Myanmar: Il paese del sorriso

Programma da 13 a 17 giorni o più che porta nei siti classici e prevede un’ampia esplorazione della regione del lago di Inle; al termine sono possibili due estensioni:

  • un soggiorno di relax a Ngapali, dove si trova la più bella spiaggia birmana. Raggiungibile in volo da Yangon;
  • un’esperienza di pratica meditativa condotta da monaci birmani nel centro Chanmyay Yeiktha a Hmawbi, situato a circa 45 km da Yangon.

È anche possibile abbinare le due estensioni e/o variarne la durata; nel programma che segue viene suggerita una durata minima.

 

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Pindaya
Lago di Inle
Indein

 

Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196

 

L’itinerario inizia con la visita di Yangon, con i suoi tipici palazzi in stile coloniale. Si parte quindi in volo per Mandalay dove ci si immerge nelle visite di questa antica capitale e di Mingun, ricchissimi di storia; in queste regioni risiede la maggior parte dei monaci birmani e si trovano stupendi templi costruiti in legno di tek. Da Mandalay ci si sposta a Monywa sul fiume Chinwin, nei cui pressi si trovano le grotte di Powintaung dove tra gli innumerevoli templi rupestri sono custodite 400.000 statue e preziosi affreschi. Si prosegue sempre con un mezzo privato per Bagan, dove sorgono centinaia di pagode immerse nella bella natura di una grande ansa del fiume Irrawaddy; un luogo ritenuto tra i siti archeologici più affascinanti al mondo. Dopo un’approfondita visita, estesa anche al villaggio di Phwarsaw, si parte in volo per Heho raggiungendo le “grotte dei mille Buddha” a Pindaya. Da qui si prosegue per Taunggyi, si visita Kakku, uno stupefacente sito che raccoglie innumerevoli stupa, e si continua per il lago di Inle, considerato da molti viaggiatori il gioiello di Myanmar, uno spazio fuori dal tempo con villaggi su palafitte, orti galleggianti, pagode e mercati dove si vedono anche molte lavorazioni di artigianato tradizionale. Si esplora a fondo questo splendido specchio d’acqua con un percorso che include siti di raro fascino: Indein, Taung To e il remoto villaggio di Sanghar, che si raggiunge navigando con le piroghe lungo un fiume. Si torna quindi in volo a Yangon dove si completano le visite della città e ci si reca alla grandiosa pagoda di Shwedagon, centro spirituale del Paese. Per chi non segue le estensioni, volo di rientro.

 

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Monachelli birmani
Orchidea
Inle, "donna giraffa"

 

 

Meditazione in Birmania

La pratica meditativa è parte integrante della cultura birmana e per molti qui è normale fare ritiri di meditazione in diversi momenti della vita; a volte nel corso di questi i partecipanti prendono anche i voti monastici, limitatamente alla durata dell’esperienza, per poi tornare alla normale vita quotidiana e di famiglia. Vi sono diversi centri dove i laici sono ammessi e le tecniche insegnate sono rigorose, sperimentate ormai da secoli. Si usufruisce di istruttori che sono monaci esperti, persone che dedicano la vita a queste pratiche, ma i contenuti non richiedono l’adesione al contesto religioso buddista e sono focalizzati sull’acquisizione di metodi che consentano la consapevolezza e il controllo dei flussi di pensiero, con lo scopo di portare le persone a familiarizzarsi con metodi che possono poi essere di aiuto nella vita.

 

Dove

Alcuni centri sono aperti agli stranieri; tra questi uno dei migliori, che abbiamo scelto per chi è interessato a questa esperienza, è il Chanmyay Yeiktha, che ha recentemente aperto una nuova sede a Hmawbi, a circa 45 km da Yangon. Questa nuova sede è particolarmente adatta in quanto ubicata in una zona rurale tranquilla e dispone di ampi spazi e giardini che si estendono su 10 ettari e dove vi sono alberi di alto fusto, con anche delle piattaforme coperte ubicate tra gli alberi per la pratica solitaria, immerse nella natura in un contesto molto gradevole. Può essere accolto un numero massimo di pochi stranieri, che vengono seguiti da monaci o monache che parlano la lingua inglese. Vi sono alloggi separati per uomini e donne.

 

La pratica

Per i principianti l’attività si basa sull’Anapanna, ovvero un approccio che porta a rafforzare la capacità concentrativa e di consapevolezza che pone grande enfasi all’attenzione sul respiro, in modo simile al Vipassana, ma senza estendersi eccessivamente agli aspetti contemplativi tipici di quest’ultimo. Non vi è una scaletta di orari prefissata perché gli insegnanti determinano cosa fare in funzione dell’esperienza della persona; ma è un impegno molto serio: viene sempre utilizzata l’intera giornata fin dalle prime ore del mattino, si parla pochissimo, ogni attività è svolta con calma e presenza mentale, si consumano solo due pasti e la sera si beve solo un succo. In sintesi, è un’esperienza molto bella, ma intensa e forte, che necessita di una corrispondente motivazione. La serietà dell’organizzazione si misura anche dal… costo: si esegue il tutto a fronte di un’offerta libera, non vi è un ‘costo’ fissato perché nella tradizione l’insegnamento della meditazione non ha prezzo, in quanto ha un valore che trascende la sfera materiale e non può, ne deve, essere venduto.

 

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Yangon, Shwedagon
Mingun
Indein

 

 

DESCRIZIONE DEL VIAGGIO

1°g.   Partenza per Yangon in Myanmar

2°g.   Arrivo a Yangon
Arrivo a Yangon, sistemazione e visita della città con i tanti edifici in stile coloniale nella zona centrale, il tempio di  Chauk Htut Gyi con la grande statua del Buddha reclinato, la zona cinese e in serata la pagoda di Botataung.

3°g.   Yangon – Mandalay
Al mattino si parte in volo per Mandalay, situata circa 600 km più a nord. Questa città, il centro più importante dopo Yangon, è considerata la capitale culturale e religiosa dello stato: vi risiede oltre la metà dei monaci birmani. Già capitale del regno birmano settentrionale, il re Mingon vi eresse nel 1856 una suntuosa fortezza di cui resta l’imponente cinta muraria, lunga 8 km e alta 8 metri, circondata da un fossato di 70 metri di ampiezza. Con una piacevolissima gita in barca sul fiume si raggiunge in circa un’ora l’antico sito di Mingun, dominato dalla mastodontica massa della pagoda incompiuta di Pahtodawgyi, dove è anche custodita un’enorme campana (90 tonnellate!) che si dice essere la più grande al mondo. Rientrati a Mandalay nel pomeriggio si fa tappa al monastero di Shwe Kyaung, adornato di sculture lignee di raffinata esecuzione, ed alla pagoda di Kuthodaw, recentemente assurta a patrimonio dell'umanità, celebre perché vi sono incise su 729 lastre di marmo diverse scritture buddiste e motivo per cui è stata anche nominata il ‘Libro più grande del mondo’. Si procede quindi in automobile per guadagnare la sommità di Mandalay Hill, dai cui 200 metri di altitudine la vista spazia su tutta la città ed i dintorni, un punto stupendo per godersi il tramonto.

4°g.   Mandalay - Monywa
La cittadina di Monywa dista 112 km verso est, un viaggio che richiede quasi 4 ore; nei pressi di Mandalay è prevista una sosta per visitare un interessante laboratorio orafo nel villaggio di Ywa Htaung, vicino a Sagaing. A Monywa si trovano diverse pagode e templi, tra cui la Thanboddhay Paya è il sito più interessante da visitare. Dopo pranzo ci si reca alle grotte di Powintaung, utilizzando per un tratto un mezzo locale: qui nelle falesie si contano 947 grotte scavate nell’arenaria che preservano circa 400.000 statue e innumerevoli affreschi, un’incredibile collezione che gli archeologi considerano la più vasta e ricca esistente al mondo. Dopo la visita si rientra a Monywa seguendo lo stesso percorso.

5°g.    Monywa – Pakokku - Bagan  
Si percorrono 120 km in direzione sud arrivando a Pakokku, dove si può visitare la produzione di bastoncini d'incenso e di giocattoli di carta; si effettua un giro della cittadina utilizzando i tuk tuk. Con circa un’altra ora di guida (40 km) si giunge quindi a Bagan. Bagan è uno dei siti archeologici più incredibili al mondo, con migliaia di costruzioni di circa 800 anni. Si iniziano le visite, l’area è molto estesa, circa 10 chilometri quadrati, ma i templi e pagode principali sono nei pressi della grande ansa del fiume Irrawaddy.

6°g.    Bagan
Si visitano i siti più interessanti, tra cui la pagoda di Shwezikone, particolarmente sacra; risalente all'undicesimo secolo, presenta un antico stile architettonico in pietre e sabbia. Quindi i templi di  Kyansitthar, famoso per le pitture murali, e di Wetkyiinn Gupyaukgyi con le pareti affrescate nel XIII secolo, Htilo Minlo, egregio esempio di architettura, il celebre tempio di Ananda dai battenti mirabilmente cesellati in legno teak, ed altri. Ci si reca al villaggio di Phwarsaw e per il tramonto si raggiunge una panoramica pagoda utilizzando i calessi trainati da cavalli.

7°g.    Bagan – Heho - Pindaya – Taunggyi
Si parte in volo per Heho, una località situata più ad est nella regione centrale del Paese. Dall’aeroporto ci si reca a Pindaya (40 km), una graziosa cittadina dello stato di Shan con un laghetto su cui si affacciano le falesie dove si nascondono le “grotte dei mille Buddha”. Nella grotta principale nel corso dei secoli sono state poste oltre 8000 statue del Buddha. Dopo la visita si torna verso Heho e si prosegue per Taunggyi (68 km da Pindaya).

8°g.   Taunggyi – Kakku – Lago di Inle
Trasferimento a Kakku, che dista 46 km a sud, un sito che custodisce un numero incredibile di Stupa (circa 2200!) edificati nel XVII secolo; all’intorno si vedono dei bei viillaggi ed alcune pagode rupestri. Si rientra a Taungyyi e si prosegue per il villaggio di Nyaung Shwe (30 km), sulle rive del lago Inle. Si sosta poi per una visita del monastero di Shwe Yan Pyae, realizzato in tipico stile Shan con il legno di tek, dove studiano dei piccoli monaci. Si lascia il paese in barca navigando lungo il canale che immette sul lago di Inle, iniziando l’esplorazione di questo luogo incantato: lungo 22 chilometri e largo 11, adagiato a 800 mt di altitudine, è una perla di bellezza naturale dove i pescatori utilizzano con grande maestria le caratteristiche reti coniche di bambù in equilibrio su una sola gamba, una pesca unica che per il visitatore è un intrattenimento sorprendente.

9°g.   Lago di Inle, Indein
Inle è interessantissimo da esplorare con la barca: sul lago si trovano 17 villaggi con molti templi costruiti su palafitte. Tra i diversi siti meritevoli di particolare nota, Phaungdaw Oo è il tempio più importante; molto conosciuto è anche il monastero di Nga Phe Kyaung costruito in tek con molti pilastri decorati, dove si trovano statue di ottima fattura e i monaci fanno esibire dei gatti che saltano. L’industriosa gente che popola Inle ha creato dei giardini galleggianti per poter coltivare, oltre ad aver sviluppato molte particolari forme di artigianato, compresa una filatura eseguita con i gambi dei fiori di loto; la visita delle botteghe di produzione è molto interessante e spesso si incontrano le “donne giraffa”, giunte fin qui di fatto per farsi fotografare in cambio di piccole mance, un effetto questo dell’arrivo del turismo ma che a loro sembra gradito. Nel pomeriggio, navigando lungo i canali che si dipartono dal bordo del lago, ci si reca al villaggio di Indein per raggiungere uno dei siti più interessanti, una miriade di pagode che sorge dalla giungla in cima ad un colle. Si accede risalendo una stradina gradinata, interamente coperta da una tettoia sotto cui sostano e vendono prodotti locali d’artigianato genti appartenenti a diverse etnie.

10°g.    Lago di Inle, Sanghar
Si parte in barca attraversando il lago di Inle fino alla sponda meridionale; qui si sosta a visitare il sito di Taung To dove su di un colle si trovano centinaia di stupa costruiti nel XVII secolo, di cui solo alcuni restaurati. Si continua per il villaggio di Sanghar, un luogo che nel XVIII secolo era una delle città principali della regione di Shan, che dista circa 40 km dall’hotel; la navigazione è interessantissima e dura circa 3 ore attraverso il magnifico ambiente naturale della regione, impreziosito dalle case dei pescatori e dai monasteri costruiti su palafitte. Oltre il lago si seguono corsi d’acqua che attraversano diversi villaggi etnici arrivando al lago di Moe Byae, che fu formato in antichità con la costruzione di una diga, sulla cui sponda orientale si trova Sanghar; qui, ed anche in altri punti, si vedono diversi gruppi di stupa in stile shan. Si pranza nel villaggio di Thar Khaung, si sosta a Naung Bo, dove viene prodotto un particolare tipo di vasellame realizzato con più strati, e si vedrà anche una distilleria locale di liquore di riso. Si rientra quindi in hotel, sempre in barca.

11°g.   Lago di Inle – Heho – Yangon
Si parte con la barca arrivando sulla sponda settentrionale del lago a Nyaung Shwe e con un pulmino privato si prosegue per l’aeroporto di Heho dove ci si imbarca sul volo per Yangon. Nel pomeriggio si visitano il monastero di Kalaywa Tawya e il parco dove vi è il venerato elefante bianco. Completa la giornata la visita della pagoda di Shwedagon, immortale centro spirituale della Birmania dove numerosi devoti eseguono le proprie preghiere, con la grande costruzione centrale alta 98 metri circondata da una profusione di templi minori che, anche se realizzati in diversi stili, creano un insieme sorprendentemente armonico.

 

Per chi rientra:

12°g.    Yangon e volo di rientro
Ci si reca alla grandiosa pagoda di Shwedagon, centro spirituale del Paese. Trasferimento in aeroporto e partenza per l'Italia.

13°g.   Arrivo a destinazione  

 

Per chi prosegue, opzione relax al mare tropicale:

(NB: la durata del soggiorno può essere estesa a piacere; e si possono seguire entrambe le opzioni)

12°g.    Yangon – Ngapali  
Dopo un'ultima visita a Yangon, si parte in volo per Ngapali.

13°g. – 15°g.   Ngapali  
Soggiorno di relax.

16°g.    Ngapali – Yangon e volo di rientro  
Si parte in volo per Yangon in mattinata e poi ci si imbarca per l'Italia.

17°g.    Arrivo a destinazione  

 

Per chi prosegue, esperienza di meditazione birmana

12°g.    Yangon – Hmawbi (Centro Chanmyay Yeiktha)  
Ci si reca al centro Chanmyay Yeiktha di Yangon per effettuare la registrazione, quindi ci si trasferisce presso il centro di meditazione, a circa 45 km dalla città.

13°g. – 15°g. Chanmyay Yeiktha  
Pratiche di meditazione.

16°g.    Hmawbi  - Yangon e volo di rientro  
Si rientra a Yangon in mattinata; si avrà del tempo per fare acquisti o per un'ultima visita alla città. Volo per l'Italia.

17°g.   Arrivo a destinazione

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