekong, dove si affacciano alcuni villaggi immersi in una natura pura, fino alle affascinanti grotte di Pak Ou: qui in due anfratti della montagna che si erge sul fiume sono conservate migliaia di statue del Buddha, un luogo di pellegrinaggio molto vivo nel cuore dei laotiani. Si rientra sempre in barca a Luang Prabang, dove si sale al Phousi, la collinetta al centro della cittadina ornata con diverse statue del Buddha sulla cui cima si trova un piccolo tempio, punto ideale per godere del tramonto; il sentiero che porta sul colle ha 328 gradini, e sale all’ombra di alberi secolari. Tornati "a valle", si arriva direttamente nel mezzo del mercato serale tenuto in buona parte da persone dell’etnia Hmong.

4°g.  Luang Prabang ed escursione a Khouang Si  
Chi si alza presto potrà assistere alla questua quotidiana dei monaci, che passeggiano silenziosi in fila indiana con le grandi ciotole scure per ricevere l’elemosina. Da qui ci si reca al mercato, dove la gente si reca quotidianamente per gli acquisti – anche se ormai quasi tutti sono dotati di refrigeratori, la tradizione richiede che le vettovaglie in casa siano sempre freschissime, così la giornata per molte persone inizia qui. Dopo colazione ci si reca a sud ovest di Luang Prabang alle cascate di Kuang Si (32 km); sul percorso si visitano alcuni villaggi potendo avvicinare la semplice realtà rurale e le serene persone che vivono qui. Si vedrà anche "l'Asian Black Bear Rescue Center", che come indica il nome si occupa del salvataggio di una specie di orso asiatico. Giunti alle cascate, luogo di notevole bellezza naturale, fare un bagno è pressoché irresistibile! Rientrando si visita il centro di produzione tessile di Ock Pop Tok; la ricchezza di trame e colori delle produzioni laotiane merita di conoscere le arti che le creano.

5°g.  Luang Prabang – Pakse - Wat Phou – Isola di Don Daeng (Mekong)
Giunti in volo a Pakse, si prosegue attraversando il Mekong per la vicina cittadina di Ciampasak (40 km), posta sulla sponda occidentale del fiume. Si continua quindi per Wat Phou (27 km), un sito archeologico sorprendente che risale al V - VI secolo designato dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità. L’ampio complesso parte dal piano con grandi bacini d’acqua, quindi presenta i primi templi e sale lungo le propaggini del monte Lingaparvata, con diversi punti fortemente evocativi. Originariamente era un complesso templare dedicato a Shiva, successivamente trasformato in tempio buddista; i re Khmer ne curarono la manutenzione fino alla caduta dell’impero. Dopo la visita si raggiungono le rive del Mekong e con una barca si approda sulle rive sabbiose dell’isola di Don Daeng.

6°g. Isola di Don Daeng - Escursione alle “4000 Isole” – Isola di Don Khone
Si riattraversa in barca il Mekong, questa volta verso est, approdando a Ban Muang e si prosegue il viaggio in direzione sud fino a Ban Hat Say Khoun, dove si prende una barca per addentrarsi tra le “4000 isole”, una stupenda parte del Mekong dove il fiume raggiunge i 14 km di larghezza formando un arcipelago fluviale! Si dedica la giornata all’esplorazione, si approda a Don Det e sull’isola di Don Khone; quest’ultima è molto bella da girare con la bicicletta (è tutta in piano!) – se si preferisse, in alternativa è possibile utilizzare un "songtheaw", il piccolo camioncino in uso qui; nella parte occidentale si ammirano le cascate di Li Phi, vicine al confino cambogiano. L’isola visse un periodo importante nell’epoca coloniale per i commerci tra le diverse regioni dell’Indocina, vi si trovano ancora la ferrovia costruita dai francesi e il ponte sulle cascate. Nel pomeriggio ci si reca con la barca sul bacino del Mekong al confine cambogiano: lo scopo è avvistare i delfini d’acqua dolce.

7°g. Isola di Done Khone – Veun Khram (Cambogia) – Sopheakmit - Stung Treng   
Si torna con la barca sulla riva orientale del Mekong e si riprende la strada verso la Cambogia; sul percorso si visitano le cascate di Phapheng. Superate le formalità di frontiera, si torna sul fiume dove con una barca di pescatori, veloce e leggera, si risalgono le acque approdando all’imbocco di un sentiero che con una piacevole camminata (meno di 2 ore in tutto) porta alle cascate di Sopheakmit, le più possenti del Mekong, dove il fiume dopo il salto si incanala in uno spumeggiante canyon. Si torna nei pressi del punto d’imbarco e si pranza su un’isoletta al confine col Laos, in vista del bacino d’acqua che ospita i delfini d’acqua dolce. Si parte quindi con una barca di maggior stazza seguendo il deflusso del fiume fino a Stung Treng: è un percorso molto interessante che dura alcune ore, attraverso la regione più bella delle “foreste sommerse”, così denominate perché vengono invase dalle acque nel periodo di maggior flusso del fiume.

8°g.  Stung Treng – Koh Ker – Siem Reap  
Partenza per Koh Ker, nella selvaggia provincia cambogiana di Preah Viehear; questo impressionante sito fu la capitale dell’impero Khmer nel X secolo. Le rovine si estendo su di un’area ampia; il complesso del Prasat Thom è la parte più interessante, con una piramide a 7 gradoni alta 32 metri. Nel pomeriggio si prosegue per Siem Reap, che da qui dista circa 70 km.

9°g. Siem Reap (Angkor)  
Con le biciclette si segue un percorso di circa 8 km contornando il bacino d’acqua del tempio di Angkor fino al cancello meridionale della città reale di Angkor Thom; si prosegue esplorando le mura immerse nella foresta fino alla porta orientale della città imperiale e da qui si giunge al tempio del Bayon. Si lasciano le bici e ci si immerge in questo incredibile edificio, celebre per le innumerevoli torri ornate da quattro volti. Nel pomeriggio, utilizzando i tuk tuk ci si reca al Ta Prohm, il tempio dove più di ogni altro si ammira la lotta tra i giganteschi alberi e le rovine, il luogo le cui immagini hanno reso gli spettacolari resti dell’antico impero Khmer noti nel mondo. Completa il tour la visita del tempio di Preah Khan.

10°g. Siem Reap, Angkor ed escursione al Tonle Sap  
Ci si alza presto per poter godere dell’alba su Angkor Vat, il tempio più vasto e famoso. Dopo una dettagliata visita si lascia l’area archeologica andando al villaggio di palafitte di Kampong Phluk o di Prek Toal sui bordi del vasto lago di Tonle Sap; questa immensa distesa d’acqua ha una formidabile variazione di livello nel corso delle stagioni, circa 8 metri e anche più, che fa sì che le dimensioni del bacino d’acqua cambino moltissimo, da qui la necessità di costruire le case su altissime palafitte. Si esplora il lago utilizzando una barca, potendo così osservare la vita che si svolge su queste acque tra pesca, allevamenti ittici e villaggi formati anche da case galleggianti. E' possibile prevedere anche un tratto di esplorazione in canoa. Si rientra quindi a Siem Reap.

11°g. Siem Reap – Benteay Srei – Phnom Kulen  
Ci si reca al Benteay Srei, un interessante edificio Khmer del X secolo, conosciuto come la "cittadella delle donne". Si prosegue per Phnom Kulen raggiungendo delle cascate, dove si sosta per il pranzo ed è possibile fare un bagno. Da qui si prosegue a piedi, seguendo un bel percorso nella foresta che in circa 3 ore con un dislivello di circa 110 mt, incontrando dei villaggi e anche dei resti archeologici, porta a Phnom Kulen; per chi volesse, parte del sentiero si può evitare utilizzando il "kuyon", il piccolo trattorino in uso da queste parti.

12°g. Phnom Kulen  
Si dedica la giornata alla visita dei villaggi e ad una presa di contatto con la vita rurale. Con una piacevole passeggiata si vedono diverse fattorie incontrando le famiglie che vivono qui e si potrà visitare anche la scuola.

13°g. Phnom Kulen – Beng Melea – Siem Reap  
Si lascia il villaggio e camminando ci si immerge nella foresta tornando fino alla cascate già viste precedentemente. Giunti alla strada, si prosegue per il sito Khmer di Beng Mealea, che dista circa 50 km. Questo splendido tempio induista del XII secolo dedicato a Vishnu è uno dei più grandi dell’Impero Khmer (il perimetro è di 181 x 152 mt), ed anche uno dei più spettacolari per l’incredibile groviglio creato dalla vegetazione tropicale che era riuscita a sommergerlo; era posizionato al centro di una città, di cui resta solo la traccia dell’antico fossato che la cingeva. Completata la visita si prosegue per Siem Reap, che dista da qui circa 60 km.

14°g. Siem Reap – Bangkok e volo di rientro  
Giornata libera per relax e acquisti; alcuni suggerimenti: un giro completo della città coi tuk tuk, una gita guidata in campagna con le bici, relax al centro di massaggi Frangipani SPA. Partenza in serata da Siem Reap per Bangkok.

15°g. Arrivo a destinazione

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