Mongolia: Capodanno lunare ed i festival delle aquile e del ghiaccio

In Mongolia la ricorrenza più attesa e suggestiva dell’anno è la celebrazione di “Tsagaan Sar” (“Luna bianca”), il tradizionale Capodanno mongolo. E’ un momento profondamente sentito; le famiglie iniziano a preparare le proprie tende molti giorni prima perché si ritiene che una perfetta organizzazione dello Tsagaan Sar porti prosperità, ricchezza e rafforzi l’unità familiare ed i legami sociali, grazie ai caratteristici rituali che si svolgono nei 3 giorni di festeggiamenti all’interno delle “mura domestiche” delle gher, le tradizionali tende.

In questa ricorrenza ognuno indossa il vestito migliore e si reca in visita dai membri più anziani della famiglia per porgere loro gli auguri e dimostrare rispetto tramite il rituale dello Zolgokh in cui la persona più anziana, con le braccia tese, impone le mani sulle braccia della persona più giovane ed entrambi recitano una formula di buon auspicio sfiorandosi le guance. Questo rito significa che la persona più anziana può contare sull’aiuto e sul rispetto di quella più giovane. In questa occasione tutti i membri della famiglia si riuniscono intorno ad una tavola riccamente imbandita per condividere la cena. Per vivere a fondo questi momenti si trascorrono l’ultimo giorno dell’anno mongolo, il Bituun, ovvero la vigilia del nuovo anno lunare, ed il primo giorno del nuovo anno lunare con una famiglia di nomadi. (per maggiori informazioni collegarsi a Tsagaan Tsar).

 

ll viaggio prevede la visita di Ulaan Baatar, la capitale, nel momento più vivo del suo folklore, con il principale monastero buddista della Mongolia e l’antica residenza invernale del suo antico signore teocratico, il Bogdo Khan. Dalla capitale ci si sposta nel Parco Nazionale di Terelj per assistere alla “Festa delle Aquile”; qui, la cerimonia di apertura comincia con la parata dei partecipanti che sfilano a cavallo con le proprie aquile. In seguito ogni cacciatore kazako esibisce il proprio equipaggiamento da caccia, le aquile vengono lasciate libere da un’altura e, al segnale del proprio padrone, devono tornare ed appoggiarsi sul suo braccio come avviene durante la caccia. Poi gli imponenti rapaci vengono lasciati liberi un’altra volta, per riportare al padrone la pelle di una volpe che il cacciatore esporrà come trofeo sul proprio cavallo. Dal parco si farà ritorno ad Ulaan Bataar, per poi ripartire alla volta del villaggio di Khatgal con uno spostamento aereo, dove si assiste al festival del ghiaccio, un’avvincente maratona con i pattini sulle acque ghiacciate dell’incantevole lago Khubsugul, uno dei più profondi laghi di acqua dolce dell'Asia Centrale. Gli spettatori possono dilettarsi con passeggiate a cavallo, corse su slitte trainate da renne o cani e improvvisarsi scultori dei ghiacci o lottatori. Dopo il rientro, si trascorrerà l’ultimo giorno in Mongolia visitando i musei e facendo acquisti.

 

 

Organizzazione del viaggio

Il viaggio viene accompagnato da una guida mongola esperta del territorio che parla la lingua inglese; sono anche disponibili guide che parlano l’italiano ma vanno richieste con largo anticipo. Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote motrici; ci potrà essere della neve sul percorso, ma non sono necessarie le catene da neve. Fuori da Ulaan Baatar si alloggia nelle gher: le tipiche tende mongole che si trovano predisposte in campi fissi e sono fornite di letti con lenzuola, asciugamani e sono, soprattutto, riscaldate. In questi campi fissi si trovano anche servizi, docce con acqua calda e una cucina semplice ma sostanziosa anche vegetariana.

Questo viaggio in Mongolia richiede quindi un buon spirito d’avventura: lasciata la capitale non si trovano più hotel e si diventa di fatto dei nomadi, percorrendo con i veicoli a quattro ruote motrici vaste aree e pernottando sempre in tenda; molti dei campi fissi sono comodamente attrezzati, ma non sono degli hotel. Per chi ama viaggiare ed è disposto ad affrontare qualche disagio, esplorare la Mongolia in questa stagione dell’anno è una grandiosa esperienza d’incontro con una popolazione cordiale e ospitale e di totale immersione in un ambiente naturale stupendo.

Il prezzo del viaggio non è riportato perché varia in funzione del numero dei partecipanti, del tipo di veicoli utilizzati, dei servizi richiesti e del costo dei voli internazionali; sarà nostra cura fornire una valutazione economica in tempi brevi. Tutti i viaggi sono coperti da assicurazione.

 

Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196

 

 

Nota tecnica

Tra fine febbraio e marzo il clima è molto freddo, anche se secco, ed è indispensabile prevedere un abbigliamento adeguato con temperature che possono scendere anche a – 18° gradi sotto lo zero. Si consigliano: giacca invernale molto pesante, pantaloni pesanti, calzamaglie, maglioni o pile spessi, guanti imbottiti, cappello caldo.

 

 

Descrizione del viaggio

1°g. Partenza dall’Italia
Per raggiungere Ulaan Baatar il volo più comodo è della Aeroflot, ma vi sono anche opzioni diverse che Amitaba potrà verificare su richiesta. Si parte usualmente nel pomeriggio del primo giorno arrivando ad Ulaan Baatar il mattino del giorno successivo.

2°g. Ulaan Baatar
All’arrivo si viene ricevuti dal corrispondente mongolo di Amitaba e dalla guida; trasferimento in hotel. Visita della città, del monastero di Gandan, il principale monastero della Mongolia costruito circa 300 anni fa, e del Museo di Storia Naturale. Ascesa alla collina Zaisan, da dove si gode un bellissimo panorama della città e delle colline circostanti e si trova una enorme statua di Buddha. Pernottamento in Hotel.

3°g. Ulaan Baatar, escursione per Bituun
Trasferimento in campagna a circa 100 km dalla capitale per trascorre con una famiglia nomade Bituun, la celebrazione per il nuovo anno; sistemazione in campo gher attrezzato.

4°g. Ulaan Baatar, escursione per Bituun
Si partecipa alla cerimonia del primo giorno dell’anno con la stessa famiglia nomade. Nel pomeriggio ritorno a Ulaan Baatar. Pernottamento in hotel.

5°g. Ulaan Baatar, parco Nazionale di Terelj
Escursione al Parco Nazionale di Terelj, a circa 80 km dalla capitale, per la Festa delle Aquile; si potranno anche vedere la tipica tartaruga di pietra e, sulla via del ritorno, il nuovo monumento dedicato a Gengis Khan. Pernottamento ad Ulaan Baatar.

6°g. Ulaan Baatar – Khubsgul
Volo (circa un’ora e mezza) per la regione del lago di Khubsugul, che si raggiunge con circa 3 ore di guida dall’aeroporto; sistemazione in campo gher.

7°g. Khubsgul
Alle 10 di mattina si svolge la grande cerimonia di apertura del Festival del Ghiaccio e la prima parte della maratona di pattinaggio. Si potrà assistere al rito sciamanico sacrificale per la Regina delle Acque del Lago e per il Re dei Monti che lo circondano. Nel primo pomeriggio seguirà una competizione di guida di automobili su ghiaccio. In serata si assiste ad uno spettacolo dedicato ai costumi nazionali e all’arte tradizionale. Pernottamento in gher.

8°g. Khubsgul
In questo giorno si svolgono la corsa delle renne, le corse sui pattini su brevi distanze, lotta libera sul ghiaccio, il tiro alla fune e la seconda parte della maratona. Conclude la giornata una cerimonia celebrativa.

9°g. Khubsgul – Ulaan Baatar
In mattinata volo per Ulaan Baatar; la sera si assiste ad uno spettacolo folcloristico nel Teatro Nazionale. Pernottamento in hotel.

10°g. Ulaan Baatar
Ultimo giorno in città; si prevede la visita del Museo Nazionale di Storia mongola e si avrà del tempo libero per acquisti.

11°g. Volo per l’Italia
Per chi è giunto fin qui con Aeroflot, la partenza da Ulaan Bataar è al mattino con arrivo in Italia in giornata.

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