Mongolia: Terre del Signore Oceanico

Questo avvincente itinerario etno-storico e naturalistico ripercorre i luoghi citati nella “Storia segreta dei mongoli”, la cronaca dell'epopea mongola scritta all'indomani della morte di Gengis Khan che fornisce indubbiamente il massimo esempio della letteratura mongola antica. 

Il percorso abbina l'approfondimento storico alla fruizione di una fra le più belle aree naturali del paese. Si sale su una delle montagne più sacre per i mongoli, il Burkhan Halduun, grande protettore di Gengis Khan e luogo probabile della sepoltura dell’imperatore, che si erge nel vasto parco naturale del Khentii Khan Nuruu, ad est di Ulaan Baatar. Ci si reca a Avraga, la prima capitale e luogo di incoronazione a Khan del giovane Temugin, e altri luoghi connessi alla giovinezza del grande imperatore situati nell'aimag (regione) del Khentii. Questo vasto territorio è caratterizzato a nord dalla foresta sub siberiana e, più a meridione, dalla presenza di meravigliose, immense foreste solcate da fiumi pescosi. Se la grande divinità dei mongoli Khoke Mongke Tengrii, l'Eterno Cielo Azzurro, arriderà ai partecipanti, si potrà incontrare uno sciamano mongolo; non si vuole cadere in uno spettacolo organizzato, ma si cerca un rendez-vous con colui che i mongoli chiamano un “viaggiatore dei tre mondi”, il sotterraneo, il terrestre e quello degli spiriti.

L’itinerario segue un grande anello che porta a nord est di Ulaan Baatar fino a Dadal, da dove si prosegue ancor più ad oriente fino ai monti di Deluun Boldog, luogo natale di Gengis Khan, iniziando da qui il percorso di rientro. Buona parte del viaggio si svolge in aree selvagge, che richiedono in tutto 7 campi: in molti dei luoghi non esistono strutture ricettive, neppure dei campi Gher. Si prevedono diverse escursioni a piedi con rientro in un punto di campo raggiungibile con le jeep; ci si porta all’imbocco dei sentieri con i veicoli e ci si allontana a volte per un’intera giornata, portando con sé solo l’occorrente per la passeggiata e per il picnic. Non si prevedono guadi e i sentieri non sono particolarmente impegnativi, ma il viaggio è maggiormente adatto a persone che abbiano già avuto delle precedenti esperienze di questo tipo o che siano almeno sufficientemente adattabili ed un poco allenate.

 

 

Organizzazione del viaggio

Il viaggio viene accompagnato da una guida mongola esperta del territorio che parla la lingua inglese; sono anche disponibili guide che parlano l’italiano ma vanno richieste con largo anticipo. Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote motrici seguendo sia strade che piste tracciate dal passaggio di altri veicoli; gli unici tratti asfaltati sono nei pressi della capitale. La velocità sugli sterrati è comunque abbastanza buona, si tengono medie di circa 50 km/h con alcuni tratti anche più veloci e parti dove l’irregolarità del terreno rende la marcia lenta. La maggior parte delle tappe previste prevedono spostamenti compresi tra i 100 e i 150 chilometri. Fuori da Ulaan Baatar si alloggia per 7 notti in tenda (per tre notti consecutive all’inizio, poi per due campi consecutivi altre due volte), una notte in un alberghetto locale, pulito ma che ricorda i tempi dell’occupazione sovietica e dove una pecca può essere a volte la poca funzionalità degli impianti idrici, e per 3 notti nelle gher: le tipiche tende mongole che si trovano predisposte in campi fissi e sono fornite di letti con lenzuola e asciugamani. In questi campi fissi si trovano anche servizi e docce con acqua calda e viene proposta una cucina semplice ma sostanziosa anche vegetariana. I campi mobili vengono allestiti con tende di tipo europeo a due posti e si dispone di una tenda comune dove mangiare; cucina e allestimento sono curati dal nostro personale. Viene fornita tutta l’attrezzatura necessaria dall’organizzazione, ad eccezione del sacco a pelo.

Il viaggio richiede quindi un certo spirito d’avventura: lasciata la capitale non si trovano più hotel e si diventa di fatto dei nomadi, percorrendo con i veicoli a quattro ruote motrici vaste aree e pernottando sempre in tenda; molti dei campi fissi sono comodamente attrezzati, ma non sono degli hotel. Per chi ama viaggiare ed è disposto ad affrontare qualche disagio, attraversare la Mongolia è una grandiosa esperienza d’incontro con una popolazione cordiale e ospitale e di totale immersione in un ambiente naturale stupendo.

Il prezzo del viaggio non è riportato perché varia in funzione del numero dei partecipanti, del tipo di veicoli utilizzati, dei servizi richiesti e del costo dei voli internazionali; sarà nostra cura fornire una valutazione economica in tempi brevi. Tutti i viaggi sono coperti da assicurazione.

 

Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci:amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196

 

 

Nota tecnica

I mesi consigliati per questo viaggio vanno da giugno e settembre, il periodo più comunemente utilizzato va da luglio ad agosto, quando il clima è mediamente piuttosto secco e le temperature previste sono tra gli 11 e i 25 gradi, con possibili punte minime notturne di 4 gradi. Si consulti per riferimento il capitolo “Attrezzatura e clima”. E’ necessario portare un sacco a pelo, che abbia un gradiente di minimo termico di zero gradi. Prevedere un abbigliamento che possa essere resistente ad acqua e vento, scarponcini tipo trekking leggeri possibilmente con l’interno in goretex, portare creme protettive per il sole e occhiali. Per le escursioni a piedi è utile avere un proprio zaino con cui portare l’occorrente per la giornata. Si tenga presente che lungo il percorso non ci sono lavanderie.

 

NB: Si ricorda che l’itinerario previsto può subire modifiche dovute a fattori naturali e climatici

 

 

Programma del viaggio

1°g. Partenza dall’Italia
Per raggiungere Ulaan Baatar il volo più comodo è della Aeroflot, ma vi sono anche opzioni diverse che Amitaba potrà verificare su richiesta. Si parte usualmente nel pomeriggio del primo giorno arrivando ad Ulaan Baatar il mattino del giorno successivo.

2°g. Arrivo a Ulaan Baatar
All’arrivo si viene ricevuti dal corrispondente mongolo di Amitaba e dalla guida; trasferimento in hotel. Nella giornata di oggi si visita il monastero di Gandan, che è il principale della Mongolia costruito circa 300 anni fa, si sale sulla collina Zaisan da dove si gode un bellissimo panorama della città e della regione circostante e si trova una enorme statua di Buddha, poi si visita il Museo di Bogdo Khan, il palazzo invernale dell’ultimo imperatore-lama.

3°g. Ulaan Baatar – Mungunmorit
Si lascia Ulaan Baatar in direzione est portando con sé l’attrezzatura necessaria per i campi. La prima tappa porta a Mungunmorit, vicino al monte Burkhan Khalduun. Si monta il primo campo nella steppa.

4°g. Burkhan Khalduun
Inizia il cammino verso il Burkhan Khalduun, il monte che si trova nel Parco Nazionale di Khan Khentii a nord est di Ulaan Baatar, ritenuto il possibile luogo di sepoltura di Genghis Khan. Secondo campo nella steppa.

5°g. Burkhan Khalduun
Si lascia fisso il campo e si completa il percorso a piedi al Burkhan Khalduun esplorandone i dintorni.

6°g. Burkhan Khalduun - Khentii - Lago Khukh
Partenza per il lago Khukh - il luogo dove Temujin è stato proclamato ed incoronato come Genghis Khan, l'Imperatore della Mongolia. Cena e pernottamento in campo Gher.

7°g. Lago Khukh - Binder
Continuando verso est si transita dal lago di Khangal arrivando alle rovine del monastero di Baldanbereeven, che era stato costruito nel 1700 ed era uno dei più grandi della Mongolia. Proseguendo per Binder si passa da un sito militare di Gengis Khan, Tulgyn Gurvan Chuluu. Cena e pernottamento in campo Gher.

8°g. Binder - Lago Tsagaan
Possibilità di incontrare uno sciamano e di seguirne i riti. Spostamento fino al lago Tsagaan, dove si pongono le tende nei pressi del lago e si eseguono delle escursioni nei dintorni.

9°g. Lago Tsagaan – Fiumi Onon e Balj
Partenza verso Dadal, sempre verso est, una zona ricca di laghi e fiumi, di cui i più grandi sono i fiumi Onon e Balj. Si pone il campo nella steppa, nei pressi dei corsi d’acqua.

10°g. Fiumi Onon e Balj - Deluun Boldog
Si raggiunge Dadal da dove si piega verso sud proseguendo verso il monte Deluun Boldog, il luogo natale di Temuujin, il futuro Genghis Khan, il punto più orientale del percorso. Cena e pernottamento in campo Gher.

11°g. Deluun Boldog – Undurkhaan
Inizia il percorso verso ovest, seguendo la vallata di Genghis Khan fino a Undurkhaan, dove si visita il museo e ci si accomoda in un semplice hotel locale.

12°g. Undurkhaan - Avraga Toson
Proseguimento del viaggio di rientro fino al villaggio di Avraga Toson nei pressi dell’omonimo lago, dove vi trova il monumento dedicato al 750° anniversario della Storia Segreta dei mongoli. Si pone il campo nella steppa.

13°g. Avraga Toson
Visita del monumento ed escursione alle sorgenti di Avraga Toson, si trascorre la giornata sulla riva del lago Avraga. Si pone il campo nella steppa.

14°g. Avraga Toson - Ulaan Baatar
Rientrando ad Ulaan Baatar una breve deviazione porta a Gachuurt, dove si trova l’Hotel Mongolia, con la riproduzione in miniatura dell’antica Karakorum. All’arrivo, sistemazione in hotel.

15°g. Ulaan Baatar
Visita al Museo di Storia, dove sono illustrati lo sviluppo della storia dell’uomo nelle terre mongole, si trovano numerosi oggetti della cultura nomade e una raccolta completa di costumi e gioielli tradizionali delle varie etnie mongole, oltre ad interessanti reperti storici; del Museo dell’Arte, ricco di opere di Zanabazar e di altri importanti artisti mongoli; del museo-monastero di Choijin Lama, uno dei pochi rimasti intatti che conserva le maschere originali utilizzate nelle danze rituali degli Tsam e splendide sculture di Zanabazar. Si avrà anche del tempo a disposizione per gli acquisti.

16°g. Volo per l’Italia
Per chi è giunto fin qui con Aeroflot, la partenza da Ulaan Bataar è al mattino con arrivo in Italia in giornata.

 

 

Se si dispone di qualche giorno in più…

Chi dispone di alcuni giorni in più può arricchire l’itinerario con alcune interessanti visite che completano molto bene un viaggio in Mongolia. Ci sono diverse opzioni, ma dal punto di vista della completezza, un nostro suggerimento è di recarsi a Kharkhorin (Karakorum) transitando dalla cittadina di Khujirt, dove si sosta utilizzando un campo Gher. Da qui si raggiungono le omonime cascate ed il meraviglioso monastero di Tovkhon Khiid, situato alle pendici della catena montuosa dei Khangai che marcano il confine con la valle dell’Orkhon: fondato da Zanabazar nel 1653, è stato ricostruito di recente e nei dintorni si trovano diversi luoghi di pellegrinaggio ed eremi rupestri. Arrivati nell’antica capitale dell’Impero di Genghis Khan, che dista 350 km da Ulaan Baatar ma è collegata per il rientro con una strada asfaltata in buone condizioni che si percorre in circa 5 ore, si visitano il monastero-museo di Erdene Zuu e, a circa 20 km, il monastero di Shankh.

Chiudi ×